giovedì 7 luglio 2005

L'Europa respinge i brevetti sul software

Con una maggioranza schiacciante l'Europarlamento ha posto la pietra tombale su una direttiva fortemente voluta dai ministri europei e dalle multinazionali. Stanca: rammarico per la bocciatura

L'Europa respinge i brevetti sul softwareRoma - Curioso destino quello della direttiva sui brevetti del software, affossata ieri dal Parlamento Europeo. Curioso perché anche dopo la sua bocciatura, che i più sperano definitiva, c'è chi attira l'attenzione su di sé, come quelli dell'EICTA, un consorzio europeo di multinazionali ed altre imprese, che in una nota hanno applaudito alla bocciatura. Tutto bene? Sì, se non fosse che qualche settimana fa la stessa EICTA si appellava ai Parlamentari europei per l'approvazione della direttiva che, diceva, avrebbe garantito l'ambiente migliore per lo sviluppo delle imprese. Ed ora, invece, un drastico dietrofront: EICTA è felice della bocciatura della direttiva. "E' una decisione sensata - ha dichiarato in una nota per la stampa - che aiuta l'industria ad evitare una legge che avrebbe ristretto il campo della normativa brevettuale in Europa".

Assai più articolata la posizione espressa dal ministro all'Innovazione Lucio Stanca, che nelle scorse settimane proprio in un editoriale su Punto Informatico aveva parlato dei suoi dubbi e delle sue speranze attorno alla direttiva. Ieri in una nota, Stanca ha espresso "rammarico" per la bocciatura "in quanto l'Europa aveva ed ha bisogno di un quadro certo di norme su questo fronte". Ma Stanca non ha detto solo questo, sottolineando che "è meglio nessuna direttiva piuttosto di una insoddisfacente". E si è augurato che si riparta con una proposta di normativa migliore, ipotesi per ora esclusa dalla Commissione europea.

"In tutta questa lunga e complessa vicenda - ha dichiarato ieri il Ministro - il Governo italiano ha sostenuto in ogni sede la necessità di disporre di una direttiva che consentisse di superare le differenziazioni e la confusione esistenti fra i diversi Paesi su un argomento così importante. Il nostro Governo ha dato tutto il suo contributo per ottenere una buona norma. L'iter del provvedimento è stato molto travagliato e spesso caratterizzato da contrapposizioni ideologiche, anziché dalla volontà di risolvere il problema. Questa è la causa principale della bocciatura della direttiva che stava per essere messa in votazione. La vastissima maggioranza con cui si è manifestata questa decisione del Parlamento europeo va rispettata ed interpretata come una volontà di avviare il nuovo percorso in termini sperabilmente rapidi".Entusiastiche le reazioni di Free Software Foundation Europe (FSFE), da tempo in prima linea contro la direttiva. "Questo risultato - ha chiarito Stefano Maffulli, rappresentante italiano di FSFE - non intacca i brevetti sulle invenzioni high-tech in alcuna maniera. Le innovazioni ad alta tecnologia sono sempre state brevettabili, e perfino se la direttiva fosse passata con tutti gli emendamenti proposti, sarebbero rimaste brevettabili. E' importante far notare questo fatto, dal momento che coloro che proponevano di brevettare la logica del software avevano cercato di confondere la gente dicendo che le invenzioni high-tech erano soggette a questa direttiva".
"Il rifiuto della direttiva - ha sottolineato il presidente di FSFE, Georg Greve - era diventato l'ultima possibile opzione per mandare un segnale chiaro e forte in Europa contro i brevetti software. La Free Software Foundation Europe loda il Parlamento Europeo per la sua decisione: nell'interesse dell'armonizzazione avremmo preferito una direttiva che seguisse le linee tracciate dalla prima lettura, ma comprendiamo che il rigetto era diventato l'ultima realistica possibilità onde evitare irreparabili danni all'economia europea".

