Pedoweb, i rischi della nuova legge

di Daniele Minotti - Si allarga il concetto di pornografia infantile e si introducono reati per fatti che non ledono alcun minore. Ecco perché prima che diventi legge quel testo va cambiato

Roma - Abbiamo letto, su PI, del passaggio in Commissione Giustizia del ddl C4599 (anche) sulla pedopornografia facente, sin dal titolo, espresso riferimento a Internet. Sembrava dimenticato dopo la presentazione, l'anno scorso, da parte di colei che sembra esserne la madre: l'On Stefania Prestigiacomo, Ministro delle Pari Opportunità. E, invece, come detto è passato velocemente in Aula per la discussione iniziata già lo scorso 3 maggio.

A sentire alcuni, pronunciatisi già l'anno scorso, quella futura legge proprio non va. C'è già la l. 269/98 la cui applicazione, come molti lamentano, ha portato alla sbarra non pochi innocenti e le sanzioni penali, non proprio irrilevanti, colpiscono anche i semplici detentori. In più, mediante la cosiddetta "attività di contrasto" gli inquirenti hanno a disposizione strumenti eccezionali per la repressioni dei reati in argomento.

Pur con i correttivi che potranno derivare dall'approvazione della pioggia di emendamenti presentati in Commissione, il trend è per l'aggravamento delle figure attuali nonché per l'introduzione di nuove ipotesi: da realizzarsi, però, in modo del tutto particolare, non sempre, a parere di chi scrive, opportuno e "giusto".
Per quanto riguarda i reati di pedopornografia, ecco alcune delle proposte più rilevanti, brevemente illustrate:

1) il termine "sfruttamento" (dei minori), riguardante le esibizioni o la realizzazione dei materiali pedopornografici, verrebbe sostituito con quello di "utilizzazione", concetto sicuramente più ampio la cui introduzione spazzerebbe via ogni opinione - peraltro sostenuta da diversi commentatori - circa la pretesa natura esclusivamente economica dello sfruttamento (in buona sostanza, la sola destinazione al mercato);

2) per le condotte poste in essere a titolo gratuito (comma 4 dell'art. 600-ter c.p.) potrà essere punita, con la stessa sanzione, anche la mera offerta, dunque non soltanto la cessione effettiva, con un'evidente anticipazione del punibile;

3) è previsto un diffuso - e consistente - innalzamento delle pene, sia per le ipotesi più gravi (commi 1 e 2 dell'art. 600-ter c.p. - relativamente alla reclusione massima e a quella pecuniaria) che per i fatti di semplice "detenzione" di cui all'art. 600-quater c.p. (in quest'ultimo caso la pena detentiva sarà congiunta a quella pecuniaria e non soltanto alternativa);

4) è prevista l'esclusione della punibilità per i "produttori" minorenni sempre che i soggetti ritratti o rappresentati abbiano raggiunto l'età del consenso sessuale e che il materiale rimanga nella loro sfera di disponibilità;

5) i fatti di pedopornografia saranno perseguiti "anche se il materiale pornografico è prodotto utilizzando persone che, per le loro caratteristiche fisiche, hanno le sembianze di minori degli anni diciotto" e "anche quando il materiale pornografico ritrae o rappresenta visivamente realistiche immagini virtuali di minori degli anni diciotto".

Nonostante che per queste ipotesi di punibilità "dell'apparenza" o del "virtuale" sia prevista una diminuzione di pena, la prospettata riforma incontra qui il suo aspetto più controverso. Il riferimento al "sembrare" oltre a non essere un parametro obiettivo (ciò ci si dovrebbe aspettare da una legge, specie se penale) in particolare nelle ipotesi di confine, sposta, unitamente all'introduzione della rilevanza del "virtuale", l'oggetto della tutela e crea una certa confusione che non potrà che riflettersi sulla futura applicazione delle norme. La legge, dunque, tutela, come afferma la relazione, l'integrità psico-fisica del minore oppure... un sotteso "buoncostume" chissà quanto meditato?

