WIPO, battaglia per lo sviluppo

di Andrea Glorioso - Nell'ultimo incontro compiuti ulteriori piccoli passi verso l'inserimento del problema dello sviluppo nell'agenda dell'Organizzazione. Nuove tecnologie al centro

Roma - Il 13 Aprile 2005 si è chiuso presso il WIPO (World Intellectual Property Organization - in italiano OMPI, Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) l'incontro IIM/1 - "Inter-sessional Intergovernmental Meeting on a Development Agenda for WIPO".

Si rimanda al precedente articolo sull'argomento per un approfondimento circa la "Development Agenda" (l'Agenda per lo Sviluppo) all'interno del WIPO e perché le richieste avanzate in questo contesto rivestano un'importanza particolare anche per chi si occupa di nuove tecnologie.

Alla fine del lungo dibattito e dei negoziati relativi, il risultato dell'IIM/1 è stato complessivamente positivo: infatti, la Presidenza della sessione (Paraguay) ha adottato una risoluzione finale che prevede, tra l'altro, la prosecuzione, durante la prossima sessione dell'IIM (dal 20 al 22 Giugno 2005) delle discussioni sulle proposte avanzate per affrontare il "problema dello sviluppo" all'interno del WIPO; inoltre, si è stabilito di convocare a Luglio 2005 (date da definire) una successiva riunione dell'IIM. Il tutto per giungere ad una posizione finale da sottoporre all'Assemblea Generale del WIPO, che terrà i suoi lavori durante il mese di Settembre 2005.
Un rapporto di questa sessione dell'IIM/1 è disponibile sul sito del WIPO. Sarà possibile inviare commenti fino al 4 maggio, dopodiché - la data prevista è l'11 maggio - verrà pubblicata una versione definitiva del rapporto.

Il WIPO ha invitato tutti gli Stati Membri a presentare ulteriori proposte, in vista delle successive sessioni dell'IIM, il prima possibile. E` importante non abbassare la guardia: i prossimi incontri dell'IIM saranno molto significativi, perché da essi nascerà la versione del documento che sarà discusso - e approvato o respinto - dall'Assemblea Generale del WIPO.

APPROFONDIMENTI
L'incontro è il primo risultato di una intensa campagna d'informazione e pressione politica sul WIPO, che ha visto coinvolti sia un nutrito numero di Organizzazioni Non Governative (tra cui, a titolo puramente esemplificativo, European Digital Rights Initiative, Electronic Frontier Foundation, Free Software Foundation Europe, Union for the Public Domain sia alcuni Stati Membri del WIPO, tra cui particolare menzione merita il cosiddetto GFoD - "Groups of Friends of Development", o "Gruppo degli Amici dello Sviluppo", ovvero le quattordici nazioni - Argentina, Bolivia, Brasile, Cuba, Repubblica Domenicana, Ecuador, Egitto, Iran, Kenya, Peru, Sierra Leone, Sud Africa, Tanzania e Venezuela - che hanno appoggiato la richiesta, originariamente posta di Argentina e Brasile, di includere la dimensione dello sviluppo all'interno della struttura e di tutte le attività del WIPO:

"Signor Presidente, all'alba del nuovo millennio, lo sviluppo rimane indubbiamente una delle sfide più grandi che la comunità internazionale debba fronteggiare. Ciò è stato ampiamente riconosciuto ai più alti livelli in vari consessi internazionali. Trovare le soluzioni alle preoccupazione e ai problemi che i paesi in via di sviluppo (...) hanno di fronte è una preoccupazione predominante della comunità internazionale, come l'adozione, da parte delle Nazioni Unite, dei Millenium Development Goals testimonia.

In qualità di agenzia specializzata delle Nazioni Unite, tutte le attività del WIPO devono essere guidate dai più ampi impegni e risoluzioni del sistema delle Nazioni Unite. (...) Il tempo è giunto perché il WIPO, in qualità di agenzia specializzata delle Nazioni Unite, contribuisca sistematicamente a questa ampia discussione e inizi un processo per integrare pienamente la dimensione dello sviluppo in tutti i propri lavori".
TAG: mondo
10 Commenti alla Notizia WIPO, battaglia per lo sviluppo
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  • Si veramente tante belle notizie, complimenti ad Andrea a cui ho spedito l'email di complimenti.

    Che dire? Ci vorrebbe una bella notizia al giorno così da illuminare di più questa estate, al massimo sarà necessario una crema solare.

    Poi questo blocco GFoD è veramente una figata, in pratica le nostre nazioni del primo mondo fanno gli interessi dei ricchi contro quelli dei cittadini mentre il blocco GFoD sta attento a noi: ma come ci coccolano bene!Sorride

    Invece di travate sui denti un po' di comprensione sulle necessità nostre non guasta. Ma mi chiedo cosa serva la democrazia? Il primo mondo è molto più democratico del secondo mondo che è più democratico del terzo mondo, allora perchè ci devono difendere i paesi meno democratici di noi? Qualche conto non torna, forse bisogna essere poco ricchi per essere democratici? O forse la nostra cultura occidentale non è adatta a questo scopo? Non so.

