venerdì 1 luglio 2005

Sì, il Nanopublishing è qui

Sta cambiando tutto, anche qui da noi: chi e come produce informazione, chi e come la legge, chi e come vi accede. Grazie alla rete nugoli di autori conquistano un pubblico di contributori sempre più ampio. Ecco cosa sta avvenendo

PI: Quando è sbarcato il nanopublishing in Italia?
Luca Conti: L'idea è stata ripresa e sviluppata dall'autunno scorso anche in Italia. Il primo è stato Blogo, di cui ho fatto parte fino a un paio di mesi fa. Sono uscito per divergenze con alcuni soci.

PI: E dove si sta andando? Volendo fare una breve panoramica delle esperienze più significative quali ti senti di citare?
LC: Essenzialmente sono 2 e mezzo:
- 1) www.blogo.it, primo a partire nel novembre 2004, 10 blog attivi, circa 15 autori/blogger; miglior blog www.autoblog.it.
pro: layout pulito, offerta ricca, contenuti originali, team giovane, indipendenti a tutti gli effetti, competenza tecnica, buona presenza femminile;
contro: dipendenza da AdSense (niente sponsor), carenza di comunicazione, troppi spazi pubblicitari;
- 2) www.communicagroup.it partiti a fine 2004, 5 blog attivi, circa 10 autori/blogger; miglior blog www.peperosso.info.
pro: contenuti spesso originali, spazi offerti al non profit, spalle coperte da un gruppo di comunicazione
contro: assenza di pubblicità pay (per il business), mancanza di un blog del gruppo, mancanza di una visione e degli obiettivi del gruppo.

PI: Questi sono due. E il mezzo?
LC: È www.caymag.com, blog amatoriale con ambizioni di crescere, 1 blog, 3 autori/blogger.
pro: buon layout, ha avuto uno sponsor pay, originalità contenuti
contro: progetto non ancora sviluppato imprenditorialmente.
PI: Ne avrai conosciuti molti... Chi c'è dietro (o davanti) i blog tematici?
LC: Autori-blogger, sovente non giornalisti, ma persone che sanno usare lo strumento e danno la giusta impostazione agli articoli (post).

PI: E poi c'è il nanopublisher...
LC:...che può assumere, sotto varie formule (pagamenti in base agli articoli prodotti, fissi mensili, premi per il traffico generato), autori che conoscano la materia oggetto del blog (politica, tecnologia, software, ecc)

PI: Si può dire che vengano seguite regole etiche nel fornire l'informazione?
LC: Sono quelle della professione giornalistica, anche senza essere professionisti o ambire a diventare tali.

PI: Andando al nocciolo: che differenza c'è fra un sito di informazione tradizionale e un blog tematico di un nanopublisher?
LC: Soprattutto il rapporto con il lettore e l'approccio alla notizia. Un blog di questo genere va a scovare le notizie che filtrano dalla rete, le propone con un tono personale, cita direttamente le fonti, vi indirizza il lettore per dargli la possibilità di vedere con i suoi occhi la notizia. Grossa importanza rivestono anche i commenti ai post che spesso generano una discussione. In definitiva niente filtri redazionali, niente formalità, ma tempismo e freschezza.

PI: Si punta molto anche sulla pubblicità contestuale...
LC: Sì, perché permette di destinare risorse ai siti che si occupano di determinati temi di nicchia: questa pubblicità è in fortissima crescita. Un esempio: un blog su un argomento legato alla medicina può associare annunci di società specializzate.

PI: Dopo l'uscita da Blogo.it che strada hai preso?
LC: Ho deciso di mettermi in proprio e ho trovato in Tiziano Fogliata un socio all'altezza (è lui che si occupa di tutta la parte tecnica e di design). È nato così Blogcenter da un'idea a basso costo per sostenere un numero limitato di blog su temi vari (per ora Motori di ricerca, banda larga e lo stesso nanopublishing) per i quali chi scrive ha la giusta competenza e il fiuto per trovare in rete quanto gli altri non scrivono.

PI: Un fiuto che pare sia servito proprio di recente con la notizia in anteprima delle mappe su Google, poi ripresa da tutte le testate maggiori. Quanto costa Blogcenter?
LC: I costi di banda e domini: 150 euro/anno circa. Costo collaborazioni: zero (gli autori sono i soci); lavoro: 2 persone part-time. Il prezziario della pubblicità? Costo minimo sponsorizzazione per un box (125x125) pubblicitario/mese/blog circa un centinaio di euro ma la cifra può variare secondo diversi parametri.

