Internet frena in Europa

La notizia arriva dalla Commissione Europea che in un rapporto avverte di una brusco stop della crescita. Indietro web service, e-commerce, internet tra gli studenti e PA. L'Italia rimane in coda, ma i problemi riguardano tutti. I dati

Internet frena in EuropaBruxelles - L'avanzata del "fenomeno internet" in Europa ha subito una brusca decelerazione. Ad affermarlo con autorevolezza è lo studio compiuto dalla Commissione Europea per verificare il progresso del piano "eEurope", l'insieme dei progetti comunitari per lo sviluppo della società dell'informazione.

Nel documento della Commissione, la rete nelle famiglie si è attestata a dicembre 2001 a quota 38 per cento del totale, solo il 2 per cento in più rispetto ai dati di giugno 2001. Ma a marzo 2000 la percentuale era del 18 per cento: da qui la consapevolezza di una frenata in corso.

Se da un lato Svezia e Olanda rimangono in testa nella UE tra i paesi a più alta diffusione dell'accesso, con percentuali che superano il 60 per cento, dall'altra ci sono paesi come l'Italia che con il 30 per cento rimangono al di sotto della media europea, che è appunto al 38 per cento.
Se si va alle scuole il panorama non migliora. Stando ai dati ufficiali europei, infatti, negli istituti didattici esiste una connessione alla rete ogni 25 studenti e si tratta, con rarissime eccezioni, di accessi a banda ristretta. Non solo, se l'80 per cento delle scuole dispone di almeno una postazione di accesso ad internet, in molti casi questa viene utilizzata solo in amministrazione e non per fini didattici...

Un dato positivo è la diffusione dell'accesso nelle imprese, che ormai riguarda il 90 per cento delle aziende con più di 10 dipendenti, e dell'uso del web da parte del mondo imprenditoriale: il 60 per cento delle aziende dispone di un sito. Indietro sono però i web service, gli applicativi commerciali in linea che in Italia riguardano solo il 10 per cento delle imprese contro una media europea ritenuta bassa: 22,9 per cento.

Le cifre fornite dallo studio della Commissione confermano anche il pessimo andamento del commercio elettronico. Se lo scorso dicembre il 36 per cento degli utenti internet europei dichiarava di aver compiuto almeno una volta un acquisto via internet, solo il 4 per cento del totale effettua compere elettroniche con una certa periodicità.

Sul fronte della Pubblica Amministrazione lo studio di Bruxelles non consente ottimismo: solo il 45 per cento delle amministrazioni dei singoli paesi si è attrezzata per fornire via internet servizi di base ai propri cittadini. E questo nonostante la forte crescita registrata nella domanda di questo genere di soluzioni. Per l'Italia, le amministrazioni che si sono attivate sono meno del 40 per cento del totale, una percentuale che non colloca il paese in testa alle classifiche europee...

Lo studio della Commissione non trascura un altro aspetto centrale della diffusione della rete: i costi. In particolare, forse per la prima volta, viene espressa con chiarezza in sede comunitaria una preoccupazione seria e ponderata sul fatto che sugli utenti europei pesano costi che gli utenti americani non hanno. Una situazione che riguarda qualsiasi forma di connettività, da quella a banda ristretta in dial-up al cavo, all'ADSL. Per non parlare della banda larga, obiettivo che rimane molto lontano, come peraltro evidenziato proprio in queste ore anche da un rapporto del GartnerG2 (vedi notizia relativa nel sommario di oggi di Punto Informatico).
TAG: mondo
33 Commenti alla Notizia Internet frena in Europa
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  • Le tre "I":
    INGLESE-INTERNET-INFORMATICA...!!!
    non+autenticato
  • Perche' ogni volta che si parla dello sviluppo, o
    mancato sviluppo, della rete bisogna sempre
    tirare in ballo le statistiche di chi fa, o non
    fa', acquisti online.
    Il mercato europeo non e' quello americano. Siamo
    sicuri che il mancato decollo del commercio in
    rete sia dovuto solo alle deficienze delle
    infrastrutture e degli alti costi di connessione?

