Capire l'hi-tech con 3 milioni di euro

Questo l'investimento del Governo per informare e formare le imprese italiane sui vantaggi dell'innovazione tecnologica. Con la partnership di Confindustria

Roma - "Alle imprese italiane manca ancora la cultura dell'innovazione tecnologica. Proprio per sviluppare una specifica preparazione ed attenzione del mondo imprenditoriale, in particolare quello delle piccole e medie imprese, stiamo finanziando con la Confindustria e con le altre associazioni di imprenditori un programma di formazione culturale sull'innovazione tecnologica, a partire da quella di processo".

Così il ministro all'Innovazione Lucio Stanca ha spiegato perché il CMSI, il Comitato dei ministri per la Società dell'informazione, abbia deciso di investire 3 milioni di euro in una iniziativa che si snoderà in tutta Italia.

"Personalmente - ha dichiarato Stanca - diffido dalle aziende che investono negli strumenti digitali solo perché ci sono incentivi pubblici. La Pubblica amministrazione italiana sul fronte dell'innovazione sta dimostrando una maggior dinamicità delle imprese. Nell'apparato pubblico, centrale e locale, infatti, si è messo in moto un grande processo di ammodernamento, non ancora completamente visibile, che si sta proiettando nel Sistema Paese. Invece il settore imprenditoriale, soprattutto le piccole-medie imprese, è in ritardo su questo fronte in quanto ha una evidente difficoltà, anche culturale, a cogliere i vantaggi, pure in termini di competitività, che derivano dall'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
Da soli, ha spiegato Stanca, sia il fondo di garanzia da 160 milioni di euro per l'innovazione tecnologica sia il "fondo rotativo" per l'hi-tech non bastano a superare un "gap digitale" che può compromettere la competitività delle imprese. "Per questo - ha continuato il Ministro - è determinante avviare una riflessione che aiuti le PMI ad andare oltre la logica degli incentivi ed a compiere un salto culturale che consenta loro di capire il valore aggiunto, soprattutto in termini di produttività e di competitività, che deriva dall'uso delle tecnologie digitali".

Ad indicare un ritardo dell'Italia è anche il fatto che la spesa media pro-capite in IT, ha annunciato Stanca, nel nostro paese è di 400 euro l'anno, contro i 600 della media europea e i 1.000 che si registrano negli USA. Le imprese italiane, ha insistito il Ministro, non sembrano comprendere che l'innovazione tecnologica "innesca benefici effetti già nel breve termine, andando subito ad incidere pure sul fattore costo del lavoro, oltre che ad aumentare la produttività".

Stanca ha chiuso rivendicando "a questo Governo di aver posto per la prima volta nell'agenda il tema di una politica coerente ed integrata dell'ICT".
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16 Commenti alla Notizia Capire l'hi-tech con 3 milioni di euro
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  • Stiamo parlando di pmi dirette da persone che magari hanno solo la terza media e che poi si permettono di dire che gli insegnanti dei figli sono dei perdenti perche' guadagnano quello che guadagnano con una laurea, mentre loro con la terza media hanno il mercedes...
    Non credo che con questa mentalita' ci si possa aspettare innovazione, bisognera' aspettare (e sperare) che arrivi una nuova generazione che prenda il posto di quella attuale. Sempre che l'economia non collassi del tutto prima.
  • "a questo Governo di aver posto per la prima volta nell'agenda il tema di una politica coerente ed integrata dell'ICT"

    e bisogna dargliene atto: coerenza nel non-sense e nella voglia di tirare il freno a mano. Io suggerirei di cambiare il target dell'investimento: dalle PMI agli esponenti del Governo. Magari riescono a uscire dall'era preistorica, 'sti brontosauri

  • Se mettessero un ora di C++ al giorno
    nei licei, l'informatica italiana farebbe un
    balzo in avanti clamoroso.
    Ma ovviamente, devono insegnare
    il latino (lingua morta e inutile) o fare
    3 ore di letteratura (invece di fargli
    leggere i libri veri a casa, e usare la
    scuola per cose più utili).
    non+autenticato
  • Certo, se vuoi un popolo di tecnici al servizio del proprio padrone di turno (io li chiamo jappy).

    Il latino io non l'ho fatto alle superiori, ma posso assicurarti che è una grossa deficienza per la mia cultura: di fronte a termini nuovi mi risulta più difficile capirne il significato giacchè non saprei trovarne l'origine etimologica, e quindi spesso sono costretto a capirlo dal contesto del discorso. Ovvio che su internet poi puoi trovare di tutto, ma non voglio che la Rete diventi un appendice del mio Cervello.

