Polverone sulla censura di mr. P2P

Non si parla d'altro: il Politecnico spagnolo di Valencia costringe alle dimissioni un docente che parlava di usi legali del peer-to-peer. Il motivo? Ricatti - dice lui - esercitati dalle major

Valencia - Rischia di rivelarsi un boomerang senza precedenti la decisione assunta dal Politecnico universitario di Valencia, in Spagna, che ha portato alle dimissioni di un docente dell'ateneo che da più di cinque anni intrattiene gli studenti sui nodi cruciali della proprietà intellettuale e che, di recente, ha voluto parlar loro degli usi legali del peer-to-peer.

Stando ad una ricostruzione fornita dallo stesso insegnante sul proprio sito web, ripresa da Slashdot e tradotta da P2Pforum.it, a creare una sorta di cortocircuito che ha portato alle dimissioni forzate sarebbe stata la lezione intitolata "L'uso legale e i vantaggi delle reti P2P, anche quando si ha a che fare con opere protette da diritto d'autore".

Il titolo di questa conferenza, che Jorge Cortell ha tenuto per cinque ore dinanzi a 150 studenti, avrebbe spinto studios e case discografiche a premere sul Politecnico: l'ateneo avrebbe negato a Cortell per ben due volte le aule dove tenere questo seminario, che lui ha poi tenuto nell'area della mensa universitaria.
Dopo le sue dimissioni, continua il docente nella sua ricostruzione dei fatti, Cortell ha saputo che contro l'istituto, se avesse consentito ad una conferenza di questo tipo, sarebbero stati attivati controlli a tappeto sulle licenze software e il pagamento dei diritti d'autore.

"Ciò che più mi dispiace - scrive Cortell - è aver subito una censura all'interno della mia università, in uno stato membro dell'Unione Europea perdipiù, come conseguenza delle pressioni e delle minacce che sono giunte dalle società di raccolta dei diritti e dall'industria del cinema e della musica". A sostegno delle proprie accuse Cortell ha anche pubblicato una documentazione che a suo dire le prova.

Che una conferenza di questo tipo possa dar fastidio alle major è persino ovvio: da sempre i grandi produttori di contenuti cercano di dimostrare che persino la produzione di software di scambio è illegale e immorale. Meno ovvie, invece, le dimissioni del docente che, a questo punto, potrebbero rivelarsi per l'importante ateneo spagnolo una vera e propria debacle in termini di immagine.
TAG: censura
32 Commenti alla Notizia Polverone sulla censura di mr. P2P
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  • chiaro no?? Le università possono tranquillamente usare software piratato o underlicenziato (una licenza per 20 installazioni). Ai produttori va benissimo così: gli studenti se lo vogliono dopo gli studi dovranno comprarsi il software che hanno imparato ad usare e le majour hanno un'arma di ricatto per far passare gli insegnamenti che vanno bene a loro. Complimenti alle università (anche nostrane, anzi forse le nostre sono in condizioni ancora peggiori) che si lasciano ingarbugliare in ricatti di questo tipo.
    Un superapplauso!!
    non+autenticato
  • > Un superapplauso!!

    Mi unisco all'applauso e aggiungo che anche alle scuole superiori la situazione e' la stessa.
    non+autenticato
  • ...consuma solo sofficini originali... ROTFL

    L'avete vista? A me è sembrata una presa per il qlo incredibile alle campagne anti P2P delle majorA bocca aperta:D:D
    non+autenticato
  • Già, avevo un'ottima opinione di Faletti, ora lo ritengo un testa da fal - lo!!!
    Quella pubblicità, dico la verità, è un invito a piratare anche per chi non l'ha mai fatto.
    La pirateria uccide la creatività?? Ma quale creatività, è da 5 anni abbondanti ormai che le radio trasmettono di anno in anno musica nuova che è indistinguibile dalla musica vecchia dell'anno prima. Se la creatività è questa, meglio allora che finisca!!!
    La pirateria crea disoccupazione?? Ma quante persone utilizzano le majour per stampare i CD?? Noncredo che la Sony abbia i dipendenti con lo scalpellano che incidono i CD. Forse la pirateria crea più occupati di quanti non ne licenzino le majour per colpa della pirateria.
    Che altro aggiugnere?? Pubblicità sciocca, fastidiosa e controproducente
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Già, avevo un'ottima opinione di Faletti, ora lo
    > ritengo un testa da fal - lo!!!

