Wireless USB è realtà

La specifica che promette di fare piazza pulita di Bluetooth, e fornire velocità circa 500 volte superiori, è stata approvata nella sua versione definitiva. L'attende il mercato

San Jose (USA) - Tutto è pronto, o quasi, perché la tecnologia Wireless USB muova i suoi primi passi nella direzione del mercato. Il Wireless USB Promoter Group (PG) ha infatti annunciato il completamento della specifica 1.0, un traguardo a cui seguirà a breve il processo di certificazione e test della tecnologia da parte dell'USB Implementers Forum (USB-IF), l'organizzazione che controlla tutte le specifiche USB.

USB-IF avrà anche il compito di certificare la conformità alla specifica Wireless USB di tutti i dispositivi che utilizzeranno la nuova tecnologia senza fili: in questo modo verrà assicurata l'interoperabilità fra implementazioni e prodotti di marche differenti.

Jeff Ravencraft, chairman e president del Wireless USB PG, ha pronosticato che i primi dispositivi basati sulla specifica Wireless USB dovrebbero arrivare sul mercato verso la fine del 2005. "Le prime implementazioni - ha detto Ravencraft - dovrebbero essere realizzate sotto forma di silicio non integrato, e verranno utilizzate in diversi formati, tra cui schede add-in, adattatori esterni e soluzioni embedded".
Wireless USB sta dunque per fare il suo ingresso sul mercato, ma saprà conquistarlo? Pochi, oggi, sarebbero disposti a fare scommesse. Se è vero che la nuova tecnologia ha il pregio di conservare la compatibilità con l'architettura di USB wired, ed è in grado di fornire le rispettabili velocità di 480 Mbit/s entro distanze di 3 metri e di 110 Mbps fino a 10 metri, solleva non pochi dubbi il fatto che Wireless USB utilizzi una tecnologia, Ultra-Wideband (UWB), di cui non esiste ancora una specifica standard.

Lo sviluppo di UWB, guidato dall'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), si trova da tempo in una posizione di stallo, con due opposte fazioni che si ostinano a proporre soluzioni incompatibili tra loro. Una di queste parti è rappresentata dalla WiMedia Alliance, e sua è la specifica UWB adottata dal Wireless USB PG: non è un caso che chi guida quest'ultima organizzazione, Intel, sia anche un membro chiave dell'Alliance.

L'altro fattore di incertezza è dato dal fatto che, al di fuori degli USA, molti enti regolatori non abbiano approvato l'uso di UWB a causa delle sue possibili interferenze con altre tecnologie senza fili.

C'è poi da considerare che Wireless USB si troverà a fronteggiare una tecnologia, Bluetooth, ormai ampiamente diffusa: se è vero che la differenza di velocità sarà inizialmente abissale - quest'ultima può raggiungere al massimo 1 Mbps - c'è già in studio una proposta per sposare Bluetooth con UWB e spingerne drasticamente le performance senza rinunciare alla retrocompatibilità. All'orizzonte si staglia poi la sagoma minacciosa di Wireless FireWire, una versione senza fili della tecnologia IEEE 1394 in grado di utilizzare differenti mezzi fisici, tra cui anche UWB.

Wireless USB si basa sulla WiMedia MAC Convergenze Architecture e utilizza i layer MAC (Media Access Control) e PHY (Physical) della specifica UWB proposta dalla WiMedia Alliance. È stato progettato per coesistere con altri protocolli di rete di livello superiore ed è ottimizzato per minimizzare i consumi energetici, un fattore particolarmente importante nei dispositivi mobili.

Oltre che da Intel, il Wireless USB PG è composto da Agere Systems, HP, Microsoft, NEC, Philips, Samsung, Appairent Technologies, Alereon, STMicroelectronics e Wisair.
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