Diritto all'accesso: la proposta di legge

La proposta per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche in soli 20 giorni ha raccolto più di 151 adesioni. Ora è stata inviata alle istituzioni. Un diritto che va ben oltre le disabilità

Diritto all'accesso: la proposta di leggeRoma - Il diritto all'accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche, un diritto spesso negato dalla non-accessibilità e che ha bisogno di una regolamentazione che allarghi le possibilità di fruizione di quei documenti, informazioni e materiali che oggi non risultano accessibili a tutti. Questo il senso e il contenuto di una proposta di legge che in questi giorni sta girando dentro e fuori dalla rete.

L'ideatore del testo, Donato Taddei, che nella scorsa legislatura aveva già ricevuto l'appoggio di numerosi parlamentari di ogni schieramento, ha spiegato che nonostante i progressi fatti sulla via dell'accessibilità è ancora necessario "recepire ed attuare nel nostro ordinamento principi di 'design for all' contenuti in trattati internazionali e comunitari come:
- uguaglianza di opportunità delle persone portatrici di handicap (risoluzioni ONU 4/95, 48/96),
- Trattato di Amsterdam (artt. 13 - 125/130 - 136/145 - 255),
- risoluzioni del Consiglio UE 20-12-1996 e del 27-6-1999,
- conferenze ministeriali di Lisbona (marzo 2000) e di Feira (giugno 2000),

raccordandoli alla legislazione italiana vigente:
- Legge 7 agosto 1990 n. 241 (specie CAPO I, Art. 1 - 3, e CAPO V, Art. 22 - 28) e successive integrazioni:
Decreto Presidente Della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352 e
Decreto legislativo 3 febbraio 1992, n. 29 (Art. 1, 2, 12 comma 4);
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
- legge 15 marzo 1997, n. 59;
- Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80;
- legge annuale 2000, n. 340, pubblicata il 24 novembre 2000;
in attuazione del divieto di discriminazioni previsto dall'Art. 3 e 21 Costituzione nonché dal 'Trattato che istituisce la Comunità Europeà, di cui alla Legge n. 209/1998".

Sulla proposta Taddei ha già ottenuto negli ultimi 20 giorni 151 nuove firme, che si aggiungono a quelle degli onorevoli che già hanno sostenuto questa normativa. In questi giorni lo stesso Taddei ha inviato il testo della proposta alle istituzioni, a tutti i parlamentari, al Governo, all'AIPA e per conoscenza ad una 30ina di associazioni di disabili.

"Le ridondanze e i pleonasmi (della proposta, ndr) - ha scritto Taddei nella lettera - derivano dal tentativo di focalizzare meglio i concetti esposti: pur nella duplice veste di tecnico informatico e di utente disabile, non nascondo di aver trovato difficoltà a sintetizzare in forma di articolato questa materia alquanto complessa; immagino le difficoltà che possano trovare persone, ancorché Legislatori, che non si sono mai occupati finora di queste tematiche! Il senso di questo modesto contributo, che altrimenti sarebbe solo stupida presunzione, è appunto proprio questo."

Nella lettera che accompagna la proposta, Taddei invita anche alla formazione di un comitato che segua la vicenda, interessando i parlamentari e spingendo per accelerare l'iter della proposta fino alla sua approvazione.

Il testo della proposta è presentato dalla seconda pagina di questo articolo. Chiunque volesse mettersi in contatto con Donato Taddei può farlo da subito a questo indirizzo: do.taddei@agora.it.
7 Commenti alla Notizia Diritto all'accesso: la proposta di legge
Ordina
  • Mi sembra tanto pleonastico riaffermare che la conoscenza diretta dei fatti, delle notizie e delle documentazioni che ritorno con la mente al ricordo degli interrogativi del tempo della mia formazione liceale.
    Poi mi è capitato di andare con una "prima delegazione italiana" sportiva di calcio organizzata nel 1954, quasi clandestinamente, dal CONI, in un tour per un torneo in Polonia. ...poi ho visitato Auschiwitz... poi ho visto i giovani studiare .. e studiare .. e partecipare alla ricostruzione delle città!
    Conoscere è verità. Ben venga la possibilità di acceso diretto e non mediato ai documenti e alle notizie. Grazie.
    non+autenticato
  • Una proposta per fare siti anche per
    handicappati io spero vivamente sia
    presa in considerazione; sarebbe ora che
    i grafici si diano da fare per fare siti
    con meno palle colorate e piu' audio...

