Un supercomputer contro la morte?

Entro qualche decina di anni sarà possibile riversare la memoria di un individuo in un supercomputer capace di gestirla. Lo sostiene un esperto di British Telecom

Londra - Una notizia destinata ad interessare gli appassionati di fantascienza arriva dal Regno Unito, dove un eminente tecnologo-futurologo si è lanciato in una singolare predizione: entro i prossimi quarant'anni la morte non significherà più perdere la memoria di un individuo.

Secondo Ian Pearson, che guida il team di ricerca sulle tecnologie del futuro in British Telecom, intervistato dall'Observer, "se si guarda agli sviluppi di questi anni, realisticamente entro il 2050 possiamo attenderci di poter scaricare la mente in una macchina, cosicché - ha dichiarato ironicamente - la morte non è più un problema per la carriera".

A suo dire chi sarà sufficientemente ricco potrà permetterselo: "Se si è poveri toccherà probabilmente aspettare il 2075 o il 2080 quando sarà routine. Ci crediamo davvero. Dipende dalla velocità di sviluppo della tecnologia: 45 anni è davvero molto tempo nell'Information Technology".
Va da sé che "scaricare la memoria di un individuo", di per sé un concetto fin qui espresso soltanto dalla fantascienza, non significa conservare tutte le altre caratteristiche della persona. Ma Pearson non ne è convinto: "Stiamo già valutando come la struttura di un computer potrebbe trasformarsi in una coscienza: ci sono alcuni di noi che ritengono sia fattibile".

Proseguendo in una serie di affermazioni che lui stesso definisce "eccitanti" ma anche "paurose", Pearson sostiene che i giovani di oggi "potrebbero non conoscere mai la morte" e spiega: la potenza oggi disponibile su dispositivi di consumo, come la Playstation 3, è già pari all'1 per cento della "potenza cerebrale".

A suo dire i computer di domani saranno in grado di provare emozioni: "Vorrei ovviamente che il computer che governa un aereo abbia più paura di me all'idea di precipitare, cosicché faccia tutto il possibile per non subire incidenti".

Andando avanti su questa linea, Pearson ha spiegato che "già oggi, per dire, possiamo utilizzare il DNA per realizzare circuiti elettronici: quindi è possibile pensare ad uno yogurt che nel 2020 o 2025 contenga in ogni singolo batterio moltissima tecnologia. Si potrebbe conversare con il proprio yogurt alle fragole prima di mangiarlo".

L'intera gustosa intervista, in inglese, è disponibile qui
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172 Commenti alla Notizia Un supercomputer contro la morte?
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  • cazzate da futurologo,la morte non si vince,si attende!!!
    scaricare la memoria di un individuo non vuol dire essere immortali,tu mori comunque,i dati,emozioni della tua mente vengono conservati,ma tu muori,proprio fisicamente!!!,e quando sei di là i dati son già passati,già
    morti.Li conservi certo ma che ci fai,li rimpianti in un clone?e poi sei tu,no vive il tuo clone con i tuoi dati ma tu sei bello che morto!!!
    non+autenticato
  • AVANTI SIORI E SIORE CHE IN QUESTO BARACCONE LE SCEMENZE NON FINISCONO MAI.
    non+autenticato
  • " [...]i computer di domani saranno in grado di provare emozioni: "Vorrei ovviamente che il computer che governa un aereo abbia più paura di me all'idea di precipitare, cosicché faccia tutto il possibile per non subire incidenti".

    E se un'aereo dovesse avere un istinto suicida? Magari perchè è appena stato lasciato da un DC9 di cui era innamorato?
  • La somma dei componenti è uguale al totale. Vale in matematica. In informatica.
    Nella logica.

    Ma non vale sulla mente. La memoria delle nozioni, le informazioni si possono duplicare....forse le emozioni si potranno ricostruire....ma una COPIA DI ME STESSO x quanto fedele: NON SONO IO.
    Cosa me ne frega che i miei ricordi andranno su un hardisk se poi non sono IO quella copia.

    Perciò io, che sono di solito possibilista, dico NO. Non c'è bisogno di aspettare il futuro x capirlo.

    Altro discorso è il trapianto di cervello su un organismo ospite o macchinario.

