Nessuno scherzo, è un telefono retrò

Perché non appoggiare sul cruscotto della propria automobile un bel telefonone americano anni 30? Se lo sono chiesti alcuni produttori

Roma - Qualcuno la chiama "fusion", altri "retrotech": è una corrente stilistica (ma non solo) che predilige l'abbinamento di tecnologia, anche molto avanzata, con modernariato (o antiquariato).

Nicolas Roope è probabilmente il pioniere che ha pensato di applicarla al mondo della telefonia cellulare, realizzando alcuni gadget eccentrici: con il brand Pokia, nome che ricorda, ma proprio vagamente, un noto marchio di telefonia cellulare, ha realizzato una gamma di accessori di gusto retro per telefoni cellulari.

Uno dei PokiaDa tempo in vendita su eBay con un certo successo, con prezzi che "spaziano" tra i 40 e i 140 dollari, fra gli oggetti più apprezzati troviamo sicuramente le cornette (o come le chiamano i tecnici, "microtelefoni") in bakelite da collegare al cellulare con tanto di cavo.
Sulla strada di Roope si è mossa anche Sparkfun Electronics (www.sparkfun.com) producendo Port-O-Rotary, un telefono a disco, con tipica suoneria "a campanello", in stile anni Cinquanta. Ma non lasciamoci ingannare dalle apparenze: il telefono infatti funziona sulle reti mobili, poiché al suo interno si nasconde un cellulare dotato di SIM.

Uno dei PokiaEvidentemente Sparkfun non gestisce un vero e proprio magazzino: la consegna degli apparecchi ordinati avviene in due-tre settimane, probabilmente perché questo tipo di attività è ancora a livello artigianale. Questa ipotesi è confermata anche dal prezzo medio delle realizzazioni, attualmente intorno ai 400 dollari, e dal fatto che la parte "esterna" (cioè visibile) è un autentico telefono del secolo scorso, opportunamente ricondizionato e modificato. Dotato di batteria, ha il vantaggio di poter essere posizionato ovunque... e lo svantaggio di non stare in nessuna tasca.

DB
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