Diverso invece l'approccio della Business Software Alliance (BSA), l'alleanza dei grandi produttori di software proprietario, che aveva auspicato l'approvazione della direttiva: "BSA spera che il dibattito abbia fatto luce sulla necessità di una riforma dei brevetti che sia utile a chi innova, grande o piccolo che sia".

Comprensibile l'entusiasmo espresso dai Verdi in alcuni comunicati diffusi ieri, visto quanto si sono battuti per ottenere la bocciatura della direttiva.
Il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, delegato italiano al WSIS dell'ONU, e il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio hanno parlato di due anni "di lunga battaglia, con centinaia di appelli contro la brevettabilità del software, decine di mozioni promosse dai Verdi nei Parlamenti nazionali, e quella che non esiteremmo a definire una delle più grandi mobilitazioni della storia europea". "Hanno vinto - hanno dichiarato - la dignità del Parlamento Europeo e la partecipazione intensa delle nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini contro pochi grandi gruppi che volevano drogare il mercato e mercificare la conoscenza". Secondo Cortiana ora "dobbiamo avviare il processo che porta alla costruzione di una direttiva che valorizzi il software libero, le creative commons e la libera condivisione del sapere".
Marcello Saponaro, consigliere regionale in Lombardia dei Verdi, ha parlato di una vittoria che premia tutti coloro che "si sono mobilitati per fermare i brevetti e sostenere il software libero". "Invitiamo la Commissione Europea - ha anche dichiarato - a prendere atto della scelta del Parlamento ed a non ripresentare proposte in direzione della brevettabilità".

Anche Pietro Folena, indipendente PRC, ha applaudito la scelta dell'Europarlamento "per due motivi: il primo è il merito, perché la direttiva avrebbe danneggiato la libera circolazione dei saperi e favorito i colossi del software americani (...)" e "il secondo motivo di soddisfazione riguarda l'assetto dell'Unione: come ha rilevato il presidente Borrel siamo di fronte ad un fatto storico. Il parlamento ha respinto, per la prima volta, una posizione comune del consiglio dei ministri".

Applausi anche da Intellect, associazione delle imprese hi-tech del Regno Unito, secondo cui "l'attuale sistema ha servito bene gli interessi dell'industria della tecnologia britannica, dando alle imprese, grandi e piccole, l'incentivo per investire in ricerca e la possibilità di proteggere il frutto del proprio lavoro dallo sfruttamento altrui".

"L'intervento del Parlamento Europeo - ha infine dichiarato Attac Italia - ha sancito una volta per tutte che la conoscenza non è una merce a disposizione di chi controlla il mercato, ma rappresenta un bene comune che deve essere tutelato e garantito a ogni livello. Sventata l'offensiva, dobbiamo però interrogarci su quali siano le strade che conducono a una proposta reale e praticabile per una nuova regolamentazione che garantisca "senza se e senza ma" il diritto universale di accesso alle informazioni".
TAG: brevetti
209 Commenti alla Notizia L'Europa respinge i brevetti sul software
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  • Astensione: Pannella e Bonino sulla mozione di rigetto. Questa è dovuta al fatto che avrebbero preferito avere la direttiva emendata con un secco NO ai brevetti software (emendamenti Rocard). Sfortunatamente ci si è dovuti accontentare di un rigetto.


    Ecco la dichiarazione di Marco Cappato dal sito radicali.it:
    "Bonino e Pannella si sono astenuti (insieme a 15 deputati) perché volevano votare sugli emendamenti; volevano votare perché valutavano si potesse vincere nel merito, cioè rafforzare attraverso la direttiva il divieto di brevettabilità.
    Non si tratta dunque di "predicare bene e razzolare male" (avevano anche raccolto una cinquantina di firme su emendamenti ancora più duri di quelli di Rocard), tant'è che molti deputati favorevoli alla brevettabilità si sono uniti al voto per affossare la direttiva, perché ormai avevano paura di perdere sugli emendamenti. In questo modo continueranno ad affidarsi alla benevolenza dell'Ufficio europeo brevetti. Mi pare che l'attività di questo ufficio sia il prossimo necessario terreno di scontro."
    non+autenticato
  • Oggi è una giornata importante per la libertà, la bocciatura della legge sui brevetti sui Software. esprime una speranza che, qualcuno abbia recepito almeno in parte, il fatto che, è assurdo, pretendere di sfornare regole che... poi andranno a favore delle grosse Lobby di potere.

