Texas: Wi-Fi pubblico, con censura

I celebri hotspot autostradali, che allietano i lunghi viaggi di camionisti e businessman, pagano pegno all'amministrazione locale: filtri e censura per arginare i contenuti osceni

Austin (USA) - Un provvedimento controverso e difficilmente applicabile sotto il profilo tecnico: secondo quanto riportato da The Register, lo stato del Texas ha varato una legge che proibisce lo scambio di "contenuti osceni" attraverso le frequenze della rete pubblica senza fili che copre tutta la rete autostradale. Il testo della legge parla addirittura di filtri e censure.

Il divieto si applica, anche se non è chiaro come, solo se il trasferimento di dati avviene - si legge nel documento ufficiale - attraverso hotspot Wi-Fi che riescono a coprire suolo pubblico. Un abbaglio dei legislatori oppure una semplice svista? Il grosso delle reti wireless texane, infatti, coprono proprio spazi pubblici.

Qualcuno parla già di violazione dei diritti costituzionali. Indubbiamente si tratta di un grande passo indietro per il Texas, che l'anno scorso si era dimostrato all'avanguardia proponendo, per primo, l'accesso Wi-Fi pubblico sulle strade ad alta percorrenza.
La ragione di tanto impegno stava nel fatto che sulle autostrade che solcano le aride pianure del Texas muoiono ogni anno centinaia di camionisti ed automobilisti per via dei colpi di sonno. Il governo di Austin aveva quindi spinto per la realizzazione di un accesso wireless alla Rete ad ogni singola stazione di servizio. Così, Andy Keith, responsabile dell'iniziativa, pensava di poter "migliorare la sicurezza delle nostre strade, dando un'occasione in più a tutti i viaggiatori per fermarsi, navigare sul web e riposare".

Una buona idea? I camionisti americani, stanchi e stressati, si fermano nelle aree di servizio, tirano fuori il laptop e navigano tranquillamente sui propri siti preferiti. Rilassandosi e riposandosi. Riusciranno a tranquillizzarsi sapendo di commettere un'infrazione anche solo guardando un'immagine di una donna svestita? E i fornitori del servizio, quelli che dovrebbero garantire una rete "pulita"?

Tommaso Lombardi
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