Mandriva Linux vede la luce

Il buon vecchio Mandrakelinux cede il posto al nuovo Mandriva Linux, distribuzione che aggiorna la precedente distribuzione desktop e si prepara alle nozze con il Linux di Conectiva

Parigi - Con il lancio della versione aggiornata della propria distribuzione Linux, battezzata Mandriva Limited Edition 2005 (MLE), l'ex Mandrakesoft si lascia alle spalle l'"era Mandrake" per adottare in via definitiva il nuovo nome Mandriva.

Ciò che più ha spinto la società franco-americana a cambiare nome è la causa in corso con Hearst Corporation, una delle società americane che detengono i diritti sul celebre fumetto Mandrake the Magician. La necessità di difendersi dai reclami del grosso editore statunitense si è tuttavia coniugata, per l'ex Mandrakesoft, all'opportunità di adottare un nome che meglio palesi la nuova identità assunta dall'azienda dopo la recente fusione con Conectiva: il nome Mandriva, infatti, altro non è che la sintesi dei vecchi nomi Mandrakesoft e Conectiva.

MLE 2005, che fino all'ultima release candidate era nota come Mandrakelinux 10.2, rappresenta l'ultima distribuzione "old style" di Mandriva: lo scorso marzo la società ha infatti annunciato il lancio per fine d'anno del suo primo sistema operativo che integrerà il codice di Mandrakelinux con quello della distribuzione di Conectiva. L'intenzione di Mandriva è anche quello di portare la frequenza dei rilasci delle major release da semestrale ad annuale: il nome "Limited Edition" contraddistinguerà proprio le release minori, il cui scopo sarà sostanzialmente quello di aggiornare i pacchetti software e correggere bug e vulnerabilità di sicurezza.
L'attuale Limited Edition è difatti un aggiornamento di Mandrakelinux 10.1, di cui migliora aspetti come il rilevamento dell'hardware e la gestione delle chiavette USB. MLE 2005 include il kernel Linux 2.6.11.6, KDE 3.3.2 (con alcune applicazioni tratte dalla nuova versione 3.4, tra cui kpdf), GNOME 2.8.3, Firefox 1.0.2, GCC 3.4.3, GIMP 2.2, Cdrecord 2.01.01a21 (con supporto ai DVD+R dual-layer), OpenOffice.org 1.1.4 e MySQL 4.1.11. Le altre maggiori novità sono elencate in questa pagina.

La nuova distribuzione è al momento disponibile solo per gli iscritti al Mandrakeclub, che la possono scaricare da BitTorrent o dal Web. Gli altri utenti possono preordinarla su DVD al prezzo di 59 euro. Più avanti Mandriva rilascerà una versione pubblica di MLE 2005 che potrà essere scaricata gratuitamente da tutti.
278 Commenti alla Notizia Mandriva Linux vede la luce
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  • che sia piccola da scaricare (uno-max 2 CD).
    Esiste una distro facile e che occupi poco spazio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > che sia piccola da scaricare (uno-max 2 CD).
    > Esiste una distro facile e che occupi poco spazio?

    Direi che ubuntu va bene.

    Il massimo è la netinstall di debian, installazione minimale con una iso di circa 150Mb e poi il resto te lo prendi tu dai repository, quello che ti serve con la scelta dei pacchetti.

    Ovvio che in questo caso però dovresti avere una adsl, per aggiornare in tempi accettabili.

    In caso contrario, i bei pacconi da 3 cd in edicola forse sono la scelta migliore, così hai da scaricare il meno possibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > che sia piccola da scaricare (uno-max 2 CD).
    > Esiste una distro facile e che occupi poco spazio?
    Prova con l' ottima e facilissima (anche per quanto riguarda gli aggiornamenti) SUSE Linux 9.3 live dvd:
    http://distrowatch.com/?newsid=02555#0
    http://www.suseitalia.org/modules/news/article.php...

    P.S. Tra un mese circa molto probabilmente la troverai anche in edicola....
    non+autenticato
  • Notizia di ieri:
             
    "Spanish supermarket Mercadona is rolling out Red Hat Linux across 10,000 desktops.
    ......
    The open source operating system will also be installed on
    all point of sale terminals and servers, using Red Hat Enterprise Linux. "

    Incredibile. Migrazioni di decine di migliaia di desktop al giorno,
    dappertutto fuorché in italia, bulgaria informatica (mi scusino i bulgari,
    mi riferisco alle % windows in controtendenza con i paesi civili)

    http://news.zdnet.co.uk/software/linuxunix/0,39020...

