Rapporto OECD, parlano IFPI e FIMI

Punto Informatico intervista Enzo Mazza, presidente FIMI, sui risultati dello studio OECD, peer-to-peer, Legge Urbani e Cucciolandia. Da IFPI un giudizio non del tutto negativo sul Rapporto

Roma - IFPI, la federazione internazionale dei discografici, lo ha detto subito: il Rapporto OECD sul business musicale dentro e fuori dalla rete e sulla pirateria convince solo a metà gli esperti dell'industria di settore.

Secondo Adrian Strain, portavoce IFPI, la parte migliore dello studio voluto dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo è il riconoscere la pesantezza della questione pirateria e l'importanza dei servizi musicali legittimi online. Allo stesso tempo, però, Strain ha spiegato di non ritenere giustificati alcuni giudizi dati sul peer-to-peer. "Il Rapporto - ha spiegato - non riconosce la dimensione dell'utilizzo dei servizi P2P usati in violazione del diritto d'autore. E non documenta l'estensione del danno che questo crea ai servizi legali". Non solo, attacca IFPI, il Rapporto "semplifica esageratamente tutte le questioni relative alle tecnologie DRM (digital rights management) nell'ambito dello sviluppo del settore musicale online".

Per chiarire al meglio la posizione dei discografici rispetto al Rapporto, Punto Informatico ha intervistato Enzo Mazza, presidente della Federazione della musica italiana FIMI.
Punto Informatico: La violazione del diritto d'autore con il P2P, secondo OECD, non rappresenta un danno sostanziale per l'industria. Questo non dovrebbe indurre a ripensare l'approccio al P2P da parte dei discografici?
Enzo Mazza: Intanto il rapporto dell'OECD è molto più ampio e offre ben altre letture che soltanto quella relativa al file sharing. Abbiamo contestato l'analisi superficiale che è stata svolta dall'OECD su questo specifico punto; in ogni caso una lettura più attenta del documento dell'OECD riconosce che vi è un considerevole volume di opere musicali protette che è diffuso tra gli utenti del p2p e che tale fenomeno sta generando una forte concorrenza abusiva ai sistemi di diffusione legale di musica online.

Il fatto poi che la crisi del mercato non sia dovuta solo al p2p è cosa che la stessa industria ha sempre scritto in tutti i propri report e dichiarato apertamente. La concorrenza di altri settori dell'intrattenimento, la pirateria fisica (soprattutto in Italia) e la recessione economica sono fattori rilevanti.

L'approccio al p2p rimane comunque immutato, è un tecnologia interessante, tanto che diversi modelli, quali per esempio quello di Shawn Fanning, stanno incontrando il favore delle aziende major e indipendenti. Resta il punto chiave di come contrastare la diffusione di materiale illecito e come far decollare un modello di p2p che consenta di remunerare i soggetti in gioco.

PI: Il Rapporto OECD boccia tra le altre cose un'ipotesi avanzata da più parti, anche dalla Electronic Frontier Foundation, ovvero quella di una flat per l'uso del peer-to-peer da integrare agli abbonamenti di connettività Internet per compensare autori e produttori...
EM: E' infatti un sistema anacronistico, tenendo conto che oggi la tecnologia consente micropagamenti e micro royalty ai titolari dei diritti. Con il sistema del flat si sarebbe solo favorito l'artista più famoso o la casa discografica più grossa.