    Per quanto riguarda i libri...beh, non puoi capire un libro (leggi: gustare appieno un libro) se non conosci il momento storico in cui l'autore è vissuto e l'ha scritto, per cui ben venga che, almeno per quanto riguarda la nostra cultura (italiana ed europea) certe cose vengano studiate alle superiori.


    Noi abbiamo un passato di grande CULTURA, gli americani no!! E il bello è che non possono comprarselo un passato!!!


    Riflettici su questo quando sputerai sulla letteratura.:s

  • > Per quanto riguarda i libri...beh, non puoi
    > capire un libro (leggi: gustare appieno un libro)
    > se non conosci il momento storico in cui l'autore
    > è vissuto e l'ha scritto

    Certo. E mentre tu leggi il tuo Manzoni e lo
    inquadri nel suo periodo storico, che gli
    darai da mangiare ai tuoi figli?
    Ma fammi il piacere. Esistono delle priorità,
    e in italia le stiamo sbagliando tutte...
    non+autenticato

  • > Il latino io non l'ho fatto alle superiori, ma
    > posso assicurarti che è una grossa deficienza per
    > la mia cultura: di fronte a termini nuovi mi
    > risulta più difficile capirne il significato
    > giacchè non saprei trovarne l'origine
    > etimologica

    scommetto che se ti trovi davanti al naso un testo in inglese, sapendo il latino riesci a comprenderlo?

    e poi che c' entra il discorso delle conoscenze letterarie?

    quelle sono cose che puoi studiartele tranquillamente per conto tuo, anche perchè nn potresti studiartele tutte in una vita, ma pur sempre crearti un tuo percorso di studio ben definito su particolari conoscenze.

    quello che la scula dovrebbe insegnare è la logica di apprendimento e le basi fondamentali primarie di tutte le materie.
    ad esempio si dovrebbe insegnare come sviluppare e usare al meglio la propria memoria fin dai primi anni di sviluppo dell' individuo (lo sapete che esistono metodi mnemonici che permettono di ricordare intere rubriche telefoniche leggendole una volta soltanto?).

    in pratica è sempre valido quel famoso detto: se un uomo ha fame nn dargli un pesce, ma insegnali a pescare.

    nella nostra scuole sembra invece che sia meglio ingozzare gli alunni che a spiegare loro come diventare attori e produttori delle conoscenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > nella nostra scuole sembra invece che sia meglio
    > ingozzare gli alunni che a spiegare loro come
    > diventare attori e produttori delle conoscenze.

    Diagnosi perfetta.
    Applausoni, prima o poi ci arriveranno anche al ministero.
    Forse.

    Li avete letti i testi di scuola da diversi anni a questa parte? non stimolano un neurone che sia uno, non creano passione ne` interesse genuino. Sono liste della spesa e basta: senza talento, senza sentimento; solo un ammasso di sterili informazioni propinate come da programma, neanche fossero supposte. Il programma e` tutto loro: mai che t'insegnino a farlo, un programma - tanto meglio se per elaboratore - per tornare all'origine del thread.
    non+autenticato
  • Mi dispiace, belli.
    Per me ha ragione.

    Con tutto il rispetto per il latino, che fra l'altro mi piace: e` utile per capire i fondamenti della nostra lingua, bla bla, fra l'altro suona anche bene, ma sarebbe piu` utile il C, e poi casomai anche la sua parte ++.

    La priorita` e` tirare su l'economia.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alex¸tg
    > Mi dispiace, belli.
    > Per me ha ragione.

    Dissento.
    La scuola dovrebbe servire a formarti, deve insegnarti ad imparare.
    Poi sarà lo studente a sviluppare le sue capacità, poi sta a lui completare la sua preparazione e sviluppare gli argomenti di suo maggiore interesse.
    Ovviamente se uno intende intraprendere una carriera informatica il Java è più utile del latino, se qualcuno invece vuole dedicarsi all'area umanistica è vero il vicecersa.
    Ammetto tuttavia che il discorso di sopra è puramente teorico, la pratica è tutta un'altra cosa...

    > Con tutto il rispetto per il latino, che fra
    > l'altro mi piace: e` utile per capire i
    > fondamenti della nostra lingua, bla bla, fra
    > l'altro suona anche bene, ma sarebbe piu` utile
    > il C, e poi casomai anche la sua parte ++.