  • - Scritto da: Sandro kensan

    > perchè ci devono difendere i paesi meno
    > democratici di noi? Qualche conto non torna,
    > forse bisogna essere poco ricchi per essere
    > democratici? O forse la nostra cultura
    > occidentale non è adatta a questo scopo? Non so.

    E voila' sei riuscito a dirti la verita'
    Se sei povero non sei mai "abbastanza democratico".
    Se sei ricco (come gli sceicchi, il kuwait e l'arabia sudita) sei abbastanza democratico da sopravvivere a 2 Bush su 2! In lacrime
    non+autenticato
  • Sì in effetti le posizioni di molti degli stati del GFoD sono dovute sicuramente solo ad interessi personali
    non+autenticato
  • Caro Anonimo,

    - Scritto da: Anonimo
    > Sì in effetti le posizioni di molti degli stati
    > del GFoD sono dovute sicuramente solo ad
    > interessi personali

    Certamente le posizioni del GFoD sono dovute a "interessi personali" (io direi piuttosto interessi nazionali). E` ovvio e naturale e, oserei dire, giusto che ciascuno stato badi agli interessi dei propri cittadini - dopotutto, lo stato esiste esattamente per questo motivo.

    Il punto centrale, a mio modo di vedere, e` che il blocco degli "amici dello sviluppo", vuoi per interessi egoistici, vuoi perche` data la loro situazione non potrebbero fare altro (ma ci sono molti paesi in condizioni socioeconomiche simili che sono "felicissimi" di firmare trattati bilaterali oggettivamente svantaggiosi con Stati Uniti o Unione Europea) sta proponendo un modo diverso, piu` sostenibile di affrontare il problema della "proprieta` intellettuale".

    Se usciamo dai facili moralismi (che non ti sto accusando di fare, bada bene) per cui i poveri paesi del terzo mondo sono naturalmente piu` buoni di noi riccastri del primo mondo, ci si rende conto che l'approccio del GFoD e` puramente e semplicemente utilitaristico: solo che, a differenza di altri paesi in cui "il tenore di vita non puo` essere messo in discussione", il blocco del GFoD si e` reso conto che non c'e` vantaggio pratico a rendere tutto proprieta` privata - nel campo del materiale o dell'immateriale, come e` questo il caso.

    Per dirla in altri termini, il GFoD ritiene che per un vero sviluppo c'e` bisogno di salvaguardare alcuni beni comuni, tra cui il dominio pubblico (inteso non in senso legale, ma sociopolitico). E` un po' come la legalita`: non si possono eliminare le leggi per andare piu` veloci, perche` alla fine si sbatte contro un muro. Allo stesso modo, non si possono eliminare certi principi di base del capitale intellettuale comune per fare qualche soldo in piu` vendendo musica pop o brevettando l'imbrevettabile, perche` alla lunga questa strategia porta alla desertificazione totale dei processi creativi e inventivi.

    Ciao,

    andrea
    non+autenticato
  • La posizione del GFoD è sicuramente positiva e degna di lode, dicevo solo che guardando bene tra i membri di questo gruppo ce n'è qualcuno (non tutti) che probabilmente non ha tutti questi propositi umanitari, ovviamente però se gli interessi sono a nostro favore non c'è niente da criticare...Sorride
    non+autenticato
  • Che strano gli articoli di quattro pagine anche se molto importanti hanno sempre pochissimi commenti... Fantasma
    Beh almeno uno lo faccio io e ringrazio Andrea Glorioso per il nobile servizio di informazione che ci sta fornendoFicoso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Che strano gli articoli di quattro pagine anche
    > se molto importanti hanno sempre pochissimi
    > commenti... Fantasma
    > Beh almeno uno lo faccio io e ringrazio Andrea
    > Glorioso per il nobile servizio di informazione
    > che ci sta fornendoFicoso

    Caro Anonimo,

    cerco di usare questo forum web anche se non e` il tipo di strumento che preferisco (sono ancora ancorato alla vecchia e-mail).

    Ti ringrazio per il ringraziamento. Penso si tratti di argomenti importanti e cerco di fare il possibile perche` siano conosciuti da un numero piu` ampio di persone. Per dubbi, domande o quant'altro puoi scrivermi direttamente a:

    andrea [at] digitalpolicy [dot] org

    (sostituisci [at] con @ e [dot] con .). Sono un po' lento nel rispondere, ma in genere rispondo a tutti.Sorride

    Ciao e grazie,

    Andrea Glorioso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Che strano gli articoli di quattro pagine anche
    > se molto importanti hanno sempre pochissimi
    > commenti... Fantasma
    > Beh almeno uno lo faccio io e ringrazio Andrea
    > Glorioso per il nobile servizio di informazione
    > che ci sta fornendoFicoso

    Mi associo all'apprezzamento, ma al tempo stesso non mi pare ci sia molto da dire l'articolo affronta la questione con compenza e completezza non saprei cosa dire di meglio e non banale.

    Complimenti a Glorioso.
    non+autenticato
  • Si , dei soliti noti : le majors !
    non+autenticato
  • "Si rimanda al precedente articolo"...
    non+autenticato