Privacy, condannato per un video web

di Giuseppe Briganti - Ha avuto la brillante idea di pubblicare su un sito web un video della ex fidanzata associato persino al suo numero di telefono: è stato condannato per trattamento illecito di dati personali

Roma - La Corte di Cassazione ha recentemente confermato la condanna inflitta a un uomo che aveva diffuso su Internet, senza il consenso dell'interessata, immagini della ex fidanzata tratte da una videocassetta contenente un suo spogliarello, con contestuale pubblicazione anche del suo numero di cellulare.

La donna aveva scoperto il fatto dopo la ricezione di un SMS che le proponeva un incontro galante, cui era seguito l'invio di un plico postale contenente la scansione di un'immagine dello spogliarello tratta dal sito web di carattere pornografico nel quale era stato pubblicato il video.

L'uomo era stato riconosciuto colpevole, in primo grado e in appello, dei reati di molestia e disturbo alle persone (art. 660 cod. pen.) nonché di trattamento illecito di dati personali ai sensi dell'allora vigente art. 35 della legge sulla privacy (L. 675/1996).
La pena inflittagli dal GIP con rito abbreviato era di quattro mesi di reclusione, con i doppi benefici di legge, nonché con la condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile, liquidati in 4.000.000 delle vecchie lire.

La sentenza della Cassazione (Cass., Sez. III pen., 26680/2004) (nota 1) respinge il ricorso proposto dall'imputato contro la suddetta decisione, prendendo atto, innanzitutto, dell'entrata in vigore, dal gennaio 2004, del nuovo Codice della privacy, il quale ha riformulato il reato di trattamento illecito di dati, oggi disciplinato dall'art. 167 del provvedimento.

Il caso in esame riguarda la violazione della normativa posta a tutela dei dati sensibili, vale a dire quei dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.

L'art. 167 del Codice prevede in proposito che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione, per quel che qui interessa, delle norme poste a protezione dei dati sensibili, è punito con la reclusione da uno a tre anni, sempreché dal fatto derivi un nocumento per l'interessato (condizione obiettiva di punibilità) (nota 2).

Con riguardo al giudizio di colpevolezza, la Corte osserva che risulta processualmente pacifico che l'imputato non avesse preso bene la decisione della fidanzata di interrompere il legame sentimentale che li univa da circa due anni. Da tale momento egli aveva iniziato a inondare la donna di lettere quasi farneticanti, a tempestarla di messaggi telefonici sul cellulare, al punto di costringerla a cambiare per ben due volte la scheda telefonica, sebbene inutilmente, considerato che l'uomo era sempre poi riuscito a venire a conoscenza del nuovo numero.

Parimenti accertato è il fatto che l'imputato avesse conservato la videocassetta che ritraeva la donna mentre si esibiva in uno spogliarello nella sua camera da letto.

Giustamente dunque, secondo la Corte, i giudici di merito hanno imputato all'uomo la diffusione dello spogliarello nel sito web, considerato che solo lui aveva la possibilità, oltre che l'interesse, a divulgare tali immagini.

Il fatto che il consulente del PM non fosse stato in grado di reperire nel sito hard il filmato dello spogliarello è stato convincentemente spiegato, rileva la Corte, con la duplice circostanza che lo stesso consulente aveva visionato il sito dopo più di un mese dai fatti - sicché era possibile che, per il veloce ricambio del materiale pornografico, il filmato fosse stato sostituito - e che inoltre egli non aveva potuto visionare tutto il sito.

In conclusione, la Suprema Corte conferma la sussistenza del reato di illecita diffusione dei dati personali, essendo incontestabile che la donna abbia ricevuto un nocumento dalla condotta dell'imputato, sotto forma di lesione della sua tranquillità e della sua immagine sociale, così come indubbia è, secondo la Corte, l'imputabilità dei fatti all'ex fidanzato.

La decisione in commento si rivela interessante anche sotto altro profilo, in quanto riconosce che la contravvenzione di cui all'art. 660 cod. pen. può essere posta in essere anche attraverso l'invio di SMS molesti, oltre che attraverso le usuali comunicazioni telefoniche vocali.

La Corte osserva infatti che anche gli SMS vengono trasmessi attraverso sistemi telefonici, che collegano tra loro apparecchi telefonici.

Quanto poi alla capacità offensiva del messaggio, è notorio che, a differenza di quel che accade con lo strumento epistolare, il destinatario è costretto a leggerne il contenuto prima di poter identificare il mittente. Sicché quest'ultimo raggiunge lo scopo di turbare la quiete e la tranquillità psichica del destinatario, né più né meno di come lo raggiunge tramite la tradizionale comunicazione telefonica.