    Per il signor STANCA: "abbi pazienza, guarda che non hai inventato la polvere da sparo!!! E... senza di te il mondo andrà avanti lo stesso".

    Poi, qualunque legge che oggi venga approvata a pro dei grossi del BUSINESS (entità ingorde), sarà come sputare in cielo; lo sputo ricadrà sullo STRONZETTO!!!

    In avanti tutto si sistemerà da solo e... ai potenti non rimarrà altro che compiere la prima operazione: "FARE LA CACCA".

    Un saluto.

    dr. Gian Pietro Bomboi (vedete!! mi firmo).

    bomboi45@hotmail.com
  • ...dalla Fraunhofer Gesellschaft, tedesca appunto.
    Ma allora qualche brevetto esiste già direi?

    Allora di cosa si parla di preciso?

    E secondo voi dove sta il limite? Secondo me ad esempio se uno inventa un sistema di compressione di file veramente innovativo che porta qualsiasi file (magari non si può ma non importa) al 10% della sua dimensione iniziale e vuole brevettarlo per me potebbe avere il dirtto. Oppure che so inventa un sistema di codifica video tutto nuovo e molto migliore (non so se lo H.264 corrisponda qui).

    Quello che invece brevetta che so il click, o un roba che era già in circolazione da un pezzo o una cosa ovvia dovrebbe essere fermato come in ogni altro contesto quando si parla di brevetti: insomma non posso mica andare a brevettare "l'aqua calda".

    Dove sta il limite?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...dalla Fraunhofer Gesellschaft, tedesca appunto.
    > Ma allora qualche brevetto esiste già direi?
    >
    > Allora di cosa si parla di preciso?

    più o meno si sbatte tutto in un calderone perchè il 'cambiamento' fa sempre pauro così invece di discuterne serenamente si tirano fuori scenari apocalittici stile brevetto sul teorema di pitagora

    >
    > E secondo voi dove sta il limite? Secondo me ad
    > esempio se uno inventa un sistema di compressione
    > di file veramente innovativo che porta qualsiasi
    > file (magari non si può ma non importa) al 10%
    > della sua dimensione iniziale e vuole brevettarlo
    > per me potebbe avere il dirtto.

    purtroppo per questioni matematiche non è (non dovrebbe almeno) essere fattibile cmq l'esempio è valido lo stesso.
    sono concorde con te anzi aggiungo che algoritmi di questo genere richiedono anni di lavoro (mica ti viene subito in mente come fare), studi e ricerche.
    senza la garanzia di guadagnarci vincolanto l'algoritmo (per 5 anni circa sarebbe un periodo valido) pochi investiranno tempo e denaro per sviluppare tale algoritmo

    Oppure che so
    > inventa un sistema di codifica video tutto nuovo
    > e molto migliore (non so se lo H.264 corrisponda
    > qui).
    >
    > Quello che invece brevetta che so il click, o un
    > roba che era già in circolazione da un pezzo o
    > una cosa ovvia dovrebbe essere fermato come in
    > ogni altro contesto quando si parla di brevetti:
    > insomma non posso mica andare a brevettare
    > "l'aqua calda".
    >
    > Dove sta il limite?

    dei limiti esistono già, purtroppo la brevettabilità all'americana non è certo l'esempio migliore di una buona legge sui brevetti.
    i limiti si sarebbero dovuti trovare in sede UE ma si è preferito optare per l'ostruzionismo...peccato perchè credo che una buona legge sui brevetti sia salutare sia per l'it/ict sia per le aziende.
    non+autenticato
  • In un post più in basso si afferma che Bonino è pannella si sono astenuti perché loro avrebbero voluto poter votare a favore degli emendamenti.

