Yahoo! Italia, licenziamento e proteste

Filcams-CGIL

Milano - In una nota la Filcams-CGIL ha criticato con forza il provvedimento con cui Yahoo! Italia avrebbe notificato il licenziamento con decorrenza immediata alla delegata sindacale nei giorni in cui, come noto, il personale ha annunciato lo stato di agitazione.

"Filcams-CGIL - si legge in una nota - considera estremamente grave il provvedimento aziendale, denunciandone con forza il carattere antisindacale". Per martedì 19 è convocato uno sciopero dei lavoratori dell'azienda e un'assemblea a cui parteciperà anche la persona licenziata.

"Filcams-CGIL - continua la nota - promuoverà tutte le iniziative necessarie affinché la delegata sindacale venga al più presto reintegrata nel proprio posto di lavoro".
TAG: mercato
47 Commenti alla Notizia Yahoo! Italia, licenziamento e proteste
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  • L?Assemblea dei lavoratori di Yahoo! Italia, riunitasi all?esterno della propria azienda durante lo sciopero di protesta contro il licenziamento (notificato ieri sera) di una delegata sindacale, ha espresso la massima solidarietà alla collega licenziata, condannando il grave provvedimento della direzione aziendale e denunciandone l?evidente carattere antisindacale.
    I lavoratori di Yahoo!Italia confermano lo stato di agitazione, che si intensificherà ulteriormente nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con l?effettuazione di scioperi e forme di lotta che si articoleranno fino al reintegro della delegata sindacale nel proprio posto di lavoro, presso la sede di Yahoo! Italia.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > L?Assemblea dei lavoratori di Yahoo! Italia,
    > riunitasi all?esterno della propria azienda
    > durante lo sciopero di protesta contro il
    > licenziamento (notificato ieri sera) di una
    > delegata sindacale, ha espresso la massima
    > solidarietà alla collega licenziata, condannando
    > il grave provvedimento della direzione aziendale
    > e denunciandone l?evidente carattere
    > antisindacale.
    > I lavoratori di Yahoo!Italia confermano lo stato
    > di agitazione, che si intensificherà
    > ulteriormente nei prossimi giorni e nelle
    > prossime settimane, con l?effettuazione di
    > scioperi e forme di lotta che si articoleranno
    > fino al reintegro della delegata sindacale nel
    > proprio posto di lavoro, presso la sede di Yahoo!
    > Italia.

    Bravi!
    Fate benissimo,dovrebbero tutti reagire come voi di fronte a queste porcherie!!!
    non+autenticato
  • Forse questo è solo il primo
    http://www.breadandroses.it


    Bread&Roses nasce nel 2001 in un momento particolare caratterizzato dalla crisi sociale di Internet e dall'emergere di una nuova categoria di lavoratori i Net Workers che, secondo gli ultimi dati del settore dell'ICT in Italia, sono 500 mila.
    Una categoria che è stata finora tenuta ai margini e probabilmente considerata poco rivelante, ma che sta diventando sempre più importante e numerosa.

    Per questo abbiamo deciso di dar vita al primo sindacato dedicato ai Net Workers: per dar voce a questa realtà nuova e particolarmente significativa di un mercato del lavoro che è in cerca di un equilibrio tra flessibilità e garanzie per il lavoratore.

    Un sindacato innovativo, costituito da giovani provenienti dal mondo della Net economy e che utilizza Internet come strumento di informazione e di discussione (attraverso inchieste e approfondimenti, ma anche con una TV Online), di erogazione di servizi e consulenze (consulenza fiscale, sul contratto di lavoro ed altri temi di interesse) di formazione (e-learning sulle professionalità della net economy) di aggregazione (comunità online delle professioni dell'Ict), di ricerca di lavoro (attraverso lo spazio recruiting).

    Bread&Roses si propone come uno dei luoghi in cui intraprendere una nuova stagione dei diritti dei lavoratori nell'era dell'economia digitale.