PI: Un futuro già disegnato?
LC: Il senso è: non c'è bisogno di avere una testata alle spalle per diventare un protagonista del settore della comunicazione/informazione on line. È necessario avere cose da dire nel contesto giusto e con la promozione utile a farsi conoscere. Il resto verrà da sé. Poi ci si butteranno anche i grandi gruppi (lo stanno già facendo in qualche modo).

a cura di Alessandro Biancardi e Alberigo Massucci
44 Commenti alla Notizia Sì, il Nanopublishing è qui
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  • Ho letto l'articolo. Da cima a fondo. Ho dato uno sguardo ai millemila link ma non so se ho capito il senso del "blog"!
    Già da qualche tempo ne sentivo parlare, "arrivano i blooooooog!", "Mi faccio il blog!".
    In un blog ci vanno informazioni giusto? Come in un qualsiasi altro sistema (vedi CMS)...e allora? Cosa c'e' di nuovo?
    Cioè tutta questa eccitazione deriva dalla semplicità? Cioè il blog è migliore di un CMS perchè chi lo mette su non perde i capelli? Comincio a credere che il "blog" è la classica scorciatoia. "Che palle questi CMS con le loro impostazioni...sforzo troppo i 3 neuroni che mi sono rimasti!"
    Se il punto forte è la semplicità perchè far nascere le nanoteorie su come fare informazione?
    Non basta dire "Uso il blog per semplicità non per altro!" ?
    Poi alcuni bloggers scoprono che avere una funzionalità sulla colonna di destra potrebbe aiutare. Così nascono i primi moduli...così si riscopre l'acqua calda.
    E così voi avete capito che io non ho captio un emerito *BIP* sulla faccenda blog! Illuminatemi!
    non+autenticato
  • di illustri sconosciuti che pel desio d'amore fra una passatina sui siti proTettei pensan d'essere qualcuno col radioweb, per giunta idea non originale,ma scopiazzata come sempre dagli USA.
    Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide 20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si sfregano su prof sessantenni che non sanno usare nemmeno la webmail.
    Conosco personalmente...8)
    xr2002
    3406

  • - Scritto da: xr2002
    > di illustri sconosciuti che pel desio d'amore fra
    > una passatina sui siti proTettei pensan d'essere
    > qualcuno col radioweb, per giunta idea non
    > originale,ma scopiazzata come sempre dagli USA.
    > Rassegnadovi pensate alle universitaria splendide
    > 20nni che se ne fregano dei radioblog ma che si
    > sfregano su prof sessantenni che non sanno usare
    > nemmeno la webmail.
    > Conosco personalmente...8)

    fora de ballArrabbiato
    non+autenticato
  • Scriviti un blog
    non+autenticato
  • Non capisco l'astio che avete verso i blog.
    Per me il blog è un mezzo, un mezzo più semplice ed immediato per pubblicare in rete le proprie idee, passioni, cazzatine..

    E' per certi versi l'evoluzione del vecchio sito personale, lo stesso che aveva bisogno di un minimo di conoscenze tecniche per essere costruito e un po più di tempo per essere riempito (o svuotato..) di contenuti*..

    La nascita e diffusione dei blog ha per me voluto dire dare la parola, o perlomeno facilitare la possibilità di esprimersi, a quanti prima non ne erano in grado o avevano difficoltà a pubblicare.

    Concordo nel criticare la parte della blogosfera che snobba il resto della rete, che si crede superiore, che pur di avere link da altri blog lascia commenti del tipo "Si,sono daccordo" ad ogni post giusto per avere un altro blog che linka a sè, che è narcisista, che vive di autoreferenze e "Grazie a Pinco che mi linka, grazie a Pallino che parla di me allora io parlo di lui"...

    Ma questi sono gli stessi difetti che, a mio modesto parere, erano ben presenti anche nei vecchi siti personali sempre "Under Construction"...

    Detesto chi dice "Cosa avranno mai da dire tutti sti bloggers??" in un post lungo 100 righe..

    Per carità, molte cose sono condivisibili, ma perchè lamentarsi della possibilità data ad infinite persone di esprimersi in rete?
    Se anche il 90% parlasse di stronzate, beh preferisco avere possibilità di scelta piuttosto che leggere solo Corriere e Repubblica.

    Tutto rigorosamente IMHO Occhiolino

    Ciao Sorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: casteredandblue

    > Tutto rigorosamente IMHO Occhiolino

    E io che pensavo non fosse una tua opinione ma quella di chissa' chi altro.

    > Ciao Sorride

    Ciao.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: casteredandblue
    >
    > > Tutto rigorosamente IMHO Occhiolino
    >
    > E io che pensavo non fosse una tua opinione ma
    > quella di chissa' chi altro.

