Contrappunti/ Non solo bombe a Londra

di Massimo Mantellini - Anche SMS italiani: i tragici eventi nella capitale britannica non solo indicano tutte le contraddizioni dei media mainstream alle prese con la rete ma dimostrano anche quanto l'Italia sia indietro

Contrappunti/ Non solo bombe a LondraRoma - Cominciamo con una provocazione: perché mai gli utenti della rete internet dovrebbero mandare i loro contributi fotografici, video o semplicemente testuali ai siti web dei grandi quotidiani? In occasione di eventi drammatici come l'attacco a Londra della settimana scorsa o come quello alle Twin Towers a New York è oggi ben evidente che esista una nuova sussidiarietà dei grandi media, rispetto allo sciame di piccole informazioni che arrivano, da parte dei testimoni oculari, grazie alle nuove tecnologie.

Fateci caso: in occasioni del genere il mestiere del reporter e dell'inviato è oggi destituito della quota principale del proprio significato. Perché ci sarà sempre qualcuno, già sul posto, in grado di raccontare gli eventi. Questo perché oggi esistono strumenti tecnologici di instant publishing (che ruotano tutti, e non a caso, attorno alla rete Internet) che hanno potenzialità ancora non del tutto utilizzate. Il primo che mi viene in mente? Un testimone scatta una foto con il cellulare, spinge un tasto e l'immagine viene caricata su un sito di foto "intelligente" come per esempio Flickr. Da lì, volendo, la testimonianza viene automaticamente ripubblicata su un weblog. Dall'evento alla pubblicazione quanto sarà passato? Non so, forse 5 minuti. In questi casi poi l'efficacia informativa è simmetrica. Tecnologie semplicissime come il "tagging" consentono a qualsiasi lettore, in qualunque parte del mondo di raggiungere le testimonianze appena messe in rete in tempo reale con estrema facilità. Dopo 5 minuti la notizia è online e tutti sanno esattamente dove andarla a cercare. Il reporter del grande quotidiano si sta nel frattempo ancora mettendo il cappotto.

Non è un caso che ieri molta stampa web italiana abbia messo da parte la propria ben nota ritrosia ai collegamenti esterni linkando direttamente la directory delle immagini delle bombe a Londra su Flickr o la schermata di Technorati sugli aggiornamenti del blog di tutto il mondo. Non è un caso che, sempre più spesso (è accaduto anche in occasione dello spaventoso maremoto asiatico del dicembre scorso) i siti web dei grandi quotidiani siano diventati, per loro scelta editoriale, il collettore nel quale si riuniscono i messaggi di testimoni, sopravvissuti e parenti preoccupati in cerca di informazioni. Una funzione di pubblica utilità indubbia.
A questo punto risulterà forse più chiara la "grande contraddizione": negli eventi di maggior rilevanza mediatica la struttura giornalistica, che vive di grandi costi, rassicurazioni sulla qualità e sulla autorevolezza delle informazioni divulgate, orgoglio professionale ed anche soldi (quelli che ogni mattina paghiamo all'edicola acquistando il giornale) chiede ai testimoni di partecipare alla propria attività commerciale. Lo chiede a titolo gratuito, tuttalpiù facendo leva sulla eventuale citazione (che spessissimo manca) del nome del testimone.

E' abbastanza ovvio che questo piccolo cannibalismo non ha molte ragioni di esistere e prima o poi si spegnerà da solo: perché la potenza e la notorietà dei media distribuiti è talmente significativa che già oggi sempre più persone, quando accade un evento drammatico come quello dei giorni scorsi, accende il computer ed apre Technorati e Flickr, Wikinews e Del.icio.us e non certo il sito web di questo o quel quotidiano.

Si tratta ovviamente di una questione culturale: non tutti oggi hanno le conoscenze per capire quali strumenti siano efficaci e quali invece non lo siano nella formazione della notizia. Poi esistono ovviamente anche ostacoli linguistici: gran parte della informazione "on the fly" è oggi veicolata in lingua inglese e per molte persone almeno nel nostro paese questa è una limitazione seria. Ma si tratta solo di questione di tempo.

