QuintoStato ferma gli aggiornamenti

Il suo fondatore ha annunciato in un ultimo editoriale che per il sito, operativo ormai da quasi 30 mesi, è giunto il momento di uno stop

Roma - "Dopo ventinove mesi di attività (Dicembre 2002 - Maggio 2005) Quinto Stato sospende le pubblicazioni. Tempo fa avevamo accennato a un rilancio (...) purtroppo i progetti che avrebbero dovuto finanziare il salto di qualità non sono andati in porto". Così Carlo Formenti, giornalista fondatore del sito-blog QuintoStato.it, ha raccontato in questi giorni ai lettori la sofferta scelta di dover chiudere baracca e burattini.

Nella sua nota, Formenti afferma come fin dall'inizio è stato chiaro quanto difficile fosse raggiungere l'obiettivo di rendere QuintoStato una pubblicazione capace di finanziare le proprie spese e dunque retribuire i propri redattori. "L'idea - scrive - era quella di sfruttare la formula del blog per realizzare un vero e proprio web magazine dedicato alle nuove tecnologie e all'economia di rete, concentrando l'attenzione sui conflitti culturali, politici e sociali provocati dai tentativi di "normalizzare" Internet."

Secondo Formenti, cioè, QuintoStato ha cercato di essere non solo un organo di informazione "ma anche uno strumento di mobilitazione e organizzazione" del popolo della rete su tutta una serie di questioni chiave: democrazia digitale, digital divide, condivisione della conoscenza, diritti dei consumatori e via dicendo.
Tutto questo non è però bastato: la creatura che doveva unire blog e testata web "si è rivelata un'improbabile quadratura del cerchio". "In assenza di qualsiasi copertura economica per l'impegno profuso - continua Formenti - era impensabile che potesse durare all'infinito".

QuintoStato dunque finisce qui la sua corsa, salvo l'intervento di qualche editore che possa rilanciarlo su nuove basi, mentre Formenti ha deciso di aprire un blog dove continuerà a pubblicare propri interventi.
TAG: italia
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