    Sul forum c'e` un imbecille che ha detto
    che la proposta e` irrealizzabile perche`
    per esempio per chi e` cieco un sito dovrebbe
    essere disponibile in braille...

    Io non me ne intendo di attrezzature
    informatiche per handicappati
    pero' sarebbero sufficienti due / tre
    tasti convenzionali sulla tastiera del
    PC che se premuti consentono di ascoltare
    una versione audio del sito web;

    io sono sicuro che l'imbecille che provoca
    parlando di siti web in braille utilizza
    il cellulare, e magari lo ha ricaricato,
    e solo ascoltando una voce e premendo
    su pochi tasti...

    E' ovvio che non basta un semplice
    lettore vocale per far utilizzare un
    sito web ad un non-vedente, per un motivo
    tra tutti: i siti web oggi sono pieni di
    fronzolini inutili, tantissimi, non parliamo
    dei banner pubblicitari...

    Forse per capire di che cosa sto parlando
    il tipino, e chi la pensa come lui,
    qualche volta dovrebbe provare a descrivere
    TUTO il contenuto di una pagina web a qualcuno
    che non puo' usare il pc perche` magari
    e` anziano e non ci vede bene.
    -----------
    In ogni caso, delle serie regole
    per la visibilita` dei siti web della
    P.A. non possono fare altro che bene.

    Pino Silvestre
    pinosilvestre(at)despammed.com
    -----------------------------
    Non provare a mandare SPAM!
    Sono il piu' abile segatore di account
    e contattista di abusedesk
    della rete!


    non+autenticato
  • Caro Pino Silvestre (Vidal?),

    condivido ogni parola di quanto scrivi ma eviterei di usare parole forti nei confronti di chi secondo me semplicemente non conosce la materia e pensa di dare una mano Sorride

    Iniziative nel campo della accessibilità dei siti internet e più in generale nell'informatica "pubblica" sono già da tempo avviate, e se ne trova traccia per esempio a partire dal sito dell'Aipa

    http://www.aipa.it

    Ma come al solito il problema più grosso è il conservatorismo e la paura che all'ultimo momento prevalgono per cui nei documenti prodotti chi sa come si ritrova sempre la frasetta che può diventare l'alibi per non far nulla.

    Noi continuiamo a lavorare e spero che anche tu possa essere della partita.

    Scrivimi a: j.fischetti@tin.it

    Ciao.

    John
    non+autenticato
  • Poiché l'handicap che può limitare l'uso di un sito mal fatto è la
    cecità (per altri portatori di handicap il problema non si risolve sul
    server ma sul client con programmi di accesso facilitato) basterebbe
    formulare la legge così:

    "Tutti i siti della amministrazione pubblica e tutti i siti delle
    aziende che svolgono un servizio pubblico devono essere visualizzabili
    con barre brille. Per questo motivo devono prevedere o un codice
    generale che venga visualizzato su tutti i browser e non solo quelli
    grafici o una pagina dinamica per riconosca i browser testuali. Sarà
    compito del garante far rispettare questo dovere del servizio pubblico."

    Non è più corta e chiara?
    non+autenticato
  • Pur non condividendo interamente il testo di Donato, per rispondere alla proposta del "Diskolo", ritengo che non basta stabilire un dovere e un garante. Punto primo occorre finanziare l'operazione. Punto secondo, il "garante", ma chi? L'Aipa? Quella che forse verra' sciolta nei prossimi mesi? Come fara' a far rispettare questo obbligo se nella legge non sono previste sanzioni? Che fa, se le inventa?Inoltre dire accessibilita' non vuol dire nulla. Occorre essere ben chiari su cosa si intenda e per carita' non lasciamo troppo spazio ai regolamenti redatti dai funzionari tutti protesi a "limitare il danno". Infine non e' vero che per le altre forme di disabilita' basta operare sul client. Per esempio se i link sono troppo vicini e troppo piccoli qualsiasi emulatore di mouse avra' difficolta' a "centrare" il suo bersaglio. Per non parlare di altre forme di disabilita' piu' difficili da affrontare, come ad esempio l'afasia.

    Sono uno dei sottoscrittori della proposta Taddei.

    John Fischetti

    FAIP Onlus, Federazione delle associazioni italiane dei paratetraplegici.

    ENIL Italia Onlus, European Network on Independent Living.

    non+autenticato
  • ...dopo le convulsioni sulla FD avrei paura a mettere un documento simile nelle mani dei nostri politici.
    Forse e' bene fare delle figure esplicative.
    non+autenticato
  • Magari da colorare, in un bell'album Sorride

    John
    non+autenticato