Telecom: Olivetti vi stupirà

L'azienda conferma la propria intenzione di rilanciare il marchio per decenni al centro del computing europeo. Si parte dalle stampanti per riconquistare i consumatori italiani

Roma - Sono 200 milioni gli euro che Olivetti intende investire in Europa nel triennio 2005-2007, la metà dei quali saranno dedicati a ricerca e sviluppo, spese essenziali dunque per rilanciare il marchio Olivetti, per decenni sinonimo di innovazione ma ormai da tempo messo in difficoltà da un mercato, quello dell'informatica, che si evolve con una rapidità sorprendente.

Se da aprile 2005 Olivetti ha iniziato ad alzare il tiro con nuove offerte per privati e per aziende, ieri il brand che fa capo a Telecom Italia ha presentato alcune nuove stampanti, che ha definito "una nuova generazione di prodotti basati sulla tecnologia proprietaria ink jet".

Le nuove stampanti multifunzione sono state disegnate da designer di fama internazionale e puntano - afferma l'azienda - su semplicità di utilizzo, "icone universali" e "linguaggio intuitivo". Due le stampanti a getto di inchiostro presentate da Olivetti:
- Any_Way, disegnata da James Irvine e Alberto Meda, che da settembre 2005 sarà disponibile in quattro diverse versioni, comprensive anche di connettività Bluetooth e Wi-Fi;
- My_Way, una stampante fotografica portatile disegnata da IDEO che sarà anch'essa sul mercato a settembre e che può funzionare anche senza PC.
Immagini delle stampanti sono disponibili qui. Un video è disponibile qui o, meglio, lo sarà "a partire da giovedì 30 giugno", ossia ieri: mentre scriviamo ancora non è stato pubblicato ma è lecito supporre che sarà online a breve.

Nei mesi a seguire interverranno anche nuovi designer e sarà ampliata la gamma di prodotti rivolti all'utenza business ma anche a quella consumer, una fascia di mercato alla quale la "nuova Olivetti" sembra intenzionata a puntare con forza.
157 Commenti alla Notizia Telecom: Olivetti vi stupirà
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  • Gli italiani sono in grado di decidere come meglio spendere i propri soldi ed anche se quella blasonata marca italiana potrebbe dare il posto di lavoro a qualche centinaia di persone non sono piu' disposti a buttare i soldi come i salvatori della patria.

    Gli italiani non possono salvare il mercato italiano, ma solo se'stessi. Semmai quando votiamo anche a livello locale, dovremmo smetterla di preferire il "figlio de na' mignotta" alla persona ONESTA E CAPACE!

    Dovremmo avere piu' fiducia nella politica e smetterla di pensare che siccome e' tutto "un magna-magna" solo i "dritti" stanno bene nel palazzo.

    Abbiamo fatto cosi' per Andreotti e Craxi, lo abbiamo continuato a fare con Berlusconi e come ci ritroviamo?

    basta gente disonesta al potere per favore e se pensiamo che tanto "so' tutti uguali" allora votiamo quello piu' giovane, quello meno corrotto, quello piu' ottimista, quello piu' capace....

    Quando c'era DeBenedetti alla olivetti ha preso i soldi e li ha fatti intascare ai suoi compagni politici senza investire veramente in ricerca e sviluppo.... il motivo c'era: aveva gia' capito perche' in Oriente si produceva tutto a meno sin da allora...
    E' stato come abbandonare una nave prima che andasse a fondo e portare con se' tutto il tesoro, anzi organizzarsi affinche' questo tesoro aumentasse e cosi' poterlo reinvestire in settori piu' redditizi: vedi Omnitel.

    Vista dal lato di DeBenedetti non era sbagliata l'idea... anzi...


    Fino a qualche anno fa' ancora c'era motivo di pensare alla olivetti come azienda holding proprietaria di omnitel con i vari call center e un non modesto mercato di nicchia con il marchio LEXMARK con le stampatrici professionali per il lotto e via dicendo.
    Quando poi improvvisamente Olivetti ha comprato TELECOM, la7 e mtv, ricordate?

    ha venduto omnitel ai canadesi per poi rivendere tutto a Provera.

    Vista dalla parte di noi poveri stronzi: cosa avevamo 30 anni fa'? Avevamo la OLIVETTI scritta tutta maiuscola, vari centri di ricerca avanzatissimi al mondo e alcune migliaia di operai al lavoro nella zona piu' industrializzata d'italia.
    Avevamo la SIP che era di tutti gli italiani ed i prezzi erano decisi dal governo.
    Avevamo un sacco di soldi in piu' nelle casse dello Stato.