    ehmmmSorride
    forse hai frainteso... mi riferisco alla pubblicità dei sofficini Findus

    Dura pochi secondi. Schermo nero.. appare la scritta, letta da voce tuonante: La pirateria è un crimine.
    Poi esce il mostriciattolo dei Sofficini: Consuma solo sofficini originali.

    Mi ha fatto ridere proprio perchè sembra una presa in giro degli spot ufficiali contro la pirateria
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Mi ha fatto ridere proprio perchè sembra una
    > presa in giro degli spot ufficiali contro la
    > pirateria

    Infatti lo è, fra l'altro quella marca sponsorizza diversi avvenimenti cinematografici in Italia.
    non+autenticato
  • spiacente, mai visto questo spot della FINDUS... per questo sono stato tratto in inganno!! mea culpa?? mahhh, forse no!!! un po' meno TV, oltre a molto meno cinema, 0 CD e solo radio (che fanno molti meno spot e molto più intelligenti - a parte quello di Faletti che c'è anche all radio) e staremo tutti meglio!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > spiacente, mai visto questo spot della FINDUS...
    > per questo sono stato tratto in inganno!! mea
    > culpa?? mahhh, forse no!!! un po' meno TV, oltre
    > a molto meno cinema, 0 CD e solo radio (che fanno
    > molti meno spot e molto più intelligenti - a
    > parte quello di Faletti che c'è anche all radio)
    > e staremo tutti meglio!!!

    La fanno anche in radioSorride

    Comunque Carletto è un mito. Indice che alle volte per fare una buona pubblicità non servono i miliardi. Ma le buone idee che alle volte vengono fuori a caso.
    Notare che le pubblicità più belle sono anche le più semplici.
    I produttori di Hollywood dovrebbero prestare attenzione a queste cose... anziche' spendere miliardi per un film, forse farebbero meglio a spenderne di meno per più film fatti come si deve. E la gente, con i bei film, al cinema ci va.
  • non e' che alla findus magari stanno sul cu*o le sottomarche che vendono in pratica i sofficini?A bocca apertaDDD
    non+autenticato
  • Per le majors incomincieranno tempi duri : vi state scavando la fossa da sole!
    non+autenticato
  • Vale la pena notare che il professore in questione era un professore a contratto, dunque *licenziabile in qualsiasi momento*.

    In Italia esistono almeno 50000 precari di questo tipo; la riforma dello stato giuridico dei docenti universitari proposta dalla Moratti vuole trasformare i ricercatori in precari per buona parte della loro carriera (fino a 50 anni circa).

    La motivazione ufficiale e': "per incentivare la loro produttivita'". Gli effetti collaterali, in un ambiente gia' feudale come l'universita' italiana, saranno molto simili a quanto e' avvenuto in questo caso: tutte le volte che dico qualcosa di sgradito, correro' il rischio di essere licenziato.

    Non occorre usare la censura politica, quando la censura economica e' molto piu' efficace.

    Se un ricercatore e' inamovibile, questo rischio non lo corre. Ci sono, anche qui, degli effetti collaterali - cioe' qualcuno puo' approfittarne per non fare piu' nulla - ma forse vale la pena di soppesare gli svanteggi: e' peggio dover mantenere qualche fannullone, o esporre *tutti* alla censura, ammazzando la liiberta' della ricerca nella culla?