    Innanzitutto la sfiducia nei pagamenti con la
    carta di credito. Il problema non e' di avere
    transazioni sicure, criptate, etc, ma la fiducia
    di sapere dove e come i dati saranno archiviati e
    protetti al termine della transazione.

    Ai problemi di sfiducia nelle transazioni online
    vanno poi aggiunte tutte le problematiche
    relative alla qualita' dei servizi che il cliente
    ha nei suoi acquisti in rete.
    La maggioranza delle aziende che vendono in rete
    in Italia risponde in maniera positiva a certi
    requisiti qualitativi? Quanti di noi hanno
    rinunciato all'acquisto su internet dopo qualche
    esperienza negativa?

    Quindi, perfavore, smettiamola di considerare un supermercato, anche se virtuale, come indice dello sviluppo di una societa'. Lo sviluppo nelle
    scuole e nell'amministrazione pubblica mi sembra,
    giustamente, molto piu' importante.
    non+autenticato


  • - Scritto da: MC
    > Perche' ogni volta che si parla dello
    > sviluppo, o
    > mancato sviluppo, della rete bisogna sempre
    > tirare in ballo le statistiche di chi fa, o
    > non
    > fa', acquisti online.

    Perche' in realta' e quello a cui pensano le aziende.
    Internet come strumento per manifestare le proprie opinioni non interessa a nessuna azienda (giusto, non da profitto e lo scopo dell'azienda e' quello)...

    > Il mercato europeo non e' quello americano.
    > Siamo
    > sicuri che il mancato decollo del commercio
    > in
    > rete sia dovuto solo alle deficienze delle
    > infrastrutture e degli alti costi di
    > connessione?

    ...dipende anche (ovviamente) dalla mentalita' dei consumatori in merito agli aquisti on-line (ma anche di prodotti "da catalogo" tipo postalmarket o simili, se guardi la TV sembra che gli italiani comprino "a scatola chiusa" solo materassi!)....
    >
    > Innanzitutto la sfiducia nei pagamenti con la
    > carta di credito. Il problema non e' di avere
    > transazioni sicure, criptate, etc, ma la
    > fiducia
    > di sapere dove e come i dati saranno
    > archiviati e
    > protetti al termine della transazione.

    ...ribadisco, secondo me c'e' molto la mentalita da S.Tommaso "Se non vedo non credo" e non piace il prodotto solo in fotografia...

    > Ai problemi di sfiducia nelle transazioni
    > online

    ...che alla resa dei conti sono piu' sicure delle normali transazioni "reali", quando usi la carta al supermercato il tipo dietro di te vede il numero, il numero anche viene scritto sullo scontrino (non la ricevuta ma lo scontrino fiscale) e cosi' via... credo che fare trashing sia infinitamente piu' proficuo!!!

    > vanno poi aggiunte tutte le problematiche
    > relative alla qualita' dei servizi che il
    > cliente
    > ha nei suoi acquisti in rete.
    > La maggioranza delle aziende che vendono in
    > rete
    > in Italia risponde in maniera positiva a
    > certi
    > requisiti qualitativi? Quanti di noi hanno
    > rinunciato all'acquisto su internet dopo
    > qualche
    > esperienza negativa?

    La "maggior parte" penso di si... ma sono comunque una parte veramente minoritaria delle aziende! A parte libri, CD e pezzi di computer non ci sono grandi varieta'...

    > Quindi, perfavore, smettiamola di
    > considerare un supermercato, anche se
    > virtuale, come indice dello sviluppo di una
    > societa'. Lo sviluppo nelle
    > scuole e nell'amministrazione pubblica mi
    > sembra,
    > giustamente, molto piu' importante.

