Brevetti software, mezzogiorno di fuoco

di A. Glorioso - Sono i giorni più critici per la proposta di direttiva che punta ad introdurre anche nella UE la brevettazione sul software. Dal software libero una condanna unanime. La palla passa agli europarlamentari

Roma - La lotta contro la brevettazione delle "invenzioni implementate tramite computer" - il nome che la lobby degli interessi costituiti preferisce a quello più diretto e veritiero di "brevetti sul software" - è entrata in una fase critica.

Dopo che il 7 marzo il Consiglio Europeo ha adottato una "posizione comune" su un testo che prevede la brevettabilità dei programmi per elaboratore, delle interfacce, dei formati di dati e dei "metodi di business" - il testo, naturalmente, è pieno di giri di parole volti a sviare l'attenzione dalla sostanza della proposta di direttiva - la parola spetta ora al Parlamento Europeo, per una seconda lettura della direttiva.

Un'analisi di quanto successo in seno al Consiglio Europeo fa capire la portata degli interessi in gioco. Parlare di "posizione comune", infatti, è né più né meno che una presa in giro - tanto per fare un esempio, Austria, Beglio e Italia si sono astenute, la Spagna ha votato contro, Polonia, Danimarca e Portogallo hanno chiesto di discutere più approfonditamente la questione: richiesta che la presidenza lussemburghese ha prontamente rifiutato, in base alla presupposta necessità di raggiungere una decisione definitiva il prima possibile (apparentemente non è importante che tale decisione sia espressione della volontà dei cittadini dell'Unione e non di interessi particolari).
La seconda lettura del Parlamento Europeo, che aveva già, è bene ricordarlo, espresso la propria contrarietà all'estensione dell'istituto brevettuale al software, è irta di ostacoli. Per riaffermare la propria volontà sarà necessaria la maggioranza assoluta, ovvero 347 voti, su un argomento di cui molti parlamentari ignorano sia la portata che i dettagli; per vincere il quale, inoltre, le grosse aziende produttrici di software hanno nuovamente scatenato la propria potenza lobbistica.

L'Associazione Software Libero, Free Software Foundation Europe (comunicato disponibile online), Italian Linux Society (comunicato disponibile online) e Media Innovation Unit - Firenze Tecnologia hanno deciso di inviare una lettera aperta a tutti gli eurodeputati italiani.

Nella lettera aperta si invitano i parlamentari ad opporsi in maniera netta e decisa alla proposta di brevettare il software e di cogliere l'ultima opportunità che hanno a disposizione per:

"- dotare l'Europa di una legislazione uniforme e coerente, bloccando la deriva verso l'estensione della brevettabilità ad aree in cui la sua utilità non solo non è dimostrata, ma anzi l'evidenza sembrerebbe indicare il contrario;

- riaffermare, in linea con i principi sanciti dalla Convenzione di Monaco sui Brevetti, che il software in quanto tale non ha carattere tecnico e come tale non può essere brevettabile, bocciando la pessima direttiva del 7 Marzo e sostenendo invece lo spirito degli emendamenti di prima lettura e di quelli che verranno presentati dal relatore Michel Rocard, economista ed ex primo ministro francese;

- impedire che i brevetti e la minaccia di azioni legali vengano usati come armi anti-competitive per estromettere dal mercato le imprese del settore, gli sviluppatori indipendenti ed il software Libero e Open Source."

La lettera comprende anche una esauriente disamina dei principali elementi legali ed economici per cui la brevettazione del software sarà dannosa per l'economia europea (per citare uno dei più quotati capitani dell'industria del software: "Se all'epoca in cui la maggior parte delle idee odierne furono inventate, la gente avesse compreso il modo in cui i brevetti sarebbero stati concessi e avesse brevettato tali idee, oggi l'industria sarebbe completamente bloccata" - questa frase risale al 1991) ed un elenco di "argomentazioni facilmente confutabili" a favore dei brevetti software - con, naturalmente, le relative confutazioni.
Si va da "I brevetti danno ai loro inventori ed alle piccole compagnie la loro unica possibilità di competizione contro i colossi dell'informatica" a "Il problema è la bassa qualità dei brevetti che vengono concessi; non si tratta quindi di impedire la brevettazione del software, ma di migliorare il processo di concessione del brevetto", passando per tutta la propaganda - scientificamente implausibile e non provata - che le lobby della brevettazione selvaggia hanno cucinato in questi ultimi anni.

