CD a prova di copia? Mera illusione

A dirlo è un gruppo di esperti convinto che la salvezza delle majors non stia nell'inseguire la chimera dei CD blindati, ma nel trarre insegnamento dal file-sharing. Ecco come e perché i produttori devono abbandonare il loro bunker

CD a prova di copia? Mera illusioneLos Angeles (USA) - "CD a prova di copia? Solo una fantasticheria". E' questo il verdetto di una commissione di esperti che negli scorsi giorni ha partecipato alla conferenza Digital Media Summit, un evento a cui erano presenti, fra gli altri, i dirigenti di tutte le principali case discografiche, il CEO di Streamcast (sviluppatrice del noto software di file-sharing Morpheus), il presidente di RealNetworks ed il responsabile della divisione Digital Media di Microsoft.

La commissione, costituita da tre analisti del settore, ha mostrato una posizione fortemente critica nei confronti delle attuali politiche di mercato dei colossi discografici, politiche che Dennis Miller, socio di Constellation Ventures, ha definito "miopi" e "autolesioniste".

I tre esperti hanno affermato senza mezzi termini che "rendere un CD non copiabile è impossibile" e che le case discografiche dovrebbero rivolgere maggiormente la loro attenzione al mercato on-line, un business definito da Phil Leigh, analista dei media digitali presso Raymond James and Associates, "senz'altro vantaggioso".
"Prima di tutto - ha spiegato Leigh - la tecnologia è inesorabile. E' improbabile che tutta le gente che sta facendo la fila per la larga banda possa cambiare mentalità. La larghezza di banda disponibile è in aumento ed i dispositivi stanno migliorando. Queste forze sono inevitabili e irresistibili".

E' per questo, secondo Leigh, che le case discografiche dovrebbero abbandonare le loro politiche ormai stagne e obsolete e muoversi con decisione verso la distribuzione della musica on-line. Un mercato che, secondo l'analista, richiede però servizi ben più attraenti e corposi di Pressplay e MusicNet, ritenuti da Graham "poveri di contenuti".

"Il genio è uscito dalla bottiglia, come risulta evidente dal successo di Morpheus", ha detto Miller. "Gli hacker vinceranno. Sarebbe davvero difficile tornare indietro".

L'unica soluzione, secondo i tre esperti, è dunque quella di trarre insegnamento dal fenomeno del file-sharing e buttarsi anima e corpo sul Net. Ecco come.
76 Commenti alla Notizia CD a prova di copia? Mera illusione
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  • tanto qualsiasi protezione mettiate NOI li copieremo sempre sempre sempre sempre sempre.... le soluzioni da prendere sono tutt'altre... e non c 'è bisogno di elencarle..... sono uno studente e non posso quasi permettermi i cd vergini... pensate che pagherei mai winzzozz a quelle cifre??? solo il prezzo della connessione per scaricarmi le sue megapatchone mi devasta il portafogli...
    non+autenticato
  • Vedi oggetto... e và a lavorare...

    - Scritto da: djflash
    > tanto qualsiasi protezione mettiate NOI li
    > copieremo sempre sempre sempre sempre
    > sempre.... le soluzioni da prendere sono
    > tutt'altre... e non c 'è bisogno di
    > elencarle..... sono uno studente e non posso
    > quasi permettermi i cd vergini... pensate
    > che pagherei mai winzzozz a quelle cifre???
    > solo il prezzo della connessione per
    > scaricarmi le sue megapatchone mi devasta il
    > portafogli...
    non+autenticato
  • ... è questa che ho letto ma nessuno ha tenuto in conto:
    Ma perchè tutte le volte che leggo 'ste notizie nessuno accenna mai al fatto che tutte queste dichiarazioni sono fatte da venture capitalist che hanno investito su Internet e ora temono si sgonfi il giocattolo?
    Perchè questa rivista dà stanto spazio ai nostri affamatori del domani, quelli che già ci tengono alte le tariffe per la connessione e ci rifilano programmi e macchine ingestibili?
    Insomma perchè li facciamo passare per beneffattori quando stanno solo cercando di scostare la mano dei discografici dalla nostra tasca per infilarci la loro?
    MEDITATE GENTE MEDITATE...
    non+autenticato
  • sono completamente d'accordo.
    economicamente per un'etichetta è perfettamente sostenibile come prezzo.. e lo stesso vale pure x i cd autoprodotti, che ho sempre comprato con prezzi intorno alle 15.000 lire max.
    per un prezzo maggiore i "nuovi artisti" si possono anche appendere, non comprero' mai nulla.
    esistono i concerti, che non si fanno gratis.
    il fatto poi che una sala di registrazione costi parecchio non è affare del consumatore, ma dell'etichetta che provvederà con una sala propria.
    se l'artista non e' nessuno il problema non si pone, visto che a 20 euro non venderebbe comunque.
    un consiglio? si iscriva a vitaminic, come i persiana jones o le pornoriviste.
    non+autenticato
  • Spero che ti rubino la macchina, non perché c'entrio qualcosa... ma almeno ti sentirai come mi sento io adesso forse ti apriresti un po' agli altri (scommetto che sei di FI, e non intendo la città di Dante...
    )