In altri termini, prosegue la Corte, quel che la disposizione penale in parola ha voluto incriminare non è tanto il messaggio molesto che il destinatario è costretto ad ascoltare (per telefono), quanto ogni messaggio che il destinatario è costretto a percepire prima di poterne individuare il mittente, perché entrambi i tipi di messaggi mettono a repentaglio la libertà e tranquillità psichica del ricevente.

Avv. Giuseppe Briganti
Curatore di www.iusreporter.it

Note al testo
1) Il testo della decisione può essere consultato su www.criminologia.it all'indirizzo www.criminologia.it/giustizia/sms_reato.htm. La Suprema Corte affronta anche la questione della continuità normativa tra vecchia e nuova disciplina.

2) In proposito si veda G. Briganti, Trattamento illecito di dati personali solo in presenza di un apprezzabile nocumento per l'interessato. Nota a Cass., sez. III pen., sent. 28/05-9/07 2004, 1134 (30134/2004), in www.iusreporter.it, www.iusreporter.it/Testi/sentenza167.htm.
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17 Commenti alla Notizia Privacy, condannato per un video web
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  • Ma vi rendete conto??? Il tizio, visto che avra' la sospensione della pena e non fara' un giorno di galera, e' stato condannato a risarcire..... 2000 euro!!!
    Intanto cani e porci si saranno fatti le seghe davanti alle immagini di quella povera tizia, magari qualcuno la riconoscera' per strada e ridera' di lei al bar sotto casa di lei. Un'altra forza chiara insomma.
    E " 'o sc-tato italliano " che cosa fa? Condanna il tizio a risarcire 2000 euro, un paio di stipendi.
    Che schifo l'italia!!! Abbattiamola!!! Che schifo la giustizia italiana!!! Il prossimo che osa difendere i magistrati italiani non so cosa gli faccio!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma vi rendete conto??? Il tizio, visto che avra'
    > la sospensione della pena e non fara' un giorno
    > di galera, e' stato condannato a risarcire.....
    > 2000 euro!!!
    > Intanto cani e porci si saranno fatti le seghe
    > davanti alle immagini di quella povera tizia,
    > magari qualcuno la riconoscera' per strada e
    > ridera' di lei al bar sotto casa di lei. Un'altra
    > forza chiara insomma.
    > E " 'o sc-tato italliano " che cosa fa? Condanna
    > il tizio a risarcire 2000 euro, un paio di
    > stipendi.
    > Che schifo l'italia!!! Abbattiamola!!! Che schifo
    > la giustizia italiana!!! Il prossimo che osa
    > difendere i magistrati italiani non so cosa gli
    > faccio!!!

    Io li difendo ah ah
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Ma vi rendete conto??? Il tizio, visto che avra'
    > > la sospensione della pena e non fara' un giorno
    > > di galera, e' stato condannato a risarcire.....
    > > 2000 euro!!!
    > > Intanto cani e porci si saranno fatti le seghe
    > > davanti alle immagini di quella povera tizia,
    > > magari qualcuno la riconoscera' per strada e
    > > ridera' di lei al bar sotto casa di lei.
    > Un'altra
    > > forza chiara insomma.
    > > E " 'o sc-tato italliano " che cosa fa? Condanna
    > > il tizio a risarcire 2000 euro, un paio di
    > > stipendi.
    > > Che schifo l'italia!!! Abbattiamola!!! Che
    > schifo
    > > la giustizia italiana!!! Il prossimo che osa
    > > difendere i magistrati italiani non so cosa gli
    > > faccio!!!
    >
    > Io li difendo ah ah


    Caro ignorantello,
    per quanto il tuo padrone si stia sforzando di farti credere che i magistrati abbiano il potere di decidere le pene, non è affatto così! Fino a prova contraria, le leggi le fa (anzi le dovrebbe fare) e le approva il Parlmento.
    Secondo me non hai neppure idea di cosa faccia il magistrato... il magistrato poteva fare e dire quello che voleva: il tizio ha tutti i benefici di legge (ha chiesto il rito abbraviato e probabilmente era incensurato). Si applica semplicemente la pena!!! Spiegami dove hai letto la parola "magistrato " e cosa ha fatto di male...
    Io me la prendo con chi fa le leggi che prevedono delle pene così ridicole e con chi non si occupa di modificarle per pensare a cosa tanto importanti come la "legge Gasparri".
    Inaspriamo le pene? io sono favorevolissimo ma non c'entra né il giudice e né il magistrato.
    Studia che ti fa bene!
    non+autenticato
  • D'accordo che l'ha sparata, comunque un giudice è un magistratoSorride a titolo di cronaca.
    non+autenticato
  • Se si dovesse pagare di più allora ...
    anche lo Stato italiano dovrebbe pagare di più quando incarcera, condanna, o fa sapere che indaga una persona per un reato che poi si scopre che non ha commesso.

