Diritto/ Provider: responsabilità e casistica

In un momento complesso per la normativa sui diritti e i doveri dei provider, la dott.ssa Valentina Frediani di Consulentelegaleinformatico.it compie una panoramica ragionata, evidenziando leggi, normative e sentenze in materia

Diritto/ Provider: responsabilità e casisticada Consulentelegaleinformatico.it - L'internet provider è una figura professionale essenziale per chi interagisce con internet per passione o lavoro.
I provider possono distinguersi tra network provider - colui che munisce l'infrastruttura tecnologica permettendo la trasmissione del segnale -, hosting service provider - colui che mette a disposizione degli utenti uno spazio del server affinché gli stessi possano disporre del loro spazio sul web, disponibile in rete ed accessibile sempre da chiunque - e access provider - colui che consente l'accesso alla rete -.

Queste figure si pongono come intermediarie tra l'informazione, la notizia posta in rete, ed il destinatario (internauta), potendo spesso sorgere a loro carico responsabilità di vario genere nei confronti di soggetti terzi.
Tali responsabilità possono essere di tipo penale (condotte illecite poste in essere dal provider, per cui diviene titolare di un procedimento penale che può sfociare sia in reclusione che in sanzioni pecuniarie) e/o di tipo civile (risarcimento dei danni provocati mediante la condotta posta in essere).
L'attuale legislazione nazionale manca di una normativa speciale in materia, applicandosi in via analogica la normativa esistente.
Mentre, a livello europeo, la Comunità ha emanato la Direttiva 2000/31/CE con la quale, disciplinando il commercio elettronico, ha definito anche la responsabilità dei prestatori intermediari.

Infatti, all'art. 12 la Direttiva dispone che nella prestazione di un servizio della società dell'informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non sia responsabile delle informazioni trasmesse, a condizione che egli non dia origine alla trasmissione (sarebbe quindi responsabile non tanto quanto provider quanto agente in prima persona), non selezioni il destinatario della trasmissione (selezionando il destinatario, il provider si rende partecipe ed attivo sulla trasmissione dell'informazione) non selezioni né modifichi le informazioni trasmesse (agendo sulle informazioni, diviene ancora una volta agente diretto).
All'articolo successivo, si dispensa il provider da qualsiasi responsabilità in merito alla memorizzazione automatica, intermedia e temporanea delle informazioni che l'utente trasmette dalla rete, a condizione però che non intervenga per modificarle, si conformi alle condizioni di accesso delle informazioni, si conformi alle norme di aggiornamento delle informazioni, non interferisca con l'uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta e utilizzata nel settore per ottenere dati sull'impiego di informazioni e agisca prontamente per rimuovere informazioni che ha memorizzato o per disabilitare l'accesso non appena venga effettivamente a conoscenza del fatto che le informazioni sono state rimosse dal luogo dove si trovavano inizialmente sulla rete o che l'accesso alle informazioni è stato disabilitato oppure che un organo giurisdizionale o un'autorità amministrativa ne ha disposto la rimozione o disabilitazione all'accesso.

L'aspetto più interessante della normativa sta nella disposizione di cui all'art. 15, inerente all'assenza dell'obbligo generale di sorveglianza dei provider sulle informazioni che trasmettono o memorizzano né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite, salvo la discrezionalità di ciascun Stato Membro, di determinare l'obbligo o meno dei prestatori di servizi ad informare senza indugio l'autorità competente, di presunte attività o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi.
9 Commenti alla Notizia Diritto/ Provider: responsabilità e casistica
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  • Chi ha mai lavorato in un provider? Chi, mangiando un pranzo al volo, non ha passato quella mezzora a leggere le email dei clienti?
    Io credo che prima di tutto vadano formulate regole di comportamento e sistemi di controllo di quello che fanno i provider. Poi possiamo decidere se sono responsabili o no di quello che pubblicano..........
    non+autenticato
  • Leggo sul suo sito:

    Hacker: soggetto che si introduce illegalmente nei sistemi informatici altrui.