In questa fase intermedia ed in occasione di eventi drammatici il giornalismo partecipativo viene metabolizzato come "possibile" dai grandi giornali: alcuni lo fanno con eleganza (specie in Inghilterra esiste per esempio una grandissima attenzione ai weblog sia sul Guardian che su BBC che su altri grandi siti informativi) altri meno. "Inviateci le vostre foto", scriveva a chiare lettere e con tono quasi imperativo Corriere.it. Verrebbe da rispondere: "E perchè mai? Sono già su Flickr, andatele a vedere lì". La retorica giornalistica del "grande apporto dei lettori" è tanto pelosa quando ondivaga. Gli stessi lettori che di norma, gestendo weblog o altri esperimenti di grassroot journalism, non passano con la loro attività quotidiana il severo (?) filtro giornalistico dei grandi media, quando accadono simili eventi diventano "preziosi testimoni". L'apporto dei lettori è quindi ottimo e abbondante quando partecipa alla formazione degli utili dell'impresa, fastidioso, tediosamente amatoriale e chissà cosa altro in ogni diversa occasione.

E' abbastanza evidente che da questa contraddizione sarà necessario prima o poi uscire.

Capire Internet e la sua ineluttabilità è il punto. Comprenderne la conoscenza distribuita e il suo valore è un altro punto. In Italia siamo ancora molto indietro in questa necessaria presa di coscienza. Basti pensare ad un altro evento occorso nella mattina di giovedì scorso. A poche ore dalla strage di Londra qualcuno alla Unità di Crisi della Farnesina ha avuto la bella idea di inviare decine di migliaia di SMS agli italiani residenti in Inghilterra. Tenete presente che nella mattina di giovedì per un effetto domino già verificatosi in altre occasioni, molto simile a quanto accade quando un sito web è raggiunto da troppi contatti, prima la rete di telefonia mobile poi quella di rete fissa londinese sono crollate sotto il peso delle troppe comunicazioni aperte. In questo contesto drammatico, una città di milioni di abitanti paralizzata, senza mezzi pubblici e quasi senza contatti telefonici, cosa fa il nostro Ministero degli Esteri preoccupato del proprio "particulare"? Spamma la rete barcollante di telefonia della capitale inglese con i propri (la Farnesina dice 60.000, ma probabilmente molti di più) pressochè inutili messaggini. Londra non è Banda Aceh ed è piuttosto improbabile che qualcuno non sapesse cosa stava accadendo. Pensate inoltre cosa sarebbe accaduto se ogni singolo stato del pianeta avesse fatto lo stesso. Un comportamento tanto irresponsabile quanto legato ad una visione assai ristretta degli interessi in campo che solo in un paese che non capisce la tecnologia può essere messo in atto.

Massimo Mantellini
Manteblog


I precedenti editoriali di M.M. sono disponibili qui
81 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Non solo bombe a Londra
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  • Qualcun altro come me ha gentilmente chiesto chiarimenti alla Farnesina?

    To: relazioni.pubblico@esteri.it

    "Mi piacerebbe molto sapere com'è che il giorno 07.07.05 vi è venuta la brillante idea di mandarmi un messaggio non richiesto sul mio cellulare (il cui numero è privato), nemmeno per darmi qualche informazione utile, ma per dirmi QUELLO CHE DOVEVO FARE.

    Avete spedito 60000 SMS.
    60000 SMS per l'Italia. Popolazione italiana = 60 milioni. Nel mondo siamo sui 6 miliardi. Se tutti gli stati avessero fatto la stessa cosa sarebbero piovuti 6 milioni di SMS tutti "contemporaneamente". Naturalmente, gli altri stati non l'hanno fatto...

    Non è venuto in mente a nessuno che le reti dei cellulari potessero essere un tantino imballate, e che avete soltanto aggravato il problema, per rendermi il grande servizio di dirmi QUELLO CHE DOVEVO FARE?

    Vi ringrazio per usarmi l'accortezza di EVITARLO, la prossima volta.