    - Scritto da: kurgan
    > sono completamente d'accordo.
    > economicamente per un'etichetta è
    > perfettamente sostenibile come prezzo.. e lo
    > stesso vale pure x i cd autoprodotti, che ho
    > sempre comprato con prezzi intorno alle
    > 15.000 lire max.
    > per un prezzo maggiore i "nuovi artisti" si
    > possono anche appendere, non comprero' mai
    > nulla.
    > esistono i concerti, che non si fanno gratis.
    > il fatto poi che una sala di registrazione
    > costi parecchio non è affare del
    > consumatore, ma dell'etichetta che
    > provvederà con una sala propria.
    > se l'artista non e' nessuno il problema non
    > si pone, visto che a 20 euro non venderebbe
    > comunque.
    > un consiglio? si iscriva a vitaminic, come i
    > persiana jones o le pornoriviste.
    non+autenticato
  • domanda: come faccio a calcolare il prezzo del prodotto che sto mettendo sul mercato?

    1) guardo quanto mi costa e raddoppio
    2) lo vendo sotto costo
    3) lo vendo al prezzo che mi consentirà il maggior guadagno in virtù del lavoro fatto.

    la risposta giusta è la 3

    ora una spiegazione per le menti semplici:

    sono una casa discografica e produco un disco

    se ne realizzo 100.000 copie il costo di ciascuna copia compreso le spese fisse di mastering, pagare quel pezzente che canta, la pubblicita quelli sono dei vampiri e e ci vado largo 3 euro a copia.

    se ne vendo 100.000 a 20 euro guadagno 1.700.000 di euro

    se realizzo 200.000 copie del disco il costo di produzione mi si abbassa a 2 euro. vendendoli a 10,5 euro cadauno ci guadagno gli stessi 1.700.000 euro però ho dovuto lavorare il doppio, quindi chi cazzo me lo fa fare di lavorare il doppio per guadagnare uguale?

    soluzione: il prezzo di un prodotto non c'entra una sega col prezzo di produzione, ma si assesta al massimo guadagno realizzabile secondo la regola commerciale che : DI UN PRODOTTO PUOI SCEGLIERE O IL PREZZO DI VENDITA O LA QUANTITà DI MERCE VENDUTA ENTRAMBI CONTEMPORANEAMENTE NON è POSSIBILE
    non+autenticato


  • - Scritto da: Laaaaaaaaaaaaaaa
    > quindi chi cazzo me lo
    > fa fare di lavorare il doppio per guadagnare
    > uguale?

    la concorrenza, in teoria.. però siamo in Italia, il paese del libero oligopolio.
    non+autenticato
  • ascoltate un cd prottetto e uno non prottetto su un impianto ad alta fedelta...
    la differenza e tipo mp3 a 192 (protetto) contro mp3 a 320 (non prottetto)
    non+autenticato
  • Sinceramente non mi pare, quello di Michael jackson suona bene... e pure quello di Rosana... l'unico problema è farne una copia... ci si riesce ma è un bel casino...
    Comunque per le copie successive utilizzo il primo master sprotetto e il gioco è fatto...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Sprotector
    ci si riesce ma è un bel casino...
    > Comunque per le copie successive utilizzo il
    > primo master sprotetto e il gioco è fatto...


    naaaaaaaaaaa cosa leggo.. loro hanno speso milioni per proteggere il cd e tu lo hai copiato? e per giunta il tuo copiato è pure meglio dell'originale? speriamo non lo sappiano altrimenti vedo crisi depressiva all'orizzonte..
    non+autenticato
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