Washington assediata dalle telecamere

Il timore di attentati figlia di nuovo: questa volta si tratta della capitale americana, dove sono in via di installazione centinaia di cam nei luoghi pubblici

Washington (USA) - Proteggere la popolazione da possibili nuovi attentati terroristici. Questo lo scopo ufficiale di una clamorosa decisione varata dalla capitale americana, quella di tenere sotto controllo visivo mezza città.

In uno dei periodi più difficili per la sicurezza negli Stati Uniti dopo le tragedie dell'11 settembre, la polizia di Washington ha maturato la decisione di installare centinaia di videocamere nei centri commerciali e in molti altri luoghi tradizionalmente affollati dai cittadini.

Questi nuovi sistemi di videosorveglianza vanno a sommarsi a quelli già esistenti in altre parti della città, come nelle metropolitane e in alcune delle principali vie cittadine.
Della questione ha informato in un articolo il Wall Street Journal, secondo cui le autorità sostengono l'inevitabilità delle nuove installazioni dopoché nei giorni scorsi il procuratore generale John Ashcroft ha rilasciato un warning di "massima allerta" per le forze di polizia.

A contrastare la decisione sono naturalmente le associazioni dei diritti civili, secondo cui la sorveglianza continua degli spostamenti dei cittadini e in particolare la videosorveglianza rappresentano una inaccettabile violazione della privacy. Una posizione resa ancora più dura dal fatto che la polizia non esclude di ricorrere anche all'installazione di strumenti di riconoscimento facciale, tecnologie biometriche che permettono di confrontare il volto dei passanti registrati dalle telecamere con quelli dei database contenenti le schedature della polizia.
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