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Vale la pena notare che il professore in
    > questione era un professore a contratto, dunque
    > *licenziabile in qualsiasi momento*.

    E questa tua alta considerazione cambia in qualche modo il significato dell'articolo?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Vale la pena notare che il professore in
    > > questione era un professore a contratto, dunque
    > > *licenziabile in qualsiasi momento*.
    >
    > E questa tua alta considerazione cambia in
    > qualche modo il significato dell'articolo?

    Se non lo capisci te lo spiego: avete visto come e' facile mettere a tacere qualcuno?

    Basta poterlo licenziare!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Se non lo capisci te lo spiego: avete visto come
    > e' facile mettere a tacere qualcuno?
    >
    > Basta poterlo licenziare!

    Mettere a tacere dici?
    Prima erano 150, ora sono 150 milioni.
    Non mi pare si sia trattata di una mossa tanto intelligente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Mettere a tacere dici?
    > Prima erano 150, ora sono 150 milioni.
    > Non mi pare si sia trattata di una mossa tanto
    > intelligente.

    Aggiungo...

    Vedi, prima era semplicemente un pinco pallino qualunque con un po' di persone che lo ascoltavano.
    Ora è divenuto un santone, un martire. Ora ha un pubblico vastissimo... è finito su /. (hai idea di cosa significhi finire su /.?)
    Il suo pensiero è stato trasmesso in ogni parte del mondo e tradotto in molte lingue.
    L'università ha ricevuto un danno incalcolabile in termine di immagine.

    Quindi non mi pare proprio che ci abbiano guadagnato con la loro bravata...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Vale la pena notare che il professore in
    > questione era un professore a contratto, dunque
    > *licenziabile in qualsiasi momento*.
    >




    > In Italia esistono almeno 50000 precari di questo
    > tipo; la riforma dello stato giuridico dei
    > docenti universitari proposta dalla Moratti vuole
    > trasformare i ricercatori in precari per buona
    > parte della loro carriera (fino a 50 anni circa).
    >
    >
    > La motivazione ufficiale e': "per incentivare la
    > loro produttivita'". Gli effetti collaterali, in
    > un ambiente gia' feudale come l'universita'
    > italiana, saranno molto simili a quanto e'
    > avvenuto in questo caso: tutte le volte che dico
    > qualcosa di sgradito, correro' il rischio di
    > essere licenziato.
    >

    E la soluzione non dovrebbe essere rompere il sistema feudale ? evitare che i docenti siano contemporaneamente controllati e controllori ?

    > Non occorre usare la censura politica, quando la
    > censura economica e' molto piu' efficace.
    >


    > Se un ricercatore e' inamovibile, questo rischio
    > non lo corre.

    Si magari non lo licenziano, ma se un ricercatore è scomodo ci sono altri modi per levarlo dalle scatole, taglio dei fondi per la ricerca... riduzione del buget e delle attrezzature...

    > Ci sono, anche qui, degli effetti
    > collaterali - cioe' qualcuno puo' approfittarne
    > per non fare piu' nulla - ma forse vale la pena
    > di soppesare gli svanteggi: e' peggio dover
    > mantenere qualche fannullone, o esporre *tutti*
    > alla censura, ammazzando la liiberta' della
    > ricerca nella culla?
    >
    Non la farei così drastica, la libertà di ricerca è sacrosanta, ma bisogna evitare seriamente che diventi libertà di fancazzismo.
    Si blatera tanto di libertà di ricerca ma la verità è che nessuno nel mondo della scuola vuole essere chiamato a rispondere della sua produtività ad esterni, tutti vogliono essere contemporaneamente controllati e controllori... ?

  • >
    > E la soluzione non dovrebbe essere rompere il
    > sistema feudale ?

    Certo. Ma aumentando il precariato il sistema feudale non lo si rompe. lo si incentiva. Nel progetto Maratti sono previsti pochi professori ordinari, che possono anche non farsi mai vedere in facolta' (si abolisce la differenza fra tempo pieno e tempo definito), ma che prendono tutte le decisioni, e un esercito di precari.