    ...e qui sicuramente siamo daccordo.
    La "societa' digitale" non e' il supermercato. Nessuno compra un PC per fare la spesa, lo compra perche' offre servizi utili, informazioni, comunicazione, e *secondariamente* fa acquisti.
    Ma che valore aggiunto viene dato a chi pensa che il telefono si usa piu' facilmente? Parlo dell'utente comune, ovviamente.
    non+autenticato
  • Veramente un profitto per una azienda presente in
    rete non viene necessariamente dalle vendite
    on-line. Infatti anche l'articolo riporta
    percentuali altissime di aziende presenti in rete
    a fronte di percentuali di vendite on-line
    veramente basse.

    NON comprare a scatola chiusa non mi sembra un
    atteggiamento da biasimare, anzi secondo me
    esprime ancora un briciolo di soggettivita'
    presente negli utenti europei in confronto di
    quelli americani.
    Infatti anche nei paesi europei dove le vendite
    per catalogo, antesiniane delle vendite on-line,
    sono piu' sviluppate le societa' hanno dovuto
    aprire negozi e punti vendita distribuiti sul
    territorio. A Parigi, per esempio, quasi in ogni
    quartiere.

    Sulla sicurezza delle transazioni online e quelle
    reali non sono daccordo, sarebbe da valutare dove
    la sicurezza e' messa a repentaglio dalla
    negligenza dell'utente e dove dall'infrastruttura.

    Per quanto riguarda lo sviluppo di internet nelle
    scuole, sono daccordo in un utilizzo della rete
    come mezzo e non come fine.
    Il fine delle risorse per la scuola e' utilizzare un mezzo per apprendere non per imparare a utilizzare il mezzo stesso.
    E poi non facciamo paragoni con altri paesi
    europei. Li per studenti e professori esistevano
    ben prima di internet altri mezzi per studiare
    che non il mero libro di testo. Cineteche,
    videoteche, laboratori e musei sono solo alcuni.



    non+autenticato
  • Grazie per aver ritardato la diffusione di Internet in Italia, e per aver fatto pagare una tecnologia vecchia, l'ISDN, a canone doppio.
    Per non aver ancora reso disponibile l'adsl fuori dalle citta' capoluogo e grosse. Per far pagare un canone da 50.000 lire per una linea telefonica vecchia quanto il mondo.
    CLAP!CLAP!CLAP!
    Congratulation!
    non+autenticato
  • hahahahSorride)
    ma che 5tr0nzetti che sono!!!
    non+autenticato
  • Ma è davvero così indispensabile avere una connessione ad internet per
    poter studiare?

    A me non sembra... Ci sono molte altre fonti da cui attingere e visti
    gli argomenti trattati nelle scuole non mi sembra che internet sia
    indispensabile...

    Ho preso tranquillamente 60 alla maturità scientifica senza avere nè una
    connesione a casa nè nella scuola.

    Mah
    non+autenticato
  • - Scritto da: fDiskolo
    > Ma è davvero così indispensabile avere una
    > connessione ad internet per
    > poter studiare?
    >
    > A me non sembra... Ci sono molte altre
    > fonti da cui attingere e visti
    > gli argomenti trattati nelle scuole non
    > mi sembra che internet sia
    > indispensabile...
    .
    concordo; a parte alcuni istituti specializzati, cosa dovrebbero farsene di una connessione al classico?
    Si (stra)parla di internet come fenomeno didattico, poi si usano programmi (scolastici) vecchi come il cucco, e soprattutto, il 98% degli insegnanti non sanno usare le macchine...
    non+autenticato
  • Concordo anche io. Però a mio parere è importante che si insegni l'uso del computer e di Internet in tutte le scuole, anche al classico, perchè ormai si fa tutto con il computer. Quanto poi al "bisogno" di una connessione a banda larga, non credo esiste veramente. Io direi che nelle nostre scuole sarebbe meglio incominciare mettendo dei pc veri, non quei residuati (e pochissimi) che ci sono adesso....
    non+autenticato
  • - Scritto da: fDiskolo
    > Ma è davvero così indispensabile avere una
    > connessione ad internet per
    > poter studiare?

