Server, quelli ultradensi amano Intel

Anche RLX abbandona i chip Crusoe per adottare le CPU mobile a basso consumo di Intel. Che ora domina l'intero mercato

San Francisco (USA) - RLX, una delle prime aziende a immettere sul mercato i cosiddetti server "ultradensi" - server con configurazione a rack molto compatta in grado di far risparmiare spazio e tagliare i consumi e i costi energetici -ha annunciato che presto diversificherà la propria produzione introducendo macchine basate sui chip mobile di Intel. A medio termine, l'azienda pensa poi di abbandonare del tutto Transmeta e i suoi chip Crusoe.

I nuovi modelli di server "sottiletta" che RLX rilascerà sul mercato adotteranno i processori Pentium III Low Voltage di Intel a 800 MHz, gli stessi dedicati ai notebook all-in-one. Il piccolo produttore californiano sostiene che i chip di Intel le permetteranno di incrementare le prestazioni ma, nel contempo, dovranno essere utilizzati su server meno "densi" di quelli equipaggiati con Crusoe: questo perché gli attuali Mobile PIII dissipano più calore rispetto ai processori di Transmeta. RLX si aspetta di ovviare a questo inconveniente con l'imminente rilascio, da parte di Intel, di processori mobile Ultra Low Voltage adatti ad equipaggiare questo tipo di server.

RLX si è detta praticamente forzata a passare alle più veloci CPU di Intel dalla pressante concorrenza di colossi come HP, che ha recentemente introdotto i suoi server "sogliola" PowerBar, e Compaq, con i suoi QuickBlade.
Del resto la stessa Transmeta, che lo scorso anno aveva avuto una chance di imporsi in alcune nicchie di mercato, come questa dei server ultradensi, ha mancato molti, troppi appuntamenti. Le speranze di questa start-up sono ora affidate al nuovo chip TM5800, un modello di Crusoe il cui rilascio, ormai imminente, ha subito ritardi a non finire. Inizialmente prodotto nelle versioni a 733 MHz e 800 MHz, questo chip verrà aggiornato durante l'anno fino alla frequenza di 1 GHz ed andrà ad equipaggiare i subnotebook di Sony e Fujitsu.
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