Broadcast Treaty da non sottovalutare

Andrea Glorioso intervista Manon Ress sul trattato che potrebbe portare ad una nuova stretta sui diritti di trasmissione, creando tutele ad hoc che impattano sulle libertà

Roma - All'interno della Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI, o World Intellectual Property Organization, WIPO) è da tempo in corso di negoziazione un accordo internazionale il cui obbiettivo è la protezione degli interessi dei cosiddetti "broadcaster" - ovvero di quelle entità che in vario modo (e, come si vedrà, è precisamente la modalità di trasmissione ad essere piuttosto rilevante per l'argomento in questione) trasmettono contenuti.

L'accordo, chiamato "Treaty for the Protection of the Rights of Broadcasting, Cablecasting and Webcasting Organizations" ("Trattato per la protezione dei diritti delle organizzazioni che effettuano broadcasting, cablecasting o webcasting") è particolarmente significativo, in quanto va a regolamentare in modo piuttosto restrittivo dei diritti che in realtà non è affatto detto che siano tali.

Nel corso delle discussione che hanno portato all'attuale bozza del trattato, infatti, sono state avanzate numerose proposte per concedere alle organizzazioni di cui sopra - che, è bene sottolineare, sono spesso e volentieri solo "trasmettitrici" di contenuti i cui diritti d'autore o altri diritti connessi sono potenzialmente di titolarità altrui, quando non nel pubblico dominio - una nutrita serie di diritti esclusivi relativi a:
1. Fissazione
2. Riproduzione delle fissazioni
3. Distribuzione delle fissazioni
4. Ritrasmissione simultanea
5. Ritrasmissione simultanea tramite cavo
6. Ritrasmissione simultanea tramite Internet
7. Trasmissione differita, basata su una precedente fissazione, via etere/cavo/Internet
8. Messa a disposizione di trasmissioni prefissate
9. Comunicazione al pubblico in luoghi accessibili al pubblico dietro pagamento
10. Apposizione di misure tecniche di protezione
I problemi principali di questa bozza di trattato possono essere così riassunti:

- l'iper-proprietarizzazione dei diritti di trasmissione potrebbe portare ad una tragedia dei beni non comuni (espressione che si rende meglio in inglese come "tragedy of the anticommons", in contrapposizione alla "tragedia dei beni comuni" o "tragedy of the commons" resa celebre dall'articolo del 1968 di Garret Hardin);

- le proposte contenute nella bozza del trattato differiscono sensibilmente dalla pratica comune del settore (in particolare, l'estensione della durata dei diritti esclusivi delle organizzazioni che effettuano trasmissioni a 50 anni) contrariamente a quanto propagandato dai sostenitori di tale trattato;

- la creazione di diritti "sui generis" su ciò che difficilmente può essere considerato un'opera dell'ingegno, o comunque un'opera proteggibile tramite gli strumenti del diritto di proprietà intellettuale, può facilmente portare agli stessi problemi che i trattati, le direttive e le leggi sulla protezione delle basi di dati hanno evidenziato (si veda, a titolo di esempio, l'articolo "A natural experiment" di James Boyle);

- l'OMPI non è probabilmente il luogo più adatto ove negoziare tale trattato, data la sua natura costituzionalmente a favore dell'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale (anche se tale situazione potrebbe cambiare, grazie alla proposta di una "Agenda per lo Sviluppo" per l'OMPI che tenga conto dei pro e dei contro dell'applicazioni di forti diritti di proprietà intellettuale in qualsiasi situazione socioeconomica);

Una disamina più approfondita di questi problemi è contenuta in un articolo scritto da Shyamkrishna Balganesh, Dev Gangjee, Tatyana Nikiforova e Tina Piper dell'Università di Oxford.

Per cercare di capire meglio quale sia la posta in gioco, ho intervistato Manon Ress, responsabile di Consumer Project on Technology (CPTech) per le attività inerenti alle tecnologie dell'informazione. Manon Ress ha seguito l'evoluzione della "Broadcast Treaty" (BT d'ora in poi) fino dalle primissime fasi.
7 Commenti alla Notizia Broadcast Treaty da non sottovalutare
Ordina
  • Ciao,la terza pagina dell'articolo è un po "sballata",soprattutto nella parte in basso e per quanto riguarda i collegamenti. Sorride Ciao!
    non+autenticato
  • - Scritto da: casteredandblue
    > Ciao,la terza pagina dell'articolo è un po
    > "sballata",soprattutto nella parte in basso e per
    > quanto riguarda i collegamenti. Sorride Ciao!

    Anche la seconda se è per questo
    non+autenticato
  • Troppe pagine piene di sigle, acronimi... non posso prendere un giorno di ferie per leggere un'articolo (magari anche interessanteA bocca storta ), sostanzialmente cosa cambierà?
    Io ho intuìto solo che un branco di persone mai votate da nessuno e con un potere immenso ce lo vuole tirare nel c**o per l'ennesima volta.
    Ma non ho capito il modo in cui lo farà
    non+autenticato
  • vuol dire che se una cosa del genere diventasse lo status quo sarebbe reato anche alzare la radio in macchina, poichè stai ritrasmettendo in pubblico cose che chi in auto non ha l'autoradio non avrebbe potuto altrimenti ascoltare....
    sh4d
    455
  • - Scritto da: sh4d
    > vuol dire che se una cosa del genere diventasse
    > lo status quo sarebbe reato anche alzare la radio
    > in macchina, poichè stai ritrasmettendo in
    > pubblico cose che chi in auto non ha l'autoradio
    > non avrebbe potuto altrimenti ascoltare....

    Ah ecco fantastico...TristeTriste
    E' proprio vero che a forza di prenderlo lì, aumentando un po' il calibro ogni volta, abbiamo il deretano talmente spanato che questi signori (mai votati da nessuno di noi, ripeto) potrebbero infilarci un autotreno senza che nemmeno ce ne accorgiamo...
    Però ritengo che simili leggi, più che essere "applicabili in toto", siano fatte per poterle applicar in casi... diciamo... selezionati (cioè, sostanzialmente: di default si chiude un occhio ma si aprono quando c'è da eliminare chi è scomodo).
    Insomma, oriente o occidente, io ormai vedo mer*a dappertuttoArrabbiato

    PS: grazie del riassunto
    non+autenticato
  • in futuro implementeranno nei cd audio che compri una traccia audio subliminale che cancella dopo 36 ore il ricordo dell'ascolto e dell'autodistruzione del cd avvenuta 12 ore dopo l'acquisto, così ne compri un altro e aumenti gli introiti di quei poverelli senza una lira..
    sh4d
    455

  • - Scritto da: sh4d
    > in futuro implementeranno nei cd audio che compri
    > una traccia audio subliminale che cancella dopo
    > 36 ore il ricordo dell'ascolto e
    > dell'autodistruzione del cd avvenuta 12 ore dopo
    > l'acquisto, così ne compri un altro e aumenti gli
    > introiti di quei poverelli senza una lira..

    Non ho letto l'articolo, però so che in america stanno vendendo dei masterizzatori in questo modo: il cliente deve far passare l'iride in uno scanner e poi il codice che viene scritto nel firmware del masterizzatore.
    E su ogni dvd masterizzato quel codice rimane impresso.
    non+autenticato