    > evitare che i docenti siano
    > contemporaneamente controllati e controllori ?

    Chi dovrebbe controllare la ricerca? Ci sono due risposte possibili:
    - il potere politico (come avveniva negli stati totalitari): ma con quale competenza?
    - il sistema industriale? Non ci sarebbe un solo Jorge Cortell, ce ne sarebbero migliaia: e' abbastanza ovvio, che, specie in un paese di monopoli come l'Italia, appena qualche ricerca andasse a toccare interessi forti, verrebbe strozzata.



    >
    > Si magari non lo licenziano, ma se un ricercatore
    > è scomodo ci sono altri modi per levarlo dalle
    > scatole, taglio dei fondi per la ricerca...
    > riduzione del buget e delle attrezzature...

    Conosco il sistema. Ma una persona coraggiosa, con questo sistema, puo' comunque sopravvivere, e continuare a parlare. Nell'altro caso verrebbe semplicemente messo sul lastrico.


    > Si blatera tanto di libertà di ricerca ma la
    > verità è che nessuno nel mondo della scuola vuole
    > essere chiamato a rispondere della sua
    > produtività ad esterni, tutti vogliono essere
    > contemporaneamente controllati e controllori... ?

    Come si fa a giudicare della "produttivita'" di una ricerca?
    Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il criterio del ritorno economico immediato. l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo dopo*.

    E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
    non+autenticato
  • > > evitare che i docenti siano
    > > contemporaneamente controllati e controllori ?
    >
    > Chi dovrebbe controllare la ricerca? Ci sono due
    > risposte possibili:
    > - il potere politico (come avveniva negli stati
    > totalitari): ma con quale competenza?
    > - il sistema industriale? Non ci sarebbe un solo
    > Jorge Cortell, ce ne sarebbero migliaia: e'
    > abbastanza ovvio, che, specie in un paese di
    > monopoli come l'Italia, appena qualche ricerca
    > andasse a toccare interessi forti, verrebbe
    > strozzata.

    e quante ricerche si stanno facendo in italia scomode per i poteri forti si stanno facendo ?
    Perchè l'italia non fa ricerca ? forse perchè la finanza pubblica serve per mantenere enti il cui fine è la propria mera soppravivvenza credo di ricordarmi, che il CNR abbia l'80% del personale con compiti amministrativi ma non ne sono sicuro...
    e poi perchè l'industria considera la ricerca come un modo per buttare i soldi ?


    >
    > >
    > > Si magari non lo licenziano, ma se un
    > ricercatore
    > > è scomodo ci sono altri modi per levarlo dalle
    > > scatole, taglio dei fondi per la ricerca...
    > > riduzione del buget e delle attrezzature...
    >
    > Conosco il sistema. Ma una persona coraggiosa,
    > con questo sistema, puo' comunque sopravvivere, e
    > continuare a parlare. Nell'altro caso verrebbe
    > semplicemente messo sul lastrico.
    >

    perchè? se vale può trovare il lavoro da un'altra parte. Sopratutto i casi come Cortell sono boomberang, perchè danno celebrità, perchè spesso rendono appettibile il protagonista, vuoi con seminari o altro...
    Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi verifica e controlla la qualità del prodotto ?


    > Come si fa a giudicare della "produttivita'" di
    > una ricerca?
    > Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il
    > criterio del ritorno economico immediato.
    > l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie
    > hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo
    > dopo*.
    >

    Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di calcolare le orbite e agevolava molto l'astronomia???
    la teoria di newton si è imposta da subito perchè consentiva di risolvere dei problemi sui quali ci si sbatteva da tempo.
    Magari più che newton si sarebbe potuto citare babbage con l'analitical engine, l'esempio sarebbe stato più calzante.
    La produttività della ricerca la puoi valutare in diversi modi, il numero di citazioni, di articoli che sviluppano, ed il numero di sviluppi che genera, le ricadute economiche e le eventuali applicazioni industriali...