    No, anzi...a volte Internet distrae.
    Sono uno sviluppatore web, perciò potete immaginare quanto io creda nelle possibilità offerte dalla rete. Tengo spesso dei corsi professionali, alcuni dei quali nelle scuole.
    Paradossalmente noto che quando lavoro con gli studenti nelle aule di informatica fare lezione è difficilissimo, perchè il 90% dei ragazzi inizia a navigare (o meglio a chattare) non appena ti allontani dalle loro postazioni. Se poi stacchi il router rischi che il giorno dopo ti trovino appeso con il doppino Sorride
    Quando anche io ho "scoperto" Internet ho passato tante ore davanti al monitor, trascurando cose forse ben più importanti. Ma in fondo è proprio così che ho iniziato e grazie a questo ho potuto svolgere il mio mestiere.
    Quello che mi preoccupa, piuttosto, è che le risorse dedicate all'istruzione (e alla formazione professionale) in rete sono sempre poche rispetto a quello che fa parte della "sfera commerciale". E i ragazzi non sono certo preoccupati di capire come reperire queste informazioni, piuttosto preferiscono insultarsi con le chat o scaricare MP3...
    Ciao.


    non+autenticato
  • Verissimo... è anche vero che un proxy opportunamente configurato neghi l'utilizzo di tutte le porte che non siano la 80, quindi di fatto le chat son tagliate fuori...e da li puoi fare un mega-controllo sugli indirizzi visualizzati e magari associarli in un caro database ad ogni utente della scuola. Risultato? Qualunque cosa faccia lo studente viene loggata e potrà essere usata contro di lui Sorride Non male è? Ho fatto anni di scuola a studiare i modi per evitare i sistemi di protezione e per riuscire a rendere il piu' possibile il pc del laboratorio scolastico identico al mio pc di casa...e i risultati sono stati buoni, infatti quando un prof.voleva un consiglio tecnico ero il primo della lista Sorride Cmq, dato che non sono tutti come me gli studenti, con i sistemi che ho citato si puo' stare abbastanza tranquilli.

    Ps: www.itis.pr.it il sito che ho "lasciato in eredità" alla scuola prima di diplomarmi Sorride

    Mat
    non+autenticato


  • - Scritto da: Mat
    > Verissimo... è anche vero che un proxy
    > opportunamente configurato neghi l'utilizzo
    > di tutte le porte che non siano la 80,
    > quindi di fatto le chat son tagliate
    > fuori...e da li puoi fare un mega-controllo
    > sugli indirizzi visualizzati e magari
    > associarli in un caro database ad ogni
    > utente della scuola. Risultato? Qualunque
    > cosa faccia lo studente viene loggata e
    > potrà essere usata contro di lui Sorride Non
    > male è?

    Malissimo.
    Insegnare e una cosa, terrorizzare con questi metodi un altra.
    Nella tua scuola avevano messo le telecamere in bagno per evitare che ti facessi le p1pp3? NO? Come mai?
    non+autenticato

  • hai preso 60? menatela..
    io invece 83! infatti c'ho la connessione
    non+autenticato
  • 8 anni fa...guadagnavo 3 milioni lordi mese...e spendevo 500.000 Lit. Telefono/Internet

    Ora spendo 800.000 + IVA = 1.000.000 Lit. mese
    per la banda (a FastWeb (IP Statico + Router + 10 Computer)) e guadagno sui 14/20 000.000 Lit. Mese.

    Ho iniziato nel 1983 con il Pascal, quella faccia di m***a del prof. **** (ad Ingegneria) mi ha fatto passare al Modula 2, con gli altri (Gini (una mamma vera e proria), Somalvico (the number one), Bonfantini (mai vista persona piu` cortese), etc etc (spero gli assenti mi perdoneranno (per quanto non si ricorderanno di me))... di Artificial Intelligence) sono passato dal C, al Lisp (a lot of stupid parenthesis (ma il Lisp e` il massimo della vita)), al C++, e non mi sono laureato (mi manca solo la tesi...ma non la daro`) per questioni mie (da cogli0ne) di principio.
    Pero` da qualche anno (in realta` da sempre) ho deciso di investire..in banda e strumenti di sviluppo...e il ritorno e` notevole....

