Canada, bavaglio europeo per i siti dell'odio

I vicini di casa degli USA si uniscono alla UE e siglano un accordo internazionale per combattere aspramente ogni manifestazione elettronica di pensieri razzisti e revisionisti

Bruxelles - Irwin Cotler, guardasigilli canadese, ha inaugurato una nuova stagione per la Rete dell'ex colonia europea, con la ratifica di un allegato al protocollo della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica - un trattato che comprende un ventaglio di strategie contro la frode e la pirateria.

Questo allegato, condiviso da tutti i membri della UE ma non dagli USA, introduce misure repressive contro i cosiddetti siti dell'odio. Proprio come in Europa, i siti web che pubblicano propaganda razzista e revisionista appoggiandosi a server canadesi rischiano adesso dure sanzioni. Cotler si è dichiarato ottimista verso la ratifica di ulteriori accordi in materia, perchè "la proliferazione dell'odio in Rete non si può combattere unilateralmente, ma solo con l'appoggio di altri paesi".

Immancabilmente turbato dai tragici eventi di Londra, il Ministro per la Giustizia canadese sostiene che "l'odio genera terrorismo: combattere l'odio significa combattere il terrorismo". Lo stato canadese ha suggellato simbolicamente la novità giuridica con la condanna per reato d'opinione di David Ahenakew, vecchio gran capo delle comunità indigene del Saskatchewan. L'anziano 71enne è costretto a pagare una multa di 1000 dollari canadesi (circa 700 euro) per avere affermato che "l'olocausto ebraico è una bugia".
Finora il web canadese è stato tutelato da un codice di autoregolamentazione firmato dai singoli ISP che metteva al bando ogni tipo di informazione lesiva nei confronti di minoranze etniche, donne ed appartenenti ad altre religioni. Con la ratifica di questo patto multilaterale, snobbato dagli USA in nome della tradizionale libertà assoluta d'espressione, la polizia canadese potrà arrestare i detrattori delle categorie sociali a rischio. "La xenofobia, la paura della diversità e dell'immigrato sono problemi che dobbiamo risolvere immediatamente, perchè fanno parte della società di oggi", dichiara fermamente il ministro Cotler.

I membri della Canadian Association for Freedom of Expression hanno condannato all'unanimità questa linea d'azione anti-odio, accusata di essere fortemente ideologizzata. L'unico risultato, secondo molti osservatori, è che revisionisti e neonazisti "emigreranno" dal Canada agli Stati Uniti: secondo il Centro Simon Wiesenthal, il numero di pubblicazioni online che incitano all'odio tra etnie e culture differenti ha raggiunto quota 5000 negli ultimi 12 mesi. Un dato poco incoraggiante: i "bavagli" internazionali non sembrano fermare la nascita di siti che istigano all'intolleranza. Un fenomeno che colpisce soprattutto ebrei, africani ed islamici. Ma il Centro Wiesenthal, la più importante organizzazione a combattere nel mondo razzismo, xenofobia e revisionismo, ha già espresso in passato la sua contrarietà alla censura.

Famosissimo è il caso di Ernst Zundel, studioso appartenente ad una scuola di pensiero spiccatamente antisionista. Bandito dai paesi appartenenti all'intesa internazionale promossa dal Consiglio Europeo, ha pensato di continuare a professare la propria idea spostando le sue pubblicazioni su un server americano. Almeno da questo punto di vista, Zundel sembra aver azzeccato la mossa.

Tommaso Lombardi
TAG: censura
19 Commenti alla Notizia Canada, bavaglio europeo per i siti dell'odio
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  • dovete cercare di leggere fra le righe, alle volte l'obiettivo non e' quello che sembra Occhiolino

    Magari si vuole porre il problema all'attenzione di molte più persone facendolo diventare illegale ... senza turbare la suscettibilità di alcune persone o lobby ....

    Non sostengo niente, ma la seconda querra mondiale ha lasciato molti domande senza risposte ed è naturale che questa posizione dell'UE e Canada ci faccia porre domande che non ci eravamo mai posti.
    non+autenticato
  • Sono parole largamente strumentalizzate. Specialmente da chi accusa di "razzismo" qualsiasi commento e/o idea sgradevole e/o critica (da vedere, in questo caso, l'uso che ne ha sempre fatto la sinistra europea e soprattutto italiana).

    XENOFOBIA da xenon e phobeo, "temere in modo irrazionale ciò che viene dall'esterno". Accusare una persona di xenofobia solo perchè non sopporta i musulmani (per motivi x,y,z) è giusto?

    Molte volta la cosiddetta "xenofobia" moderna non è affatto irrazionale. Molti politici dovrebbero riflettere su questo, prima di parlare di xenofobia. Molti estremisti di sinistra dovrebbero saperlo, prima di incitare al "linciaggio del fascista di turno" (questo, ovviamente, non è affatto xenofobo sotto i loro occhi).
    E' buffo che la stessa voce, al plurale latinizzato (xenia) significhi "doni ed omaggi per l'ospitalità".

