Due nuovi nemici per lo spyware

Sono Australia e Stati Uniti: in entrambi i paesi si lavora su una norma che renderà fuorilegge l'uso dei programmini spia. Sui quali cresce un business miliardario

Washington (USA) - Fuoco incrociato contro lo spyware? Una strana coincidenza: in Australia, così come negli USA, alcuni politici hanno richiamato l'attenzione del Parlamento su questo annoso problema. La speranza è di inquadrarlo all'interno di norme e leggi specifiche. Nel tentativo, naturalmente, di trovare una soluzione per arginarne le proporzioni ormai gigantesche: alcuni ricercatori statunitensi non hanno esitato a definire la diffusione dello spyware come una pandemia che affligge tutti gli utenti di Internet.

Così il senatore australiano Brian Greig, dei Democratici, ha formalmente prodotto una bozza di legge per punire pesantemente gli "untori telematici" che diffondono spyware e dialer. Le multe previste da queste nuove norme, prossimamente al vaglio delle camere, si aggirano attorno ai 6.000 euro per chiunque installi ingannevolmente un software.

"Questi programmi spesso si nascondono dietro semplici finestre pop-up e creano rischi rilevanti: possono rubare informazioni sensibili e sottrarre numeri di carta di credito", ha dichiarato, riferendosi evidentemente ad una fascia di malware che fatica ad entrare nella categoria degli spyware. Quando tecnologia e politica si incontrano, spesso si creano strani vuoti d'aria: i senatori australiani, finora pronunciatisi su delicatissime questioni legate alla privacy online ed alla censura sul web, sembravano completamente a digiuno in fatto di spyware.
Come accade in questi casi, il rischio di creare norme confuse e scarsamente precise è altissimo. Lo stesso rischio a cui stanno andando incontro i legislatori statunitensi.

Infatti la Camera dei Rappresentanti di Washington dovrà votare una proposta, già all'ordine del giorno, per arginare pesantemente il problema. Si chiama "Spy Act" ed è stato proposto dalla parlamentare californiana Mary Bono, repubblicana. Questa nuova proposta di legge rischia di bissare il flop del CAN-SPAM, ideato per sconfiggere lo spamming online: le due leggi sembrano soffrire del medesimo problema, legato a disposizioni macchinose e poco chiare. Nonostante la Federal Trade Commission goda già della possibilità di sanzionare le aziende che impiegano programmi "fraudolenti" come i dialer.

Lo spyware è ormai un diffuso strumento di marketing, adottato da numerose aziende in tutto il mondo. Una "peste" che affligge, nei soli USA, circa 30 milioni di utenti a trimestre. Gli oppositori dello Spy Act lamentano la sua natura altamente prescrittiva: con la sua approvazione, gli sviluppatori di simili sistemi pubblicitari, oltre ai programmatori di adware, dovranno soddisfare minuziosi ed accaniti controlli federali per ottenere apposite licenze. Basterà tutto questo per tenere alla larga gli spyware dai computer?

Tommaso Lombardi
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