    Ecco, senza far polemiche...(forse sono bravo, forse semplicemente fortunato... o forse mi andra` bene ancora per qualche giorno e poi mi sotterreranno...(notare i soli e mai piu` di tre puntini (ho avuto dei prof. eccez. ad ing.)), chi se ne frega..pero` non mi sono mai messo a piangere (Io nel boh..non ricordo 93/94 ho contribuito a costruire (nel mio piccolissimo (gran parte del merito va a Zio Pastore (un Assicuratore (di quelli buoni)) (da non confondere con Zio Budda (che comunque conobbi proprio in quegli anni (mi dette la prima dritta su un newsgroup sui dir_colors in linux)) Iol (Italia on Line)...nel senso del provider e del gruppo IRC (ie IOL), e poi la pesi in quel posto dal provider...che ci mise tutti noi contribuitori dello sviluppo a pagamento...
    Pazienza..andai su telnetwork a pagamento (per me ancora il miglior provider in circolazione, per qualita` di banda, etc, etc...).
    Non sono mai andato a elemosinare connessioni flat (senza offesa per nessuno (ma se sono un informatico, ed e` il lavoro che voglio fare...)),
    ho pagato e sofferto... ho sperimentato Linux (W RedHat (ho tante azioni)) ( e comunque sempre pagando la mia distribuzione (come ` giusto che sia (da SlackWare (con cui ho cominciato (ringrazio GianLuigi)) a Debian a RedHat)), e da questo ora sto guadagnando anche qualcosina (sempre di piu`)...
    Ora mi sono perso ed e` tardi.......
    [NB: Vorrei precisare che sono riconosciuto come uno dei maggiori sviluppatori Italiani (e i lamer di PI romperanno su questo, ma chi se ne frega)].

    Ecco, per concludere (comunque Io ormai ho perso il filo), volevo solo dare ad intendere (spero che il mio articolo non venga censurato (e` solo uno sfogo di un informatico di "altri tempi") e ormai forse anche sorpassato (Io comunque sviluppo ancora in C, C++, JSP, Php (e purtroppo (per portare a casa il pane quotidiano) in VB 6)) (PS Sto cercando gente che mi aiuti (lasciare email) a finire il "mio" "PHORUM" (open source (comunque c'e` da guadagnarci qualcosina (ho gia` contattato Oracle e It Way (Piu` alcuni miei amici della Oracle (che Dio (si fa per dire) la benedica))) che e` ora di finirla con i soliti Italianismi...vogliamo la flat...
    Vedi Zio Budda.. che e` anni che investe (credo...) i suoi soldi, e fra un po` guadagnera` anche (e ripeto Io ora sto guadagnando un sacco (che sia bravo o mi sappia vendere (e questo e` un altro discorso (ma non credo sia il mio caso (che credo di guadagnare un decimo di quello che meriterei!!!!)) quello che merita ( e` in rete da almeno 10 anni),....




    Va beh...ormai mi sono perso e non ho piu` voglia di andare avanti... sono stanco... spero solo (di non venire censurato), che quqlcuno recepisca il messaggio, e ... che e qualcuno mi contatti...se vuole costruire qualcosa (secondo Stalman (ie la Cattedrale e il Bazar (nb (piccola nota personale) ho vissuto tre anni in Iran (ai tempi dello Scia e della Faradiba) e 4 in Turchia)... e questo non venga distrutto come il solito articolo (Linux vs Windows vs Apple)...

    Concludendo... non so dove sono andato a parare...
    ma comunque e sempre W Linux (e soprattutto RedHat (non dimenticate che ne ho un tot (n) di azioni)!

    PS: Forse volevo solo dire di smetterla di piangere se non riuscite ad avere la Flat (questo vale soprattutto per gli informatici), che comunque le michette le pagherete sempre (come e` giusto che sia).