    A bocca aperta
    Marco e XXXXXX"


    ==================================
    Modificato dall'autore il 12/07/2005 0.04.20

  • - Scritto da: Fiamel

    > Avete spedito 60000 SMS.
    > 60000 SMS per l'Italia. Popolazione italiana = 60
    > milioni. Nel mondo siamo sui 6 miliardi. Se tutti
    > gli stati avessero fatto la stessa cosa sarebbero
    > piovuti 6 milioni di SMS tutti
    > "contemporaneamente". Naturalmente, gli altri
    > stati non l'hanno fatto...
    >

    Sbagliato, sarebbero piovuti sms pari al numero di stranieri presenti a londra in quel giorno. Il rapporto popolazione/stranieri presenti a londra varia da stato a stato. In ogni caso, anche se gli stranieri fossero pari al 60% della popolazione di londra, 6 milioni di SMS non sono un gran traffico.

    non+autenticato

  • Mantellini critica l'invio di 60.000 SMS a Londra. Come è stato evidenziato in qualche altro messaggio, è ridicolo pensare che una mole di dati dell'ordine dei 10 megabyte, asincrona (contrariamente alle telefonate), possa contribuire a mettere in ginocchio una rete da dieci milioni di utenti. Inoltre se Londra può venir messa in ginocchio da qualche decina di migliaia di SMS, cosa doveva succedere alla rete italiana quando sono stati spediti gli SMS elettorali? Qualche decina di milioni di messaggi per una popolazione di sole 5/6 volte quella di londra. Facendo il paragone doveva esplodere, visto che era una quantità di dati che come ordini di grandezza sul un migliaio di volte tanto.

    Sull'utilità degli SMS, chi se ne importa se non sono arrivati immediatamente dopo il fatto. Sicuramente avranno inviato oltre al messaggio "C'è un attentato terroristico", anche numeri utili ed indirizzi a cui rivolgersi (es. Ambasciata), che sono utili per tutti:
    - per chi ha avuto la fortuna di essere da un'altra parte, per comunicare allo stato italiano che sta bene, e che quindi non vanno sprecate risorse per cercarlo come disperso;
    - per chi è stato sfortunato, ancor di più, visto che tramite quei numeri ed indirizzi poteva chiedere il supporto dello stato italiano, sia dal punto di vista informativo che pratico
    non+autenticato
  • mmm... sagace quanto inefficace commento ingegneristico.
    Perché comunque non tieni conto che la Farnesina ha inviato gli sms ore dopo gli eventi. Ossia quando la tragedia era divenuta di dominio più che pubblico.
    E gli sms ormai erano inutili.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > mmm... sagace quanto inefficace commento
    > ingegneristico.
    > Perché comunque non tieni conto che la Farnesina
    > ha inviato gli sms ore dopo gli eventi. Ossia
    > quando la tragedia era divenuta di dominio più
    > che pubblico.
    > E gli sms ormai erano inutili.

    Come ho già detto erano in ogni caso utili, dato che potevano fornire indicazioni su chi e dove rivolgersi, fosse anche solo per indicare che "siamo vivi, non metteteci nella lista dei dispersi"
    non+autenticato

  • > Sull'utilità degli SMS, chi se ne importa se non
    > sono arrivati immediatamente dopo il fatto.
    > Sicuramente avranno inviato oltre al messaggio
    > "C'è un attentato terroristico", anche numeri
    > utili ed indirizzi a cui rivolgersi (es.
    > Ambasciata), che sono utili per tutti:

    Ecco un altro furbone. Oh, ignorantello, prima di scrivere qualche menata a casaccio e farci sopra una torta nuziale, perché non ti informi?
    Gli utilissimi messaggi dicevano di chiamare casa per informare sullo stato di salute. E basta. Di indubbia utilità...
  • Israele era stata avvertita delle bombe:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?...

    ...."Scotland Yard afferma di aver ricevuto una segnalazione prima dell'attacco e di aver avvertito Israele.
    L'ambasciata Israeliana a Londra è stata avvertita in anticipo, e come risultato il Ministro delle Finanze Binyamin Netanyahu è rimasto nella sua stanza d'albergo piuttosto che recarsi nell'hotel adiacente al sito della prima esplosione, una stazione metropolitana di Liverpool Street, dove doveva parlare ad un summit economico.” ....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Israele era stata avvertita delle bombe:
    > http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?
    >
    > ...."Scotland Yard afferma di aver ricevuto una
    > segnalazione prima dell'attacco e di aver
    > avvertito Israele.
    > L'ambasciata Israeliana a Londra è stata
    > avvertita in anticipo, e come risultato il
    > Ministro delle Finanze Binyamin Netanyahu è
    > rimasto nella sua stanza d'albergo piuttosto che
    > recarsi nell'hotel adiacente al sito della prima
    > esplosione, una stazione metropolitana di
    > Liverpool Street, dove doveva parlare ad un
    > summit economico.? ....