PI: Il peer-to-peer non sembra essere stato fermato e, ciò nonostante, i distributori legali di musica guadagnano nuovi clienti e si affermano grazie alla facilità dei download, l'affidabilità dei file, l'accoppiata dei servizi con i player multimediali: anche questo non dovrebbe indurre ad un ripensamento dei danni causati dal P2P?
EM: Lo dice lo stesso report dell'OECD: il p2p illegale rappresenta ancora un freno consistente allo sviluppo e al decollo delle piattaforme legittime.
Certamente l'industria paga i ritardi con la quale ha abbracciato le nuove tecnologie, per troppo tempo non vi è stata un'alternativa legale al file sharing. Napster aveva 60 milioni di utenti e quando ha chiuso questi non hanno avuto un'alternativa legale alla quale rivolgersi. Imprese innovative come mp3.com e vitaminic, che erano dalla parte dei titolari dei contenuti, sono state accolte con scetticismo quando non deliberatamente irrise. Ci sono voluti diversi anni per dare l'ok ad un sistema come iTunes che non ha proposto nulla di più di un modello tradizionale: entro, scelgo, preascolto, compro, pago, esco.
Per fortuna oggi la musica online e la diffusione sul mobile sembrano decollare, anche se tutti i dati mostrano che questo mercato per lungo tempo sarà sostitutivo dei cd e non aggiuntivo, per di più con margini così stretti da rendere difficile per l'industria garantire gli investimenti sulla ricerca.
TAG: p2p
97 Commenti alla Notizia Rapporto OECD, parlano IFPI e FIMI
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  • Dico io chi l'ha detto che la musica si deve pagare....
    semmai se devono pagare i supporti sulla quale si riproduce...la musica e di tutti... nasce dal di dentro....
    e se un musicista...fa fusica lo fa per se stesso...per condividere le sue emozioni....

    Peccato che poi entrano in gioco i ladri, e gli sviluppatori di tecnologia...produttori di CD, DVD, tutto per vendere non per condividere.....che campassero solamente con i supporti che vendono per il backup dei dati....

    Ergo...secondo me io sono disposto a pagare... e già pago....in supporti etc... e pago pure la linea ADSL che mi costa na cifra....con canone e tutto.... quindi quello che scarico...e già tutto bello e pagato... belli miei... e chi se ne frega...se vengono a casa...

    Ricordiamoci che questo e il paese dove chi Uccide il Padre e La Madre non va in galera, ma viene sottoposto a visita psichiatrica e va in comunità.....

    quindi al massimo io che sono patito e proprio non c'e la faccio senza scaricare da reti p2p...a scaricare musica e film... secondo me sono malato malato cronico..    ormai e una dipendenza siamo tutti malati cronici...
    L'unica arma di difesa per il popolo del p2p e buttarla sulla cronicità delle nostre azioni dmostrando che siamo malati di testa...che siamo a livello dei tossicodipendenti... dei consumatori de droga...
    semo pazzi.. alcolizzati....

    Quindi se ci arrestano se ci accusano, fate tutti così
    buttatevi per pazzi, per malati, per dipendenti dal p2p..
    e chiedete una visità psichiatrica....

    siamo tutti un pò come chi gioca davanti ai video poker...insomma... dei malati di testa..

    Ecco noi del p2p che scarichiamo e condividiamo musica e film, siamo così pazzi.. pazzi da legare...

    non+autenticato
  • Tutt'ora non riesco a capire perchè si continui a parlare di diritti d'autore quando tutti noi italiani, anche chi non usa internet, paghiamo questi diritti su ogni CD vergine acquistato (tassa imposta dalla SIAE, con un aumento degli introiti fino all'8000%)
    Dopo questa premessa, ritengo quindi che non ci dovrebbe essere NESSUNA differenza su chi masterizza e chi compra in negozio, a meno che non tolgano la tassa sui CD/DVD vergini....

    Per informazioni su tassa SIAE
    http://www.edisport.it/edisport/afdigitale/petizio...

  • ma giraiamo sempre dietro alle solite cose, ormai da non si sa quanto tempo.
    Ma se facessi mo le cose come vanno fatte DA ENTRAMBI I LATI, no eh? non conviene ... meglio punire e sperare che la pacchia duri ancora un pò.
    i più stupidi degli antichi, quelli così stupidi da riuscire a cambiare il mondo (i grandi, insomma!) dicevano che la verità sta nel mezzo.
    Ma capisco che per avere questo qualcuno dovrebbe rinunciare a qualcosa, e allora, vabbè... e cosi da una parte ci sarà solo una politica (in senso lato, non riferito solo ai politici) tesa a favorire se stessi, e dall'altra inevitabilmente, invece, PURE.
    chi può cambiare qualcosa (dato che è al potere) continua per la sua strada, e dall'altra parte, oggi è il p2p, ieri era il ciupa ciupa, e domani sarà il cik tu cik

    C'è poco da fare, si ottiene ciò che si dà. In fondo, è un rapporto di coppia.

