Australia, stop alle aziende spione

Vietato dare sbirciatine alla posta elettronica degli impiegati: multe salatissime per i boss impiccioni. Lo stabilisce una proposta di legge che si fa largo nel Nuovo Galles del Sud

Sidney (Australia) - Il governo del New South Wales, popolosa regione dell'Australia abitata da oltre sei milioni di persone, valuterà presto una proposta di legge immediatamente accolta con favore da sindacati e sostenitori dei diritti civili. La prossima settimana il parlamento potrebbe approvare una moderna legislazione ideata per tutelare la privacy dei lavoratori.

Le nuove leggi prevedono multe fino a circa 3.300 euro per tutti i capi ufficio che sbirciassero nei log delle reti aziendali per monitorare le attività online dei lavoratori. "Non è tollerabile che un imprenditore piazzi telecamere nei bagni frequentati dai lavoratori", ha tuonato il giudice Bob Debus in un comunicato diffuso da Reuters, "e parimenti non è tollerabile che si metta a leggere e-mail private".

Presto dunque la situazione potrebbe cambiare: gli impiegati non potranno essere sottoposti ad alcun controllo immotivato. Letture indiscrete di log ed email saranno permesse solo preannunciandole e motivandole di fronte ai lavoratori. I sindacati cantano vittoria: uno dei responsabili della Australian Workers Union ha dichiarato che "l'e-mail è la versione moderna del telefono e penso che la maggior parte dei lavoratori non voglia che i responsabili controllino le chiamate".
I sindacati sperano che un'eventuale approvazione della legge possa servire a tutti quei lavoratori spiati indebitamente dai propri responsabili. L'attuale legge nazionale in vigore in Australia, in maniera non del tutto difforme dalle norme italiane, autorizza un datore di lavoro a monitorare liberamente la propria rete aziendale.

Tommaso Lombardi
TAG: mondo
7 Commenti alla Notizia Australia, stop alle aziende spione
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  • Ecco il mio punto di vista...

    Gli australiani hanno appena messo a segno un enorme gol a difesa della privacy degli utenti, e fin qui tutto bene, il punto sul quale io avrei da discutere invece e' la modalita' di utilizzo del mezzo mail.

    di norma a chi lavora in una azienda, viene fornito un indirizzo mail aziendale; tale, se considerato "come evoluzione naturale del telefono" deve rimanere privato e non controllato. Tutavia i regolamenti aziendali vietano espressamente di usare il telefono aziendale per fare chiamate di tipo privato

    (del tipo : "...si cara butta la pasta che tra poco arrivo...")

    La mail aziendale tecnicamente e' possibile utilizzarla anche a scopi privati, come ad esempio scrivere ad amici - parenti - catene di sant'antonio - registrazioni ai forum etcetera.

    Questo sinceramente lo trovo sbagliato perche' anche quello e' uso improprio di strumenti aziendali.

    e' giusto non controllarla a priori (i boss non devono essere cani mastini) ma e' altrettanto vero che se risultano mittenti non provenienti strettamente dal DB dei clienti aziendali, io come boss un controllino lo farei (sia ben chiaro, 1 mail esterna non vuole dire nulla, ma 100 - 500 mi insospettirebbero non poco).

    In ogni caso reputo una cosa di bassissimo livello, il controllo dei contenuti a priori da parte del boss aziendale.
    Questo non e' ammissibile se non con un ragionevole sospetto di abuso.

    Discorso diverso invece lo farei riguardo ai log di sistema.

    I log di sistema sono degli strumenti per tracciare un andamento globale dei sistemi, quindi mi sembra ovvio analizzarli a priori con o senza autorizzazione; se vedo un mio impiegato che occupa 3 GB (in overquota rispetto agli altri) di posta sul server come minimo gli chiedo delle spiegazioni, se poi rientra tutta tra le mail aziendali gli aumento lo spazio per motivi di lavoro, viceversa se scopro che e' mail privata gli do' tempo mezz'ora per lasciare su solo quelal aziendale.

    tuttavia un controllo di questo genere e' ben diverso da quello specifico dei primi paragrafi, qui non viene fatto un controllo sui contenuti ma sulle risorse occupate.
    se poi le risorse occupate sono eccessive, mi sembra doveroso controllare CON l'impiegato il perche' dell'anomalia.

