Personaggi in cerca di.. acquirenti

Sony cede alle richieste degli utenti ed inaugura Station Exchange, per acquistare personaggi ed oggetti virtuali per Everquest, il popolare gioco di ruolo on-line

Tokyo (Giappone) - Sony Online Entertainment apre le porte al mercato parallelo di personaggi ed oggetti virtuali. La software house fa crollare i divieti che finora punivano tutti gli utenti dediti allo scambio di merci digitali. L'esplosione di un fiorente mercato illegittimo basato sull'universo di Everquest ha vieppiù aperto nuove prospettive di guadagno.

Al riparo da truffatori e raggiri, il servizio verrà attivato entro la fine di giugno e si chiamerà Station Exchange. Tramite uno speciale sito web i giocatori avranno la possibilità di acquistare denaro virtuale da utilizzare all'interno di Everquest. Gli utenti gioiscono, mentre gli amministratori di Sony si strofinano le mani.

"Il mercato parallelo attorno ai giochi online è in crescita e molti nostri utenti ne fanno già parte", ha dichiarato John Smedley, presidente di Sony Online. "E' nostra intenzione creare un nuovo standard per la vendita di oggetti virtuali". Infatti su Station Exchange gli utenti pagheranno una somma nominale per ogni annuncio che pubblicheranno. C'è da ricordare che i giocatori non eserciteranno diritto di proprietà su quanto acquistato: godranno semplicemente di una licenza d'uso limitata.
Il mercato dei giochi multiplayer è sempre più esteso. Secondo gli autori di Playstation, la compravendita di oggetti virtuali potrebbe generare annualmente oltre ottocento milioni di dollari. Everquest avrebbe in pugno il 20% del mercato globale del divertimento online. Tra i concorrenti che dispongono di un proprio sistema economico è da ricordare Project Entropia e Gunbound.

Tommaso Lombardi
17 Commenti alla Notizia Personaggi in cerca di.. acquirenti
Ordina

  • - Scritto da: gix
    > http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/0
    ROTFLastic !
    difficile dire chi fosse il piu matto... tra quello che paga 700eu e quello che accoltella sul serio non saprei chi scegliereSorride
    non+autenticato
  • Episodio interessante. Per fortuna per traffici di droga nessuno e' mai morto! Indubbiamente questi commerci di oggetti tra giocatori sono il male puro.Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • ... se sei un bambino con le dita pacioccose e senza bravura nel gioco ti basta avere la carta di credito del papi per sopperire al fatto. Almeno anche gli mmorpg si sono uniformati al resto del mondo... basta avere i soldiSorride
  • > Almeno anche gli mmorpg si sono uniformati al
    > resto del mondo... basta avere i soldiSorride
    I poveri "hanno i soldi"
    I ricchi hanno i mezzi per farli, e li spacciano ai poveri in cambio delle loro vite...
    non+autenticato
  • massì ogni notizia è buona per accanirsi contro il terribile mondo capitalista.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > massì ogni notizia è buona per accanirsi contro
    > il terribile mondo capitalista.

    EsattoSorride
  • ...che comprare sigarette volesse dire mandare in fumo i propri soldi (e salute).
    Qui è anche peggio...allora le possibilità sono due:
    1) c' è gente che ha i soldi che scappano anche dalle orecchie.
    2) c' è gente che gioca online ma ha un QI così basso che non dovrebbe sapere neppure come attaccare la spina del computer.
    non+autenticato
  • e' un discorso molto ampio....
    da parte mia devo ammettere di aver speso varie migliaia di euro tra tutti i vari mmorpg cui ho giocato.
    e penso che ognuno spende i soldi come preferisce.... chi si droga, chi spende milioni per un quadro, e gente che spende centinaia di euro per la potente spada virtuale di turno.
    senza dimenticare che ce cente che ci guadagna anche a "giocare".
    non+autenticato
  • > (...) senza dimenticare che ce cente che ci guadagna
    > anche a "giocare".

    La cosa triste è proprio questa: quando il denaro _reale_ si mescola al mondo virtuale (il gioco, di qualsiasi tipo esso sia - tennis incluso) senza che ci sia una chiara distinzione di categorie (professionisti e non) c'è un inevitabile degrado.

