Windows alla conquista del Brasile

La Starter Edition, un Windows ridotto, si diffonderà nel paese per contrastare pirateria ed open source. Ma il governo di Lula non sembra appoggiare la strategia Microsoft

Redmond (USA) - I vertici Microsoft conoscono l'importanza strategica dei paesi in via di sviluppo: ?conquistarli? sin da oggi significa garantirsi un pezzettino di futuro. Per questo, dopo Thailandia, Indonesia, Malaysia, Russia e India, la versione a basso costo del sistema operativo di Redmond sbarcherà sulle soleggiate coste del Brasile: Windows Starter Edition è pronto per accattivarsi gli utenti del grande paese sudamericano.

Si tratta come noto di una versione alleggerita del classico Windows XP, localizzata in questo caso in lingua portoghese ed appositamente realizzata per andare incontro alle esigenze dei paesi meno ricchi. Tuttavia Microsoft non ha ancora annunciato né il prezzo né ulteriori specifiche tecniche del sistema operativo localizzato per il Brasile. E' stato soltanto reso noto che il SO sarà "dimezzato": prezzi ridotti per funzionalità altrettanto ridotte.

Windows Starter Edition permetterà l'esecuzione in multitasking di un massimo di tre programmi, nonchè modalità grafiche a bassa risoluzione. Saranno assenti la gestione di LAN domestiche e la possibilità di impostare utenti multipli per ogni singolo computer. Il pacchetto Starter Edition sarà unicamente disponibile in abbinamento con un PC. Basteranno queste caratteristiche per battere Linux&Co., che contano addirittura sul supporto del governo di Luis Inacio Lula da Silva?
Microsoft intende puntare sui prezzi altamente competitivi e fa sapere di voler sconfiggere pirateria ed avversari open source fornendo un prodotto di marca, affidabile e di facile utilizzazione. Finora i test pilota condotti nel sud-est asiatico non hanno dato buoni risultati di vendite. Persino in Cina, dove Microsoft ha lanciato una innovativa campagna denuncia il pirata e guadagna maxisconti, gli utenti sembrano indulgere nella pirateria oppure nel preferire SO open source.

Che Microsoft debba pensare una nuova strategia di conquista? Il rischio è di soccombere a Linux e di perdere milioni di potenziali utenti. A pesare sulle politiche di Lula non è soltanto una già dichiarata propensione all'open source in chiave anti-divide ma anche interventi come quello del MIT: esponenti del Massachussets Institute of Technology hanno indicato l'open source al Brasile come via per la creazione di una strategia di "inclusione digitale".

Tommaso Lombardi
TAG: mercato
206 Commenti alla Notizia Windows alla conquista del Brasile
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  • Quale scegliereste?

    Inoltre lo spiluppo delle distro e il software specifico potrebbe anche essere assegnato a ditte brasiliane cosi da incetivare l'economia brasiliana e le competenze di ingegnieri e tecnici brasiliani.

    Se si compra la roba di Redmond il Brasile aiutera Zio Bill a comprasi il nuovo Yacht senza nessun vero vantaggio per l'ecomia interna.

    Metre con l'open souce se ben gestito i vataggi per il Brasile sarebbero molteplici. E non solo legati ai PC a basso costo.
    non+autenticato
  • Attenzione: questo e' un messaggio per i lettori dell'attuale post: qui intorno si aggirano impiegati della nota casa microzozz, che vengono pagati per poter parlar male di linux.
    Sono alla frutta e se la prendono con gli utenti linux perche' sanno che finiranno in mezzo ad una strada.
    Non ci cascate, perche' lo sanno benissimo che linux e' migliore di winsozz, ma anche loro partecipano alla campagna "get the Fuck" della loro azienda.
    State attenti!
    Anonimo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Attenzione: questo e' un messaggio per i lettori
    > dell'attuale post: qui intorno si aggirano
    > impiegati della nota casa microzozz, che vengono
    > pagati per poter parlar male di linux.
    I dipendenti m$, purtroppo per loro, non vengono pagati per fare astroturfing. E' un'extra che gli viene "richiesto".

    > Sono alla frutta e se la prendono con gli utenti
    > linux perche' sanno che finiranno in mezzo ad una
    > strada.
    Per il mercato server ci sono già. Fatti un giretto sulle statistiche di http://news.netcraft.com/ Occhiolino

    > ... "get the Fuck" della loro azienda ...
    Correzione: ... "get the FUD" della loro azienda ...

    > State attenti!
    Ho già quasi TOTALMENTE eradicato m$ dai computer casalinghi (mandriva sulla ws principale, ubuntu sui due serverini). L'ho dovuto conservare solo sulla macchina dedicata al simulatore di volo (purtroppo).


    Hasta luego
    non+autenticato
  • Guardate questa immagine
    http://gandalf.it/nodi/castello.htm

    e questo è l'articolo da dove salta
    http://gandalf.it/nodi/assedio.htm


    La metafora del castello mi sembra azzeccata.
    In effetti ci manca solo che la M$ pretenda lo "jus primae noctis" (si scrive così?) per utilizzare un suo prodotto
    non+autenticato

  • La nuova missione di M$ e' prendere in giro il mondo.
    Fottere tutti e fargli credere di stare facendo i suoi interessi.

    Pur di far pagare poco e giustificare un basso prezzo rispetto agli altri paesi si e' disposti a ridurre le funzionalita' di un sistema che non vale una frazione del suo costo.

    Come dire, questo potete pagare e questo vi posso dare.

    In palese contraddizione con il mondo opensource dove migliaia di programmatori, molti hobbisti hanno dimostrato al mondo di saper fare megli di un'azienda commeciale e ricchissima.

    Se questo non e' un volersi mostrare arroganti e farabutti, e perdere il mercato di un intero paese, allora cos'e'?

    non+autenticato
  • ... un sistema (non)operativo che fa girare 3 processi... ma chi pensano di prendere in giro... con una debian faccio girare tutti i processi che voglio e la pago quasi zero. Pensate che se Linux non esistesse, M$ venderebbe al brasile win allo stesso prezzo che lo paghiamo noi... puah! più vado avanti più disprerzzo M$!!
    non+autenticato
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