lunedì 30 maggio 2005

Brevetti/ Confindustria? Sbaglia tutto

Un'articolata replica del Linux User Group di Roma attacca punto per punto le dichiarazioni con cui nei giorni scorsi la federazione industriale ha fatto sapere di volere i brevetti sul software

* ottenere valore dalla propria impresa: il valore della propria impresa è più chiaro ed è maggiore quando il business su cui essa si basa è protetto con brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale;
Si tratta di una vecchia mentalità: applicabile (e ancora valida) per i beni materiali.

Questo fenomeno inoltre, ancora una volta, avvantaggia esclusivamente le grandi aziende e non le PMI in quanto il valore di un portafoglio brevetti non è semplicemente la somma del valore dei singoli brevetti.

Possiamo semplificare questo ragionamento nel seguente modo: se una PMI ha 2 brevetti da 100 mila euro ciascuno avrà certamente un portafoglio brevetti da 200 mila euro. Se una grande multinazionale ha 1000 brevetti ancora da 100 mila euro ciascuno, il valore complessivo di questo portafoglio sarà molto maggiore della semplice moltiplicazione aritmetica 1000 x 100 = 100 milioni di euro, in quanto certamente varrà il 50%,100%, o 1000% in più in quanto l'uso congiunto di brevetti insieme ad altri ne da un valore strategico molto maggiore. Un tale portafoglio potrebbe valere 300 milioni di euro o molto di più! Come può una PMI competere in queste condizioni ?
Ecco dimostrato quindi che, ancora una volta, i brevetti avvantaggiano solo le grandi aziende, a danno delle PMI.

* ottenere partecipazioni nelle imprese (diverse dalla propria) che fanno uso delle proprie tecnologie brevettate (o di altri diritti di proprietà intellettuale).
Una situazione di questo tipo è estremamente pericolosa in Europa: abbiamo già visto che la gran parte dei brevetti sul software sono già registrati e validi in Giappone ed USA e questo da un vantaggio enorme a queste compagnie nel momento in cui "sbarcano" in Europa con i loro brevetti: la conseguenza è che molte PMI europee saranno assorbite, controllate e conseguentemente chiuse, qualora vengano avvertite come concorrenti dalle grandi aziende.

Le aziende europee dovrebbero aspettare molto tempo prima di vedersi riconosciuti i propri brevetti (sempre che non siano già cose brevettate!), quelle extraeuropee invece li avrebbero immediatamente riconosciti, in virtù dei trattati internazionali.

3. Le imprese italiane vedono pertanto con favore una direttiva di armonizzazione in materia di brevettabilità delle invenzioni realizzate per mezzo di elaboratore, che si proponga di eliminare le ambiguità ed incertezze derivanti dall'adozione di diverse prassi interpretative da parte degli uffici brevetti degli Stati Membri e di rendere così certo l'ambito di applicazione della protezione.
Siamo tutti daccordo che vanno eliminate le ambiguità: ma la normativa attuale (Convenzione di Berna del 79) vieta esplicitamente la brevettazione del software in quanto tale.

E va quindi confermata, non cambiata nella direzione di una permissiva interpretazione sulla brevettabilità del software: la direttiva europea invece tenta di fare esattamente questo.

Pur rimanendo il software non brevettabile di per sé, la tutela diretta del software in quanto attua, e in subordine a, invenzioni brevettabili di prodotto o processo, costituisce un elemento importante per lo sviluppo di nuove tecnologie.
Abbiamo già ampiamente spiegato quanto questo non sia vero. Il punto è che non è chiaro cosa sia "una invenzione brevettabile di prodotto o processo". Sappiamo tutti che il software elabora informazioni. Queste elaborazioni possono essere utilizzate per un prodotto o un processo. Se il software in quanto elaboratore di informazioni non è brevettabile, perché dovrebbe esserlo nel momento in cui viene utilizzato per un prodotto o un processo? Chi pone questo limite? Cosa definirebbe esattamente cosa è brevettabile e cosa non lo è?

Secondo il testo dell'attuale direttiva, non viene adeguatamente chiarito questo limite. Non è un testo legislativo chiaro: la discrezionalità in questo ambito verrebbe demandata all'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) che notoriamente è portato a brevettare piuttosto che a non farlo (in quanto questo accresce la sua attività, controllo e presitgio).

Ricordiamo inoltre che l' EPO è una società privata e non appartiene alle istituzioni europee! Questa è una ulteriore distorsione del sistema giuridico perché non garantisce neutralità verso la società. E' ragionevole pensare che l'EPO sia più incline ad accogliere le pressioni di indirizzo generale "suggerite" da poche grandi aziende (anche non europee) piuttosto che da tante piccole aziende (tipicamente europee) in quanto le prime sono notoriamente più efficaci nelle attività di lobbying.