    > E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
    di certo non il giudicando...

  • > e quante ricerche si stanno facendo in italia
    > scomode per i poteri forti si stanno facendo ?
    > Perchè l'italia non fa ricerca ? forse perchè la
    > finanza pubblica serve per mantenere enti il cui
    > fine è la propria mera soppravivvenza credo di
    > ricordarmi, che il CNR abbia l'80% del personale
    > con compiti amministrativi ma non ne sono
    > sicuro...

    Il CNR e' stato commissariato gia' dai tempi di Berlinguer.
    Al momento ha i soldi solo per pagare gli stipendi e la bolletta della luce. Istituti (fisica della materia, per esempio) che facevano ricerche di base importanti e internazionalmente riconosciute sono stati o chiusi o accorpati.

    Per fare ricerca ci vogliono ricercatori e finanziamenti. Al momento, e da molto tempo ormai, l'Italia ha meno ricercatori e meno finanziamenti sulla ricerca del Portogallo.

    Un professore universitario tedesco ha almeno un segretario. Un professor universitario italiano deve fare tutto da se'. La riforma Berlinguer ha aumentato a dismisura i compiti amministrativi e didattici. Al momento i piu' fanno ricerca nei ritagli di tempo, Letteralmente.
    Non si fanno le nozze con i fichi secchi.

    > e poi perchè l'industria considera la ricerca
    > come un modo per buttare i soldi ?

    Perche' la grande industria italiana non esiste piu'. La piccola industria appartiene per lo piu' a padroncini ignoranti, che sanno solo aumentare lo sfruttamento del lavoro. E, da questo punto di vista, la Cina se li mangia - come del resto si meritano - in un boccone.

    > Nell'altro caso verrebbe
    > > semplicemente messo sul lastrico.
    > >
    >
    > perchè? se vale può trovare il lavoro da un'altra
    > parte.

    In astratto. In un sistema come l'Italia, non lo trova, perche', come dicevi tu "l'industria considera la ricerca
    come un modo per buttare i soldi". In generale, in un sistema in cui ci sono forti interessi monopolistici a tutela del copyright, credo che un dissidente abbia parecchi problemi a trovare un lavoro equivalente.

    Sopratutto i casi come Cortell sono
    > boomberang, perchè danno celebrità, perchè spesso
    > rendono appettibile il protagonista, vuoi con
    > seminari o altro...
    > Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi
    > verifica e controlla la qualità del prodotto ?

    Purtroppo si'. La ricerca e' cosi': per avere un ricercatore geniale ne devi formare 100, di cui alcuni bravi, altri cosi'-cosi'. L'alternativa allo scommettere i soldi dei contribuienti e sperare che venga fuori qualcosa di geniale e' quella di comprimere il costo del lavoro in maniere cinese. Cioe' sfruttare senza pieta' milioni di persone.

    >
    > > Come si fa a giudicare della "produttivita'" di
    > > una ricerca?
    > > Se Newton avesse dovuto essere giudicato con il
    > > criterio del ritorno economico immediato.
    > > l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie
    > > hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo
    > > dopo*.
    > >
    >
    > Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di
    > calcolare le orbite e agevolava molto
    > l'astronomia???

    Che pero' non aveva nessun ritorno economico Sorride Non parlavi di produttivita'? Io pensavo alle applicazioni ai viaggi spaziali.

    > La produttività della ricerca la puoi valutare in
    > diversi modi, il numero di citazioni, di articoli
    > che sviluppano, ed il numero di sviluppi che
    > genera, le ricadute economiche e le eventuali
    > applicazioni industriali...
    >
    > > E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
    > di certo non il giudicando...

