Assolto l'adware basato sul trademark

La sentenza d'appello assolve WhenU e afferma il diritto dei consumatori di organizzare a proprio piacimento gli strumenti del proprio destkop

Washington (USA) - Potranno non piacere a molti ma gli adware, i programmi studiati per presentare pubblicità in molti diversi modi, da oggi avranno una vita più facile. Lo ha stabilito una Corte d'Appello federale negli Stati Uniti che ha assolto le attività di WhenU, una delle più celebri società del settore.

WhenU, società chiacchierata da molto tempo e fautrice di una strenua difesa dei sistemi di advertising più spregiudicati, è stata giudicata sull'uso delle pubblicità associate a particolari trademark. In particolare, alcuni detentori di trademark ritenevano illegale che alcuni adware, non appena l'utente visita un sito di un noto brand, propongono a quello stesso utente altre destinazioni commerciali.

"La Corte - ha spiegato ai reporter Eric Goldman, giurista che ha collaborato con Electronic Frontier Foundation per difendere la posizione di WhenU - ha reso chiaro che i detentori di trademark non possono utilizzare la legge sui marchi per interferire con la scelta dell'utente su come organizzare i propri desktop o sugli strumenti che i consumatori scelgono di utilizzare per recuperare informazione (di loro interesse)".
Quanto accaduto rappresenta una buona notizia anche per Google. Il gigante della ricerca, infatti, è stato messo in croce per i suoi spot testuali associati a trademark: ricercando un dato brand questi spot di società concorrenti con quel brand appaiono nella medesima pagina di ricerca. Una situazione complessa per Google, già multato in Francia per questo servizio, sebbene già assolto in un'occasione proprio negli Stati Uniti.
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