La rete contro i predatori di eToys

Il colosso dei giocattoli cyber cerca di stritolare gli artisti di www.etoy.com e dopo le minacce di alcuni arriva la scomunica di EFF

Berlino - I guai per eToys e le sue sconsiderate azioni contro etoy.com sembrano destinati a ingigantirsi: dopo la protesta scattata nei giorni scorsi per "distruggere" e "boicottare" il negozio online, arriva ora la "scomunica" da parte di Electronic Frontier Foundation, il più importante gruppo che si batte per la libertà nella comunicazione elettronica.

Il suo fondatore, l'ex vocalist dei Gratefuld Dead John Perry Barlow, si appella in queste ore a tutta la comunità internet affinché sostenga con la sua azione gli artisti di Zurigo che rischiano di perdere www.etoy.com, un dominio registrato due anni prima della nascita di www.eToys.com, poi divenuto colosso della vendita di giocattoli in rete. Contro etoy.com, infatti, eToys ha intentato una battaglia legale per impadronirsi del dominio.

Secondo Barlow: "questa è una battaglia fondamentale. Qui è dove la gente inizia a comprendere la differenza tra l'industria internet e la comunità internet, e dove questa deve riunirsi e trovare un'unica voce". Barlow è entrato giovedì in quella che viene chiamata "Crisis Advisory Board", una "organizzazione" a cui partecipano varie personalità "online".
Barlow ha anche parlato delle azioni ventilate in questi giorni per colpire e mettere offline il sito di eToys, azioni peraltro invise agli artisti svizzeri: "credo, ha detto Barlow, che azioni di hacking accadranno ma saranno controproducenti sul lungo periodo. Perché fanno il gioco di eToys e li fa apparire responsabili. Quelle non sono persone responsabili".

Il boss della EFF, che in questi anni si è guadagnato una platea mondiale con battaglie importanti a favore della libertà digitale, ritiene che il caso voluto da eToys rappresenti uno spartiacque, perché su questo si giocherà il diritto di tutti di avere un proprio spazio anche contro le necessità o i bollenti spiriti di un'azienda multimiliardaria.

Barlow ha affermato che dopo la sospensione con ordinanza giudiziaria del dominio www.etoy.com ha deciso che era tempo di scendere in campo: "su cose così si decide se il cyberespazio sarà un posto migliore".