    Ah, attenzione, su tutte queste decine di migliaia di macchine, notoriamente
    non esistono applicazioni utilizzabili, come sanno bene i wintroll di qui,
    specie per lo sviluppo di giochini in directx. Chissa perche tutti installano
    queste stronzate e mandano al diavolo zio bill ?
    Eh, sarà la politica, per metterlo in quel posto al monopolio...
    non+autenticato
  • e vedrai che continuera' ad espandersi Sorride
    Queste sono le notizie che voglio sentire.
    Del resto tutti i giorni vedo da parte di professionisti e utenti (non utonti) una migrazione verso *un* sistema operativo decente.
    Saluti
    non+autenticato
  • Nesssuno, proprio nessuno, è disposto a
    pensare che devono essere persi posti di
    lavoro in aziende efficenti a causa dell'oss
    a danno di programmatori, tecnici, etc.

    Faccio pero notare che esistono delle priorità.

    La pa non può affidare la sua struttura informatica
    a un'unica azienda, tra l'altro condannata per
    abuso di posizione monopolista, sul sw della
    quale non ha nessun controllo. Ecco perché
    tante pa stanno migrando a software a codice
    aperto, per elementari ragioni di sicurezza, e
    non sarà certo il c.d. shared source che
    rallenterà questa tendenza.

    Un paese moderno ha bisogno di promuovere
    lo sviluppo di un'industria informatica nello stesso
    modo in cui avveniva cent'anni fa con l'industria
    automobilistica. Non si può pensare di azzerare
    qualsiasi possibilità di sviluppo del settore per
    favorire, ancora, il monopolio di una multinazionale
    Quest'industria, che in europa conta milioni di piccole
    e medie aziende, deve crescere, creare posti di
    lavoro, tecnologie indipendenti, non essere schiacciata
    definitivamente per gli interessi di alcune grandi
    corporation extra-europee e dei loro monopoli.
    Cosi si comportano tutti, in tutto il mondo, com'è
    ovvio che sia: a nessuno piace rimanere semplice
    compratore e l'Europa ha le risorse per produrre
    e promuoverle è un dovere a tutti i livelli.
    Questo, mentre fino a pochi anni fa era
    quasi impensabile, ora si può fare grazie al sw
    aperto di cui l'Europa è già grande produttrice.

    Se si pensa alla migrazione di decine di migliaia di
    macchine, qual'è avvenuta in citta come Vienna e
    sta per avvenire a Monaco, difficilmente si può
    sostenere che non vengono creati posti di lavoro
    e non si sviluppano aziende locali. Ci sarà
    sicuramente un ricambio di fornitori, ma è ovvio che saranno più i posti creati. Installazioni,
    personalizzazioni, manutenzione, formazione,
    progettazione, tutto è in mano a personale interno
    e ad aziende locali: sistema operativo, suite per ufficio,
    insomma strumenti di base, gia ora non sono
    sviluppati con risorse locali, e il risparmio è dunque
    completo e non pregiudica l'occupazione, anzi la
    espande. Il risultato è che queste amministrazioni
    avranno creato occupazione locale e avranno
    realizzato un'infrastruttura sicura sulla quale hanno
    un controllo diretto.

    Quanto all'Italia, secondo me i tecnici windows non
    hanno a breve termine molto da preoccuparsi. Siamo
    molto indietro rispetto a paesi come la germania.
    La percentuale d'uso di windows in italia è ancora
    bulgara, la piu elevata al mondo, piu di quella negli
    stessi usa. In germania apache è usato al 91%,
    IIS al 6%, in Italia il primo al 49 il secondo al 47,
    tanto per fare un es. Tuttavia, se restiamo
    in Europa, e questo è tutto da vedere, visto che negli
    ultimi anni abbiamo fatto molto per andare contro
    l'Europa, che ora non credo sia disposta a perdonarci
    granché, specie lo sforamento dei parametri di debito
    ancorché allargati, beh, la tendenza generale è per
    lo sviluppo di tecnologie indipendenti basate su sistemi
    aperti, come succede ormai in mezzo mondo, cina,
    giappone e brasile inclusi. Quindi, nella migliore della
    ipotesi (italia che riesce a rimanere in europa) è probabile che si segua questa tendenza europea.

    Spero di non aprire flame.
    Se ho detto sciocchezze, fatemelo notare con
    controargomenti.