    Hai ragione Imbarazzato
    Il problema è che spesso il "Per me" ed il "Secondo me", per quanto scorretti, siano necessari in un discorso che altrimenti sembrerebbe troppo "duro".


    > > Ciao Sorride
    >
    > Ciao.

    Ciao!
    non+autenticato
  • sono arrivati i "guru", i pennivendoli "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog è morto....

  • - Scritto da: castigo
    > sono arrivati i "guru", i pennivendoli
    > "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog
    > è morto....

    Per me il blog potrebbe anche creapre, non ne sentirei la mancanza.

  • - Scritto da: WarezSan
    >
    > - Scritto da: castigo
    > > sono arrivati i "guru", i pennivendoli
    > > "indipendenti" e i "nano"giornalai.... e il blog
    > > è morto....
    >
    > Per me il blog potrebbe anche creapre, non ne
    > sentirei la mancanza.

    neanche noi sentiremo la tuaA bocca aperta
  • La vera notizia e' che notizie come questa sono buoni esempi di pubblicita' indotta.

    Se guardate i siti citati vedrete che e' continuo autoreferenziamento ("un caldo grazie a pinco che ci ha recensito"; "un caloroso benvenuto ai lettori di pallino che ci ha rilanciato"; etc)

    I portali verticali (una volta si chiamavano cosi') che trattano argomenti tematici esistono da anni, sia di editori registrati che le e-zine (altro termine caduto nell'oblio) di semplici appassionati.

    Poi sono arrivati i Blog, ovvero chiacchiere e meditazioni personali messe in condivisione (ma poi: ci interessa davvero tanto sapere che Mario Rossi, stamattina, in metropolitana, pensava gia' alle vacanze e ha saltato la fermata?)
    Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog) perche' i blogger non fanno una contrazione dei loro pensieri scrivendo poche righe al giorno? Sarebbe la dimostrazione che la capacita' di sintesi - requisito fondamentale di chi fa giornalismo (ma loro rifulgono la professione) -si sarebbe impadronita della loro inarrestabile grafomania.

    La facilita' con la quale i propri pensieri viaggiano intorno al globo, e la quantita di occhi e teste pensanti che possono raggiungere ha creato l'illusione che ciò-che-scrivo sia realmente interessante.

    E' gia' successo con la creazione dei siti personali: la facilita' tecnica di registrare un dominio, affittare uno spazio, create grafica e sito, ha illuso milioni di ragazzini smanettori di essere diventati grafici e comunicatori di grido.
    Ma l'unico grido che si levava era quello di orrore per le loro pagine nere (o grigie) con decine di gif animate mal scontornate, effetti "pelo d'acqua increspata", anacronistici link "What's Cool", e desolanti "sito continuamente in aggiornamento, tornate spesso a visitarci". Se non siete novellini di internet li ricorderete anche voi.

    Poi, tornando ai blog, da scrivo-i-pensieri-che-mi-frullano-in-testa si e' passati a condivido-le-mie-passioni, cominciando cosi' a riempire il globo di notizie tematiche che il più delle volte sono gia' presenti in qualche altro sito (pardon... blog; ops... nanoblog), innescando così un loop di link che potremmo paragonare ai "sei gradi di separazione", ovvero: quanto link ci vogliono per ritornare al mio blog.

    La condivisione e compartecipazione dell'informazione, che ha trovato in Wikipedia il suo portabandiera, rischia di trasformarsi in prolissita' del già-detto, mettendo a dura prova la pazienza di chi vuole informazione rapida e precisa.
    E l'opportunita' di appiccicarvi commenti, cosi' come la tecnica di visualizzare le notizie in ordine di inserimento, e' vecchia almeno 5 anni. I commenti, gia': date un occhiata al numero di commenti tra parentesi in coda ad ogni post: e' sempre ZERO.
    Perche' ormai la gente non ne puo' piu'di dire la sua. Quasi tutti, in realtà: perche'ci sono ancora quelli che scrivono blog...



    non+autenticato

  • > Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog)
    > perche' i blogger non fanno una contrazione dei
    > loro pensieri scrivendo poche righe al giorno?

    Tu non potresti di sicuro fare il blogger alloraSorride

    Ti consiglio il libro "Blog Generation" di Giuseppe Granieri, Laterza 10 euro 150 pagine.

    Magari cambi idea sui blog.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La vera notizia e' che notizie come questa sono
    > buoni esempi di pubblicita' indotta.

    >...

    Ciao, peccato che tu non ti sia firmato ma mi sembra carino il tuo scritto e mi piacerebbe metterlo sul mio sito/blog. Non è una presa in giro, mi interessa la parte che parla dei blog e che supporta un punto di vista interessante con buone idee in parte originali.

    Il sito su cui metterei il tuo pezzo è nel mio profilo.