    Tutto quello che Mantellini e i suoi sherpa si sono affannati a dimostrare (cioè blog molto meglio di informazione "ufficiale") è annullato da questo post. Ma come si fa a dare credito a persone che si inventano di tutto pur di vedere complotti a destra e manca?
  • auauauaauaua
    posti notizie fake per sostenere le tue tesi???

    ps: ti sei dimenticato di dire che siamo antisemiti!!!





    - Scritto da: abbasso
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Israele era stata avvertita delle bombe:
    > >
    > http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?
    > >
    > > ...."Scotland Yard afferma di aver ricevuto una
    > > segnalazione prima dell'attacco e di aver
    > > avvertito Israele.
    > > L'ambasciata Israeliana a Londra è stata
    > > avvertita in anticipo, e come risultato il
    > > Ministro delle Finanze Binyamin Netanyahu è
    > > rimasto nella sua stanza d'albergo piuttosto che
    > > recarsi nell'hotel adiacente al sito della prima
    > > esplosione, una stazione metropolitana di
    > > Liverpool Street, dove doveva parlare ad un
    > > summit economico.? ....
    >
    > Tutto quello che Mantellini e i suoi sherpa si
    > sono affannati a dimostrare (cioè blog molto
    > meglio di informazione "ufficiale") è annullato
    > da questo post. Ma come si fa a dare credito a
    > persone che si inventano di tutto pur di vedere
    > complotti a destra e manca?
    non+autenticato
  • sraele era stata avvertita, avanzano le operazioni di copertura

    Propaganda Matrix | 7 luglio 2005

    BREAKING: Tempestiva copertura per cercare di cambiare la storia iniziale.

    Gli articoli pubblicati originariamente riportavano che Binyamin Netanyahu era stato avvisato PRIMA della prima esplosione, adesso tutti gli articoli dell'Associated Press sono stati cambiati per dire che egli è stato avvisato DOPO la prima esplosione, per esempio questo articolo.

    L'articolo linkato nel seguito che noi abbiamo salvato nel nostro formato (ed il sito che lo conteneva è stranamente andato in tilt) diceva che Netanyahu è stato avvisato prima dell'esplosione iniziale.

    Israele adesso nega di essere stata avvisata.

    BREAKING: Scotland Yard afferma di aver ricevuto una segnalazione prima dell'attacco e di aver avvertito Israele.

    ?L'ambasciata Israeliana a Londra è stata avvertita in anticipo, e come risultato il Ministro delle Finanze Binyamin Netanyahu è rimasto nella sua stanza d'albergo piuttosto che recarsi nell'hotel adiacente al sito della prima esplosione, una stazione metropolitana di Liverpool Street, dove doveva parlare ad un summit economico.? (articolo integrale)

    L'avvertimento contraddice la spiegazione originaria dell'interruzione dell'energia elettrica per un'ora o più. Sapevano che c'era un attacco ma hanno rilasciato false spiegazioni. In più, perchè Netanyahu ha ricevuto l'avvertimento e le vittime no?

    Ci hanno detto che gli eventi accaduti oggi erano ?inevitabili?, la rete di trasporti di Londra è stata colpita con esplosioni multiple. Sia la metropolitana che i bus sono stati colpiti.

    Noi abbiamo predetto che questo sarebbe accaduto oltre un anno fa, dopo aver analizzato la propaganda e l'allarmismo che stava lentamente avvolgendo Londra. Paul Joseph Watson ha predetto questi eventi come imminenti diverse volte durante il nostro programma The Alex Jones Show dei mesi scorsi.

