No, Bezos uomo dell'anno solo per TIME

di Paolo De Andreis. Uomo senza scrupoli, contrario alla libertà digitale e alla libertà di intraprendere guadagna ulteriore pubblicità grazie ad un magazine sempre più cieco

Roma - Ok ha fondato Amazon.com e l'ha resa una delle società a più alta capitalizzazione sulla piazza americana. Jeff Bezos, presidente della megalibreria virtuale, è anche uomo contestato perché non molti analisti ritengono Amazon.com sul lungo periodo in grado di generare grandi profitti. Soprattutto Bezos è l'uomo alla guida di un branco di imprenditori fanatici del brevetto.

Sì, perché Amazon ha registrato la tecnica che attraverso i cookie consente al cliente di comprare e con un solo clic consegnare informazioni personali alla libreria. E ha brigato in tribunale per fare in modo che lo stesso procedimento fosse negato ad un colosso rivale. Una situazione stigmatizzata tra gli altri anche dall'autorevole Richard Stallman, presidente della Free Software Foundation. Nel mirino i "brevetti impossibili", quei brevetti che tolgono libertà anziché affermare dei diritti.

TIME ha nominato Bezos uomo dell'anno, incurante della spregiudicatezza dell'uomo, della qualità dei suoi servizi e, soprattutto, di tutto quello che di altro si è fatto e si muove nel mondo della tecnologia e di internet di ben più rilevante. Se non fosse legata ad interessi industriali e corporativi di grande peso, la scelta del magazine di nominare Bezos apparirebbe incomprensibile.
Perché, se si è voluto pescare in rete, non sono stati premiati gli esponenti dell'open source che hanno fatto durante il 1999 molto più per il mondo di quanto possa aver fatto (?) Jeff Bezos. O non è questo il criterio che TIME ha seguito fino ad oggi? E mentre ci chiediamo quali siano le ragioni della scelta del capo di Amazon.com ci ricordiamo, tristemente, che nel 1963 Time assegnò l'award "Man of the Year" a Martin Luther King...

Paolo De Andreis
TAG: mondo