La relazione al ddl spiega così queste scelte forti e, forse, di non immediata comprensione per taluni: "una prospettiva più ampia di prevenzione e repressione del fenomeno, anche condotte di produzione e diffusione di materiale pornografico che raffigura persone anche solo apparentemente minorenni od anche immagini virtuali di minorenni, appaiono tali da alimentare il fenomeno della pornografia minorile, inducendo effetti criminogeni nei fruitori del materiale".

Resta il fatto che il termine "prevenzione" non è certo facilmente accettabile, mentre non so, personalmente, quanto sia provato, scientificamente, che immagini di "finti minori" alimentino l'utilizzo dei "veri minori". Di fatto, la soglia della punibilità più che abbassarsi, sconfina, per il tramite dell'idea della prevenzione, in qualcosa che ha perso ogni legame con gli scopi originari: nessun minore è "realmente" coinvolto, eppure...

E penso che valgano a poco i casi di esclusione della responsabilità previsti per le due ipotesi: "non è punibile per i fatti di cui al primo comma chi produce il materiale pornografico ivi specificato (minori apparenti), quando si dimostra che le persone utilizzate erano in realtà maggiorenni e la produzione non è destinata alla diffusione o alla cessione"; "non è punibile per i fatti di cui al primo comma chi produce il materiale pornografico ivi specificato (minori virtuali), quando la produzione non è destinata alla diffusione o alla cessione e nella stessa non sono state utilizzate immagini di soggetti reali o parti di esse".

A parte l'anomala inversione della prova sull'età o sull'esistenza del soggetto, c'è da dire che entrambe le cause di non punibilità riguardano soltanto i produttori. Una volta messi in circolo i materiali diventano assolutamente "scottanti" e "compromettenti", senza possibilità di uscita a meno che - ma è questione che riguarda i principi generali del diritto penale - non si dimostri, con sufficiente forza, che si è caduti senza colpa in errore sull'età del ritratto (non sull'esistenza).

Punibilità dell'apparente pedopornografia, ma possibilità (pur remota) di cavarsela dimostrando di aver sbagliato credendo incolpevolmente, di trovarsi di fronte ad un soggetto maggiorenne: con prospettive di confusione che potrebbe spaventare e disorientare anche i giuristi.

Ed ecco il nocciolo della mia critica, per concludere. L'esperienza giudiziaria ha dimostrato che la disciplina di contrasto alla pedopornografia non è stata ancora digerita completamente.

L'Italia, con la l. 269/98, è passata da una totale impunità (e, va ammesso, da un quasi totale disinteresse) per i fatti citati (salva qualche sparuta applicazione delle disposizioni riguardanti le pubblicazioni oscene) ad un regime particolarmente pesante che - piaccia o meno a chi si sente leso nella propria sfera privata - punisce anche la detenzione di detti materiali. Uno dei pochi casi - ed escluse, ovviamente, le ipotesi di coinvolgimento di infanti - in cui la legge sembra aver condizionato la morale; e ciò troverebbe conferma nell'assenza di sincronizzazione con le regole dell'autodeterminazione sessuale (ma sono stati presentati emendamenti volti a temperare questo contrasto). Perché, anche con questa riforma, potrebbero rimanere punibili il traffico e la detenzione di materiale prodotto con l'utilizzo di soggetti minorenni, ma consenzienti sia all'atto di valenza sessuale (cosa già possibile per il nostro ordinamento), sia alla produzione alla circolazione del materiale stesso. È un aspetto su cui occorre riflettere.