    Mah personalmente non sono molto favorevole all'informatica nella scuola, escludendo gli istituti ad indirizzo specifico informatico, perchè "informatica" viene tradotto più o meno come "ricreazione con il solitario di windows", e prova a chiedere agli studenti un'algoritmo per trovare l'elemento maggiore di una listaTriste

    Secondariamente temo che "insegnamo C++", diventi uno slogan come "facciamo informatica..." usato per acchiappare gonz... studenti.
    Anche perchè chi dovrebbe insegnare il C++ ? come ? quante ore alla settimana ? con quali argomenti informatici collegati ?
    basi di dati ? principi di progettazione del software ? algoritmi e strutture dati ?
    senza i collegamenti con gli argomenti sopra (e molti altri) il C++ è un bellissimo guscio vuoto...

    Tornando allo specifico dell'informatica la scuola dovrebbe insegnarti a programmare bene più che farti memorizzare 4 regolette sintatiche di un qualsiasi linguaggio di programmazione.

    > La priorita` e` tirare su l'economia.
    Non la tiri su reinflazionando il mercato con pseudoinformatici, basta vedere la niu economy, moltissimi si inventavano ultraspecialisti dall'oggi al domani... e oggi ne vediamo gli effetti...
  • - Scritto da: shevathas

    > Secondariamente temo che "insegnamo C++", diventi
    > uno slogan come "facciamo informatica..." usato
    > per acchiappare gonz... studenti.
    > Anche perchè chi dovrebbe insegnare il C++ ? come
    > ? quante ore alla settimana ? con quali argomenti
    > informatici collegati ?
    > basi di dati ? principi di progettazione del
    > software ? algoritmi e strutture dati ?
    > senza i collegamenti con gli argomenti sopra (e
    > molti altri) il C++ è un bellissimo guscio
    > vuoto...
    >
    > Tornando allo specifico dell'informatica la
    > scuola dovrebbe insegnarti a programmare bene più
    > che farti memorizzare 4 regolette sintatiche di
    > un qualsiasi linguaggio di programmazione.

    Be', intendevo che ha ragione nel concetto (di introdurre progettazione e sviluppo di software). Va da se` che bisognerebbe partire dall'inizio, e quando io intendo dall'inizio dico proprio da aritmetica binaria e logica booleana, parallelamente all'architettura e al funzionamento delle periferiche e delle applicazioni tipiche (lo schermo e` una griglia di pixels, un segnale digitale e` una sequenza di campionamenti...). Pero` arrivare al C++ sarebbe una buona idea perche` li preparerebbe per quel che in pratica troverebbero; non che poi, per arrivare a tanto, li si debba sobbarcare anche di tutte le tappe intermedie: un corso relativamente semplificato che presenti pero` sia informazioni di base che a carattere pratico. Quel tanto che basta per capire come funziona e mettere in pratica qualcosa di utile (e presumibilmente redditizio).

    La "capacita` di formarsi" sarebbe un modus operandi? Se si`, secondo me quello dovrebbero trovarselo da soli: ognuno studia e apprende come meglio preferisce, purche` abbia l'interesse per farlo. Ergo, bisogna stimolare l'interesse, fargli apparire le cose, per quanto possibile, "simpatiche", per tutte le materie.
    non+autenticato
  • Molte piccole e medie imprese sono a gestione familiare: lascia il vecchio, gli succede il figlio. Questo è il punto.

    Il figlio sapeva già che sarebbe succeduto al padre nella gestione dell'azienda. Aveva il culo coperto. E' una vita che lo sapeva.

    Faccio siti internet e mi sono assolutamente rotto i maroni di dover spiegare a dei rincoglioniti 35enni a che cosa può servire la rete.

    Se non capiscono quelli di 70 anni pazienza, è l'età, ma l'azienda l'hanno fatta loro, sanno come mandarla avanti. Se non riescono a capire bene delegano a qualcuno di seguire la cosa, ma i figli di papà no, loro devono gestire tutto perchè devono dimostrare prima di tutto a se stessi di valere qualcosa.

    Target... Cosa? Cos'è?
    Giuro, mi è successo anche questo. Lo sanno alle medie, è un termine utilizzato spesso anche in tv... niente, ho dovuto spiegagli cosa voleva dire (ma non parli così difficile!).

    Certo non sono tutti così, ma la maggior parte si, purtroppo. Internet, il computer ed in generale le nuove tecnologie necessitano di un minimo di conoscenze per essere comprese. Di aziende ne avrò viste dall'interno circa 200, sono in una zona considerata ricca e colta (tra Varese e Milano) ma l'incompetenza dei dirigenti e dei quadri all'interno delle medie e piccole mi ha davvero sorpreso.