    Veniamo a RAZZISMO. E' una teoria sociale che si basa sul paradigma biologico della superiorità razziale e genetica, nato alla fine del 1800 per dare una ragione in più al colonialismo sfrenato. L'uomo bianco entrava in contatto con realtà sempre più disparate: dall'India fino all'Indocina, dall'Australia fino all'Africa nera subsahariana. Risultato? Un vero "filone di pensiero" che sosteneva l'unicità biologica dei bianchi: i loro "geni" sarebbero stati responsabili del progresso scientifico e culturale.

    Naturalmente questa teoria (abbracciata da quasi tutta la comunità scientifica del tempo) decadde alla svelta e fece posto a nuove teorie cognitiviste per spiegare la competizione e l'evoluzione di culture distanti ma... dico io, accusare qualcuno di RAZZISMO semplicemente perchè dice "io odio gli albanesi, sono tutti ladri"? E' giusto? Nei cosiddetti "siti dell'odio" non viene mai detto "gli albanesi sono antropologicamente e biologicamente inferiori", o cose del genere, ad esempio.
    I politici lo sanno, i supersinistroidi pure. Solo che va di moda spiattellare l'etichetta di "razzista" addosso a qualsiasi tipo di discriminazione (anche quelle "giuste") basate su statistica e su dati reali... magari condite da cattiva informazione e pregiudizio ma... quasi mai fondate su quel "paradigma razziale" che creò tanta confusione nel secolo scorso.

    That's my 2 cent
    non+autenticato
  • > Molte volta la cosiddetta "xenofobia" moderna non
    > è affatto irrazionale.

    Quoto, anche se Cobalto scriverà che sono PIETOSO.

    Un atteggiamento xenofobo può nascere dai timori che una massiccia immigrazione possa mettere in pericolo l'identità del proprio gruppo etnico. Oppure dal non volere che la propria zona si riempia di case, strutture e costruzioni per effetto dell'aumentata popolazione. In sintesi, perché non tutti sono disposti a sacrificare se stessi per il bene di altri.

    Ma queste sono cose che - uuh! - non si possono dire o si è "antistorici". Se da destra non si hanno remore particolari nel teorizzare censure di ogni tipo, la posizione della sinistra sembra l'ipocrita "tutti possono parlare, ma certe cose non si possono dire".

    Nessuno, presumo nemmeno Cobalto, riempirebbe casa sua di letti a castello per ospitare bisognosi, nostrani o immigrati: certe iniziative, pur non necessariamente disapprovandole, la razionalità media le lascia ai santi e ai visionari. E allora, perché ciò che non è razionale fare in casa tua dovresti ammetterlo nel tuo paese? Perché il paese non lo consideri alla stessa stregua di "casa tua" e di ciò che succede oltre la tua soglia privata non ti importa più di tanto? Forse a monte di tutto c'è lo scarso senso degli italiani per il bene collettivo.
  • Bloccare siti Revisionisti ( e perchè no, anche razzisti) si chiama CENSURA DI REGIME atta a mantenere le cose come stanno. Abbiamo imparato ormai che Hitler è cattivo e l'USARMY è il salvatore del mondo... ma basta con la repressione di idee!
  • Reato di opinione? Come può esistere una cosa del genere?
    Ok si parla di istigare all'odio e all'intolleranza, ma il razzismo di alcune persone ha delle cause (in genere l'ignoranza, un'educazione sbagliata o traumi di qualche tipo), non nasce da sola, la repressione non fa che dare una giustificazione in più a queste persone.

    Come ho già detto in altra occasione: temo forse di più le reazioni dei governi a intolleranza e terrorismo che non intolleranza e terrorismo stessi.


    non+autenticato
  • > Reato di opinione? Come può esistere una cosa del
    > genere?

    l'ennesimo imbroglio funzionale alla repressione.

    proibendo tutto ma proprio tutto... alla fine nessuno potra' dire al potente di turno: tu rubi. questo perche' si troverebbe automaticamente blindato per una qualunque delle infinite proibizioni.

    trovo un pelo offensivo dire questo o quello non si puo' dire perche' la gente non e' in grado di distingure.

    senza contare del bavaglio che si vuol mettere all'informazione alternativa.

    se non altro negli USA si puo' ancora dire liberamente quello che si pensa... scusate se e' poco.
    non+autenticato
  • > > Reato di opinione? Come può esistere una cosa
    > del
    > > genere?

    Certo che siete proprio degli ingenui. In Italia i reati di opinione esistono da sempre....
    non+autenticato
  • ...e questo cosa significa?

    il fatto che esistano da sempre li rende una cosa più giusta? E solo una perversione che dura da sempre.

    ingenuo
    non+autenticato
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