Si, Bezos è l'uomo dell'anno

di Massimo Mantellini. Potrà raccontare di essere stato nominato "Uomo dell'anno" nel 1999 per aver inventato un commercio che per ora non gli ha reso neanche un dollaro

Web (internet) - Jeff Bezos ha 35 anni e possiede due discrete orecchie che in questi giorni gli staranno fischiando di sicuro. Già, perché l'inventore di Amazon.com, il più grande negozio virtuale del web, è stato dichiarato dal settimanale Time, "Uomo dell'anno" per il 1999.

Subito i menagrami hanno dato il via ai loro prevedibili bisbigli: "Ma come? E ' stato eletto uomo dell'anno uno che, dopo 4 anni di attività a vendere libri (poi dischi e poi un po ' di tutto) non ha ancora guadagnato un solo dollaro?"

Jeff per fortuna ha le orecchie grandi e sebbene da un po ' troppo vada annunciando che "il prossimo anno" finalmente Amazon comincerà a produrre anche profitti (la più grande libreria del web conta oggi più di 13 milioni di clienti in tutto il globo) oltre che straordinari seppur altalenanti incrementi azionari a Wall Street, non è chiaro a nessuno che fine faranno le gigantesche bolle speculative che circondano i titoli come quello della sua società o come quello di Yahoo. Gli economisti al riguardo sembrano un po ' come certi critici d'arte che dopo aver incensato a piene mani una nuova ritrovata opera del maestro scomparso, vengono informati che l'autore è invece un dilettante quattordicenne. Le ipotesi, anche le piU' improbabili si sprecano. Quelle più frequenti ed abusate raccontano che presto ci sarà un crollo delle rendite azionarie dei titoli legati alla rete, che non è possibile che certe piccole società siano quotate come la Boeing, che di cento forti competitori di oggi domani almeno 80 falliranno e verranno dimenticati.
Jeff Bezos, con ogni probabilità non avrà (come chiunque altro) alcuna certezza su cosa accadrà alla sua società anche solo dopodomani, figuriamoci fra un anno: nella peggiore delle ipotesi, potrà raccontare di essere stato nominato "Uomo dell'anno" nel 1999 per aver inventato un commercio che per ora non gli ha reso neanche un dollaro.

La scelta di Time poi, la dice lunga su almeno un paio di cose ancora lontanissime dalla nostra mentalità: la prima è che, da qualche parte nel mondo, Internet e il commercio elettronico (inteso come rivoluzione nelle abitudini di consumo di tutte le persone) sono ormai una strada ampiamente imboccata e non una possibilità teorica per il futuro. La seconda, di segno contrario, è che l'incertezza sulle sorti di Amazon e di tutte le cosidette "dotcoms" - come ha viscidamente dichiarato Walter Isaacson di Time - "fa parte dela notizia e della storia".

Come a dire: l'acrobata è sul filo, battiamogli le mani e accendiamo i riflettori, poi, se per caso scivola, tanto meglio. Avremo un bel servizio già pronto per il telegiornale della sera.

Massimo Mantellini
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