    E vagli a spiegare che un sito internet è un servizio e non un prodotto su cui puoi tirare il prezzo (meno paghi, meno ore-lavoro, meno hai), è realizzato da persone, non stai comprando una BMW! Niente, capiscono quasi solo di sotterfugi (per cercare di evadere le tasse, per fare carriera, per impegnarsi il meno possibile, per scoparsi quella e quell'altra). Alle tue competenze non sono interessati, loro sono tutti nati imparati.

    Nel mio settore, ad esempio, hanno successo quelle aziende che (scusate il termine) fottono il loro cliente. Non mi importa molto di quello che faccio, l'importante è convincere il cliente. A qualsiasi prezzo. Vuole pagarmi poco per un lavoro che richiederebbe di più, benissimo, non perdo nemmeno il tempo di spiegargli perchè sbaglia, gli dico che ci metto 30 giorni (e li fatturo) anche se ci vogliono 2 giorni al massimo. Il cliente pensa di fare l'affare, io lo incu.., peggio per lui.

    Sono i dirigenti che vanno a cercarsela. Non riesco a capire come possano competere con aziende straniere se gestiscono le cose in questo modo. Ed infatti le cose vanno maluccio...

    Fino ad oggi è stato tutto troppo comodo, ora bisogna competere ma non si è pronti. Volevano il sito solo perchè ce l'aveva il loro concorrente, mica perchè sapevano a caso serviva. Stesso discorso per i loro prodotti: faccio come fanno gli altri e butto mille sospetti su chi facendo di testa propria ha avuto successo.

    Vagli a spiegare che continuando a copiarsi nessuno emerge.
    Vagli a spiegare chi è abituato a fare viti e bulloni che l'economia non funziona solo così.
    Vagli a spiegare che anche se sono più ricchi non è detto che ne sappiano più di te, o più di chi gli sta sotto su tutto.
    Vagli a spiegare che se anche fino ad oggi le cose sono andare così, non è detto che così si possa continuare...
    non+autenticato
  • Quoto tutto in pieno. Anch'io, facendo il consulente, ne ho viste di boiate del management che fanno paura... e funziona così dappertutto.
    E le uniche che ci guadagnano sono le ditte di consulenza (che fanno faville in questi periodi) e che si portano via pure il know-how (ma vagli pure a spiegare cos'è e vedi le faccie Sorride ).

    Cmq, una frase che approvo :

    >Personalmente - ha dichiarato Stanca - diffido dalle >aziende che investono negli strumenti digitali solo >perché ci sono incentivi pubblici.

    Ma và???
    non+autenticato

  • > Faccio siti internet e mi sono assolutamente
    > rotto i maroni di dover spiegare a dei
    > rincoglioniti 35enni a che cosa può servire la
    > rete.

    ti capisco perfettamente, da pochi mesi ho iniziato anch' io la mia attività di webmaster, e ammetto di nn avere valutato attentamente tutti i problemi dovuti a dover scontrarsi con piccole aziende dove trovi dei responsabili che hanno un grado di conoscenze informatiche tendente a 0, aziende che nn hanno la minima idea di cosa significhi ottimizzare le risorse, uffici ancora sommersi da quintali di carta... nn parlo di america latina, ma del cosidetto "ricco nord-est", dove negli anni '90 le piccole medie imprese hanno fatto affari d' oro in un periodo in cui tutto sommato si sentiva parlare di globalizzazione solo lontanamente e i sistemi informatici non influivano più di tanto sulla produttività.
    adesso le cose sono cambiate e cambieranno sempre più velocemente, ma come sempre gli italiani sono gli ultimi a risvegliarsi dal coma.

    non+autenticato
  • prima sostiene i brevetti software che rischiano di annientare tutte le pmi europee che sviluppano software e poi se ne esce co sti 3 milioni di euri per "formare le imprese italiane sui vantaggi dell'innovazione tecnologica", ma vaccagare va
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > prima sostiene i brevetti software che rischiano
    > di annientare tutte le pmi europee che sviluppano
    > software e poi se ne esce co sti 3 milioni di
    > euri per "formare le imprese italiane sui
    > vantaggi dell'innovazione tecnologica", ma
    > vaccagare va
    e adesso magicamente confindustria non avrà più niente da recriminare sul governo...
    3 milioni di euri per un po' di calma sono un buon investimento no?
    non+autenticato
  • E come fai a "formare" tutte le piccole e medie imprese con solo 3 milioni? Sono un macello, sono spesso ignoranti, cosa gli fai? Riesci a formarli con un euro per ciascuno?!

    Ripetizioni dell'IT degli ultimi 10 anni in 3 lezioni, venghino signori venghino!
    non+autenticato