Phishing, siti chiusi a raffica

Aumentano le operazioni di polizia tese a smantellare quei siti web che, ricordando in tutto e per tutto quelli di istituti bancari e negozi online, cercano di sottrarre dati agli utenti

Roma - L'ultimo caso in Italia è quello dell'email fasulla che sembra inviata da Banca Intesa, di cui ha parlato SalvaPC nei giorni scorsi, ma i casi di phishing sono in continuo aumento: contro lo spam che induce molti a riportare i propri dati personali su siti-truffa aumentano le operazioni di contrasto delle forze dell'ordine.

In Australia proprio nelle scorse ore, riportano fonti governative, sono stati sequestrati 13 siti web tutti legati ad operazioni di questo tipo, perlopiù tese a catturare informazioni sulle carte di credito.

Si tratta, in realtà, solo di un pugno di siti rispetto agli spazi web truffaldini individuati negli ultimi mesi in tutto il Mondo, giunti a sfiorare quota 1.500: tutti finiti sotto sequestro. Proprio il loro numero però tradisce la quantità di spazi web dedicati a questo genere di furto di dati ed indica che sono moltissimi quelli tuttora attivi.
Ad operare come forza trainante contro questi siti sono comprensibilmente proprio le società emettitrici delle carte di credito, che tutto hanno da perdere non solo dalle singole operazioni di phishing ma anche dalla sfiducia che queste possono ingenerare nell'uso della carta di credito su Internet. Secondo Mastercard International nell'ultimo anno il numero di siti implicati nella "spoliazione" di dati di carte di credito è sceso drasticamente.

Singolare il fatto che durante le operazioni di monitoraggio della rete contro questo genere di truffe, la polizia australiana abbia anche individuato 133 siti web, poi posti sotto sequestro, che hanno tentato di racimolare dati e fondi in vario modo, spacciandosi come strumenti per la raccolta di denaro a favore delle vittime asiatiche del tragico tsunami dei mesi scorsi.

La collaborazione tra le polizie a livello internazionale va aumentando. Ancora Mastercard, infatti, ha fatto sapere che ora si riesce a chiudere un sito di phishing mediamente entro uno o al massimo due giorni dalla sua scoperta. Questo rende più dura la vita ai truffatori che devono quindi "accontentarsi" di chi, in quel lasso di tempo, cade nella propria trappola.
TAG: cybercops
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