  • - Scritto da: XavierX
    > Forse questo è solo il primo
    > http://www.breadandroses.it
    >
    >
    > Bread&Roses nasce nel 2001 in un momento
    > particolare caratterizzato dalla crisi sociale di
    > Internet e dall'emergere di una nuova categoria
    > di lavoratori i Net Workers che, secondo gli
    > ultimi dati del settore dell'ICT in Italia, sono
    > 500 mila.
    > Una categoria che è stata finora tenuta ai
    > margini e probabilmente considerata poco
    > rivelante, ma che sta diventando sempre più
    > importante e numerosa.
    >
    > Per questo abbiamo deciso di dar vita al primo
    > sindacato dedicato ai Net Workers: per dar voce a
    > questa realtà nuova e particolarmente
    > significativa di un mercato del lavoro che è in
    > cerca di un equilibrio tra flessibilità e
    > garanzie per il lavoratore.
    >
    > Un sindacato innovativo, costituito da giovani
    > provenienti dal mondo della Net economy e che
    > utilizza Internet come strumento di informazione
    > e di discussione (attraverso inchieste e
    > approfondimenti, ma anche con una TV Online), di
    > erogazione di servizi e consulenze (consulenza
    > fiscale, sul contratto di lavoro ed altri temi di
    > interesse) di formazione (e-learning sulle
    > professionalità della net economy) di
    > aggregazione (comunità online delle professioni
    > dell'Ict), di ricerca di lavoro (attraverso lo
    > spazio recruiting).
    >
    > Bread&Roses si propone come uno dei luoghi in cui
    > intraprendere una nuova stagione dei diritti dei
    > lavoratori nell'era dell'economia digitale.

    Certo che questi fighetta radical-scic della Milano bene sono formidabili:
    riescono, con una laurea del balle come scienze politiche,
    a inventarsi dei posti al sole stabili e ben remunerati
    (lavoro come insegnante all'Università Cattolica del Sacro Cuore o alla CISL di Milano) prendendo per il *ulo tecnici e ingegneri che vivono nel buio del precariato dopo essersi fatto un mazzo tanto per ottenere un diploma o una laurea VERA.
    Diciomlo, sono veramente dei grandi!
    E dovremmo anche ringraziarli di esistere!
    Bhe,che dire: i loro genitori li hanno consigliati bene!
    Mio padre invece mi diceva sempre: "lavora e studia e vedrai che un giorno..."
    MA ROTFL.
    non+autenticato
  • Io penso che il mondo del lavoro sia cambiato ma che purtroppo in Italia non ce ne siamo accorti, ma soprattutto non vogliamo prenderne atto. Ed il perchè è molto semplice: ci sono sì i diritti conquistati con anni e anni di lotte nei decenni passati che dovrebbero essere preservati, ma soprattutto un sacco di privilegi ai quali nessuno è disposto a rinunciare che dovrebbero sparire.
    In questa situazione di crisi economica nazionale, aggravata oltretutto dall'instabilità internazionale e dalla concorrenza dei paesi emergenti, a tutti i livelli, in tutti i settori, bisognerebbe rimboccarsi le maniche. Ma come al solito si tende a prendersela solo con alcune categorie per non toccarne altre e mantenere il sistema attuale.
    Purtroppo manca la volontà politica di fare ciò: se voi foste dei politici andreste dai dipendenti pubblici, che sono anche il vostro elettorato, a dire "Signori, siete in troppi e in molti casi non fate un cavolo. Qualcuno deve andare a casa". Andreste dai vostri amici della Banca d'Italia, con cui avete più di un affare lecito o illecito in ballo, a dire: "Signori, qui ci vuole un giro di vite, abbiamo e avete mangiato troppo, è ora di cambiare il sistema". Andreste dai notai, dagli avvocati, dai dentisti e da tutte quelle categorie super associate, a dire "Signori, è ora di liberazzizare i prezzi e le professioni. Già che ci siamo non tolloreremo più l'evasione fiscale, quindi niente più nero per voi". Andreste dai vostri compagni di merende in Telecom, Autostrade, Ferrovie e aziende ex-statatali varie a dire: "Carissimi (in tutti i sensi), la pacchia è finita, Pantalone ha terminato il dinero. Non chiedeteci più favoreggiamenti, soprattutto ora che apriremo il mercato e faremo l'interesse dei cittadini".
  • Non mi sarei mai aspettato di dover scrivere un articolo per difendere i sindacati, anche perchè non sono un entusiasta della loro attuale conformazione, ne dei privilegi di cui loro affiliati godono. Ma la storia è fatta di corsi e ricorsi, le riprese e le recessioni si rincorrono sempre, i sindacati hanno acquisito gran parte del loro potere in un periodo di forte sviluppo, quando la domanda di lavoro superava di gran lunga l'offerta, allora il coltello dalla parte del manico ce l'avevano i lavoratori e le compagini sindacali hanno lavorato bene per ottenere quello che oggi, giorno dopo giorno, vediamo sgretolarsi davanti ai nostri occhi. Oggi non tempo di conquiste sindacali, chi non ha diritti non ha nessuna leva per ottenerne. In regime di stagnazione o di recessione va da sè che il manico del coltello passa dall'altra parte, e quello che può fare il sindacato è solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni offensiva delle aziende, arretrare alla trincea più vicina alle proprie spalle, sperando che la tendenza generale dell'economia si inverta presto. L'alternativa a questo lento concedere alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi chi può", perchè in quel caso i carrarmatini delle aziende avrebbero vita facile a conquistare i 18 (o più) territori.

