ZDNet Italia a PI: dateci 500 euro

In due successive lettere alla redazione, l'amministratore delegato della divisione italiana di ZDNet chiede soldi sostenendo che PI ha pubblicato foto rubate dal suo sito. Ma sono accuse totalmente infondate

Roma - Con notevole sorpresa della redazione di questo giornale, qualche giorno fa è arrivata un'email a firma Marco Ottolini, amministratore delegato di ZDNet Italia, dal subject inequivocabile: "Furto da ZDNet".

Secondo Ottolini, Punto Informatico per corredare di fotografie un articolo pubblicato lo scorso 25 gennaio avrebbe utilizzato immagini appartenenti a ZDNet copiandole brutalmente, senza autorizzazione, dal sito zdnet.it. Un'accusa corredata dalla richiesta di 500 euro per l'uso delle immagini nonché da quella di inserire la dicitura "zdnet italia" vicino alle stesse.

Non appena ricevuta l'email di Ottolini, PI ha immediatamente rimosso quelle foto, in attesa di chiarire l'accaduto. E ha risposto alla pungente penna del dirigente di ZDNet spiegando di aver tratto quelle immagini dalle gallerie di Tute Arancioni, gli organizzatori dello sciopero Virgilio/Matrix di cui si occupava il pezzo di Punto Informatico e che hanno distribuito quelle e altre immagini.
Ma Ottolini non c'è stato e a breve giro di posta ha insistito affermando che le "bugie hanno le gambe corte" sostenendo che "all'epoca dei fatti erano disponibili solo sul nostro sito, poi qualcuno (Punto Informatico ed altri) le ha rubate". Accuse gravissime, dunque, ma totalmente fasulle.

Quello che Ottolini non sa, infatti, è che gli organizzatori dello sciopero, il giorno prima della pubblicazione dell'articolo su Punto Informatico, hanno distribuito alla stampa quelle fotografie, insieme ad altre, senza alcuna indicazione di copyright, anzi. L'email inviata alla stampa iniziava con:
"Caro Giornalista, per la serie "una foto vale + di 1000 parole" ti inoltro un po' di materiale relativo alla ns protesta". Non è un caso che quelle stesse foto siano state riprese, nelle stesse ore, anche da Indymedia, che le ha pubblicate sotto licenza FDL (Free Documentation License).

Se è evidente la perfetta buona fede dei siti di informazione che le hanno pubblicate, rimane invece da capire a chi appartengano quelle fotografie. Quel che è certo, è che in tutto e per tutto sembrano appartenere agli scioperanti che le hanno distribuite anche se, volendo prestar fede alle parole di Ottolini, alla fin fine è possibile che siano di proprietà di ZDNet Italia e che quest'ultima possa davvero lucrare sulle immagini di uno sciopero del personale del gruppo Matrix, a cui appartiene per coincidenza anche ZDNet.

Si tratta, dunque, di un confuso affare di famiglia, nel quale Punto Informatico non solo non ha alcuna voglia di metter becco ma che di certo non vorrebbe mai alimentare infilandoci dentro anche 500 euro.
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