Occupato Ufficio brevetti a La Sapienza

Ne parla un comunicato che rivendica una maggiore facilitÓ di accesso alla conoscenza, il rifiuto della Legge Urbani e il rispetto della Dichiarazione di Berlino

Roma - Riportiamo integralmente il testo di un comunicato che sta circolando in queste ore, diffuso da alcuni studenti dell'universitÓ romana "La Sapienza" in occasione di un'azione pensata per attirare l'attenzione sui problemi creati dalla continua estensione dei diritti di proprietÓ intellettuale

Dov'Ŕ il libero accesso?
In una societÓ affamata di sapere e formazione come quella attuale, l'universitÓ potrebbe svolgere una funzione centrale di diffusione e circolazione della cultura. Permettere a tutti di scegliere un percorso formativo lungo tutta l'esistenza Ŕ anzi il ruolo di un'universitÓ pubblica di una societÓ avanzata come la nostra, che costringe a rincorrere una condizione di vita sempre pi¨ mutevole e precaria. Invece, l'universitÓ per prima si impegna oggi a restringere l'accesso alla cultura e a privatizzare i saperi che essa stessa produce.

L'universitÓ Ŕ complice di questa progressiva espansione della proprietÓ intellettuale. Incentivando la brevettazione delle scoperte scientifiche, mentre tutto il mondo ha davanti agli occhi il genocidio causato dai farmaci sotto brevetto, l'ateneo sollecita infatti i suoi ricercatori a fare della scienza una fonte di profitto piuttosto che di sviluppo.
E le leggi sul diritto d'autore, applicate in modo sempre pi¨ restrittivo dagli atenei, alimentano il monopolio editoriale che ha fatto esplodere il costo dei libri e impongono a chi studia una spesa tanto pesante quanto ingiustificata. Ma ormai, dopo il decreto Urbani, copiare un libro, un cd o un dvd Ŕ diventato un reato penale, nonostante sia un'azione naturale per tutti.

Il dominio della proprietÓ sulle idee arriva fino a confliggere con gli stessi impegni presi dalla Sapienza aderendo alla Dichiarazione di Berlino: insieme ad altre 30 universitÓ italiane e a decine di istituti di tutto il mondo, l'ateneo si Ŕ impegnato ad incentivare il libero accesso alle sue risorse, sfruttando fino in fondo le possibilitÓ che le reti telematiche e le tecnologie digitali mettono a disposizione. I libri di testo, gli articoli scientifici, gli strumenti informatici dovrebbero essere giÓ dominio pubblico, e non rimanere negli armadi delle biblioteche. Si tratta di opere finanziate dal denaro pubblico, ed ogni cittadino dovrebbe poterci accedere. Di questo non si ha traccia, se non sulla carta. Invece, le forze dell'ordine non perdono tempo a reprimere la libertÓ di copia, rincorrendo gli studenti fin dentro le copisterie.

Distribuendo questo materiale e occupando questo ufficio non facciamo altro che mettere in pratica diritti e principi elementari: un'universitÓ pubblica non pu˛ privatizzare i saperi, una societÓ basata su saperi e tecnologie non pu˛ ostacolare chi vuole parteciparvi pienamente.

I saperi si difendono condividendoli

Studenti e ricercatori precari
verso l'EuroMayDay
TAG: italia
35 Commenti alla Notizia Occupato Ufficio brevetti a La Sapienza
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  • e nella tua demenza rimani nell'ignoranza, spero tu non faccia troppa strada non vorrei trovarmiti davanti un domani con la carica da onorevole o principe lateranenze, i presupposti già li hai...
    non+autenticato
  • E io sarei un demente perchè ho detto che la conoscenza appartiene a Dio?

    Forse ho esagerato. Meglio dire che la Conoscenza appartiene all'Uomo. Così va meglio?

    E se ti dico che per me Dio e l'Uomo sono la stessa cosa?

    Cosa mi dici? Sono da ricovero in manicomio?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E io sarei un demente perchè ho detto che la
    > conoscenza appartiene a Dio?