Fatto sta che la "mancata digestione" di quella che, malgrado tutto, appare ancora una legge tutta da scoprire ed applicare, ha prodotto, come già sanno i lettori di PI, non pochi casi giudiziari del tutto "sballati". Ed è per questo che, al di là dei giudizi di merito che potrei dare come cittadino e padre, temo che le novità prospettate, già così controverse, possano soltanto condurre ad un innalzamento del numero dei "falsi positivi". Con un danno per l'immagine della Giustizia e, soprattutto, per coloro che trovandosi su un confine ormai ben poco visibile, finiranno alla gogna "sulla fiducia" e con la "garanzia" di una legge dello Stato.

avv. Daniele Minotti
www.studiominotti.it

NOTA
Nella tarda serata di ieri, la Commissione ha approvato degli emendamenti e il testo in pdf del documento presentato alla Camera è qui. Domani su PI un approfondimento sulle novità.
132 Commenti alla Notizia Pedoweb, i rischi della nuova legge
Ordina
  • Salve gente;
    Mi chiamo Gio e sono di Modena, il 2 dicembre del 2004 alle 06 del mattino, ho ricevuto la visita della guardia di finanza nella mia abitazione, per quanto professionali e competenti quelli del nucleo tecnologico di Roma, hanno fatto un putiferio, avendo in casa 4 pc per un totale di 1000 gb e circa 2000 cd di vario genere, si sono trovati davanti ad un incognita, cosa fare?:"per sicurezza portiamo via tutto" e cosi anno fatto, ecco perché nella immancabile conferenza stampa del PM, si registrava l?enorme mole di materiale sequestrato, si sono portati via anche la mia machina fotografica a pellicola e una serie di negativi di famiglia, compresa tutta la collezione di VHS walt disney di mio figlio,.
    Passiamo ai fatti:
    nel decreto di perquisizione c'era scritto che l'indagine partita nel febbraio del 2003 mi si accusava di aver sharato tramite kazaa il materiale vietato,da qui le accuse con Art. 600 ter e quater.
    rimanendo scettico sull'accusa ma probabile visto il funzionamento dei programmi p2p, dopo la loro uscita di casa mi sono recato dal mio avvocato e abbiamo valutato la situazione.
    premetto che per sharare uso principalmente dc++ per lo piu vecchi film e mp3, ma non nascondo anche qualche gioco e qualche film, Utilizzando kazaa solo per scaricare AIME'' file porno, in particolare dei siti "bang bus" e "teen for cash" "8th street" "cum fiesta" ai cui si accede con password. siti a mio avviso e a quello del mio avvocato legali,( visitate i siti per controllare) naturalmente visto il funzionamento del programma e abbastanza probabile scaricare visto le chiavi di ricerca (teen, sex, pregnant, mom, Mature, ecc.) anche del materiale vietato , (sfido chiunque a dire di non averne mai incontrato) ., infatti una volta controllato i file scaricati provvedo a cancellare quello non interessante e vietato.
    Ora premettiamo il fatto che quando scarichi con l'adsl avvolte lasci il pc acceso anche per giorni continuando a scaricare, probabile che fino a quando non vai a controllare il materiale scaricato puoi sharare qualsiasi file scaricato,anche vietato, ( provare per credere) basta che la Guardia di finanza scarica da te con una chiave di ricerca attinente al pedoporno, riscontrare dei file vietati sul tuo pc in quel momento rilevare l'IP ed il gioco è fatto. da questo momento si richiede al provider a chi risale l'IP e mettere il tuo nome e il tuo nik in una lista nera,. Appena la lista e abbastanza piena scattano le perquisizioni, se nelle operazioni sugli hard disk sono conservati file vietati, eccoti l'incriminazione sull'art 600. Ma faccio notare che l?operazione è partita nel 2003, e in 2 anni chi usa il pc per sharare, provare, giochi e programmi ,minimo avrà formattato il pc 4 volte.