La lettera è stata mandata per conoscenza anche agli On. Lucio Stanca (Ministero dell'Innovazione tecnologica), On. Claudio Scajola (Ministero delle Attività Produttive), On. Mario Landolfi (Ministero delle Comunicazioni), On. Letizia Moratti (Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica) e On. Giorgio La Malfa (Ministero per le Politiche Comunitarie). La speranza è che la posizione di astensione dell'Italia, in sede di Consiglio Europeo, possa trasformarsi - come è stato il caso della Polonia - in una posizione attivamente contraria alla proposta di direttiva che il Parlamento Europeo si troverà ad affrontare a Luglio, in occasione della seconda lettura.

Andrea Glorioso

NOTA
Andrea Glorioso è un consulente indipendente. Attualmente lavora soprattutto per Media Innovation Unit, l'unità di ricerca di Firenze Tecnologia (azienda speciale della CCIAA di Firenze) dedicata alla ricerca, sviluppo e promozione di Software Libero, Contenuti Aperti, Reti Decentralizzate e Nuovi Media. Risiede a Padova, ma vive tra treni, aerei e hotel. Se volete discutere con lui dei contenuti di questo articolo, scrivete a: andrea (at) digitalpolicy (dot) it.

L'autore è del tutto inabile a seguire i forum web, quindi chiede cortesemente l'utilizzo della sana, vecchia e-mail per critiche, suggerimenti, proposte di finanziamento o quant'altro.

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93 Commenti alla Notizia Brevetti software, mezzogiorno di fuoco
Ordina
  • I brevetti furono introdotti in epoca vittoriana
    quando un inventore morì senza lasciare i
    documenti su come costruire il cannone da
    lui inventato. Allora infatti le invenzioni erano
    tenute gelosamente segrete per paura che
    qualcuno le rubasse, e questo era il solo mezzo
    che aveva un inventore per cautelarsi.
    Si studiò quindi un meccanismo che permettesse all'inventore di rendere pubblica l'invenzione, pur essendo
    economicamente premiato dall'invenzione stessa
    e si arrivò al brevetto, con il quale si riconosce un
    MONOPOLIO TEMPORANEO all'autore dell'
    innovazione, il quale può dare in licenza l'invenzione
    stessa, etc, guadagnandoci per la durata di tale
    monopolio. Naturalmente, tale invenzione doveva
    essere adeguatamente documentata e depositata
    in modo che chiunque potesse replicarla e che, quindi, non
    andasse incidentalmente perduta, come nel caso
    del suddetto cannone, il cui inventore era morto
    portandosi nella tomba l'invenzione. QUESTO era il brevetto, una limitazione della libertà (monopolio
    temporaneo) come compromesso per tutelare
    l'innovazione . Ma col tempo, di conseguenza all'azione delle lobby industriali, questi principi sono caduti in quanto
    la durata del MONOPOLIO si è allungata smisuratamente,
    tanto che oggigiorno molti si chiedono cosa ci sia rimasto,
    nel concetto di brevetto, dell'intenzione originaria di essere
    un compromesso tra salvaguardia dell'invenzione e bene
    pubblico, che ne era alla base.
    Quanto al software si vede subito, al di la di ogni altra
    considerazione, che in molti casi non viene ottemperato
    uno dei principi basilari del brevetto: la riproducibilità
    dell'invenzione stessa. Col brevetto su un software non
    si salvaguarda il bene pubblico, ma si instaura solamente
    un monopolio di lunga durata. Infatti, occorrerebbe depositare l'implementazione dell'invenzione stessa in modo
    che chiunque possa replicarla, quindi non possa andare
    perduta, e questo non avviene, a meno che non venga
    documentata con il codice sorgente.
    In conclusione, non solo il concetto di brevetto in generale
    è ormai oggetto di critiche serrate in tutto l'occidente in
    quanto, essendosi allungato indefinitamente il periodo di
    MONOPOLIO "giustificato" per pressioni lobbistiche, si è
    fortemente scettici sull'attuale ragione pubblica di qualcosa
    del genere, ma nel campo del software, il concetto di
    brevetto, applicato nel modo in cui lo si vorrebbe è addirittura
    un'assurdità che mira solo a beneficiare grandi entità
    monopolistiche (in quanto serve solo a realizzare monopoli
    senza assicurare nessuno scopo pubblico) a scapito di qualsiasi principio liberale e di libero mercato.