    Firmato: la coscienza dell'umanità
    non+autenticato
  • ... al supermercato. L'ho notato solo ieri: all'Auchan non c'è più la musica di sottofondo!
    Ho chiesto ad un'amica che lavora lì, e mi ha confermato che hanno deciso di togliere la musica per non pagare la SIAE, che stava diventando una spesa insostenibile ...
    Mi sa che tra poco arriva un contributo SIAE sui sofficini, per sopperire a questo nuovo mancato introito dei discografici ...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... al supermercato. L'ho notato solo ieri:
    > all'Auchan non c'è più la musica di sottofondo!
    > Ho chiesto ad un'amica che lavora lì, e mi ha
    > confermato che hanno deciso di togliere la musica
    > per non pagare la SIAE, che stava diventando una
    > spesa insostenibile ...
    > Mi sa che tra poco arriva un contributo SIAE sui
    > sofficini, per sopperire a questo nuovo mancato
    > introito dei discografici ...
    >

    pazzescoDeluso
    non+autenticato
  • Meglio! A me da solo fastidio la musica al supermercato.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Meglio! A me da solo fastidio la musica al
    > supermercato.

    va bene, ma la dice lunga su quanto siano esosi quelli della siae. Siamo al ridicolo ormai...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Meglio! A me da solo fastidio la musica al
    > supermercato.

    A me invece piace, ma mi fa piacere sapere che la SIAE riceverà qualcosa in menoIndiavolato
  • citazione dall'intervista:

    "...e parlo peraltro di un settore che, a differenza di altri, non ha mai goduto di finanziamenti e sostegni pubblici ma è andato avanti solo con le sue forze"


    Ciò è falso.

    Non solo qualche mese fa sono stati stanziati dei finanziamenti per il settore del cinema/musica miliardari da parte del governo e pagati da noi, ma è stato fatto molto di più per loro.
    Da mesi e mesi quando si acquista un
    Cd/DVD vergine, un Hard Disk, un masterizzatore, si paga una sovratassa inclusa nel prezzo a titolo di risarcimento per la violazione del diritto d'autore.
    Perchè acquistando uno dei prodotti citati si presume che vengano violate le norme riguardanti il diritto d'autore.

    Enzino prendi per il culo qualcun'altro, avete mangiato anche troppo, è ora di cambiare lavoro.
    non+autenticato
  • E il pacco di miliardi che si son presi con la legge urbani? E il governo che legifera secondo i loro desideri?
    non+autenticato
  • guarda che i soldi del cinema mica li piglia l'industria musicale, credo che stesse parlando della musica
    non+autenticato
  • certo...perche' la warner o la sony nn producono film vero??
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > citazione dall'intervista:
    >
    > "...e parlo peraltro di un settore che, a
    > differenza di altri, non ha mai goduto di
    > finanziamenti e sostegni pubblici ma è andato
    > avanti solo con le sue forze"
    >
    >
    > Ciò è falso.
    >
    > Non solo qualche mese fa sono stati stanziati dei
    > finanziamenti per il settore del cinema/musica
    > miliardari da parte del governo e pagati da noi,
    > ma è stato fatto molto di più per loro.
    > Da mesi e mesi quando si acquista un
    > Cd/DVD vergine, un Hard Disk, un masterizzatore,
    > si paga una sovratassa inclusa nel prezzo a
    > titolo di risarcimento per la violazione del
    > diritto d'autore.
    > Perchè acquistando uno dei prodotti citati si
    > presume che vengano violate le norme riguardanti
    > il diritto d'autore.
    >
    > Enzino prendi per il culo qualcun'altro, avete
    > mangiato anche troppo, è ora di cambiare lavoro.


    se questo ti può consolare, pensa che giusto qui su PI stiamo a sbatterci per ciò che dice questo signore. La massa se ne frega, e questo Mazza non sa neppure chi sia. Per il semplice fatto che questi blaterano di principi e diritti e non vedono l'onda dello tzunami che li sta per travolgere...
    non+autenticato
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