    Ciao
    non+autenticato

  • > La pa non può affidare la sua struttura
    > informatica
    > a un'unica azienda, tra l'altro condannata per
    > abuso di posizione monopolista, sul sw della
    > quale non ha nessun controllo. Ecco perché
    > tante pa stanno migrando a software a codice
    > aperto, per elementari ragioni di sicurezza, e
    > non sarà certo il c.d. shared source che
    > rallenterà questa tendenza.
    >
    > Un paese moderno ha bisogno di promuovere
    > lo sviluppo di un'industria informatica nello
    > stesso
    > modo in cui avveniva cent'anni fa con l'industria
    > automobilistica. Non si può pensare di azzerare
    > qualsiasi possibilità di sviluppo del settore per
    > favorire, ancora, il monopolio di una
    > multinazionale
    > Quest'industria, che in europa conta milioni di
    > piccole
    > e medie aziende, deve crescere, creare posti di
    > lavoro, tecnologie indipendenti, non essere
    > schiacciata
    > definitivamente per gli interessi di alcune
    > grandi
    > corporation extra-europee e dei loro monopoli.
    > Cosi si comportano tutti, in tutto il mondo, com'è
    > ovvio che sia: a nessuno piace rimanere semplice
    > compratore e l'Europa ha le risorse per produrre
    > e promuoverle è un dovere a tutti i livelli.
    > Questo, mentre fino a pochi anni fa era
    > quasi impensabile, ora si può fare grazie al sw
    > aperto di cui l'Europa è già grande produttrice.
    >
    > Se si pensa alla migrazione di decine di migliaia
    > di
    > macchine, qual'è avvenuta in citta come Vienna e
    > sta per avvenire a Monaco, difficilmente si può
    > sostenere che non vengono creati posti di lavoro
    > e non si sviluppano aziende locali. Ci sarà
    > sicuramente un ricambio di fornitori, ma è ovvio
    > che saranno più i posti creati. Installazioni,
    > personalizzazioni, manutenzione, formazione,
    > progettazione, tutto è in mano a personale interno
    > e ad aziende locali: sistema operativo, suite per
    > ufficio,
    > insomma strumenti di base, gia ora non sono
    > sviluppati con risorse locali, e il risparmio è
    > dunque
    > completo e non pregiudica l'occupazione, anzi la
    > espande. Il risultato è che queste amministrazioni
    > avranno creato occupazione locale e avranno
    > realizzato un'infrastruttura sicura sulla quale
    > hanno
    > un controllo diretto.
    >
    > Quanto all'Italia, secondo me i tecnici windows
    > non
    > hanno a breve termine molto da preoccuparsi. Siamo
    > molto indietro rispetto a paesi come la germania.
    > La percentuale d'uso di windows in italia è ancora
    > bulgara, la piu elevata al mondo, piu di quella
    > negli
    > stessi usa. In germania apache è usato al 91%,
    > IIS al 6%
    >
    91%!!!!Uno schifo per chi odia i monopoli, veramente
    una percentuale d'uso bulgara, la più elevata del mondo.

    , in Italia il primo al 49 il secondo al
    > 47,
    > tanto per fare un es. Tuttavia, se restiamo
    > in Europa, e questo è tutto da vedere, visto che
    > negli
    > ultimi anni abbiamo fatto molto per andare contro
    > l'Europa, che ora non credo sia disposta a
    > perdonarci
    > granché, specie lo sforamento dei parametri di
    > debito
    > ancorché allargati, beh, la tendenza generale è
    > per
    > lo sviluppo di tecnologie indipendenti basate su
    > sistemi
    > aperti, come succede ormai in mezzo mondo, cina,
    > giappone e brasile inclusi. Quindi, nella
    > migliore della
    > ipotesi (italia che riesce a rimanere in europa)
    > è probabile che si segua questa tendenza europea.
    >
    > Spero di non aprire flame.
    > Se ho detto sciocchezze, fatemelo notare con
    > controargomenti.
    >
    > Ciao
    >
    Ti dichiari contro i monopoli e lodi la germania per un
    91%. Fai te.
    non+autenticato
  • e subito arriva il troll a quanto pare.


  • - Scritto da: Anonimo
    > Ti dichiari contro i monopoli e lodi la germania
    > per un
    > 91%. Fai te.

    Ci sono due cose che non ti sono chiare:
    1) Il concetto di Monopolio
    2) Il concetto di Quotare

    Bye,
    Luca
    non+autenticato
  • > Ci sono due cose che non ti sono chiare:
    > 1) Il concetto di Monopolio
    > 2) Il concetto di Quotare
    >
    > Bye,
    >   Luca
    >
    Molto costruttivo.
    non+autenticato
  • E' notizia ufficiale di oggi.
    Alla faccia dei trolloni di questo thread,
    parte la fase operativa della migrazione
    dei 14000 desktop del comune di Monaco
    di Baviera. Si è deciso di non usare una
    distro commerciale, tipo Suse, RHat, etc,
    bensi DEBIAN.
    Vergognatevi trolloni a far propaganda per
    una multinazionale condannata per abusi
    monopolistici. Tutto verrà gestito da alcune
    aziende locali, per incentivare i posti di lavoro
    e lo sviluppo di realtà del luogo

    Aggiungo inoltre:
    "The City of Munich is not the only government organisation to chose Debian. The German Foreign Office and the Office for IT Security, as well as the City of Vienna, have also opted for the free Linux distribution."

