Chi vuole una tastiera verticale?

Di primo acchito sembra decisamente buffa eppure secondo gli esperti di ergonomia potrebbe consentire agli utenti di computer più assidui di sforzare meno le articolazioni del polso e delle dita

Web - Una tastiera verticale. A questo e niente di meno sono giunte le ricerche del laboratorio "Human Factors and Ergonomics" della prestigiosa università americana Cornell.

Gli studiosi che ci hanno lavorato ritengono che la tastiera, da usare come una sorta di "fisarmonica" informatica, rappresenti un importante passo avanti soprattutto per chi usa molto il computer e deve quindi passare lunghe ore a digitare. In quel caso, infatti, l'inclinazione dei tasti, a 90 gradi rispetto alla tastiera tradizionale, significherebbe nell'uso un impatto meno invasivo sulle articolazioni dei polsi e delle dita.

In sé la tastiera è una normale QWERTY divisa in due. Poiché chi digita non vede i tasti che vengono premuti, due specchi ai lati inquadrano il tutto. A quanto pare anche la distanza tra le due "ali" del device, laddove sono i tasti, può essere ridotta o aumentata tra i 33 e i 40 centimetri a seconda delle esigenze dell'utente.
Il vero problema di questo apparecchio, che sembra effettivamente ridurre le cosiddette "stress injuries", ovvero le patologie che spesso affliggono gli utenti più assidui, è il rendimento dell'operatore. Nei test condotti alla Cornell University, infatti, pare che gli utenti non riuscissero neppure ad avvicinarsi alla velocità di battitura ottenuta con una tastiera tradizionale. Risultati che andranno comunque confermati con collaudi che consentano agli utenti di acquisire una maggiore familiarità con l'apparecchio.
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