    Tu stai alludendo da una parte al classico sistema della peer review, in cui gli studiosi giudicano gli studiosi. Questo sistema si usa anche in Italia. Ebbene, questo sistema rischia di creare mafie accademiche. E le crea.

    Il criterio del "ritorno economico" darebbe troppo potere a coloro che hanno fatto licenziare Cortell. E sacrificherebbe la ricerca di base, cioe' i Newton i cui risultati non possono avere un ritorno economico evidente *ora*



    non+autenticato
  • > Un professore universitario tedesco ha almeno un
    > segretario. Un professor universitario italiano
    > deve fare tutto da se'. La riforma Berlinguer ha
    > aumentato a dismisura i compiti amministrativi e
    > didattici. Al momento i piu' fanno ricerca nei
    > ritagli di tempo, Letteralmente.
    > Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
    >

    Berlinguer ha tentato di lecealizzare le università riuscendoci purtroppoTriste
    il suo scopo con il 3+2 (slogan simile al 3x2 dei supermercati) era di aumentare artificialmente il numero di laureati giovani, dandoli una laurea virtuale e vuota...Triste
    Ma a parte i danni di Berlinguer (guardacaso docente universitario) rimane il fatto che in italia ormai vige il sistema delle caste, e chi è dentro è dentro...
    Sono d'accordo a dare più risorse alla ricerca ma a patto che vengano rendicontate e si debba render conto del come e del perchè sono stati spesi i soldi.
    Molti docenti mi ricordano i registi italiani, dicono che fanno opere per pochi eletti che pochi possono apprezzare, fanno cultura, non culi&tette per la massa...
    e poi si inc... se la massa ignora i loro film.

    > > e poi perchè l'industria considera la ricerca
    > > come un modo per buttare i soldi ?
    >
    > Perche' la grande industria italiana non esiste
    > piu'. La piccola industria appartiene per lo piu'
    > a padroncini ignoranti, che sanno solo aumentare
    > lo sfruttamento del lavoro. E, da questo punto di
    > vista, la Cina se li mangia - come del resto si
    > meritano - in un boccone.
    >

    ognuno cura solo il suo orticello in attesa di venire divorato.
    L'università si dovrebbe promuovere, se deve vendere il suo prodotto deve anche dimostrare che questo vale, e deve farlo capire anche al padroncino ignorante.
    Altrimenti si chiuderà nella sua torre d'avorio fino a quando non cascherà giù di brutto...


    > >
    > > perchè? se vale può trovare il lavoro da
    > un'altra
    > > parte.
    >
    > In astratto. In un sistema come l'Italia, non lo
    > trova, perche', come dicevi tu "l'industria
    > considera la ricerca
    > come un modo per buttare i soldi". In generale,
    > in un sistema in cui ci sono forti interessi
    > monopolistici a tutela del copyright, credo che
    > un dissidente abbia parecchi problemi a trovare
    > un lavoro equivalente.

    non credo, ha manifestato liberamente le sue idee, qualcuno pronto ad accoglierlo lo troverà se vale.
    Non credo che il docente spagnolo rimarrà disoccupato molto a lungo.

    > Sopratutto i casi come Cortell sono
    > > boomberang, perchè danno celebrità, perchè
    > spesso
    > > rendono appettibile il protagonista, vuoi con
    > > seminari o altro...
    > > Allora bisogna dare i soldi sulla fiducia? chi
    > > verifica e controlla la qualità del prodotto ?
    >
    > Purtroppo si'. La ricerca e' cosi': per avere un
    > ricercatore geniale ne devi formare 100, di cui
    > alcuni bravi, altri cosi'-cosi'.

    però oltre al formarli devi anche selezionarli per poi valorizzare l'eccellenza, altrimenti come sta capitando nella scuola superiore l'unica cosa che favorisci è la sedimentazione verso il fondo.
    Ne formo 100 e poi da questi ne seleziono 10 eccellenti...
    Non ne formo 100 e poi li prendo a scatola chiusa e li mantengo per 40 anni sperando che sappiano fare qualcosa di più rispetto a ritirare lo stipendio a fine mese.
    Un esempio è la sanità in italia, paghiamo anni di politiche dissennate per impiegare chiunque uscisse da medicina ignorando che c'erano troppi medici rispetto ai posti assorbibili.