    Ovvero (vale per "NMoi Informatici"), paghiamo, investiamo e C***Z0 GUADAGNIAMO!!!!!!!!!
    E smettiamola di frignare...non ho la flat....HAHAHAHAHAHAHAHGAHAHAHAHAHHAHAAHHAHA












    non+autenticato
  • Si è vero, è meglio non lagnarsi ma darsi da fare.... però accidenti a te e alle parentesi potevi essere un po' più chiaro!!

    Complimenti se ora guadagni 14-20 milioni al mese, ma mi spieghi una cosa, come fai??

    Un saluto
    non+autenticato
  • Visto che guadagni tanto potevi prenderti un'insegnante di italiano privata....
    non+autenticato
  • > Complimenti se ora guadagni 14-20 milioni al
    > mese, ma mi spieghi una cosa, come fai??

    Io, spacciando coca, ne guadagno anche 150!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Flavio
    > Si è vero, è meglio non lagnarsi ma darsi da
    > fare.... però accidenti a te e alle
    > parentesi potevi essere un po' più chiaro!!

    Te l'ho ha detto che programmava in Lisp... Sorride

    non+autenticato
  • Non stavi scrivendo con il Lisp. In italiano le parentesi annidate non si usano.Occhiolino
    non+autenticato


  • - Scritto da: morgan
    > 8 anni fa...guadagnavo 3 milioni lordi
    > mese...e spendevo 500.000 Lit.
    > Telefono/Internet
    >
    > Ora spendo 800.000 + IVA = 1.000.000 Lit.
    > mese
    > per la banda (a FastWeb (IP Statico + Router
    > + 10 Computer)) e guadagno sui 14/20 000.000
    > Lit. Mese.

    Complimenti, ma non credo che tu debba venire qui a vantarti di quanto guadagni.

    > Ho iniziato nel 1983 con il Pascal, quella
    > faccia di m***a del prof. **** (ad
    > Ingegneria) mi ha fatto passare al Modula 2,

    Anche tu eh ? Ma cosa cazzo avrà di buono sto modula 2 che ce lo fanno sorbire a Ing !

    > giorno e poi mi sotterreranno...(notare i
    > soli e mai piu` di tre puntini (ho avuto dei
    > prof. eccez. ad ing.)),

    Strano, si vede che non hai fatto Ing a Milano, oppure sono rincoglioniti tutti adesso che la sto facendo io...mah...Sorride))

    > ho pagato e sofferto... ho sperimentato
    > Linux (W RedHat (ho tante azioni)) ( e
    > comunque sempre pagando la mia distribuzione
    > (come ` giusto che sia (da SlackWare (con

    Non è vero. Se pensi che sia giusto pagarla, non hai capito nulla dell'opensource.

    > PS: Forse volevo solo dire di smetterla di
    > piangere se non riuscite ad avere la Flat
    > (questo vale soprattutto per gli
    > informatici), che comunque le michette le
    > pagherete sempre (come e` giusto che sia).


    ???

    > Ovvero (vale per "NMoi Informatici"),
    > paghiamo, investiamo e C***Z0
    > GUADAGNIAMO!!!!!!!!!
    > E smettiamola di frignare...non ho la
    > flat....HAHAHAHAHAHAHAHGAHAHAHAHAHHAHAAHHAHA

    Dici così xchè hai FastWeb. Anche io ho FastWeb, ma mi ricordo quando non avevo FW. Devi pensare che oltre a megageni come te che guadagnano 20 milioni al mese, esiste anche della gente normale che vive in paesi non cablati e non raggiunti nemmeno dalla DSL. Avere una flat per quella gente è l'unica cosa che può permettere un minimo di libertà di collegamento alla rete. O vuoi venire a dirci che il collegamento dev'essere solo per quelli come te ?
    non+autenticato


