Intervista/ Caccia all'accessibilità web

La Pubblica Amministrazione ci si sta avvicinando, i siti delle grandi aziende si adattano... Ma siamo davvero di fronte ad un nuovo approccio culturale al web? Lo abbiamo chiesto ad un esperto: Marco Trevisan dei Bazzmann Labs

Intervista/ Caccia all'accessibilità webRoma - Perché un sito dev'essere accessibile? E cosa significa creare pagine web accessibili? Chi lo fa? Sulla questione, che oggi è al centro anche delle strategie di pubblicazione dei siti istituzionali, Punto Informatico ha intervistato Marco Trevisan, fondatore e titolare dei Bazzmann Labs che, tra le altre cose, si occupano specificamente di questo problema.

Punto Informatico: Accessibilità è una parola difficile, Marco, e navigando sui siti istituzionali spesso si ha l'impressione che sia anche una parola sconosciuta. Tuttavia qualche progresso si è visto... Che ne pensi dell'impegno delle istituzioni nella direzione dell'accessibilità? Bastano le nuove regole?

Marco Trevisan: La situazione italiana verso questo argomento, così come l'usabilità, è notevolmente migliorata, ma non la sua conoscenza. Le nuove regole non bastano di certo, quello che ci vuole, come tutto, è gente che abbia la conoscenza ma anche la *volontà* a far diventare il web più accessibile.
Sento spesso parlare di questi argomenti e ancora più spesso ascolto un resoconto o un dibattito molto "freddo", dove più o meno viene detto che basta seguire le indicazioni scritte da questo o quello. Fosse così semplice...:)
Ho a che fare con una realtà molto importante della pubblica amministrazione, per una parte direttamente, per l'altra in modo più indiretto, ma in entrambi i casi, spesso c'è da armarsi di santa pazienza e cercare di sfondare una barriera ancora alta. Sicchè, sebbene fare un quadro sia piuttosto complesso per la situazione di P.A. attuale, sono del parere che non siamo realmente maturi per discutere di queste problematiche. E gli esempi più che concreti sono sotto gli occhi di tutti, basta approdare a qualsiasi sito ministeriale.
Credo manchi la corretta "immersione" nel mondo di internet e il lasciarsi coinvolgere da esso; forse, in quel momento si riuscirà a comprendere cosa è realmente necessario fare. In quel momento, poi, si riuscirà finalmente a dare ascolto alle voci di molti professionisti competenti che, grazie a Dio, ho scoperto esistono anche in Italia e a cui va il mio massimo rispetto!:)
PI: L'accessibilità di un sito web sembra venir vissuta spesso come una concessione o, nel migliore dei casi, come un doveroso servizio agli utenti disabili. Che ne pensi? Ti vengono in mente due casi emblematici di sito estremamente accessibile e di sito non accessibile?

MT: Esatto. E' ciò che affermavo prima. L'accessibilità viene innanzitutto vissuta come un qualcosa che deve essere fatto, ma si capisce forse a grandi linee il perchè (ecco che viene quindi inteso come servizio "accessorio" del sito) e poi viene intesa come elemento prettamente "tecnico".
L'accessibilità, invece, è molto di più, riguarda l'intera personalità e il carattere di un sito. Guardiamolo come una persona e applichiamogli dei limiti fisici relativi alla vista, alla parola, all'intuito, all'età e così via... inizieremo a capire molto di più.
A questo proposito, tempo fa ho trasposto in digitale (una parola carina per dire che l'ho riscritto parola per parola!) un racconto che per me è la "bibbia" per ciò che faccio tutti i giorni, per i miei progetti e quelli dei miei clienti, si chiama Il sogno WWW di Abigail. E' un racconto breve, ma molto interessante.

Per quel che riguarda alcuni siti emblematici, sicuramente uno dei premi negativi va al sito delle Ferrovie dello Stato (www.fs-on-line.it). Oggi lo stanno forse sistemando, ma è uno dei peggiori siti mai realizzati da un ente che può disporre di mezzi economici adeguati. Oh, c'è da dire che non stiamo parlando di accessibilità in senso stretto, ma proprio di sito nella sua interezza. E' concettualmente confuso, con uno stile che non esiste più da anni, per non parlare poi del codice HTML utilizzato. Capisco e comprendo sicuramente il notevole sforzo per gestire e sviluppare un grosso sito, ma ormai siamo nel 2002, non nel 1998, si possono fare cose migliori.