    Fortunatamente sul mio pc non c'era materiale pedofilo ma solo dire qualche file porno ambiguo su qualche diciottenne che può o non essere, ma naturalmente uno che scarica di tutto e probabile che sia stato ritrovato qualche file vietato.
    Da qui incomincia il mio calvario, per gestire la causa il mio avvocato ha voluto 4000 ?uro, (anche perché quello di ufficio me ne ha chiesto 3.500 ?. ) per il disbrigo pratiche . Si solo per quello perché dopo 3 mesi mi hanno restituito tutto il materiale e l?accusa a mio nome e decaduta, con la motivazione che il fatto non costituisce reato. Quindi sono uscito fuori STRAPULITO.
    Pulito?
    NO
    Il 20 marzo , dopo una settimana che mi avevano restituito i pc, alle 06 del mattino si presentano i Carabinieri, con un mandato di perquisizione della procura di Aqui Terme, con l?accusa di aver divulgato materiale pedofilo, tramite WinMx il 3 febbraio del 2003, Praticamente appena uscito da una causa ne sono entrato in altra, appena riavuto i miei pc se li sono riportati, a nulla è servita la documentazione di tutto quello precedente,.
    Adesso mi sto organizzando per trovare altri ? 4000 , per il mio avvocato.
    Ragazzi attenti per megalomania di qualche PM rischiamo tutti un procedimento come il mio
    Sono a vostra disposizione per dare tutte le delucidazioni e spiegazioni su quello che mi è capitato
    non+autenticato

  • Se per vedere delle immagini pago, allora stimolo la pedopornografia e vado punito, inoltre la situazione dal punto di vista giuridico è molto chiara: transazione commerciale = volontarietà dell'atto.
    Se per vedere le immagini non pago, es. vari link autoaprenti, invio di email (alzi la mano chi non ha mai ricevuto materiale pornografico non richiesto via mail) ecc... , non DEVO essere punito! (neanche indagato o disturbato !)
    Ma vi rendete conto, basta navigare su qualche sito warez per cercare qualche crack o password per essere innondati da materiale pornografico e forse anche pedoporno (confesso non vi ho mai fatto caso).
    Basta che un pinco pallino qualsiasi vada in un Internet Caffe e vi spedisca via mail un paio di foto compromettenti e uno finisce in galera?
    non+autenticato
  • Quando è il bambino che usa un adulto? Quando è il bimbo ad addescare? Quando è il bambino ad andare in cerca di caramelle dagli sconosciuti?

    con le leggi repressive che esistono adesso, ti assicuro che finiresti parecchio nella cacca se un bambino ti accusasse di abusi. Tu, affibiando ai bimbi un'immagine stereotipata che ti possa donare tranquillità, pensi che un bambino sia un innocente candido e puro, e non, più spesso, un cinico piccolo str nzo senza alcun ritegno morale ed etico e senza alcuno scopo fuorché il suo benessere?

    tu pensi non sia possibile uno scenario del tipo "Mi fai il solletico lì, altrimenti dico che eri un pedofilo alla mamma"?


    io ti auguro seriamente non ti accada mai un'esperienza simile. Ma se ti accadesse, cosa faresti?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Quando è il bambino che usa un adulto? Quando è
    > il bimbo ad addescare? Quando è il bambino ad
    > andare in cerca di caramelle dagli sconosciuti?
    >
    > con le leggi repressive che esistono adesso, ti
    > assicuro che finiresti parecchio nella cacca se
    > un bambino ti accusasse di abusi. Tu, affibiando
    > ai bimbi un'immagine stereotipata che ti possa
    > donare tranquillità, pensi che un bambino sia un
    > innocente candido e puro, e non, più spesso, un
    > cinico piccolo str nzo senza alcun ritegno morale
    > ed etico e senza alcuno scopo fuorché il suo
    > benessere?
    >
    > tu pensi non sia possibile uno scenario del tipo
    > "Mi fai il solletico lì, altrimenti dico che eri
    > un pedofilo alla mamma"?
    >
    >
    > io ti auguro seriamente non ti accada mai
    > un'esperienza simile. Ma se ti accadesse, cosa
    > faresti?