    Cosa abbiamo oggi?

    non abbiamo piu' la OLIVETTI vera , perche' un conto e' un nome un'altra cosa e' una vera industria 3' al mondo che dettava legge su ogni mercato e impiegava decine di migliaia di persone e muoveva il nord intero nell'export.

    Non abbiamo piu' Telecom perche' l'abbiamo dovuta vendere insieme ad un sacco di altre aziende come l'Enel per pagare i debiti.

    Non abbiamo piu' un sacco di soldi ma ancora qualche debito bello sostanziosa sulla testa di ognuno di noi.

    "Abbiamo" .... Hanno! il Sig Tronchetti Provera alla guida di Telecom e olivetti e mtv e la7....

    De Benedetti e Colaninno hanno un sacco di soldi

    I politici amici che in questi anni facevano le leggi per finanziare la Olivetti.... hanno un sacco di soldi.


    Allora tiro le conclusioni che una grande azienda come la Olivetti, se doveva chiudere non la salvava nessuno e chi l'ha chiusa secondo me ha fatto bene prima che fallisse.

    Ma una azienda come la TELECOM l'abbiamo dovuta vendere noi italiani (perche' era nostra, di nostra proprieta! fatta coi soldi e il nostro sangue) per pagare i debiti che abbiamo fatto nel regalare i soldi al signor DeBenedetti e a tutti i politici che lo hanno aiutato....

    Quanto agli investimenti sulla ricerca e sviluppo, non credete alle fesserie che raccontano, le aziende che investono in ricerca e sviluppo veramente sono quelle che i soldi li rimettono di tasca propria e si chiamano: INTEL, IBM e HP
    quelli che i soldi se li vedono piovere dall'alto, poi se li mettono in tasca e li spendono per gli yacht, per un semplice motivo: PERCHE' NON SE LI SONO SUDATI.

    non+autenticato

  • Tutto sto baccano solo per vendere qualche migliaio di stampanti a qualche ufficiucolo della Pubblica Amministrazione.

    Scommettiamo che vedremo le PA riempirsi subito di hardware Olivetti ( e magari le azioni saliranno pure ) e poi la vedremo sparire ancora vergognosamente nel nulla, lasciando il parco buoi ( azionisti e piccole imprese fornitrici di hw) con in mano il cerino acceso ?

    Vecchia storia, vecchia economia, roba morta da decenni, e ancora c'e' qualche fesso che ci crede.

    S.


