Londra - Tempi duri per chi fa affari con i
modchip per le console videoludiche - almeno nel Regno Unito. Un tribunale britannico ha condannato un ragazzo che vendeva
Xbox modificate attraverso il proprio sito web. Le console, opportunamente migliorate con dischi rigidi più capienti e software preinstallato, erano pronte per soddisfare le richieste dei giocatori più appassionati: al prezzo non indifferente di
380 sterline si poteva acquistare una Xbox universale corredata di oltre 80 giochi.
Ma il business è stato immediatamente stroncato dagli inquirenti britannici con l'accusa di aver violato la
Direttiva Europea sul Copyright, la celeberrima
EUCD. Secondo quanto previsto dall'Unione Europea, aggirare qualsiasi tipo di
sistema anticopia è illegale.
Il giovane contrabbandiere di console Microsoft è adesso costretto a servire la società con
140 ore di lavori utili, uniti ad una ammenda di 750 sterline. I giudici hanno ordinato anche il sequestro di tutti gli strumenti usati dall'imputato: tre PC, due stampanti, tre console Xbox e 38 dischi rigidi.
Immediate le reazioni da parte delle associazioni antipirateria. Michael Rawlinson, della
ELSPA, si è detto soddisfatto del lavoro compiuto dalla giustizia del Regno Unito. "L'uso di mod-chip sulle console da gioco è una attività che la nostra associazione sta cercando di sconfiggere", dichiara il direttore generale ELSPA in un'intervista alla
BBC.
Il caso britannico costituisce un
primato nella lotta contro la proliferazione dei mod-chip sul mercato europeo. Negli Stati Uniti, sotto la durissima normativa DMCA (Digital Millennium Copyright Act), la lotta alle modifiche per console ha invece già
una lunga storia - e i malcapitati "spacciatori di chip" rischiano addirittura il carcere.
Tommaso Lombardi