    Ve lo devo tradurre in dialetto ?

    Nei paesi civili del nord-europa si passa a linux, anzi
    a debian. Solo per ignoranza, incompentenza e logiche clientelari qui, nel terzo mondo, si resta indietro rispetto a tutti. Questo lo dobbiamo anche a voi, gente
    che ci fa vergognare di fronte agli stranieri

    Leggete trolloni, altri 14000 desktop persi
    definitivamente anche oggi. La germania non è terzo
    mondo come voi, ma un paese di avanguardia
    tecnologica mondiale, e passa a LINUX perchè
    vuole il controllo sulle tecnologie informatiche e lo
    sviluppo di un'industria indipendente, non la svendita
    completa dell'intero settore a un monopolista, come
    vi sognate voi di notte, per i vs affarucci da due soldi

    http://news.zdnet.co.uk/0,39020330,39195204,00.htm
    non+autenticato
  • Oh mio dio!!!
    Cosa hai fatto...hai osato citare un fonte vere a propria ai winlooser più accaniti!!

    Senz'altro ora sarai ricoperto di insulti, senza nessuna tematica di replica tecnica se non che io sviluppo directx e in linux non posso, io adoro VBsrcipt e JScript e tutto il resto è cacca...

    Ogni OS ha il suo ramo applicativo, non ci vedo nulla di male...sono io il primo a riconoscere che sotto alcuni particolari aspetti la scelta di una piattaforma Windows based può essere vantaggiosa, ma proprio non capisco questo muro di gomma per cui le alternative sono schifezze!!

    Secondo molti, mi pare di capire, un software va pagato, preso ESCLUSIVAMENTE black box, inseriti degli input e poi arrivare a degli output...

    C'è qualcuno che la pensa differentemente? fa niente, è un povero cannaiolo da centro sociale, cantinaro, linaro rozzo appestato....

    Mah, proprio non capisco!

  • - Scritto da: bugybugy
    > Oh mio dio!!!
    > Cosa hai fatto...hai osato citare un fonte vere a
    > propria ai winlooser più accaniti!!
    >
    > Senz'altro ora sarai ricoperto di insulti, senza
    > nessuna tematica di replica tecnica se non che io
    > sviluppo directx e in linux non posso, io adoro
    > VBsrcipt e JScript e tutto il resto è cacca...
    >
    > Ogni OS ha il suo ramo applicativo, non ci vedo
    > nulla di male...sono io il primo a riconoscere
    > che sotto alcuni particolari aspetti la scelta di
    > una piattaforma Windows based può essere
    > vantaggiosa, ma proprio non capisco questo muro
    > di gomma per cui le alternative sono schifezze!!
    qui applauso.

    > Secondo molti, mi pare di capire, un software va
    > pagato, preso ESCLUSIVAMENTE black box, inseriti
    > degli input e poi arrivare a degli output...
    qui mazzate. Il software è un lavoro. Quando compri un'auto non paghi solo il materiale, ma anche le spese di sviluppo. Con il software c'è invece solo progettazione. Mi sembra sacrosanto che se una persona voglia difendere il suo lavoro deve farlo. Se io realizzo un codice che altri non sanno fare o che per farlo ci vuole troppo tempo perchè devo darvelo? Può andare bene uno scambio (io ti dò un algoritmo, tu un altro), ma una terza persona perchè si deve trovare la pappa pronta?

    > C'è qualcuno che la pensa differentemente? fa
    > niente, è un povero cannaiolo da centro sociale,
    > cantinaro, linaro rozzo appestato....
    che sia socialista è ovvio (come per l'economia in questo modo che un appiattimento perchè la persona che vuole emergere viene raggiunta all'istante da chi ha cominciato dopo di lui o che ha fatto meno di lui). Il resto no (conosco gente di sinistra che non è ne rozza, ne appestata ne cannaiola).