    La definizione e' palesemente sbagliata, chi si introduce illegalmente in sistemi informatici va sotto il nome di "craker" .
    In caso di dubbi Le consiglio un'attenta visione del JargonFile, reperibile in rete.
    Provi a cercarlo: www.google.com
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ralph
    > Leggo sul suo sito:
    >
    > Hacker: soggetto che si introduce
    > illegalmente nei sistemi informatici altrui.
    >
    > La definizione e' palesemente sbagliata
    Infatti.

    Senza contare altre piccole perle:
    "Spamming: invio non richiesto da parte di terzi di e-mail ad utenti della rete"
    visto che lo spammer e' "terzo" e lo spammato e' "primo" mi chiedo chi siano i "secondi"...

    oppure:
    "Contratto open source: concessione gratuita godimento software e relativo codice sorgente; ne permette la modifica e la riproduzione."
    Incompleto e fuorviante.
    Guai ad approfondire meglio gnu, dopotutto come dice la nostra, i cookies sono in c:/windows/cookies

    oppure:
    "Cibersquatting: occupazione illegale di uno spazio telematico senza alcun titolo.
    Domain grabbing: registrare come propri domini uguali a marchi noti per lucrare sulla rivendita degli stessi."
    Diciamo che il domain grabbing sarebbe il cYbersquatting e che l' "occupazione illegale di uno spazio telematico" sarebbe cracking o forse piu' specificatamente defacing...

    Benvenuta nella rete dott.ssa c'e' sempre bisogno di "esperti" in materia.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Keynote

    > Benvenuta nella rete dott.ssa c'e' sempre
    > bisogno di "esperti" in materia.

    Purtroppo spesso un legale che si occupa di "legge telematica" non si preoccupa preventivamente di conoscere la materia di cui vuole trattare. Ci sono molti esempi illustri, prima fra tutti la definizione di "firma digitale" che era stata commentata su PI qualche tempo fa. Bisognerebbe avere l'umilta, a volte, di affidarsi ad esperti in materia, invece di presumere di conoscere il mondo intero....
    non+autenticato


  • - Scritto da: Keynote
    > - Scritto da: Ralph
    > > Leggo sul suo sito:
    > >
    > > Hacker: soggetto che si introduce
    > > illegalmente nei sistemi informatici
    > altrui.
    > >
    > > La definizione e' palesemente sbagliata
    > Infatti.
    >
    > Senza contare altre piccole perle:

    Scusate, io non so se siano piccole perle o grandi gemme, ma siccome mi occupo di hosting... be'... vorrei sapere se quello che e' scritto nell'articolo e' vero.
    1) c'e' un riferimento ad una direttiva C.E.E. Ma vale in Italia?
    2) sul diritto d'autore si fa riferimento a immagini evidentemente grabbate e software. Vuol dire che se Secondo (cosi' non facciamo flame...:) C&P un articolo di un'altro non rischia la galera? E se io hosting provider mi accorgo che hanno taroccato quell'articolo che devo fare? Rimuovere la pagina?
    3) E se io, oltre a fare hosting, faccio anche webdesign e metto il materiale fornitomi dal cliente e il materiale e' illegale?
    Scusate, ma sono un po' confuso in tutto questo battibecco.
    Marco
    3)
    non+autenticato
  • Beh ok d'accordo pero' se un provider c'ha dentro un sito pedofilo deve pagare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Prisoner
    > Beh ok d'accordo pero' se un provider c'ha
    > dentro un sito pedofilo deve pagare.

    Ma che modo ristretto che hai di vedere le cose. Ma perche' Telecom paga se due mafiosi usano il telefono per organizzare un assassinio?
    non+autenticato
  • Ma caro collega ti sei mai confrontato con un Giudice che non sa cosa è internet??
    non+autenticato


  • - Scritto da: The Prisoner
    > Beh ok d'accordo pero' se un provider c'ha
    > dentro un sito pedofilo deve pagare.

    Complimenti. Una tesi articolata e inoppugnabile esposta con una proprietà di linguaggio esemplare.
    non+autenticato