    ciao
    non+autenticato
  • la direttiva passerà, lo vogliate o no, a quel punto il software sarà solo commerciale o libero concesso dalle aziende. Ci sono troppi interessi in ballo perchè si fermi l'attuazione della direttiva. Tutto il resto è pia illusione.
    non+autenticato
  • > la direttiva passerà, lo vogliate o no, a quel
    > punto il software sarà solo commerciale o libero
    > concesso dalle aziende. Ci sono troppi interessi
    > in ballo perchè si fermi l'attuazione della
    > direttiva. Tutto il resto è pia illusione.

    Potranno trasformare il computer in una console ed eliminare tutte le piccole software-house, ma questo non salverà le corporations.
    Proprio grazie al loro cinismo e alla loro voracità hanno segnato la propria condanna.
    Fai uscire un OS Palladium compatibile e vedrai saltare i primi capoccioni...

  • - Scritto da: Anonimo
    > la direttiva passerà, lo vogliate o no, a quel
    > punto il software sarà solo commerciale o libero
    > concesso dalle aziende.

    Guarda che muore anche e soprattutto quello commerciale, che diamine.
    L'unico software che rimarrà sarà quello delle grosse aziende americane o giapponesi, punto. Il resto sopravviverà come sopravvivono i contrabbandieri, gli spacciatori, la piccola delinquenza... fino a quando non viene beccata.
    Sarà assurdo investire il proprio futuro in questo settore, andremo a raccogliere pomodori nei campi, mentre negli USA svilupparanno software e high tech. Ah, siccome il software è oramai in ogni cosa, per ogni cosa dipenderemo dal loro capriccio...
    Non vale forse la pena combattere a fondo per un futuro diverso?
    non+autenticato
  • almeno vi parate il didietro con la SUN (che di brevetti ne ha tanti)
    non+autenticato
  • Il punto non è il brevetto in se, ma come la legge è stata pensata: è vecchissima e non tiene conto della rapidità evolutiva della tecnologia attuale, è su questo che le corporation ci marciano, non sulla brevettabilità delle cose ma sul potere che esso ti da. Benvengano i brevetti sul software, ma benvenga anche una profonda riforma della legge. (software a 5 anni per esempio ecc...)

    Parliamoci chiaro:
    -Consideriamo i costi che ci sono oggi per mettere in piedi una attività economica, più i costi di gestione, del personale, fiscali ecc..
    -Consideriamo che uno che ha una buona idea, a cui ci crede, solitamente investe tutto quello che ha pur di farle vedere la luce (sto parlando solo per me?)
    -Consideriamo la volatilità dell'ambiente tecnologico odierno

    Che cosa mi può venire in aiuto, a darmi una minima (che poi quella è in questo campo) tutela che non sto buttando al vento le mie energie per colpa del primo stronzo pieno di soldi che si accorge della mia idea e in una settimana la commercializza in tutto il mondo ? (non ditemi lo stato xchè poi sputo sullo schermo del notebook.) Il brevetto,
    che tutti vedono erroneamente come qualcosa di assoluto, di dictat, ma che in realtà è l'unica "polizza assicurativa" che puoi stipulare per proteggere gli sforzi che stai facendo.