Si pensi, per citare soltanto uno dei possibili esempi, alla sempre più frequente convergenza tra informatica e telecomunicazioni che rende possibile lo sviluppo di nuove architetture di rete e quindi l'offerta di soluzioni tecniche innovative che corrispondono ad esigenze del mercato che non hanno ancora trovato risposta.
Tutto ciò risulta nell'utilizzo da parte delle imprese di nuove soluzioni tecniche attuate per mezzo di pacchetti integrati software e nella offerta di servizi innovativi che fanno uso di nuove architetture di rete, di nuovi elaboratori elettronici, di nuovi terminali, di nuovi dispositivi di interfaccia, di nuove tecniche di protezione ecc.
Per incentivare una adeguata partecipazione allo sviluppo di tali nuovi pacchetti, architetture di rete, nuovi terminali e nuovi dispositivi di interfaccia da parte di PMI (non solo da parte delle grosse aziende) è necessario che sia garantita:


Premesso che molte delle tecnologie più utilizzate nella rete sono in realtà vecchie di decenni, basate tutte su standard aperti (quindi non brevettati e non brevettabili). Non è vero che i brevetti tutelerebbero tali architetture. Le architetture sono basate su standard, interfacce e protocolli aperti oppure concordati in consorzi internazionali o emanati da enti quali ISO, ANSI, IEEE, IEFT e molti altri.

Quasi mai questi vengono da un unico prodotto realizzato da un unico soggetto. Quello che fa il software è implementare questi standard secondo qualità più o meno marcata.

Al contrario la brevettabilità di queste "architetture" o "protocolli" o "interfacce" sarebbe una limitazione alla loro diffusione stessa: nell'informatica le architetture ad esempio di maggiore successo sono quelle che si diffondono di più: se l'idea su cui si basa tale architettura viene brevettata, questa idea non si diffonderà e verrà meno impiegata di quanto lo sarebbe senza brevetto.

Che dire poi della brevettabilità del protocolli ? Essi sono le regole con cui i programmi si scambiano informazioni. Brevettarli significa per tutta la società, ipotecare per sempre le proprie informazioni nelle mani di un'unica azienda: dare cioè a questa il controllo sull'informazione: sarebbe una grave mancanza strategica permettere ciò da parte di una classe dirigente

Questo accade perché il software, a differenza dei beni materiali può essere duplicato a un costo irrisorio (i supporti costano pochi euro e la connettività anche).
TAG: brevetti
69 Commenti alla Notizia Brevetti/ Confindustria? Sbaglia tutto
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  • ho letto un articolo sul Vs sito delle ricette di cucina che in italia non si possono brevettare;sono un cuoco italiano che vive in Spagna qui OEPM ufficio marchi e patente brevetta anche ricette culinarie con estensione ai paesi europei compreso Italia;mi puo dire se e possibile?
    non+autenticato
  • alla frase: "produce un bene immateriale come un programma per elaboratore".
    I signori del Linux User Group di Roma mi devono dire chi paga i locali, le bollette, i computer e gli stipendi dell'azienda che produce tutta questa immaterialità...
    Allora è vero che siete dei cantinari porca miseria, non pagate libri, corrente, corsi di formazione... per voi è tutto tutto frutto del pensiero ma intanto avete qualcuno che vi para il culo evidentemente.

    Io non sono a favore dei brevetti o almeno non in maniera così rigida che a scrivere un ciclo for a momenti devi pagare le royalties a qualcuno, però abbiate rispetto di quelle persone che veramente hanno speso soldi per ottenere qualcosa, scopiazzare le loro righe di codice per mandarli in fallimento mi sembra veramente da cannibali.

    Il software come la musica ed il cinema è un bene fisico, basta andare a vedere dove si fanno queste cose e non fermarsi al CD dentro alla custodia, si può e si deve combattare contro certe politiche di prezzi e di qualità ma esagerare verso l'latro senso è sbagliato.
    non+autenticato
  • > Io non sono a favore dei brevetti o almeno non in
    > maniera così rigida che a scrivere un ciclo for a
    > momenti devi pagare le royalties a qualcuno, però
    > abbiate rispetto di quelle persone che veramente
    > hanno speso soldi per ottenere qualcosa,
    > scopiazzare le loro righe di codice per mandarli
    > in fallimento mi sembra veramente da cannibali.

    guarda che i brevetti non riguardano il codice in sè, ma l'idea che ne sta alla base... tipo il doppio click del mouse...
    non+autenticato
  • > alla frase: "produce un bene immateriale come un
    > programma per elaboratore".
    > I signori del Linux User Group di Roma mi devono
    > dire chi paga i locali, le bollette, i computer e
    > gli stipendi dell'azienda che produce tutta
    > questa immaterialità...

    i clienti. altre domande?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > alla frase: "produce un bene immateriale come un
    > > programma per elaboratore".
    > > I signori del Linux User Group di Roma mi devono
    > > dire chi paga i locali, le bollette, i computer
    > e
    > > gli stipendi dell'azienda che produce tutta
    > > questa immaterialità...
    >
    > i clienti. altre domande?


    Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare per un bene immateriale?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare per
    > un bene immateriale?

    Perché si vede che anche l'immateriale serve.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare
    > per
    > > un bene immateriale?
    >
    > Perché si vede che anche l'immateriale serve.

    quindi facciamo in modo che chi produce l'immateriale viene giustamente pagato così continuerà a produrlo (e le nuove generazioni studieranno per avere la competenza per farlo visto che è una professione renumerata e non un hobby)
    non+autenticato
  • Hai fatto male a fermarti nella lettura, infatti non hai capito praticamente nulla della replica.
    Sostanzialmente il Linux Group afferma che sono INCOMMENSURABILI i costi di produzione di un bene immateriale quale il software con quelli di un bene materiale come l' automobile, non che questi costi non esistono.
    Il costo del software si misura in ore di lavoro (e conseguenti stipendi guarda caso), il costo di un' automobile in costi di impianti di produzione E manodopera.
    Mi vorresti confrontare le spese sostenute per comprare edifici e hardware utilizzato, che ne so, dalla Adobe e il costo degli impianti della Fiat (capannoni e robot industriali)?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Hai fatto male a fermarti nella lettura, infatti
    > non hai capito praticamente nulla della replica.
    > Sostanzialmente il Linux Group afferma che sono
    > INCOMMENSURABILI i costi di produzione di un bene
    > immateriale quale il software con quelli di un
    > bene materiale come l' automobile, non che questi
    > costi non esistono.
    > Il costo del software si misura in ore di lavoro
    > (e conseguenti stipendi guarda caso), il costo di
    > un' automobile in costi di impianti di produzione
    > E manodopera.
    > Mi vorresti confrontare le spese sostenute per
    > comprare edifici e hardware utilizzato, che ne
    > so, dalla Adobe e il costo degli impianti della
    > Fiat (capannoni e robot industriali)?

    vediamo un pò..voglio fare un videogames (lo stesso sarebbe per un prodotto modeling 3d o un appz come photoshop)

    per fare un videogames servono mediamente 4 anni (2 e poco più per il motore 3d che poi verrano risparmiati su i successivi games se lo riutilizzo);
    mediamente a un videogmaes lavorano 170 persone (tra programmatori, tecnici, produttori audio, game design, grafici 2d e 3d etc..)
    queste persone sono professionisti di alto livello (no smanettoni o stagisti) e hanno stipendi medio-alti...
    tra stipendio, tasse e contributi da versare mediamente una persona mi costa diciamo 3000 euro/mese
    3000 x 170 (le persone) = 510000 euro/mese
    510000 * 12 (i mesi di un anno) = 6120000
    6120000 * 4 (gli anni di sviluppo) = 24480000
    24480000 euro è il costo delle sole paghe del personale.
    ora mediamente almeno 80 persone dei 170 lavora internamente all'azienda (programmatori, grafici etc..); quindi significa: 80 pc (mica quelli da ufficio) con processori pompati, monitor grandi (fai grafica o 3d su un 17''), schede video ultima generazione e tanta ram...
    facciamo minimo 1500 euro a pc (e in 4 anni, il tempo di lavoro del progetto, li cambi almeno una volta a qui livelli)
    1500 * 80=120000
    aggiungi i costi del software (photoshop, 3ds, maya, etc..) tutti in multilicenza..facciamo altri 80000
    120000+80000= 200000
    24480000+200000 =24680000

    ora ste 80 persone devono avere una scrivania?
    80 scrivanie devono stare da qualche parte?
    l'affitto della palazzina (80 uffici + uffici di contabilità + uff.maneg. + segretaria, etc..) costerà un bel pò al mese!
    facciamo le pulizie o pensi che tutti i programmatori vivano in cantine fatiscenti?
    l'impresa di pulizie ad ore costerà?
    un minimo di sorveglianza (guardie giurate) la mettiamo o ci facciamo fregare pc e codice?
    e la luce?
    e le tasse?
    aggiungi che games come halo 2 hanno una colonna sonora composta da 4 o 5 (non ricordo bene) gruppi musicali di successo (del calibro dei red hot chili pepper e con ingaggi mostruosi)...

    be mi sà che il sw che doveva costare poco in confronto alle macchine della fiat è venuto a costare una 30ina di milioni di euro!
    SORPRESO? non sapevi che i videogames muovono capitali pari o superiori a quelli mossi dall'industria hollywood-iana?

    solo che la fiat la vendi anche dopo 6 anni..il games se fortunato se dopo 4 anni lo vendi ad un prezzo ridicolo su una rivista....