    Quando poi la situazione degenara l punto che chi ha più soldi _reali_ riesce a sopravanzare anche in quello _virtuale_, il piacere in sé (lo scopo del gioco) lascia il posto alla frustrazione dell'ingiustizia sociale. Capisco che la cosa possa far presa e che certi giochi sono così intriganti da comunque cedervi (è successo e succede anche a me, con il cartaceo MtG), ma IMVHO su questa strada si rischia di *moltiplicare* lo stress anzichè ridurlo.

    Insomma: "Denaro, sterco del demonio..."Sorpresa)

    --- debrando
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > (...) senza dimenticare che ce cente che ci
    > guadagna
    > > anche a "giocare".
    >
    > La cosa triste è proprio questa: quando il denaro
    > _reale_ si mescola al mondo virtuale (il gioco,
    > di qualsiasi tipo esso sia - tennis incluso)
    > senza che ci sia una chiara distinzione di
    > categorie (professionisti e non) c'è un
    > inevitabile degrado.
    >
    > Quando poi la situazione degenara l punto che chi
    > ha più soldi _reali_ riesce a sopravanzare anche
    > in quello _virtuale_, il piacere in sé (lo scopo
    > del gioco) lascia il posto alla frustrazione
    > dell'ingiustizia sociale.

    Un momento pero', questi giochi non sono monopoli o scacchi e nemmeno il tennis da dove emerge uno ed un solo vincitore. Si tratta di avventure di ampio respiro in cui ci si diverte evolvendo i propri personaggi, si partecipa a missioni e si formano relazioni con altri giocatori.
    Vale a dire che se una parte di giocatori dispone di super armi acquistate anzicche' conquistate, nulla toglie al godimento del gioco, alle emozioni delle missioni, al piacere di crescere in potenza, ecc ecc. Di giocatori con beni maggiori - ottenuti senza acquisti - ce ne saranno sempre, chi si cura di loro? I mostri e i premi e le avventure ce ne sono sempre in abbondanza, questi giocatori nulla tolgono agli altri, forse tolgono piu' a se' stessi.

    Mannaka
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...che comprare sigarette volesse dire mandare in
    > fumo i propri soldi (e salute).

    Pensavi bene.

    > Qui è anche peggio...

    Ma, che dire, i polmoni restano integri e i soldi non sono comunque tuoi, per cui "peggio" e' una parolona.

    > allora le possibilità sono
    > due:

    Dai sentiamo queste due banalita'. Prima banalita':

    > 1) c' è gente che ha i soldi che scappano anche
    > dalle orecchie.

    Bene, passiamo alla secondoa banalita' sconcertante.

    > 2) c' è gente che gioca online ma ha un QI così
    > basso che non dovrebbe sapere neppure come
    > attaccare la spina del computer.

    Se ne deduce che ci stai dicendo: "chi non usa i propri soldi come farei io è poco intelligente".

    Per fortuna nostra tu non conti nulla.
    non+autenticato
  • > Se ne deduce che ci stai dicendo: "chi non usa i
    > propri soldi come farei io è poco intelligente".
    >
    > Per fortuna nostra tu non conti nulla.

    Banalità a parte, se mio padre spendesse parte della sua pensione per una spada virtuale, chiederei l'interdizione. E forse la otterrei.
    E' un insulto alla miseria.

  • > Banalità a parte, se mio padre spendesse parte
    > della sua pensione per una spada virtuale,
    > chiederei l'interdizione. E forse la otterrei.
    > E' un insulto alla miseria.

    Ah invece acquistare un SUV di lusso, che inquina e spreca risorse non rinnovabili come quattro utilitarie pur essendo meno sicuro delle stesse, non lo è?

    E mangiare carne venti volte la settimana, che tra l'altro fa pure danni alla salute (le malattie cardiovascolari collegate all'alimentazione sono tra le prime cause di morte _evitabili_)?

    Tutto sommato, se si deve cedere al consumisfo sfrenato tanto vale farlo in qualcosa che _non fa danni né sprechi_, come appunto oggetti virtuali.