    C'è chi marcia? e battiamoci contro quelli, io ci tengo alla mia tutela. e voi ?

    Where do you want today ???
    (... ci stava bene dai...)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il punto non è il brevetto in se, ma come la
    > legge è stata pensata: è vecchissima e non tiene
    > conto della rapidità evolutiva della tecnologia
    > attuale, è su questo che le corporation ci
    > marciano, non sulla brevettabilità delle cose ma
    > sul potere che esso ti da. Benvengano i brevetti
    > sul software, ma benvenga anche una profonda
    > riforma della legge. (software a 5 anni per
    > esempio ecc...)

    Ma che dici? I brevetti *nel software* sono dannosi, sono un'assurdità inventata dai monopolisti per mantenere il monopolio.
    Riformare cosa? Siccome prendere 20 sberle fa male, riformiamo la legge e prendiamone solo 10, così sarà una buona legge?

    >
    > Parliamoci chiaro:
    > -Consideriamo i costi che ci sono oggi per
    > mettere in piedi una attività economica, più i
    > costi di gestione, del personale, fiscali ecc..
    > -Consideriamo che uno che ha una buona idea, a
    > cui ci crede, solitamente investe tutto quello
    > che ha pur di farle vedere la luce (sto parlando
    > solo per me?)
    > -Consideriamo la volatilità dell'ambiente
    > tecnologico odierno
    >
    > Che cosa mi può venire in aiuto, a darmi una
    > minima (che poi quella è in questo campo) tutela
    > che non sto buttando al vento le mie energie per
    > colpa del primo stronzo pieno di soldi che si
    > accorge della mia idea e in una settimana la
    > commercializza in tutto il mondo ? (non ditemi
    > lo stato xchè poi sputo sullo schermo del
    > notebook.)

    Ma hai mai scritto un programma? Il copyright non è servito a nulla finora secondo te?


    > Il brevetto,
    > che tutti vedono erroneamente come qualcosa di
    > assoluto, di dictat, ma che in realtà è l'unica
    > "polizza assicurativa" che puoi stipulare per
    > proteggere gli sforzi che stai facendo.

    E' esattamente il contrario. Tu investi tutti i tuoi soldi, le tue energie in un programma. Lo commercializzi. Aspettano che tu abbia una certa fetta di mercato, poi sguinzagliano i loro avvocati e ti rovinano.
    Ma se Sun è dovuta scendere a patti con Kodak (sì, quella della pellicola) perché la stessa le ha fatto causa dicendo di avere brevetti su Java, se kodak a sua volta sta cercando disperatamente di difendersi da Ampex che dice di avere brevetti sulla memorizzazione di immagini digitali, tu che pensi di fare? Ce li hai anche tu i milioni di dollari da dare loro?
    Il brevetto nel software è una rapina legalizzata, come se io avessi brevettato delle idee che tu, come tutti, esprimono quotidianamente e ne rivendicassi l'uso esclusivo, pena una causa. Che potresti rispondermi se sapessi che ce ne sono 30.000 già in europa (al momento illegalmente rilasciati) di questi brevetti? Attento a non iniziare la frase con un "Secondo me" o con un "Premetto che", che sono già idee che ho brevettato proprio ieri...

    >
    > C'è chi marcia? e battiamoci contro quelli, io ci
    > tengo alla mia tutela. e voi ?
    >
    > Where do you want today ???
    > (... ci stava bene dai...)

    guarda di che si sta parlando:
    http://webshop.ffii.org/index.it.html
    http://patinfo.ffii.org/ping.it.html

    e dormici su... buoni INCUBI, grande programmatore bisognoso dei brevetti
    non+autenticato
  • ....gli stronzi vogliono i brevetti sul SW!
    Portaborse e leccaculi dei grassatori delle multinazionali del SW!
    non+autenticato
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