    E' già accaduto purtroppo. Roba di qualche anno fa ,adesso non ricordo bene i particolari , però la storia parlava proprio di un papà accusato dal pargoletto (poi si è saputo con la complicità della mamma) , di pedofilia.
    Beh ;la stora è finita con l'assoluzione dell'uomo perchè il fatto non sussiste.
    In pratica Il moccioso stro...zo aveva mentito.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Quando è il bambino che usa un adulto? Quando è
    > > il bimbo ad addescare? Quando è il bambino ad
    > > andare in cerca di caramelle dagli sconosciuti?
    > >
    > > con le leggi repressive che esistono adesso, ti
    > > assicuro che finiresti parecchio nella cacca se
    > > un bambino ti accusasse di abusi. Tu, affibiando
    > > ai bimbi un'immagine stereotipata che ti possa
    > > donare tranquillità, pensi che un bambino sia un
    > > innocente candido e puro, e non, più spesso, un
    > > cinico piccolo str nzo senza alcun ritegno
    > morale
    > > ed etico e senza alcuno scopo fuorché il suo
    > > benessere?
    > >
    > > tu pensi non sia possibile uno scenario del tipo
    > > "Mi fai il solletico lì, altrimenti dico che eri
    > > un pedofilo alla mamma"?
    > >
    > >
    > > io ti auguro seriamente non ti accada mai
    > > un'esperienza simile. Ma se ti accadesse, cosa
    > > faresti?
    >
    > E' già accaduto purtroppo. Roba di qualche anno
    > fa ,adesso non ricordo bene i particolari , però
    > la storia parlava proprio di un papà accusato
    > dal pargoletto (poi si è saputo con la complicità
    > della mamma) , di pedofilia.
    > Beh ;la stora è finita con l'assoluzione
    > dell'uomo perchè il fatto non sussiste.
    > In pratica Il moccioso stro...zo aveva mentito.

    La conoscevo questa brutta storia, davvero pessima.
    Io comunque parlavo di casi ancora più scabrosi, ovvero di bimbi che adescano adulti. Non voglio dire che tutti i bimbi certo abbiano tale mix di intelligenza, sfacciataggine, prurito sessuale e assenza di eticità da rendere probabile una storia come quella sopra. Però non si può scartarla come improbabile a priori.
    non+autenticato
  • Questo a me pare il vero titolo!Indiavolato
    Se non è la Cina che viene in Italia allora è l'Italia che va in Cina ( in termini "democratici") !
    non+autenticato
  • "Mi limito a fare un esempio : io non sono pedofila. In quanto tale, non leggo riviste pedoporno perchè mi fanno semplicemente schifo. Se a qualcuno piace leggerle, evidentemente ha qualche problema. Problema molto serio."

    Premesso che: sono perfettamente conscio che la pedofilia è una malattia
    Premesso che: sono contro il materiale pedopornografico, quello vero però

    I consumatori di materiale pedopornografico POSSONO essere delle persone perfettamente sane dal punto di vista mentale, in particolare se la loro NON E' una dipendenza e se non sono pedofili.
    Se non leggi tale riviste perché ti fanno schifo, non significa che chi le legge sia malato mentale. A me ad esempio fanno schifo le pelliccie, ma non penso che chi le indossa sia un malato mentale.
    Detto questo, ribadisco la mia premessa: sono contro il materiale pedopornografico.
    non+autenticato
  • Margie:
    > "Mi limito a fare un esempio : io non sono
    > pedofila. In quanto tale, non leggo riviste
    > pedoporno perchè mi fanno semplicemente schifo.
    > Se a qualcuno piace leggerle, evidentemente ha
    > qualche problema. Problema molto serio."

    Anonimo:
    > Se non leggi tale riviste perché ti fanno schifo,

    Ma quali riviste??? Ma credete davvero a margie che dice che ci sono riviste pedopornografiche?? Voglio sapere i nomi delle testate e voglio proprio vedere se sono riviste illegali non iscritte al tribunale.
    Altrimenti qui stiamo delirando, dando per scontato che siamo circondati da materiale pedopornografico, perfino sottoforma di riviste.
    Ma ci svegliamo o no che questa della pedopornografia e' una caccia alle streghe? Un carro armato di retorica che hanno come argomentazioni da sfondamento la tutela del minore e il disgusto, per portare avanti una sistematica censura e controllo?
    Altrimenti citate i nomi di queste riviste. Voglio proprio vedere se sono raccolte foto di minori seviziati o semplici manga regolarmente registrati dall'editore.
    non+autenticato
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