    Meglio tenere risarcimenti di questo tipo MOLTO bassi ... ma è mai possibile che a fare le leggi siano delle persone "interessate"?
    non+autenticato
  • Note al testo
    1) Il testo della decisione può essere consultato su www.criminologia.it all'indirizzo www.criminologia.it/giustizia/sms_reato.htm. La Suprema Corte affronta anche la questione della continuità normativa tra vecchia e nuova disciplina.

    e dov'è che si può consultare il. video dello spogliarello? solo per verificare se 4.000.000 sono una cifra congrua...
    Bruco
    2098
  • Niente battute please Sorride .D'accordo sull'impianto generale della sentenza, questo aveva veramente esagerato, ma di fatto la prova non l'hanno
    trovata.Quanto alla scansione, l'origine poteva essere anche altra, magari qualcuno che aveva avuto illecitamente accesso al filmato e se n'era fatta copia.Di recente abbiamo avuto il caso del noto calciatore italiano.Idem per il numero di telefono. Più che altro mi sembra una sentenza che colpisce il comportamento generale dell'imputato ma dubito che gli si possa addebitare l'illecita diffusione di dati personali ergo tutta la sentenza è discutibile. Avvocato che ne pensa ?
    non+autenticato

  • E pensa che quei bastardi non ti hanno neppure avvertito di questo processo altrimenti gliela facevi vedere tu.
    Ma fammi il piacere!

    - Scritto da: Anonimo
    > Niente battute please Sorride .D'accordo
    > sull'impianto generale della sentenza, questo
    > aveva veramente esagerato, ma di fatto la prova
    > non l'hanno
    > trovata.Quanto alla scansione, l'origine poteva
    > essere anche altra, magari qualcuno che aveva
    > avuto illecitamente accesso al filmato e se n'era
    > fatta copia.Di recente abbiamo avuto il caso del
    > noto calciatore italiano.Idem per il numero di
    > telefono. Più che altro mi sembra una sentenza
    > che colpisce il comportamento generale
    > dell'imputato ma dubito che gli si possa
    > addebitare l'illecita diffusione di dati
    > personali ergo tutta la sentenza è discutibile.
    > Avvocato che ne pensa ?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > E pensa che quei bastardi non ti hanno neppure
    > avvertito di questo processo altrimenti gliela
    > facevi vedere tu.
    > Ma fammi il piacere!
    >

    Grazie per il commento inutile Sorride
    non+autenticato
  • Devo dire che anche me stupisce la cosa!

    Si condanna la gente senza prove?
    non+autenticato
  • SMS:

    "Quanto poi alla capacità offensiva del messaggio, è notorio che, a differenza di quel che accade con lo strumento epistolare, il destinatario è costretto a leggerne il contenuto prima di poter identificare il mittente."

    Non concordo,alla ricezione di un sms la prima cosa visibile è il nome del mittente (se in rubrica) o il numero dello stesso. A meno che il tizio non mandasse ogni volta un sms da un numero differente*,la signora conosceva il mittente ed aveva la possibilità di non leggere e cancellare gli sms.**

    "Sicché quest'ultimo raggiunge lo scopo di turbare la quiete e la tranquillità psichica del destinatario, né più né meno di come lo raggiunge tramite la tradizionale comunicazione telefonica."

    Per le considerazioni di cui sopra,no. (IMHO)

    *Non credo che,vista la natura compulsiva del soggetto, lo stesso compisse le sue azioni con tanta accuratezza. A bocca storta

    **Certamente una denuncia per l'articolo 234bis/5 anno 1999 codice penale,noto come "Rottura di balle altrui ed affini" ci stava proprio tutta A bocca aperta


    P.s: Scusatemi se mi sono permesso di commentare una sentenza,non ho il background necessario.. quindi come al solito..
    "Scuse preventive per eventuali belinate"

    Ciao! Sorride
    non+autenticato
  • veramente il mio telefono visualizza la scritta "1 nuovo messaggio" e poi mi chiede se lo voglio visualizzare, e se confermo mi fà vedere subito il testo (e nella prima riga il mittente).

    L'alternativa sarebbe dire di no, entrare nel menu dei messaggi, andare nei ricevuti, e a questo punto posso leggere il nome e cancellare se è il caso...quindi è comunque una rottura di scatole doverlo fare per ogni messaggio.
    non+autenticato
  • merita anche un sacco di botte !
    non+autenticato
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