Una prece per l'AIPA

Si chiama assorbimento l'operazione con cui il ministero dell'Innovazione incorporerà le funzioni in capo all'Autorità per l'informatica nella P.A.

Roma - A breve distanza dalle dimissioni del presidente dell'AIPA (Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione) Alberto Zuliani, il ministro all'Innovazione e alle Tecnologie Lucio Stanca ha confermato che le funzioni dell'Autorità verranno al più presto "assorbite" dal suo dicastero.

L'AIPA in questi anni ha svolto un ruolo di impulso e coordinamento di attività centrali per un rinnovamento complessivo della P.A. italiana, ma secondo il ministro le sue funzioni ormai risultano un "doppione" dopo la nascita del Ministero.

"Il progetto di incorporazione - ha spiegato Stanca ai reporter nella sede del World Economic Forum di New York - sta registrando un'accelerazione. Abbiamo sempre detto che con la creazione del nostro ministero e del dipartimento per le nuove tecnologie c'era di fatto una quasi totale sovrapposizione con l'AIPA".
"Quindi - ha continuato Stanca - rispetto per tutto quello che ha fatto l'AIPA, però creando il ministero il Governo ha inteso dare un impulso nuovo e una responsabilità politica all'utilizzo delle nuove tecnologie". Un contesto nel quale l'AIPA "poteva avere solo un ruolo tecnico".

Il ministro ha concluso spiegando che i regolamenti necessari all'operazione di incorporazione saranno a breve sottoposti e approvati in Commissione parlamentare e che "entro due mesi si avrà l'assorbimento".

Le dichiarazioni del ministro sono arrivate a poche ore di distanza dalla pubblicazione di un sondaggio effettuato online dal Dipartimento della Funzione Pubblica che premia la Pubblica Amministrazione: il 51 per cento dei rispondenti ha espresso un giudizio positivo sui progressi compiuti nella P.A. Secondo l'ANSA si tratta del "51 per cento dei navigatori", ma in realtà il sondaggio non ha valore statistico, riguardando soltanto coloro che hanno deciso di partecipare al sondaggio. Un errore peraltro giustificato dal fatto che neppure il sito della Funzione Pubblica chiarisce in alcun modo quale sia il metodo utilizzato per la raccolta-dati.
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