A Stoccolma sfilano i pirati

Un'importante associazione anti-copyright inscena una manifestazione-provocazione, per promuovere il diritto alla copia e l'accesso libero all'informazione

Stoccolma - Erano pių di 800 i manifestanti che hanno aderito ad una singolare "chiamata alle armi" di una celebre organizzazione che in Svezia da tempo si batte contro il progressivo irrigidimento della legislazione a favore dei detentori di copyright e contro, a loro dire, i diritti di fruizione delle opere.

Domenica primo maggio a Stoccolma gli 800 si sono radunati (vedi foto in basso) al grido di "libera circolazione dei saperi, diritto alla copia e alla condivisione", tutte divenute parole chiave di una protesta montante in diversi paesi. In questo caso il diritto alla copia č stato fisicamente "ribadito" mediante un massiccio scambio di supporti tra i partecipanti all'evento.

la manifestazioneA portare per strada i manifestanti sono quelli di Piratbyran, organizzazione che conta 40mila aderenti, che hanno spinto ad arringare la folla alcuni nomi noti e tra questi anche Jonas Birgersson, importante esponente dell'industria del broad band svedese e CEO di BredBand2.
"Si č forse trattato - sostengono quelli dell'organizzazione - di uno dei pių importanti appuntamenti di pirati di Internet, critici del copyright ed altri sostenitori della free culture".
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14 Commenti alla Notizia A Stoccolma sfilano i pirati
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  • oltre a essere open-source il codice, per essere totalmente libero, il software non dovrebbe essere anche senza copyright?

    O sapete dirmi il limite entro cui un sw si può dire copiato oppure no?
  • > oltre a essere open-source il codice, per essere
    > totalmente libero, il software non dovrebbe
    > essere anche senza copyright?
    >
    > O sapete dirmi il limite entro cui un sw si può
    > dire copiato oppure no?

    Se puoi copiare/redistribuire/farci qualsiasi cosa o no con un software, te lo dice quel testo che di solito viene sulla seconda schermata dell'installer, che naturalmente nessuno legge, si clicca subito su "accetto" e via.

    Bè d'altra parte non possono neanche pretendere che uno si legga 5 schermate di legalese. Sarebbe bello se ci fosse almeno un sunto all'inizio, tipo "puoi fare una copia di backup. Una sola installazione. Non distribuire copie ad altri".

    Per il resto della tua domanda, free, open source e senza copyright sono 3 cose del tutto indipendenti, anche se bisogna chiarire un attimo cosa intendi per "senza copyright"

    Può darsi che ci sia qualcuno che voglia rinunciare ai diritti di sfruttamento economico della sua opera (ripeto, della sua *opera* non della sua idea... qui non parliamo di brevetti) Non credo però che ci siano persone che vorrebbero rinunciare pure ai diritti morali (ovvero il poter dire "sono stato io a produrre questa opera").

    Per il resto, open source non implica free e viceversa. Puoi avere software gratis, ma closed source, e anche viceversa. Certo il più delle volte l'open è anche free.
  • >
    > Può darsi che ci sia qualcuno che voglia
    > rinunciare ai diritti di sfruttamento economico
    > della sua opera (ripeto, della sua *opera* non
    > della sua idea... qui non parliamo di brevetti)
    > Non credo però che ci siano persone che
    > vorrebbero rinunciare pure ai diritti morali
    > (ovvero il poter dire "sono stato io a produrre
    > questa opera").
    >

    Esempio: modifico un software open source e sono un po stronzo e voglio rivenderlo closed senza dire a nessuno da dove ho "copiato". Per non usare porzioni di codice proprio uguali faccio qualce operazione di maquillage (tipo cambiare nome alle variabili...).
    Alla fine è evidente che ho copiato, ma i codici sorgenti sono diversi. Mi chiedevo se esistono standard per definire quando un software è copiato da un altro oppure no.

  • > Esempio: modifico un software open source e sono
    > un po stronzo e voglio rivenderlo closed senza
    > dire a nessuno da dove ho "copiato". Per non
    > usare porzioni di codice proprio uguali faccio
    > qualce operazione di maquillage (tipo cambiare
    > nome alle variabili...).