Un aneddoto simpatico (per non piangere ovviamente) è stato l'annuncio del Ministero della Pubblica Istruzione verso l'accessibilità. Mi ricordo che quando ne è stato dato annuncio, in molti si sono recati sul sito per esaminarlo e, quasi senza nessun motivo di sorpresa, ci si è accorti che sembrava più una presa in giro che una ferma convinzione di essere diventati accessibili.
Codice nullo o errato, grammatica assurda e altri numerosi errori che hanno fatto ridere l'internet italiana, senza troppi scherzi. Sai qual è il problema? Che spesso vengono affidati i lavori a grossi nomi (come nel caso sopracitato) che probabilmente continuano a pensare al pubblico come ad una massa ancora classificata come: "Dove trovo questo? Uhm... cerca, click, non c'è... vabbè, sarà per la prossima volta".
No, oggi il pubblico è molto più in gamba e sveglio di quanto non si potesse sperare. Per me è un piacere esserci in contatto e ricevere anche critiche, perchè sono sempre intelligenti e mai scontate.

Il sito per eccellenza più rispettoso ed innovativo sotto questo e molti altri aspetti è sicuramente webstandards.org per il quale sono notevolmente dispiaciuto del loro ultimo annuncio non molto positivo. Lo consiglio a tutti, senza distinzione.

Poi vorrei consigliare la visione di un altro tipo di "accessibilità" non principalmente orientata al lato tecnico puro, ma verso una buona architettura dell'informazione e dell'usabilità del sito stesso. Il progetto si chiama visitbritain.com ed è l'esempio di come una pubblica istituzione dovrebbe imparare a curare i propri visitatori. E' stato curato tutto nei minimi particolari.
TAG: italia
11 Commenti alla Notizia Intervista/ Caccia all'accessibilità web
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  • ...alle FS si stanno vergognando fino al punto di aver chiuso l'accesso al sito.

    Traceroute si ferma a r-rm87-fa10.interbusiness.it, dopodichè è *failure*...

    Peccato. Avrei voluto farmi qualche risata...
    non+autenticato
  • www.usabile.it mi sembra meglio fatto del sito qui proposto. Lo segnalo al forum di PI.

    Ciao a tutti.
    non+autenticato
  • Tutto bello ma io rivendico il diritto di costruire il mio sito come cavolo mi pare e seguendo le direttive mie e solo mie. Se poi ci potranno entrare solo alcuni, se potranno vederlo solo quelli che c'hanno un certo browser piuttosto che un altro e cosi' via saranno pure cavoli miei.
    Un altro discorso, ovviamente, e' per l'amministrazione pubblica, che deve rendere tutto perfettamente accessibile (tra l'altro mi pare che quella roba, WAI, sia piuttosto impegnativa, direi di non scordarcelo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: un webmaster
    > Tutto bello ma io rivendico il diritto di
    > costruire il mio sito come cavolo mi pare e

    Ciao!
    Certo, non è un obbligo fare siti accessibili e dipende molto da quale tipo di sito gestisci. Se è un tuo sito personale puoi tranquillamente seguire la strada migliore per te, certo è che anche tu puoi trarne beneficio dagli standard. Però poi ognuno è libero di agire come meglio crede.Sorride

    > Un altro discorso, ovviamente, e' per
    > l'amministrazione pubblica, che deve rendere
    > tutto perfettamente accessibile (tra l'altro
    > mi pare che quella roba, WAI, sia piuttosto
    > impegnativa, direi di non scordarcelo)

    Si, infatti il tutto era più incentrato su quello, sul fatto che la pubblica amministrazione o comunque chi gestisce contenuti importanti ed utili per il pubblico, di fatto è praticamente obbligata a seguire certe regole ferree ed è anche giusto.

    Come ho detto, seguire il WAI non è affatto cosa semplice, richiede impegno, risorse e anche soldi, ma è qualcosa che *va*, secondo il mio modesto parere, fatto per il futuro, pensando ad un web accessibile a tutti.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Bazz
    >
    > Come ho detto, seguire il WAI non è affatto
    > cosa semplice, richiede impegno, risorse e
    > anche soldi, ma è qualcosa che *va*, secondo
    > il mio modesto parere, fatto per il futuro,
    > pensando ad un web accessibile a tutti.