    Tony Blair non è a Londra ma al sicuro in Scozia con altri 7 leaders mondiali incluso il presidente Bush. Questa settimana gli occhi di tutti i politici del mondo sono puntati sull'Inghilterra. Il Sindaco di Londra Ken Livingstone è a Singapore dove l'IOC (Comitato Olimpico Internazionale) ha appena premiato i Giochi Olimpici a Londra, farà subito ritorno in città .

    Proprio come il l'11 settembre, provate a chiedervi, chi ci guadagna da tutto questo? Da chi potrebbe essere stato organizzato se non da un gruppo che ha accesso diretto ed illimitato a tutte le aree del sistema dei trasporti londinesi a tutte le ore?

    Le somiglianze con le bombe di Madird del 3/11/04 che noi abbiamo continuamente evidenziato come un'operazione interna dell'Intelligence sono totali, con bombe su treni separati programmate per la detonazione a pochi minuti di distanza l'una dall'altra mentre i treni si avvicinavano alle stazioni. I così detti perpetratori furono rapidamente collegati ad una cellula di ?Al Qaeda? in Europa ma più tardi noi riportammo che erano collegate ai Servizi Segreti Spagnoli. Poi essi misteriosamente si suicidarono mentre questa informazione stava trapelando. Divenne poi ovvio che il governo Spagnolo stava usando gli attentati dinamitardi per il proprio tornaconto e molta gente scese nelle strade della Spagna per dichiarare di essere consapevoli che il loro governo si celava dietro gli attacchi. Parte dell'Intelligence fu sospesa dal servizio per decisione del governo, noi ci aspettiamo che lo stesso accada in Inghilterra dopo gli attacchi di oggi.

    Tutto questo porta la firma del MI5. Guardate la vicenda sulla legislazione della carta d'identità nazionale (ID card). Solo il 15% del paese ha supportato il governo dopo le ultime elezioni., e questo fatto dà molta preoccupazione al sofisticato Blair. Ken Livingstone e i partiti di opposizione adesso non avranno alcuna giustificazione per rifiutare la legislazione sull'ID card, specialmente con le Olimpiadi che si terranno nel 2012 a Londra.

    Le misure di Stato di Polizia copriranno ogni forma di trasporto. In pratica, non si potrà viaggiare se sprovvisti della carta d'identità . Sebbene le operazioni dell' MI5 siano molto più sofisticate di cose come il 9/11, il collegamento con il governo è molto più coperto. L'MI5 è stato scoperto in passato coinvolto in numerosi attacchi dinamitardi dell'IRA.

    In pratica, a seguito degli attacchi su diverse sezioni dei mezzi di trasporto si dovrà predisporre la presenza di polizia in quelle aree. Adesso saranno sul bus, metropolitane ecc..

    Il complesso dell' industria militare ha la motivazione per questa ultima atrocità . Ognuno dei principali governi occidentali, incluso quello inglese, è stato scoperto essere colpevole di aver usato bombe contro la propria gente ed aver incolpato un nemico esterno. E' di pubblico dominio che il governo della Spagna era coinvolto nell'attentato dell'11 marzo.

    L'attentato di Londra del 7 luglio non è niente di diverso. Gli spettri del governo sono adesso tutti in televisione a seminare il terrore ed incoraggiare la gente ad avallare la guerra al terrore. Supportate le nostre parole ed il nostro lavoro, smascherate chi trae potere dal terrorismo, o la nostra libertà sarà persa.

    Ore dopo gli attacchi i mass media stanno ancora fornendo ampi servizi sull'accaduto. Ci aspettiamo ancora di vedere centinaia di racconti dai testimoni oculari e immagini dalle stazioni dei treni. Il reporter indipendente Simon Aronowitz, che è in contatto con la BBC, ha riferito che i giornalisti stanno producendo servizi su situazioni altamente irregolari.

    Sembra che l'informazione rilasciata per il pubblico britannico sia stata attentamente adattata.

    Fonte: http://www.propagandamatrix.com/articles/july2005/...
    non+autenticato
  • L'attentato è opera mia. Ho anche architettato quello delle torri gemelle. E la sai una cosa? "Yellow Submarine" è un plagio, i testi non sono dei Beatles... sono miei.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Carcarlo
    > Vorrei aggiungere alcune considerazioni a quanto
    > detto da Konz.
    > Io non preclusioni contro l'informazione "dal
    > basso", molti siti che frequento sono di questo
    > tipo (Indymedia su tutti).