    Penso che ha esagerato, la definizione esatta che avrebbe dovuto usare è un "bigotto arretrato".

    > Forse ho esagerato. Meglio dire che la Conoscenza
    > appartiene all'Uomo. Così va meglio?

    Così va meglio, ma sarebbe più corretto dire l'Umanità.

    > E se ti dico che per me Dio e l'Uomo sono la
    > stessa cosa?

    Non sono la stessa cosa, Dio è Dio, l'Uomo è l'Uomo, altrimenti non ci sarebbe motivo di avere due parole e due concetti.
    Io non credo in Dio, ma molta gente si, e per loro la differenza tra l'uno e l'altro è evidente. Per me dire che qualcosa appartiene a Dio non ha senso e per te invece vuol dire che appartiene all'Umanità.

    Direi che a questo punto l'unica cosa corretta da fare è usare il termine meno ambiguo e dire direttamente Umanità se è quello che intendi. Dal momento che usi un termine religioso introduci nel discorso tutte le connotazioni negative legate alla religione.

    > Cosa mi dici? Sono da ricovero in manicomio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > E io sarei un demente perchè ho detto che la
    > > conoscenza appartiene a Dio?

    > Penso che ha esagerato, la definizione esatta che
    > avrebbe dovuto usare è un "bigotto arretrato".

    > > Forse ho esagerato. Meglio dire che la
    > > Conoscenza
    > > appartiene all'Uomo. Così va meglio?

    > Così va meglio, ma sarebbe più corretto dire
    > l'Umanità.

    > > E se ti dico che per me Dio e l'Uomo sono la
    > > stessa cosa?

    > Non sono la stessa cosa, Dio è Dio, l'Uomo è
    > l'Uomo, altrimenti non ci sarebbe motivo di avere
    > due parole e due concetti.
    > Io non credo in Dio, ma molta gente si, e per
    > loro la differenza tra l'uno e l'altro è
    > evidente. Per me dire che qualcosa appartiene a
    > Dio non ha senso e per te invece vuol dire che
    > appartiene all'Umanità.

    Andiamo... E' notorio che "Dio" e' un modo che ha inventato l'uomo per dio "io"; sara' per quello che c'e' cosi' poca differenza tra le 2 parole.

    > Direi che a questo punto l'unica cosa corretta da
    > fare è usare il termine meno ambiguo e dire
    > direttamente Umanità se è quello che intendi. Dal
    > momento che usi un termine religioso introduci
    > nel discorso tutte le connotazioni negative
    > legate alla religione.

    A parte gli scherzi sono daccordo.

    > > Cosa mi dici? Sono da ricovero in manicomio?
    non+autenticato
  • e magari è tutta contenuta nella bibbia vero?
    non+autenticato
  • Bell'articolo. La proprietà intellettuale deve avere un limite. L'accesso alla conoscenza deve essere garantito per tutti. Tuttavia si deve riconoscere la possibilità di sfruttamento commerciale delle opere frutto della conoscenza per dare impulso e stimolare la ricerca e nuove conoscenze.

    Le scoperte scientifiche secondo me non andrebbero brevettate, non si puo' brevettare E=mc2 o le leggi di Maxwell.

    Posso brevettare un particolare motore a scoppio, ma non il motore a scoppio.

    Chi non capisce queste cose è un marpione che si dà la zappa sui piedi. Dimostra solo tanta miopia e poca intelligenza da non capire che l'ingnoranza porta solo miseria, povertà, malttie, epidemie, pandemie, MORTE per tutti.

    ATTENZIONE! L'albero della conoscenza insegna.
    non+autenticato
  • Raccolgo alcune tensioni e speranze lette negli altri thread per segnalare alcune iniziative d'interesse, nel remoto caso non ne foste già a conoscenza:

    http://it.wikipedia.org
    Enciclopedia libera, tutta sotto FDL. E' un wiki, come potete intuire dal nome, perciò è costruito dai suoi stessi visitatori.
    Esistono diversi progetti collaterali appena nati (non ke wikipedia sia nata da moltissimo, sebbene sia già enorme) tra cui wikibooks (per libri di testo liberi) e wikiversity (scambio di appunti, tesi, relazioni etc...). (e molti altri!)

    http://plos.org
    Public Library Of Science. Articoli scientifici a disposizione di tutti, liberamente. Al momento è molto attiva la sezione di Biologia, la prima a partire. Altre sezioni sono ai blocchi di partenza.