    Insomma e' giusto rispettare la privacy degli utenti, ma non e' tollerabile un abuso di risorse da parte degli utenti stessi, ma piu' che imporre dei regolamenti di questo genere, specificherei le policy di controllo aziendali direttamente nel contratto di lavoro, o in una sorta di "bolla dei regolamenti interni" sull'uso degli strumenti aziendali (connessione - badge interni - posta - telefonia - portatili e altri strumenti aziendali)
  • >Il governo del New South Wales, popolosa regione >dell'Australia abitata da oltre venti milioni di persone...

    Tutta l'Australia non arriva a 20.000.000 di abitanti...Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > >Il governo del New South Wales, popolosa regione
    > >dell'Australia abitata da oltre venti milioni di
    > persone...
    >
    > Tutta l'Australia non arriva a 20.000.000 di
    > abitanti...Occhiolino

    Emh si infatti sono 6,5 circaSorride
    Lamb
    754
  • In Australia il più grande spione è lo stato!

    (e spia pure all'estero, dato che fa parte del sistema Echelon)
    non+autenticato
  • Ma perchè il dipendente non può fare a meno di navigare per i cavoli suoi a casa sua?

    Perchè dovrebbe andare a leggere informazioni sul suo essere sieropositivo (era citato nell'articolo a cui si rimandava) dal pc dell'ufficio? E se deve fare commenti sul suo capo non può farlo usando il cellulare invece che il telefono aziendale? O anche la connessione internet dell'azienda? Quando vai a casa, oppure in un internet point, fai quello che ti pare.

    Se non ho diritto di monitorare l'uso (e l'abuso) della rete che gestisco (e pago) chi potrà farlo?

    Ed in caso di contestazioni di reati? Se qualcuno naviga su siti pedoporno (anche perchè adesso "sembra minore ma non è...") diciamo alla polizia che la nostra azienda è terra franca?

    Da domani ogni grande azienda si doti di un proxy per far navigare da casa i dipendenti. Così internet sarà libero da ogni controllo giuridico e nonOcchiolino

    Non mi è chiara la privacy: io non ho nemmeno diritto di sapere a chi ho telefonato da casa, visto che grazie alle leggi sulla privacy mi trovo una bolletat piena di x. E a me va relativamente bene, visto che (furti a parte) sono cmq telefonate che ho fatto io.
    Ma ad un'azienda dove arrivano bollette di milioni e ci sono centinaia di persone dentro chi può sapere per cosa sono fatte le chiamate?
  • Se e' stato commesso un reato saranno le forze dell'ordine stesse a lurkare nei log,non ti preoccupare
    Ma toglimi una curiosita',i tuoi lavoratori come ti devono rispondere quando gli assegni un compito? "zi badrone"?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Se e' stato commesso un reato saranno le forze
    > dell'ordine stesse a lurkare nei log,non ti
    > preoccupare

    i log li consegna l'amministratore di sistema al boss quando vede che c'e' qualche cosa che non va, poi il boss fa la denuncia e si consegnano i log sia originali, sia quelli "filtrati" con evidenziate le voci incriminate...

    che poi le forze dell'ordine lo rifacciano e' un altro discorso.
    ma IO controllerei PRIMA i log di consegnarli alle forze dell'ordine

    > Ma toglimi una curiosita',i tuoi lavoratori come
    > ti devono rispondere quando gli assegni un
    > compito? "zi badrone"?

    se io fossi il capo, quando impartisco un compito, dovrebbero rispondermi con "OK boss sara' pronto per ( date y m d hh ) ! "