Tre X per il porno online

Alla fine di un lungo dibattito, ICANN apre le trattative per la creazione del dominio di primo livello dedicato ai siti web pornografici

New York (USA) - Una "tripla x" per i siti spinti, erotici ed esplicitamente pornografici: sta per arrivare il dominio.xxx, dedicato a tutti i servizi online pensati unicamente per il pubblico adulto. ICANN, l'organizzazione che supervisiona il sistema dei domini Internet, ha definitivamente avvallato la proposta di ICM Registry per la creazione del nuovo suffisso. La decisione giunge dopo molti anni di bocciature e trattative: risale infatti al 2000 la prima richiesta ufficiale per raccogliere sotto un unico ed inconfondibile marchio lo sterminato universo del sesso in Rete.

ICM Registry ed ICANN hanno già avviato le trattative per la realizzazione tecnica dell'infrastruttura necessaria al nuovo dominio. "Siamo lieti di aver ottenuto l'approvazione di ICANN", dichiara in una nota ufficiale il CEO dell'azienda britannica destinata ad avere il monopolio sul nuovo suffisso. Stuart Lawley non ha nascosto entusiasmo e gioia per le ottime prospettive commerciali offerte dalle tre x: "Utilizzando il dominio.xxx", si legge nella dichiarazione del chairman, "l'intera industria online dell'intrattenimento per adulti potrà essere presente su Internet in maniera consapevole e responsabile, nel pieno rispetto delle regole".

L'obiettivo di ICM Registry, grazie all'aiuto della International Foundation For Online Responsibility, è di utilizzare il nuovo dominio per creare un quartiere a luci rosse telematico gestito dai rappresentanti dell'industria pornografica. Secondo i IFFOR, il suffisso.xxx sarà un ottimo strumento per tenere alla larga i minorenni da contenuti proibiti. Tuttavia appare improbabile che gli amministratori dei moltissimi siti porno esistenti, spesso registrati con dominio.com, siano disposti a migrare verso i nuovi indirizzi.
L'industria del sesso in Rete è giunta ad una svolta? E' ancora troppo presto per dirlo: il lucroso mondo dell'eros da mouse e tastiera è già spaccato. Alcuni sembrano convinti che si tratti di un effettivo balzo in avanti per la tutela dei più piccoli. Altri temono la ghettizzazione del settore: molti esponenti di questa importante fetta della Rete, in grado di generare un traffico dati pari al 10% del totale, pensano che il marchio delle tre x faciliti ogni tipo di filtraggio dei contenuti. Un rischio non indifferente, dato che la fortuna di molte aziende del settore è legata all'abuso sistematico delle tecniche di webmarketing, oltre che al bombardamento dei motori di ricerca.

Tommaso Lombardi
TAG: domini
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