    > Mah, proprio non capisco!
    Neanche io questa voglio di far lavorare la gente gratis
    non+autenticato
  • >Neanche io questa voglio di far lavorare
    >la gente gratis
    Tra tutti i sistemisti e programmatori
    Linux che conosco, nessuno, proprio nessuno,
    lavora gratis.
    Alcuni di loro mantengono pacchetti debian,
    impegno di alcune ore alla settimana, altri
    partecipano allo sviluppo di pacchetti debian,
    (altri ancora sono piuttosto disimpegnati, forse
    a torto), ma in cambio di questo tutto sommato piccolo
    impegno possono proporre ai loro clienti un intero
    sistema a costo zero o personalizzazioni sulla
    base di pacchetti gratuiti fatte con strumenti
    gratuiti. Secondo te questo è lavorare
    gratis ? Forse non hai ancora capito cos'è l'oss:
    una collaborazione a livello mondiale tra addetti
    ai lavori per sviluppare strumenti di lavoro
    liberamente utilizzabili senza essere nelle mani
    delle grandi aziende. Nessuno credeva che una
    metolodogia del genere potesse funzionare. Ora
    tutti sono costretti a ricredersi e molti sono pronti
    a calunniare il duro lavoro di collaborazione fatto
    per anni da persone che volevano crearsi la propria
    piattaforma professionale. Mi dispiace, calunniare non
    basta, bisogna essere competitivi.
    non+autenticato
  • > qui mazzate. Il software è un lavoro.

    e dove sta scritto che e' solo un lavoro? nel mio lavoro uso e produco (in parte) software open source ma vivo e vivo bene ugualmente.
    Non ho timore di mostrare mie idee (non tutte) ad altri. Provo piacere nel fare cio' che faccio e nel vedere persone *soddisfatte* che utilizzano un mio prodotto.
    Lo farei anche per altre idee ... purtroppo voi finti informatici "economisti e furbi" non le meritate ... preferisco tenerle per me o scambiarle con altre persone che possono fare altrettanto con me.
    Il guadagno? semplice ... vendo il prodotto a codice aperto di modo che il cliente o chi proseguira' il mio lavoro (se piu' bravo di me) lo adatti a seconda delle esigenze (ovviamente deve essere ben progettato).
    Anche il cliente in questo modo e' piu' contento, perche' non ha l'obbligo di comprare un software closed per poi accorgersi che non gli serve a niente (i vostri scadenti prodotti)
    ed essere costretto ad acquistarne altri (con le ovvie gravose spese che voi furbacchioni propinate).

    > Quando
    > compri un'auto non paghi solo il materiale, ma
    > anche le spese di sviluppo.

    un auto e' differente.

    > Con il software c'è
    > invece solo progettazione. Mi sembra sacrosanto
    > che se una persona voglia difendere il suo lavoro
    > deve farlo.

    pensa a migliorare la tua qualita' piuttosto. Se hai timore del software opensource forse e' perche' allora anche tu ritieni sia migliore di quello prodotto da te?

    > Se io realizzo un codice che altri
    > non sanno fare o che per farlo ci vuole troppo
    > tempo perchè devo darvelo?

    e chi lo vuole? sei libero di tenertelo.

    > Può andare bene uno
    > scambio (io ti dò un algoritmo, tu un altro), ma
    > una terza persona perchè si deve trovare la pappa
    > pronta?

    non hai proprio capito un bel niente di cosa sia la filosofia opensource.

    > che sia socialista è ovvio (come per l'economia
    > in questo modo che un appiattimento perchè la
    > persona che vuole emergere viene raggiunta
    > all'istante da chi ha cominciato dopo di lui o
    > che ha fatto meno di lui). Il resto no (conosco
    > gente di sinistra che non è ne rozza, ne
    > appestata ne cannaiola).

    associare l'informatica alla politica e' da idioti. Scrivere un software e' un po' come esprimersi. Io tendo a paragonarlo alla scrittura di romanzi o libri. L'open source e' un po' come uno scambio di conoscenze tra persone che hanno il desiderio di imparare, migliorarsi, conoscere.
    Cosa c'e' di male in tutto questo? che qualche furbacchione non riuscira' a guadagnare piu' nulla dalle proprie schifezze (e vi conosco bene... so cosa fate e come lavorate)? ben venga.
    La conoscenza non deve essere a pagamento. La conoscenza e il sapere e' un diritto di tutti.
    Chi scrive software opensource mette a disposizione di tutti le proprie idee e conoscenze cosi' come altri le rimettono a lui.
    Non e' una pratica comunista o altre scemenze e' semplicemente scambio di conoscenze. Perche' devo pagare per conoscere?

    > Neanche io questa voglio di far lavorare la gente
    > gratis

    mi fa piacere che continui a non capire nulla. Linux e' in forte crescita e' cio' mi da soddisfazioni giorno per giorno.

    non+autenticato
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