    Esistono poi diversi progetti di database scientifici pubblici.
    Se i ricercatori ed i prof pubblicassero i loro articoli su PLoS, inserissero i loro risultati nei database pubblici, rendessero disponibili appunti e lucidi su WikiMedia, nel giro di pochissimi anni la cultura e la ricerca scientifica credo che avrebbero un'accelerazione mai osservata prima.

    Questa è una rivoluzione dal basso, attuata da persone dotate di forte senso di giustizia. Non si tratta di eccessi di generosità: dietro ci sono persone che hanno una chiara e sana idea di come dovrebbe funzionare la cultura e che si comportano di conseguenza.

    Non sono utopisti: basta guardare ai risultati! Un'utopia per definizione è irraggiungibile, perciò ogni tentativo si risolve in un fallimento più o meno totale. Ma qui abbiamo esempi concreti di progetti che stanno riuscendo estremamente bene: anche se terminassero domani, avrebbero comunque un valore inestimabile.

    ps: Suggerite link ad altri progetti del genere!


    non+autenticato
  • E' ora di smetterla!

    Le tesi sono di pubblico dominio per darle ai prof che le ripubblicano a nome loro.

    Ma i prof scrivono libri che pretendono di usare nei corsi e se li fanno pagare caro...

    C'è anche chi li firma quando dai l'esame, così non puoi nemmeno prestarlo ad un amico...

    A quando una bella biblioteca online (testi compresi, non solo gli indici) su cui poter studiare?

    Internet dovrebbe servire a diffondere informazioni, non fatture da pagare...

  • - Scritto da: radel
    > E' ora di smetterla!
    >
    > Le tesi sono di pubblico dominio per darle ai
    > prof che le ripubblicano a nome loro.
    >
    > Ma i prof scrivono libri che pretendono di usare
    > nei corsi e se li fanno pagare caro...
    >
    > C'è anche chi li firma quando dai l'esame, così
    > non puoi nemmeno prestarlo ad un amico...
    >
    > A quando una bella biblioteca online (testi
    > compresi, non solo gli indici) su cui poter
    > studiare?
    >
    > Internet dovrebbe servire a diffondere
    > informazioni, non fatture da pagare...

    Ma non vi è mai capitato di vedere a le Iene lo scandalo di quel prof. universitario che ti permetteva di scaricare dal suo sito il libro su cui studiare solo dopo che ti eri autenticato ed avevi pagato, mettendola in quel posto a Siae ed editori, con il 100% di guadagno senza neanche uno straccio di fattura???? Se avevi il libro senza che risultasse il pagamento venivi automaticamente bocciato!!!!!
    CHE SCHIFO!!!!!!
    :sPerplesso
    non+autenticato
  • > A quando una bella biblioteca online (testi
    > compresi, non solo gli indici) su cui poter
    > studiare?

    gratuitamente a disposizione di tutti?
    La sto aspettando.
    non+autenticato
  • Non otterrete mai di poter copiare i libri di testo liberamente perché ci girano troppi soldi e la proprietà intellettuale è stata dichiarata sacra e inviolabile.
    Quello che potete fare, però, è di scrivere voi i libri e rilasciarli sotto licenza libera, come succede con il software e anche con molti degli articoli di P.I.
    Non aspettatevi però vita facile. Se l'idea avrà successo non è improbabile che per rappresaglia gli editori facciamo una legge che richieda di apporre un bollino su ogni copia...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > non è improbabile che per rappresaglia
    > gli editori facciamo una legge che richieda di
    > apporre un bollino su ogni copia...

    Veramente è già così da quando riesco a ricordarlo... i bollini siae c'erano anche sui libretti da colorare che usavo da bambino (ho 30 anni)
    non+autenticato
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