    --- debrando
    non+autenticato

  • - Scritto da: fasibia
    > > Se ne deduce che ci stai dicendo: "chi non usa i
    > > propri soldi come farei io è poco intelligente".
    > >
    > > Per fortuna nostra tu non conti nulla.
    >
    > Banalità a parte, se mio padre spendesse parte
    > della sua pensione per una spada virtuale,
    > chiederei l'interdizione. E forse la otterrei.

    Certo, siete in tanti la' fuori a voler decidere come spendere i soldi degli altri.
    Una grande massa di impiccioni sentenziosi e moralisti che appena possono pero' si comprano quello che gli garba alla faccia della miseria altrui.

    > E' un insulto alla miseria.

    Anche bersi una birra e' un insulto alla miseria. L'acqua non va bene?
    In verita' sarebbero tutti da interdire, e la gestione economica ti si dovrebbe affidare subito visto che sai quali sono insulti alla misera e quali no. Sicuramente la sai lunga perche' i soldi spesi per insegnarti basilari regole delle liberta' personali sono stati sprecati, un vero insulto alla miseria.
    non+autenticato
  • ... il problema non sta in come si spendono i soldi ma in come si guadagnano...

    una volta lavoravi per fare cose ed offrire servizi che servivano a te e a gli altri, e i soldi servivano solo per semplificare gli scambi di merci utili; adesso non importa se quello che fai e' inutile o addirittura dannoso, l'importante e' che in qualche modo riesci a ricavarci dei soldi.
    In questa societa' l'unica cosa che viene presa in considerazione e' la quantita' di soldi che ogni individuo riesce ad avere per se: in maniera direttamente proporzionale ci viene data la "liberta'" di assecondare i nostri desideri, tutto il resto non conta.
    Ogni giorno abbiamo la conferma di come il nostro sistema di regole, e la nostra societa' piu' in generale, si stia piegando sempre piu' sotto il peso dei soldi.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... il problema non sta in come si spendono i
    > soldi ma in come si guadagnano...
    >
    > una volta lavoravi per fare cose ed offrire
    > servizi che servivano a te e a gli altri, e i
    > soldi servivano solo per semplificare gli scambi
    > di merci utili; adesso non importa se quello che
    > fai e' inutile o addirittura dannoso,
    > l'importante e' che in qualche modo riesci a
    > ricavarci dei soldi.

    Quindi viva i bei tempi passati in cui nessuno mai si azzardava a lavorare per produrre e vendere cose inutili o dannose come pozioni magiche, assenzio, alcol, armi, schiavi... Si, hai decisamente ragioneSorride

    > In questa societa' l'unica cosa che viene presa
    > in considerazione e' la quantita' di soldi che
    > ogni individuo riesce ad avere per se:

    Invece nelle societa' passate tutti pensavano al bene altrui vero? Infatti Gli spagnoli sono andati in america per portare medicine e libri!!

    > in maniera
    > direttamente proporzionale ci viene data la
    > "liberta'" di assecondare i nostri desideri,
    > tutto il resto non conta.

    Adesso rispetto al passato abbiamo una rete internazionale di aiuti, abbiamo una coscienza dei diritti delle parti piu' deboli, non esiste piu' la tratta degli schiavi e ci vieni a raccontare che nel nostro mondo tutto questo non conta. Conta eccome e sicuramente molto piu' del passato, anche nel contesto economico.

    Ma sentiamo l'ultima scemenza:

    > Ogni giorno abbiamo la conferma di come il nostro
    > sistema di regole, e la nostra societa' piu' in
    > generale, si stia piegando sempre piu' sotto il
    > peso dei soldi.

    AAHAHAHAHAHHAH!!! Medaglia alla banalita' del 2005

    PS: tutto questo polpettone sulla societa' avida di soldi, lo hai scritto ispirandoti alla notizia della vendita di oggetti virtuali in rete, giusto? Peccato che hai preso un granchio: un oggetto di un gioco non e' ne' dannosa ne' inutile: non fa male a nessuno e se uno ne compra e ci si diverte, e' perfino utile. Ma guarda un po' eh?
    non+autenticato