    Cambiare nome alle variabili non serve, i nomi non vanno nel compilato. Piuttosto, dovresti cambiare il flusso di controllo del programma, il modo e i momenti in cui viene allocata memoria, le dimensioni delle variabli / della memoria allocata.

    > Alla fine è evidente che ho copiato

    bè mica tanto se fai qualcosa di quanto detto sopra... l'importante è che disassemblando i due codici compilati ottenuti, non ottieni qualcosa di molto simile

    > ma i codici
    > sorgenti sono diversi. Mi chiedevo se esistono
    > standard per definire quando un software è
    > copiato da un altro oppure no.

    Questo è interessante, il confronto va fatto a livello assembler, considera che non molte persone (periti nominabili da un tribunale) sono in grado di farlo.

    Mah io credo che chi fa open source non ha i soldi e il tempo per intentare cause... più che altro è una filosofia: se la accetti bene, facci avere le tue modifiche al sorgente, se vui essere disonesto è un problema tuo.

    Chi invece fa closed e ritiene che qualcuno (il più delle volte, un ex-dipendente) abbia sottratto sorgenti per fare prodotti concorrenti, credo che più semplicemente possa arrivare ad obbligare tramite tribunale la persona a cui fa causa a mostrare ad una terza parte (un perito) il codice sorgente che usa per realizzare i suoi prodotti.
  • > Esempio: modifico un software open source e sono
    > un po stronzo e voglio rivenderlo closed senza
    > dire a nessuno da dove ho "copiato". Per non
    > usare porzioni di codice proprio uguali faccio
    > qualce operazione di maquillage (tipo cambiare
    > nome alle variabili...).
    > Alla fine è evidente che ho copiato, ma i codici
    > sorgenti sono diversi. Mi chiedevo se esistono
    > standard per definire quando un software è
    > copiato da un altro oppure no.

    dipende dalla licenza, che ti devi leggere e capire. se e' di tipo bsd va tutto bene, basta che attribuisci la paternita. se e' gpl invece e' illegale. di esempi pratici di violazioni della gpl ce ne sono a iosa.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > come da topic.

    basta leggere l'articolo......
    (o il tuo post era ironico e non l'ho proprio capito?)
    boh?

    OSorride
  • M'incuriosisce il fatto che traspare una protesta muta.
    non+autenticato
  • A quanto pare gli svedesi cominciano a capire che è l'ora di alzare la voce con le multinazionali del sapere.
    non+autenticato
  • Nella federazione russa poco tempo fa ho visto distese infinite di bancarelle al silicio. Occupavano la maggior parte del mercato dell'elettonica. [mercato non finanziario]. I craker russi sono i migliori al mondo,come i programmatori. Di necessità virtù. Da noi si guadagna poco ed il pc è un ottimo passatempo. I prezzi dei videogiochi in scatola originale erano equivalenti a 1/3 di stipendio.
    non+autenticato
  • Manifestare contro la "liberalizzazione smodata" non solo della cultura ma anche dei servizi essenziali per cittadino europeo e per le imprese !
    non+autenticato
  • E' un dovere di tutti i cittadini di paesi democratici usare le armi della democrazia x combattere le ingiustizie.
    Negli stati uniti il fenomeno di associazioni è molto forte, da noi no. Noi abbiamo diritto di associarci e far valere le nostre ragioni ma il problema è che non lo usiamo. Noi come cittadini siamo passivi! Non partecipiamo alla vita democratica e puntualmente ne subiamo le conseguenze.
    non+autenticato
  • negli stati uniti esistono una marea di associazioni, ma fino a quando non assumono la forma e la sostanza delle LOBBIE non concludono niente. anzi, rischiano di continuo di essere ingabbiate nei vari patrioct act et simila. con questo non voglio dire che sono inutili, ma che forse è una forma di contestazione ormai superata, some forse lo è la democrazia rappresentativa.

  • - Scritto da: Marc0s
    > negli stati uniti esistono una marea di
    > associazioni, ma fino a quando non assumono la
    > forma e la sostanza delle LOBBIE non concludono
    > niente. anzi, rischiano di continuo di essere
    > ingabbiate nei vari patrioct act et simila. con
    > questo non voglio dire che sono inutili, ma che
    > forse è una forma di contestazione ormai
    > superata, some forse lo è la democrazia

    beh noi non abbiamo neanche quella

    > rappresentativa.
    non+autenticato