    CiaoSorride
  • spaghetto, m'hai tentato??
    e io me te magno!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La vera notizia e' che notizie come questa sono
    > buoni esempi di pubblicita' indotta.
    >
    > Se guardate i siti citati vedrete che e' continuo
    > autoreferenziamento ("un caldo grazie a pinco che
    > ci ha recensito"; "un caloroso benvenuto ai
    > lettori di pallino che ci ha rilanciato"; etc)
    >
    > I portali verticali (una volta si chiamavano
    > cosi') che trattano argomenti tematici esistono
    > da anni, sia di editori registrati che le e-zine
    > (altro termine caduto nell'oblio) di semplici
    > appassionati.
    >
    > Poi sono arrivati i Blog, ovvero chiacchiere e
    > meditazioni personali messe in condivisione (ma
    > poi: ci interessa davvero tanto sapere che Mario
    > Rossi, stamattina, in metropolitana, pensava gia'
    > alle vacanze e ha saltato la fermata?)
    > Se poi Blog e' una contrazione (di WebLog)
    > perche' i blogger non fanno una contrazione dei
    > loro pensieri scrivendo poche righe al giorno?
    > Sarebbe la dimostrazione che la capacita' di
    > sintesi - requisito fondamentale di chi fa
    > giornalismo (ma loro rifulgono la professione)
    > -si sarebbe impadronita della loro inarrestabile
    > grafomania.
    >
    > La facilita' con la quale i propri pensieri
    > viaggiano intorno al globo, e la quantita di
    > occhi e teste pensanti che possono raggiungere ha
    > creato l'illusione che ciò-che-scrivo sia
    > realmente interessante.
    >
    > E' gia' successo con la creazione dei siti
    > personali: la facilita' tecnica di registrare un
    > dominio, affittare uno spazio, create grafica e
    > sito, ha illuso milioni di ragazzini smanettori
    > di essere diventati grafici e comunicatori di
    > grido.
    > Ma l'unico grido che si levava era quello di
    > orrore per le loro pagine nere (o grigie) con
    > decine di gif animate mal scontornate, effetti
    > "pelo d'acqua increspata", anacronistici link
    > "What's Cool", e desolanti "sito continuamente in
    > aggiornamento, tornate spesso a visitarci". Se
    > non siete novellini di internet li ricorderete
    > anche voi.
    >
    > Poi, tornando ai blog, da
    > scrivo-i-pensieri-che-mi-frullano-in-testa si e'
    > passati a condivido-le-mie-passioni, cominciando
    > cosi' a riempire il globo di notizie tematiche
    > che il più delle volte sono gia' presenti in
    > qualche altro sito (pardon... blog; ops...
    > nanoblog), innescando così un loop di link che
    > potremmo paragonare ai "sei gradi di
    > separazione", ovvero: quanto link ci vogliono per
    > ritornare al mio blog.
    >
    > La condivisione e compartecipazione
    > dell'informazione, che ha trovato in Wikipedia il
    > suo portabandiera, rischia di trasformarsi in
    > prolissita' del già-detto, mettendo a dura prova
    > la pazienza di chi vuole informazione rapida e
    > precisa.
    > E l'opportunita' di appiccicarvi commenti, cosi'
    > come la tecnica di visualizzare le notizie in
    > ordine di inserimento, e' vecchia almeno 5 anni.
    > I commenti, gia': date un occhiata al numero di
    > commenti tra parentesi in coda ad ogni post: e'
    > sempre ZERO.
    > Perche' ormai la gente non ne puo' piu'di dire la
    > sua. Quasi tutti, in realtà: perche'ci sono
    > ancora quelli che scrivono blog...
    >
    >
    >

    La penso in tutto e per tutto come te: fa piacere non essere i soli a farlo.
    Ciao!Sorride
    non+autenticato
  • Concordo completamente, complimenti anche per l'ottima proprieta' di linguaggio.

    Leggerti, e' stato un piacere.
  • - Scritto da: Anonimo
    > La vera notizia e' che notizie come questa sono
    > buoni esempi di pubblicita' indotta.
    > [...CUT...]

    Straquoto e sottoscrivo!!

    Da come scrivi mi sa che un giornalista... ma anche se non lo sei credo che potresti diventarlo facilmente.

    Sorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > La vera notizia e' che notizie come questa sono
    > > buoni esempi di pubblicita' indotta.
    > > [...CUT...]
    >
    > Straquoto e sottoscrivo!!
    >
    > Da come scrivi mi sa che un giornalista... ma
    > anche se non lo sei credo che potresti diventarlo
    > facilmente.
    >
    > Sorride

    Si anch'io penso che siate due fini analisti
    non+autenticato
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