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1059...

    Mi permetto di postare di nuovo qui la risposta che ho dato a quella tesi, perché ormai quel dibattito è scivolato nelle pagine precedenti, e potrei non ricevere una risposta che invece mi interessa.

    La posizione astensionistica Bonino-Pannella continua a sembrarmi irrazionale. Infatti, a meno che non vi siano motivi procedurali propri al PE che non conosco, delle due l'una:

    (i) Bonino e Pannella avevano ragione, e sarebbe stato possibile vincere gli emendamenti (cosa affermata da Pannella stamane a RR): in questo caso non ti astieni, ma voti a favore e cerchi di portare sulle tue posizioni tutti quelli che sono disponibili;

    (ii) non hai realmente la certezza di riuscirci ed allora, come è avvenuto IMHO saggiamente al PE, voti contro come tutti gli altri. Astenersi non ha fatto realmente danni, *ma cosa sarebbe successo se tutti avessero fatto come voi*?

    La risposta a questa domanda, se ho capito bene, viene data qui

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1059...[...]

    "Per rigettare la direttiva ci voleva la maggioranza qualificata (metà più uno degli aventi diritto al voto), come per far passare gli emendamenti.
    Il rigetto viene votato per primo. Scenario sfigato: quelli contro i brevetti NON votano il rigetto, sperando di avere la direttiva emendata bene. Anche molti di quelli che vogliono la direttiva approvata come è (pro-breveti) non votano il rigetto. Risultato, il rigetto non passa e si inizia a votare gli emendamenti. Ma gli anti-brevetti sono meno di 367 (metà più uno), e nessuno dei loro emendamenti (Rocard) passa... siamo fottuti."

    Se tutti si fossero astenuti, si sarebbe corso il rischio di andare al voto eventualmente perdendo sugli emendamenti. Quindi -mi sembra- Bonino e Pannella, ma anche Sbarbati e Toia, hanno potuto astenersi proprio perché in ogni caso altri stavano votando contro.

    Ripeto, tutto questo a meno dell'esistenza di norme procedurali che non conosco, il che è altamente probabile.
    non+autenticato
  • > Bonino è pannella

    Non è un lapsus, è un refuso. "Bonino e Pannella" come si evince dal resto del post.
    :)
    non+autenticato
  • Forse l'equivoco nasce dal fatto che la certezza/incertezza non c'è stata al momento del voto.
    Il giorno prima c'era incertezza fra entrambe le fazioni. Non ero là, ma immagino che si siano accordate per un rigetto.
    Il giorno del voto, c'era *certezza* che la direttiva venisse rigettata (es. Rocard lo ha detto chiaramente poco prima del voto, se hai seguito l'evento in streaming).
    A questo punto per "puntualizzare" che così non era il risultato ottimale Pannella e Bonino potevano solo o astenersi o votare contro. Qualunque cosa avessero scelto, tu saresti stato qui a criticare ;P
    Nella certezza del rigetto, astenersi voleva probabimente mandare il segnale "non voto per il rigetto perché la situazione viene lasciata non ottimale, non voto contro il rigetto perché concordo che rigettarla è il male minore, mi astengo per segnalare questa mia posizione".
    In ogni caso, perché mi sono anche un po' stancato, quando hai a che fare con gente che per ANNI è contro i brevetti, che si è sbattuta come pochi fino all'ultimo per evitarli, beh, cazz..., non gli si può dare la fiducia che meritano? Non ti puoi fidare che quello cha hanno fatto nel voto lo hanno fatto a ragion veduta? Tu ti stai arrovellando da giorni su di loro, mentre di quelli che baciano i piedi a M$ non ti curi. E' normale? Mi auguro solo che tu abbia usato altrettante energie per contattare i parlamentari, smuovere le PMI, aiutare FFII, donare denaro, etc... ;P
    Marco Menardi
    non+autenticato
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