    > L'alternativa
    > allo scommettere i soldi dei contribuienti e
    > sperare che venga fuori qualcosa di geniale e'
    > quella di comprimere il costo del lavoro in
    > maniere cinese. Cioe' sfruttare senza pieta'
    > milioni di persone.
    >

    ci sono anche posizioni intermedie.
    Comunque quanto dici si può applicare anche a moltissime altre figure del mondo del lavoro.


    > >
    > > > Come si fa a giudicare della "produttivita'"
    > di
    > > > una ricerca?
    > > > Se Newton avesse dovuto essere giudicato con
    > il
    > > > criterio del ritorno economico immediato.
    > > > l'avcrebbero licenziato subito. Le sue teorie
    > > > hanno poi avuto un ritorno, ma *molto tempo
    > > > dopo*.
    > > >
    > >
    > > Molto tempo dopo ? se consentiva facilmente di
    > > calcolare le orbite e agevolava molto
    > > l'astronomia???
    >
    > Che pero' non aveva nessun ritorno economico Sorride
    > Non parlavi di produttivita'? Io pensavo alle
    > applicazioni ai viaggi spaziali.
    >

    ci sono anche applicazioni più terra terra che anche ai tempi di newton servivano, come il calcolo della longitudine oppure il calendario.
    Davano un consistente ritorno economico principalmente per l'uso in campo nautico e come ritorno di immagine


    > > La produttività della ricerca la puoi valutare
    > in
    > > diversi modi, il numero di citazioni, di
    > articoli
    > > che sviluppano, ed il numero di sviluppi che
    > > genera, le ricadute economiche e le eventuali
    > > applicazioni industriali...
    > >
    > > > E soprattutto, *chi* puo' giudicare?
    > > di certo non il giudicando...
    >
    > Tu stai alludendo da una parte al classico
    > sistema della peer review, in cui gli studiosi
    > giudicano gli studiosi. Questo sistema si usa
    > anche in Italia. Ebbene, questo sistema rischia
    > di creare mafie accademiche. E le crea.
    >
    infatti, ma il problema che rimane è come giudicare ?
    l'alternativa sarebbe dare tutto a tutti ed è improponibile, oppure affidarci al sorteggio...
    Formare a scatola chiusa e rinunciare a selezionare perchè il sistema non è perfetto è il modo migliore di affondare la nave...


  • - Scritto da: shevathas

    > Berlinguer ha tentato di lecealizzare le
    > università riuscendoci purtroppoTriste
    > il suo scopo con il 3+2 (slogan simile al 3x2 dei
    > supermercati) era di aumentare artificialmente il
    > numero di laureati giovani, dandoli una laurea
    > virtuale e vuota...Triste

    D'accordo.


    > Ma a parte i danni di Berlinguer (guardacaso
    > docente universitario)

    Diventato tale per meriti politici. Si dice in giro che l'unica pubblicazione di Berlinguer e' la sua tesi di laurea, e con quella e' diventato professore ordinario, Le persone normali devono mangiare molto piu' pane e cicoria solo per diventare ricercatori. Al momento l'eta' media in cui si diventa ricercatori in Italia e' 35 anni.

    Le riforme berlinguer e moratti sono cosi' disastrose anche perche' sono state fatte da persone che non hanno idea di che cosa significhi fare ricerca.

    > rimane il fatto che in
    > italia ormai vige il sistema delle caste, e chi è
    > dentro è dentro...

    Si'. Perche' altrove il sistema del peer review funziona e in Italia e' invece una mafia. Pero' temo che gli italiani siano fatti in modo tale che qualsiasi sistema diventerebbe una mafia.