    Tenete duro.
    Ciao, Cxar
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non mi sarei mai aspettato di dover scrivere un
    > articolo per difendere i sindacati, anche perchè
    > non sono un entusiasta della loro attuale
    > conformazione, ne dei privilegi di cui loro
    > affiliati godono. Ma la storia è fatta di corsi e
    > ricorsi, le riprese e le recessioni si rincorrono
    > sempre, i sindacati hanno acquisito gran parte
    > del loro potere in un periodo di forte sviluppo,
    > quando la domanda di lavoro superava di gran
    > lunga l'offerta, allora il coltello dalla parte
    > del manico ce l'avevano i lavoratori e le
    > compagini sindacali hanno lavorato bene per
    > ottenere quello che oggi, giorno dopo giorno,
    > vediamo sgretolarsi davanti ai nostri occhi. Oggi
    > non tempo di conquiste sindacali, chi non ha
    > diritti non ha nessuna leva per ottenerne. In
    > regime di stagnazione o di recessione va da sè
    > che il manico del coltello passa dall'altra
    > parte, e quello che può fare il sindacato è
    > solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni
    > offensiva delle aziende, arretrare alla trincea
    > più vicina alle proprie spalle, sperando che la
    > tendenza generale dell'economia si inverta
    > presto. L'alternativa a questo lento concedere
    > alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi
    > chi può", perchè in quel caso i carrarmatini
    > delle aziende avrebbero vita facile a conquistare
    > i 18 (o più) territori.
    >
    > Tenete duro.
    > Ciao, Cxar

    Le uniche lotte sindacali che mi ricordo di quei tempi sono le
    serate al Regio di Torino di Luciano Lama e Giovanni Agnelli
    o i picchetti di Giugliano Ferrara davanti alla 31 a Mirafiori:
    lui alla sera andava a mangiare al partito, mio padre invece
    aveva tre bocche da sfamare.
    non+autenticato
  • [cut]
    > parte, e quello che può fare il sindacato è
    > solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni
    > offensiva delle aziende, arretrare alla trincea
    > più vicina alle proprie spalle, sperando che la
    > tendenza generale dell'economia si inverta
    > presto. L'alternativa a questo lento concedere
    > alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi
    > chi può", perchè in quel caso i carrarmatini
    > delle aziende avrebbero vita facile a conquistare
    > i 18 (o più) territori.

    ma in italia c'è stata una ritirata ordinata o si sono mandate le truppe allo sbaraglio per permettere ai capoccia di blindarsi nelle loro roccaforti di privilegio a spese dei poveri fanti mandati al massacro...
    oppure le truppe sono state vendute dai generali in cambio di una nuova casacca e una nuova bandiera ?
    non+autenticato
  • voglio proprio vedere che succede qui... i sindacati stanno scomparendo dalla faccia del paese
    non+autenticato
  • io, ad esempio, sono una persona registrata con Yahoo! potrei fare qualcosa?
    non+autenticato
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