  • >
    > > ho pagato e sofferto... ho sperimentato
    > > Linux (W RedHat (ho tante azioni)) ( e
    > > comunque sempre pagando la mia
    > distribuzione
    > > (come ` giusto che sia (da SlackWare (con
    >
    > Non è vero. Se pensi che sia giusto pagarla,
    > non hai capito nulla dell'opensource.
    >
    Su questo dissento: il punto centrale dell'open source è appunto, che il codice sia aperto, non che sia gratis, nel senso che io non debba necessariamente spendere nulla per avelo. E' una conseguenza, a volte , ma non è essenziale.
    Forse se ci si mettesse bene in testa questo ci sarebbe un pò meno indifferenza da parte di chi, giustamente, con il sotware ci deve campare.
    non+autenticato


  • - Scritto da: verby
    > Su questo dissento: il punto centrale
    > dell'open source è appunto, che il codice
    > sia aperto, non che sia gratis, nel senso
    > che io non debba necessariamente spendere
    > nulla per avelo. E' una conseguenza, a
    > volte , ma non è essenziale.
    > Forse se ci si mettesse bene in testa questo
    > ci sarebbe un pò meno indifferenza da parte
    > di chi, giustamente, con il sotware ci deve
    > campare.

    Non lo metto in dubbio. Ma se una casa ditribuisce una distro gratis, non vedo perchè sia "giusto" pagarla. Uno può dire "preferisco" pagarla, xchè mi danno i manuali, l'assistenza, etc...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Hakkar
    >
    >
    > - Scritto da: verby
    > > Su questo dissento: il punto centrale
    > > dell'open source è appunto, che il codice
    > > sia aperto, non che sia gratis, nel senso
    > > che io non debba necessariamente spendere
    > > nulla per avelo. E' una conseguenza, a
    > > volte , ma non è essenziale.
    > > Forse se ci si mettesse bene in testa
    > questo
    > > ci sarebbe un pò meno indifferenza da
    > parte
    > > di chi, giustamente, con il sotware ci
    > deve
    > > campare.
    >
    > Non lo metto in dubbio. Ma se una casa
    > ditribuisce una distro gratis, non vedo
    > perchè sia "giusto" pagarla. Uno può dire
    > "preferisco" pagarla, xchè mi danno i
    > manuali, l'assistenza, etc...

    Mi sembra che sia un cavillo "opinabile".
    Morgan vede la cosa come "ci hanno lavorato, a me piace il lavoro e li pago", tu dici "e' gratis perche' li devo pagare?".
    Avete ragione tutti e due. E' un po' come preferire un negozio ad un'altro perche' sono piu' gentili e/o simpatici anche se hanno dei prezzi un poco piu' alti di un concorrente.
    Io su molte cose la penso come Morgan
    non+autenticato


  • - Scritto da: Dixie
    > E' un po' come
    > preferire un negozio ad un'altro perche'
    > sono piu' gentili e/o simpatici anche se
    > hanno dei prezzi un poco piu' alti di un
    > concorrente.
    > Io su molte cose la penso come Morgan

    Anche io: come ho detto si può tranquillamente pagare per Linux, anzi spesso è meglio così, per molti motivi. Quello che mi dava fastidio era il tono con cui lo diceva, come se dicesse "L'unica cosa giusta è pagarlo!". Bisogna tenere conto che non tutti guadagnano 20milioni al mese, e la strada intrapresa dalle imprese-Linux, cioè offrire sia gratuitamente sia a pagamento il loro sw è a parer mio molto intelligiente: si fa pagare chi se lo può permettere o chi vuole (come le aziende) un servizio di assistenza qualificato. Per questo non condivido la politica di Suse, di rendere la 7.3 soltanto a pagamento (e a che prezzi soprattutto !). Distribuire linux gratuitamente, magari anche solo ai privati, è un modo per diffonderlo e per dare lavoro agli sviluppatori, non per rubarlo. E' un po' la filosofia di Linus Torvalds: pensate che lui sia strafantastiliardario come Gates ? No, eppure è felice lo stesso, anzi a parer mio molto di più.
    non+autenticato
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