    poi il games è 'immateriale' come amate dire e tutti giù a copiarlo....

    be mi fermo qui, ma credo di averti dimostrato che del sw di qualità (che produce soldi) richiede investimenti mostruosi....se poi tu parlavi di vlc o dell'ennesimo editor di testi accompagnato a linux be quello è un'altro discorso
    non+autenticato
  • Penso che l'esempio migliore per far capire cosa comporterebbe brevettare il software sia quello di assimilarlo ad un dipinto, o ad una composizione musicale.
    In particolare quest'ultima si basa solo su 7 note, ma la loro combinazione attraverso gli strumenti piu' svariati da origine a miliardi di possibilita' e di generi.
    Cosi' il software si basa su pochissime istruzioni (senza voler scendere a livello assembly, che ne ridurrebbe ulteriormente il numero), ma la combinazione di esse da' origine al patrimonio di software di cui oggi disponiamo.

    Il brevetto di una sequenza di note (e di tempi) avrebbe impedito agli artisti di immaginare con serenita' le loro opere, cosi' il brevetto su poche righe di software impedirebbe ai programmatori di trovare nuove soluzioni e nuove tecniche di programmazione.

    Cosi' le pennallate su un dipinto hanno dato origine a nuove tecniche ed a nuove correnti artistiche, ma queste non avrebbero avuto la possibilita' di esistere se chi le ha pensate la prima volta avesse provveduto a brevettarle.

    Ho firmato tutti gli appelli, cerco di sensibilizzare tutti al problema, so bene che se dovesse passare la legge sarei costretto a chiudere la mi attivita' di programmatore e cambiare mestiere anche perche' non sono mai voluto andare in un'azienda rinunciando alla mia liberta' e credo che mai ci andro'.
    La confindustria, ecco un altro male tutto Italiano!

    Swamiji65
  • Solo con la protezione delle idee potremo battere la Cina.
    Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di idee. Grazie alla creatività possiamo competere con il resto del mondo. Gli altri hanno la manodopera a basso costo, noi abbiamo i GENI: Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Valentino Rossi.
    Ma come facciamo a emergere se le nostre idee geniali nel campo del software ci vengono copiate in continuazione?
    Ecco allora che subentrano i brevetti software, il nostro software "made in italy" (un trademark riconosciuto in tutto il mondo, software "made in italy"= qualità) così è protetto e libero di essere venduto.
    Finalmente le nostre software houses di programmi CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e videogiochi potranno continuare a prosperare come hanno fatto in passato e magari un giorno raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti odierna ha raggiunto nell'hardware.
    non+autenticato
  • > Ecco allora che subentrano i brevetti software,
    > il nostro software "made in italy" (un trademark
    > riconosciuto in tutto il mondo, software "made in
    > italy"= qualità) così è protetto e libero di
    > essere venduto.
    > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    non credo che quella gentaglia sia in grado si apprezzare la sottile ironia...
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di
    > idee.

    Ua cosa la hai detta giusta, siamo DIVERTENTI.
    :)
    Infatti quando gli atranieri parlano degli Italiani si sbellicano dalle risate ...
    :D ... anzi In lacrime



    ==================================
    Modificato dall'autore il 30/05/2005 15.43.44

  • > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    Fiu! mi hai quasi fatto prendere un colpo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Solo con la protezione delle idee potremo battere
    > la Cina.
    > Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di
    > idee. Grazie alla creatività possiamo competere
    > con il resto del mondo. Gli altri hanno la
    > manodopera a basso costo, noi abbiamo i GENI:
    > Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Valentino
    > Rossi.

    Tiziano chi? Tiziano Ferro?

    > Ma come facciamo a emergere se le nostre idee
    > geniali nel campo del software ci vengono copiate
    > in continuazione?
    > Ecco allora che subentrano i brevetti software,
    > il nostro software "made in italy" (un trademark
    > riconosciuto in tutto il mondo, software "made in
    > italy"= qualità) così è protetto e libero di
    > essere venduto.
    > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    Grazie   genio e al talento dell' illustrissimo Dott. Ing. C. Debenedetti (che hai gravemente dimenticato di citare tra i Geni Italici) e grazie ai vari mecenati che a turno (ma anche insieme) lo hanno favorito e foraggiato.

    Questi sarebbero i Geni da esportare all' estero, per esempio in Cina: se solo facessero la quello che hanno fatto qua'... la Cina ci farebbe un baffo, anzi un buffer.


    ==================================
    Modificato dall'autore il 30/05/2005 20.18.13
  • mancano 3 pagine che non sono tradotte in italiano; io mi sono già offerto volontario ma mi hanno detto solo "grazie, faremo il possibile" ...

    io credo sia necessario muoversi, altro che!!!!

    se qualcuno ha questo compito e mi sta leggendo ... per favore , ti invito a fare il più presto possibile!!!!
    non+autenticato
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