Per Intel nessun problema di trust in Europa

Ormai è ufficiale: la Commissione non intende perseguire l'azienda, perché i reclami dei suoi competitor sono considerati privi di fondamento

Bruxelles - Come largamente anticipato nelle scorse ore, la Commissione Europea ha deciso di archiviare le inchieste antitrust avviate su Intel, il più importante costruttore di microprocessori.

Nel corso dell'ultimo anno la Commissione ha valutato le pratiche di mercato di Intel, accusata dai suoi rivali di aver adottato strategie anti-concorrenziali mirate all'ottenimento di maggiori quote di mercato, sfruttando la propria posizione di leadership nel settore.

Una delle due denunce formalizzate dai competitor di Intel era già stata ritirata in tempi recenti e ora la seconda, stando a quanto riferito dalla portavoce della Commissione Amelia Torres, verrà archiviata. La Commissione, infatti, "è giunta alle conclusioni preliminari che le accuse contro Intel sono senza fondamento; è nostra intenzione chiudere il caso al più presto".
In questo senso si era espresso anche un portavoce del commissario alla concorrenza Mario Monti che a New York aveva spiegato di ritenere infondati i reclami dei competitor e di voler lasciar cadere l'inchiesta.

Euforia naturalmente nel quartier generale di Santa Clara della Intel, da dove il portavoce Chuck Mulloy ha affermato che l'azienda si sente gratificata dal fatto che "i membri della Commissione Europea hanno determinato che le nostre strategie sono legali e che le denunce dei nostri competitor non hanno basi".
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