    non+autenticato
  • non ci crede nessuno ma tutti ci mangiano in qualche modo.... nell'epoca del disastro rinascono i vecchi avvoltoi per prendere quanto resta
    non+autenticato
  • Partiamo col dire che attualmente gli stabilimenti Olivetti in Italia servono solo come centro smistamento merce che proviene in gran parte da Messico (per le calcolatrici) e Cina, Taiwan, Corea del Sud per quanto riguarda tutti gli altri prodotti (Stampanti, Fotocopiatori, Fax)... provate a chiedere ad un tecnico di fotocopiatori e fax che meccanica è presente all'interno di prodotti Olivetti.. bhe probabilmente vi risponderà che sono fotocopiatori prodotti da Ricoh o altre marche nippo-giapponesi...e rivenduti con qualche aggiustatura all'aspetto esterno con il marchio italiano. Per i fax c'è un discorso analogo. Come avviene per le stampanti, attualmente la produzione è principalmente concentrata in zone dove la produzione è meno costosa... In Italia restano solo, come si diceva prima, lo "smistamento merce" e la produzione di consumabili (cartucce e testine). Se fossi nei panni di un acquirente al momento della scelta della mia prossima stampante cosa dovrei pensare? Aiuto un'azienda italiana che non ha saputo reggere la concorrenza al momento della massima nascita di nuove aziende produttrici di hardware? E che per quel motivo ha invano cercato una ristrutturazione che l'ha portata a delocalizzare le aree di produzione nei paesi meno cari, come altre aziende concorrenti avevano già fatto? Credete davvero che ai vertici della Olivetti, di cui oggi resta solo un logo, interessi molto avere ancora degli stabilimenti che non producono?Come palle al piede... Hanno seguito altre aziende.. sono andate a produrre in Cina e in altri paesi..hanno donato le loro conoscenze tecniche ai cinesi... inutile lamentarsi ora se stiamo per essere schiacciati dalle produzioni a basso costo cinesi.. la responsabilità è di tutte le nostre aziende italiane che hanno preferito chiudere i loro stabilimenti in Italia e far produrre in Cina solo per aumentare i loro profitti... Credete ancora che ad un'azienda basata sui profitti interessi molto avere delle palle al piede in Italia da accontentare con la promessa della produzione di due modelli di stampanti esteticamente orribili anche se uscite da tre ottimi designer??? Poi..produzione è una parola grossa.. magari un semplice assemblaggio in Italia da componenti provenienti dall'estero... OPS.. ci risiamo... ci venderanno la solita meccanica cinese con la scatola di plastica marchiata italiana... Olivetti ha da tempo abbandonato il suo core business... Come si è preferito fare con Pirelli.. resta il logo ma si investe in Telecomunicazioni (Telecom Italia) ed Immobili (Pirelli Real Estate). Dovremo continuare a dare soldi a Tronchetti Provera? Ne ha già abbastaza e questa trovata mi pare solo una copertura... Olivetti non ha ricevuto quella spinta nel momento in cui aveva maggiore necessità ed è inutile cercare di farla rinascere ora... La concorrenza schiacciante doveva essere fermata prima... magari anche non portando tutto il proprio konw-how in paesi a regime comunista dove un'azienda è obbligata a fare joint-venture con il regime se vuole iniziare a produrre. Nessuno ha pensato all'Italia, ai danni che avrebbe arrecato agli stabilimenti italiani e agli italiani impiegati in una grande azienda secolare, ridotta ad un "uso di logo". Lo stesso per Fiat che tiene chiusi parte degli stabilimenti in Italia con gli operai in cassa integrazione ma non rinuncia al piacere di inaugurare nuovi stabilimenti in paesi low-cost... oltre a continuare a far produrre in Messico (tho.. anche loro in Messico... attira molto Speedy Gonzales..) e in molti altri paesi a basso costo. Tanto paga l'Italia... Più stabilimenti italiani chiusi = meno produzioni italiane, meno produzioni italiane = meno esportazioni, più C1 = più amore (per restare in tema automobilistico)! E intanto la cassa integrazione la paga lo stato (Italiano non quello messicano.. e nemmeno quello cinese). Si si, dopotutto è un'aiuto statale...pagato dai cittadini italiani. Per quanto tempo ancora avremo voglia di assistere a questo squallido teatrino? Non è ora di intervenire? Bella trovata le felpe.. magari anche loro MADE IN CHINA...
    non+autenticato
  • Se cerchi di far qualcosa (tipo ricerca e sviluppo) è perchè vuoi rubare soldi dall stato (e manco è falso) e se non fai nulla l'Italia va in rovina a causa della mancanza di VERA innovazione e della concorrenza cinese.
    Se non cambia la mentalità di ogni singolo italiano per cui è meglio rubare soldi oggi che produrre qualcosa di serio finiremo male
    non+autenticato
  • Esteticamente si tratta di due tra le stampanti più brutte che abbia visto negli ultimi dieci anni.
    D'altra parte l'estetica conta assai relativamente e, leggendo le schede tecniche, sono rimasto piacevolmente colpito dalle caratteristiche preannunciate.
    Ovviamente una stampante non è come un processore o un banco di RAM, che leggendo la scheda tecnica riesci a farti un'idea ben precisa di quello che comprerai. Una stampante devi provarla per giudicarla.
    Giudizio sospeso quindi fino alla sua uscita sul mercato. Se il rapporto qualità/prezzo sarà competitivo (soprattutto il prezzo delle cartucce d'inchiostro) non vedo come non esserne felici.
    Poco mi importa se dietro c'è Telecom o chicchessia, visto che ci saranno 4 stabilimenti italiani a produrre e capitali piuttosto interessanti da investire in ricerca.
    Sono tutt'altro (ma proprio tutt'altro) che nazionalista, ma non comprendo come la fuga di cervelli e l'improduttività delle nostre aziende possano rendere felice qualcuno.
    Preferisco di gran lunga una rinascita dell'Olivetti targata Telecom, con quel che comporta in termini di occupazione (se davvero produrrà in stabilimenti italiani) e progresso (se davvero investirà 100 milioni di euro in 3 anni in ricerca), ad sua una morte.
    Saluti.
    non+autenticato
  • Sottoscrivo in pieno tutto, dal giudizio estetico(e meno male che hanno scomodato famosi deisgner!) a quello sull'operazione di rilancio. Speriamo in bene...alla fine in Italia ci viviamo noi, quindi se l'economia e il paese va bene credo ci sia da esserne felici, senza essere sciovinisti o nazionalisti.

    Buona domenica.
    non+autenticato
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