RFID sì, ma solo se open source

Lo spera RadioActive Foundation che sta raccogliendo sviluppatori, partner ed idee: il sogno è quello di network e tecnologie a radiofrequenza aperti e a basso costo

Toronto (Canada) - Mentre il mondo economico ed istituzionale progetta l'introduzione dei chip RFID per creare una società sempre più svincolata da fili e codici a barre, in Canada è nato un consorzio per la creazione di una architettura RFID aperta. L'organizzazione si chiama RadioActive Software Foundation ed ha un obiettivo molto ambizioso: "Vogliamo creare per le applicazioni RFID quello che Apache ha fatto per le applicazioni http". In parole povere, il gruppo guidato dal fondatore Somen Mondal intende realizzare software aperto per la gestione avanzata di reti a radiofrequenza.

I tre progetti principali avviati dall'organizzazione si chiamano Neutrino, Fusion e Graviton. Il primo è una piattaforma per lo scambio dati tra host compatibili con le specifiche di EPCNetwork, standard per le comunicazioni nei sistemi RFID. Fusion è un middleware per la gestione dei lettori a radiofrequenza, mentre Graviton è il progetto per la creazione di hardware RF.

Attraverso questi tre elementi sarà possibile creare una Internet delle cose, costituita da oggetti fisici "marchiati" dai chip RFID. Per realizzare questo sogno, sostiene Mondal, è necessario che "esista un gruppo di applicativi liberi e gratuiti in grado di competere e sorpassare qualsiasi alternativa commerciale, così che la tecnologia RFID possa essere impiegata anche con costi bassissimi".
La RadioActive Foundation, nata agli inizi di giugno, conta già sul supporto di oltre 30 membri ma cerca nuovi soci: "Se sei un programmatore che vuole farsi conoscere nel mondo che gira attorno ai sistemi RFID, la nostra organizzazione sarà il tuo trampolino di lancio". Infatti il gruppo è già pronto per fornire supporto finanziario e legale agli sviluppatori open source di tutto il mondo.

Tommaso Lombardi
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