    Si potrà perciò prolungare la vita, ma prima o poi il cervello originale morirà x consumazione dei tessuti.....a meno che l'uomo, con l'ingegneria genetica diventi come lo yogurt....;o)


    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > La somma dei componenti è uguale al totale. Vale
    > in matematica. In informatica.
    > Nella logica.
    >
    > Ma non vale sulla mente. La memoria delle
    > nozioni, le informazioni si possono
    > duplicare....forse le emozioni si potranno
    > ricostruire....ma una COPIA DI ME STESSO x quanto
    > fedele: NON SONO IO.
    > Cosa me ne frega che i miei ricordi andranno su
    > un hardisk se poi non sono IO quella copia.

    Prova a chiederlo alla copia


    > Si potrà perciò prolungare la vita, ma prima o
    > poi il cervello originale morirà x consumazione
    > dei tessuti.....a meno che l'uomo, con
    > l'ingegneria genetica diventi come lo
    > yogurt....;o)

    Cioè diventi intelligente come lo yogurt?A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Ma non vale sulla mente. La memoria delle
    > nozioni, le informazioni si possono
    > duplicare....forse le emozioni si potranno
    > ricostruire....ma una COPIA DI ME STESSO x quanto
    > fedele: NON SONO IO.
    > Cosa me ne frega che i miei ricordi andranno su
    > un hardisk se poi non sono IO quella copia.

    Curioso. Ho scritto praticamente la stessa cosa in un post di qualche numero fa:

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=9952...

    ("mi dai il numero di cellulare dell'avatar" si riferisce all'avatar precedente)

    Il procedimento descritto crea una copia della mente ma non vi trasferisce l'anima originale: la copia ne ha una sua. La copia è convinta di essere l'originale, ma l'originale sa benissimo di non essere la copia.
  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > Il procedimento descritto crea una copia della
    > mente ma non vi trasferisce l'anima originale: la
    > copia ne ha una sua. La copia è convinta di
    > essere l'originale, ma l'originale sa benissimo
    > di non essere la copia.

    Ah be certo
    non+autenticato
  • > > Il procedimento descritto crea una copia della
    > > mente ma non vi trasferisce l'anima originale:
    > la
    > > copia ne ha una sua. La copia è convinta di
    > > essere l'originale, ma l'originale sa benissimo
    > > di non essere la copia.
    >
    > Ah be certo

    E' evidente che o sei un riduzionista o non sai di cosa parlo.
  • Perché non attaccare i cervelli insieme, usare il secondo come "upgrade del primo" e gradatamente spostare la propria coscienza sul secondo? (quando il primo muore ormai non c'è più niente sopra...)

    Come diceva Eraclito
    "negli stessi fiumi in cui ci immegiamo siamo e non siamo"
    A il cervello umano non rimano lo stesso dalla nascita ma cresce, si modifica, ricrea le parti andate distrutte o sposta i processi mentali su nuove aree prima non utilizzate (come accade a coloro che vengono compiti da ictus)
    Il trucco è garantire una "continuità"
    non+autenticato
  • > Il trucco è garantire una "continuità"

    Infatti pare proprio quello.
  • > La coscienza non si può copiare
    Lo dicevano anche degli cd, delle cassette, dei dvd...
    non+autenticato
  • > > La coscienza non si può copiare

    > Lo dicevano anche degli cd, delle cassette, dei
    > dvd...

    Sì ma qui si vuol dire che la copia non sarebbe lo stesso individuo, ma un altro: convinto di essere l'originale di cui condivide mente, esperienze e ricordi, ma da esso distinto - l'originale non vede attraverso gli occhi della copia.

    Per esserne sicuri però occorre eseguire l'esperimento. Potrebbe poi anche darsi che si trovi un modo per cui l'originale vede e sente attraverso la copia, nel qual caso l'io (o l'anima) sarebbe sdoppiato.
  • Chi se lo ricorda?
    Il guru dell'LSD negli anni '70, diventato guru dell'informatica nei tardi anni '80, che si fece un sito Internet nel '92 e faceva più o meno le affermazioni contenute in quest'articolo. Non ha avuto gran fortuna nè seguito, ed è dagli anni '80 che si pubblicano libri che dicono "questa potrebbe essere l'ultima generazione a morire!"... non hanno avuto gran fortuna finora, e francamente con oltre metà del mondo che non riesce a toccare i 40 anni mi pare che la ricerca sia da indirizzare più che altro a risolvere QUEI problemi: figurati che glie ne frega all'africano che non sa se domani riuscirà a mangiare di digitalizzarsi la memoria...
    non+autenticato
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