    IDEM (escluso Indymedia)

    > La questione fondamentale è che per raccontare un
    > fatto o dare informazioni bisogna saperlo fare, e
    > spesso chi si improvvisa giornalista o
    > "informatore" non ne ha la capacità.

    Bombe a Londra. STOP
    Esplosioni nella metropolitana e su altri mezzi pubblici. STOP
    Ci sono morti e feriti. STOP
    Probabile attacco terroristico. STOP

    Non credo ci voglia un Indro Montanelli per comunicare gli aspetti sopracitati. Il fatto è che qui si usa impropriamente il termine "informare" quando sarebbe più corretto "documentare".

    > Io non sono un giornalista e credo che ogni
    > mestiere abbia le sue difficoltà (se fatto con
    > criterio), raccontare un accadimento non è
    > affatto facile. Anche il reporter che scatta le
    > fotografie ha una preparazione professionale, ed
    > infatti spesso le foto amatoriali sono, oltre che
    > di pessima qualità, anche scarsamente
    > documentative.

    Quindi ??

    Qui non si discute se sia meglio la foto professionale o quella scattata dal telefonino. Qui si discute sul fatto che è meglio una foto non professionale rispetto a nessuna foto !

    > Il discrimine non deve essere tanto fra
    > informazione "industriale" (giornali, tv e media
    > fini di lucro) e no-profit /scarso-profitSorride ma
    > nella qualità della notizia.

    Concordo !

    > Un giornalista preparato e serio avrà certamente
    > più capacità di raccontare un evento, di
    > coglierne i dettagli e i vari rapporti di
    > interconnessione con altri eventi che non un
    > "blogger qualsiasi" animato solo dalla sete di
    > apparire e aumentare il proprio contatore
    > d'accessi; blogger che magari scrive il pezzo in
    > 4 minuti.

    Ribadisco il concetto espresso anche da Martellini: il "giornalista preparato" è attaccato al terminale dove scorrono le news battute dall'ANSA o da REUTERS. Quando l'evento succede lui è ancora in ufficio !

    > Con questo non dico che l'informazione
    > professionale sia sempre ottima, anzi spesso su
    > argomenti tecnici (nel settore tecnologico ad
    > esempio) si trovano nei blog pezzi più precisi e
    > informativi. Ma questo perché quel professionista
    > non era così professionale, insomma non si
    > atteneva a quegli standard di qualità che la sua
    > mansione richiederebbe.

    Interessante questo punto di vista; quindi secondo te un giornalista si comporta in maniera grossolana e poco professionale quando tratta certi argomenti (ad es. argomenti tecnici), mentre diviene meticoloso e professionale quando ne tratta altri (ad es. politica interna) ??

    > In fondo la fortuna dei blogger è anche dovuta
    > alla scarsa professionalità e qualità di molti
    > giornalisti.

    VERO !

    > Non è aumentando la massa di rumore
    > informativo che si migliora l'informazione.

    Un assioma difficile da dimostre. IMHO è vero il contrario !
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > La questione fondamentale è che per raccontare
    > un
    > > fatto o dare informazioni bisogna saperlo fare,
    > e
    > > spesso chi si improvvisa giornalista o
    > > "informatore" non ne ha la capacità.
    >
    > Bombe a Londra. STOP
    > Esplosioni nella metropolitana e su altri mezzi
    > pubblici. STOP
    > Ci sono morti e feriti. STOP
    > Probabile attacco terroristico. STOP

    Che notizia sarebbe? Sembra una velina governativa piuttosto.

    > Non credo ci voglia un Indro Montanelli per
    > comunicare gli aspetti sopracitati. Il fatto è
    > che qui si usa impropriamente il termine
    > "informare" quando sarebbe più corretto
    > "documentare".