    Ma, soldi non direi. Di fatto quasi tutti i "webmaster" ,così auto proclamatisi -che il web non lo mastereggiano affatto-, preferiscono spendere milioni e milioni in corsi tipo cepu o libri strani, pensando che studiare una specifica gratuita sia più costoso e perditempo; l'unica cosa necessaria è un impegno mentale po' maggiore (ma non ne sono proprio sicuro, vedendo gli esami cepu), perchè non tutto viene spiegato nel pratico e i capitoli sono divisi per argomenti e non per difficoltà, ma se ci si dedica con lo stesso impegno con cui si affrontano i corsi si finisce tutto (una specifica) in 3 giorni.
    non+autenticato
  • >
    > argomenti e non per difficoltà, ma se ci si
    > dedica con lo stesso impegno con cui si
    > affrontano i corsi si finisce tutto (una
    > specifica) in 3 giorni.

    Infatti non parlo di giorni di studio o altro (anche se, in caso di molto lavoro ti sfido a trovare il tempo con cui riuscire a stare aggiornati!), ma semplicemente dell'equilibrio preventivo/ore lavoro che una azienda deve sopportare oggi per promozionare la cosa o per portarla avanti.

    Accessibilità ed usabilità cominciano ad essere sentite oggi, ma siamo ancora un po' distanti dall'avere aziende che approvino il tuo preventivo dov'è incluso un testing o un supporto all'accessibilità ed usabilità.

    :)
    non+autenticato


  • - Scritto da: un webmaster
    > Tutto bello ma io rivendico il diritto di
    > costruire il mio sito come cavolo mi pare e
    > seguendo le direttive mie e solo mie. Se poi
    > ci potranno entrare solo alcuni, se potranno
    > vederlo solo quelli che c'hanno un certo
    > browser piuttosto che un altro e cosi' via
    > saranno pure cavoli miei.
    > Un altro discorso, ovviamente, e' per
    > l'amministrazione pubblica, che deve rendere
    > tutto perfettamente accessibile (tra l'altro
    > mi pare che quella roba, WAI, sia piuttosto
    > impegnativa, direi di non scordarcelo)

    Certo che sei libero di fare quello che vuoi; se non sei daccordo con il discorso del WAI, non seguirlo. Certo che il web è stato creato con una precisa idea di libertà, anche per le persone normalmente svantaggiate come i portatori di handicap, tu puoi fare quello che vuoi e io posso considerarti un bastardo.
    non+autenticato
  • Sembra uno slogan ma e' cosi'.... Il sito dell'istruzione e' quello che e' e in generale mi sembra che molti dei servizi web o non funzionino o siano organizzati male, come quelli della GU sul sito del mininterno
    non+autenticato
  • accedo al sito, leggo il racconto, clikko sul link a fondo pagina per vedere l'originale e: 404 document not found. (se non ci crede provate qui: http://www.iaf.nl/~abigail/abigail.html )

    ahahhahahhah esperto di accessibilita' ahahahhaahhaah ac- cessi- bilita' hahahahahahahhahaaaaaaaaaa

    non+autenticato
  • - Scritto da: ar
    > l'originale e: 404 document not found. (se
    > non ci crede provate qui:
    > http://www.iaf.nl/~abigail/abigail.html )

    Buongiorno!
    In effetti è rimasta sul server la vecchia pagina con indirizzo errato e non più supportato. Grazie per la segnalazione, ti allego l'indirizzo attuale:

    http://public.logica.com/~stepneys/int/abigail.htm

    Buona lettura!Occhiolino
    non+autenticato
  • bazz hai ragione...poi se qualcuno non si vuole adeguare faccia come crede.
    chi vuole comunicare qualcosa al maggior numero di persone possibile penso che debba tenga conto delle specifiche WAI...pensiamo a chi è più sfortunato di noi per esempio (sordomuti) e anche per gironzolare su qualche sito web ha grosse difficoltà. Io ho un collega professionalmente ed umanamente molto in gamba però su certi siti tipo (http://www.once-upon-a-forest.com/) non può provare le stesse sensazioni che posso provare io.
    ciao
    non+autenticato