Big Brother, l'Argentina ci ripensa

Il presidente Kirchner interviene personalmente per bloccare la legge sulla data retention, quella che obbliga alla conservazione dei log per dieci anni

Buenos Aires (Argentina) - Tale è lo scalpore suscitato dalla singolare normativa argentina sulla data retention che il presidente argentino Nestor Kirchner ha deciso di intervenire per bloccarla. Si tratta di una legge che, come noto, obbliga dal prossimo 31 luglio i fornitori di servizi internet a conservare i dati di traffico per dieci anni.

Stando a quanto riportato dagli organi di stampa locali, infatti, Kirchner ha già comunicato di volersi avvalere delle proprie prerogative presidenziali per sospendere l'efficacia della legge che per la sua portata anti-privacy è finita nel ciclone delle polemiche.

A spingere Kirchner a questa decisione è stata, a quanto pare, la constatazione che la formulazione della normativa consentirebbe la conservazione di troppi dati sugli utenti, non solo quelli relativi al mero traffico internet, ma anche quelli riguardanti i loro comportamenti in rete nonché i contenuti visitati e via dicendo.
Quando la prossima settimana tornerà da una visita in Germania, il presidente dovrebbe quindi firmare un decreto che costringerà il Parlamento argentino a rivedere la normativa o a bocciarla definitivamente.

Da parte sua il Governo ha voluto sottolineare che la legge, ancorché "difettosa", proveniva da un'esigenza avvertita dalle forze dell'ordine, quella di monitorare il traffico internet, e non dal desiderio di esplorare anche i suoi contenuti.
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5 Commenti alla Notizia Big Brother, l'Argentina ci ripensa
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  • Grande presidente!
    La storia è lunga ma lui e il suo governo ha dapprima scaricato le politiche neoliberiste filoamericane (del FMI) del precedente ministro Cavallo (la così detta cura Cavallo...), ha decretato il default, ha rinegoziato il debito, sta scaricando o ha scaricato i tangobond mettendo ahimé in difficoltà economica molti italiani (comunque andava fatto e la responsabilità è di chi ha appoggiato e dato fiducia alle politiche filoamericane, leggi banche italiane, FMI, USA).

    Ha poi accettato molti soldi dalla CINA che si è comprata alcune infrastrutture nazionali, materie prime, ecc, ecc. In questo modo non ha necessità impellente dei soldi dell'FMI (leggi soldi americani e anche europei) e può praticare una politica all'interno del mercato comune latinoamericano (brasile, cuba. venezuela, argentina, ecc, ecc) e starsene lontano dal mercato comune usa-america latina. (i nomi dei due mercati non l ricordo).

    Quindi adesso può permettersi di tutelare i propri cittadini stando lontano dalle politiche antiprivacy sostenute dagli USA il cui eco arriva spesso in EU e in Italia.

    Insomma credo che noi italiani abbiamo pagato con i Tangobond questa decisione filoprivacy di Kirchner.

    Al solito le mie considerazioni valgono non più di due centesimi.
  • ...inviare tutto alle biblioteche di Roma e Firenze?

    (chi ha orecchie per intendere...)
    non+autenticato
  • "Da parte sua il Governo ha voluto sottolineare che la legge, ancorché "difettosa", proveniva da un'esigenza avvertita dalle forze dell'ordine, quella di monitorare il traffico internet, e non dal desiderio di esplorare anche i suoi contenuti."

    L'Argentina è proprio il più occidentale tra i paesi sudamericani...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "Da parte sua il Governo ha voluto sottolineare
    > che la legge, ancorché "difettosa", proveniva da
    > un'esigenza avvertita dalle forze dell'ordine,
    > quella di monitorare il traffico internet, e non
    > dal desiderio di esplorare anche i suoi
    > contenuti."

    d'accordo, ma non PER DIECI ANNI
    e che sia ben definito che solo l'autorità giudiziaria può
    accederci e che non basta una lettera da un avvocato
    delle major o altri baroni per ottenre che il provider
    (notoriamente sempre fra l'incudune e il martello) per
    evitare guai più grossi gli molli i log