    Beh ma il giornalista deve cercare anche di analizzare il fatto, capire come dove, se i morti ci sono, quanti sono, indagare personalmente, controllare le fonti, sentire testimoni. Quante esplosioni? che tipo di bombe? che cosa hanno visto quelli che erano lì?
    Mica può fidarsi delle versioni ufficiali... deve saper indagare e ricostruire il fatto, mettendo in luce eventuali incongruenze, anomalie ecc.



    > > Io non sono un giornalista e credo che ogni
    > > mestiere abbia le sue difficoltà (se fatto con
    > > criterio), raccontare un accadimento non è
    > > affatto facile. Anche il reporter che scatta le
    > > fotografie ha una preparazione professionale, ed
    > > infatti spesso le foto amatoriali sono, oltre
    > che
    > > di pessima qualità, anche scarsamente
    > > documentative.
    >
    > Quindi ??
    >
    > Qui non si discute se sia meglio la foto
    > professionale o quella scattata dal telefonino.
    > Qui si discute sul fatto che è meglio una foto
    > non professionale rispetto a nessuna foto !

    Beh grazie al piffero! Meglio qualcosa che niente. Ma da qui a dire che un qualsiasi truzzo col fotofonino possa improvvisarsi reporter ce ne vuole. L'uno non esclude l'altro, e non si deve sminuire l'importanza di chi fa quella professione con grande preparazione e qualità di risultati.

    [...]
    > > Un giornalista preparato e serio avrà certamente
    > > più capacità di raccontare un evento, di
    > > coglierne i dettagli e i vari rapporti di
    > > interconnessione con altri eventi che non un
    > > "blogger qualsiasi" animato solo dalla sete di
    > > apparire e aumentare il proprio contatore
    > > d'accessi; blogger che magari scrive il pezzo in
    > > 4 minuti.
    >
    > Ribadisco il concetto espresso anche da
    > Martellini: il "giornalista preparato" è
    > attaccato al terminale dove scorrono le news
    > battute dall'ANSA o da REUTERS. Quando l'evento
    > succede lui è ancora in ufficio !

    Beh dai, codesto è qualunquismo. E' pieno di giornalisti che fanno quello che dici tu, ovvero riciclano le notizie Ansa, però ci sono altrettanti validi professionisti che conducono inchieste e vanno sul campo.
    Dire che tutti i giornalisti sono ricamatori di lanci d'agenzia mi pare ridicolo.

    > > Con questo non dico che l'informazione
    > > professionale sia sempre ottima, anzi spesso su
    > > argomenti tecnici (nel settore tecnologico ad
    > > esempio) si trovano nei blog pezzi più precisi e
    > > informativi. Ma questo perché quel
    > professionista
    > > non era così professionale, insomma non si
    > > atteneva a quegli standard di qualità che la sua
    > > mansione richiederebbe.
    >
    > Interessante questo punto di vista; quindi
    > secondo te un giornalista si comporta in maniera
    > grossolana e poco professionale quando tratta
    > certi argomenti (ad es. argomenti tecnici),
    > mentre diviene meticoloso e professionale quando
    > ne tratta altri (ad es. politica interna) ??

    Forse non mi sono spiegato bene? Ho detto che se il giornalista è cialtrone confeziona orrori, non se agisce da professionista.

    > > Non è aumentando la massa di rumore
    > > informativo che si migliora l'informazione.
    >
    > Un assioma difficile da dimostre. IMHO è vero il
    > contrario !

    Non credo che aumentando le voci a dismisura la qualità dell'informazione percepita dal singolo abbia notevoli vantaggi. Boh su questo potremmo discutere. Però noto che spesso troppo rumore genera solo confusione e non aiuta ma frastorna.
  • ACHTUNG: email e telefonate controllate!
    Attenzione perche' c'e' la "proposta inglese di estendere e rendere più meticolosa l'archiviazione e il controllo delle comunicazioni elettroniche e telefoniche!!!
    La questione sarà dibattuta mercoledì prossimo, nel consiglio straordinario dei ministri degli interni.
    La Gran Bretagna, che detiene la presidenza di turno dell'Unione..."
    http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/esteri/lon...

    non+autenticato
  • > ACHTUNG: email e telefonate controllate!


    Ben sveglio, ti sei perso il sommario stamattina?Sorride http://punto-informatico.it/p.asp?i=54010&r=PI
    non+autenticato
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