    > Sono d'accordo a dare più risorse alla ricerca ma
    > a patto che vengano rendicontate e si debba
    > render conto del come e del perchè sono stati
    > spesi i soldi.

    Questo lo si fa gia', perdendo mesi di tempo. Anche perche' i moduli ministeriali sono evidentemente stati preparati da chi non ha mai fatto ricerca.

    > Molti docenti mi ricordano i registi italiani,
    > dicono che fanno opere per pochi eletti che pochi
    > possono apprezzare, fanno cultura, non culi&tette
    > per la massa...
    > e poi si inc... se la massa ignora i loro film.

    Stai parlando di buona parte degli umanisti? Sono d'accordo...

    >
    > ognuno cura solo il suo orticello in attesa di
    > venire divorato.
    > L'università si dovrebbe promuovere, se deve
    > vendere il suo prodotto deve anche dimostrare che
    > questo vale, e deve farlo capire anche al
    > padroncino ignorante.
    > Altrimenti si chiuderà nella sua torre d'avorio
    > fino a quando non cascherà giù di brutto...

    Sono d'accordo anche su questo. Il problema e' che e' l'intero sistema che non funziona. Il padroncino ignorante sarebbe in condizione di apprezzare quello che fa l'universita' se non fosse semianalfabeta (in senso letterale), Dal canto suo, l'universita' sarebbe incentivata ad essere meno mafiosa se avesse davanti a se' un pubblico critico.
    Ma un pubblico critico in Italia non esiste, a causa della televisione, della scarsa diffusione della rete, di riforme dell'istruzione demagogiche... Insomma, tutto si tiene.

    > non credo, ha manifestato liberamente le sue
    > idee, qualcuno pronto ad accoglierlo lo troverà
    > se vale.
    > Non credo che il docente spagnolo rimarrà
    > disoccupato molto a lungo.

    Vedremo. Se fosse in Italia, lo rimarrebbe certamente.


    >
    > però oltre al formarli devi anche selezionarli
    > per poi valorizzare l'eccellenza, altrimenti come
    > sta capitando nella scuola superiore l'unica cosa
    > che favorisci è la sedimentazione verso il fondo.
    > Ne formo 100 e poi da questi ne seleziono 10
    > eccellenti...
    > Non ne formo 100 e poi li prendo a scatola chiusa
    > e li mantengo per 40 anni sperando che sappiano
    > fare qualcosa di più rispetto a ritirare lo
    > stipendio a fine mese.

    Ci sono dei modi per far si' che anche i ricercatori non geniali si rendano utili: basterebbe controllare che pubblichino, che vadano a lezione, che siano presenti agli esami. Questo si potrebbe fare molto facilmente.

    > infatti, ma il problema che rimane è come
    > giudicare ?

    Certo. Quello che volevo sottolineare e' che un problema complesso, che non si risolve con la precarizzazione (che comunque c'e' gia' e che in un paese di mafie accentua i clientelismi, non li diminuisce) e che va considerato all'interno di un sistema altrettanto complesso.

    La carriere accademiche piu' a lungo precarie sono quelle svedesi. Ma gli svedesi possono permetterselo, perche' hanno un sistema di welfare che non lascia nessuno sul lastrico.

    Dire a un giovane italiano brillante e interessato a fare ricerca che deve fare 20 anni di precariato e schiavismo con il rischio continuo di finire sul lastrico, significa, semplicemente, farlo scappare.

    non+autenticato
  • ....di vivere in una democraazia, dove c'è libertà di opinione e di espressione, e dove il vostro voto fa la diferenza. Bah...
    non+autenticato
  • é un motivo in più per darsi da fare, no?

  • - Scritto da: Anonimo
    > ....di vivere in una democraazia, dove c'è
    > libertà di opinione e di espressione, e dove il
    > vostro voto fa la diferenza. Bah...

    io no! ma da anni!
    non+autenticato