I server IBM si curano da soli

Big Blue svela un nuovo software intelligente in grado di prevenire, sui server, eventuali guasti software e prendere i provvedimenti del caso. Mai più riavvii a casaccio?

Armonk (USA) - Ormai da tempo i server, specie quelli di fascia alta, sono accompagnati da tool cosiddetti di "self-healing" per la diagnostica dei guasti ed il ripristino automatico dei servizi fondamentali. IBM ieri ha annunciato di avere sviluppato, prima nel settore, un software in grado non soltanto di reagire ai guasti, ma di prevenirli.

Il sistema, chiamato "Software Rejuvenation", farà presto parte del pacchetto di tool IBM Director: questa nuova tecnologia è in grado, attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, di prevenire e porre rimedio agli errori critici generati dal software.

IBM spiega infatti che gli errori che occorrono al software, e che in genere portano al collasso o ad un notevole rallentamento di tutto il sistema, oggi vengono spesso affrontati in maniera molto rudimentale, con riavvii del sistema "alla cieca" ogni tot di giorni o settimane. Sempre secondo Big Blue la causa di queste "crisi" del software, che talvolta portano ad un eccessivo rallentamento delle attività del server, sarebbero causate da un accumularsi nel tempo di piccoli errori di programmazione nei processi in esecuzione, un fenomeno conosciuto con il nome di "aging", "invecchiamento".
L'azienda di Armonk sostiene che Director è ora in grado di identificare e prevedere i problemi software attivando un sistema che automaticamente pianifica il riavvio di singoli processi o di tutto il sistema. Secondo l'azienda questo dovrebbe drasticamente abbassare il tempo di downtime e diminuire i costi dell'assistenza tecnica.

La tecnologia Software Rejuvenation sarà presto disponibile all'interno della famiglia di sistemi eServer ed è compatibile con i sistemi operativi Windows, NetWare, SCO Unixware, Red Hat Linux e OS/2.
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