Accordo ONU, prezzi dei cellulari in aumento?

L'intesa destinata ad ottimizzare lo smaltimento ed il riciclaggio dei rifiuti hi-tech potrebbe riverberarsi sui listini dei telefonini

Londra - Le Nazioni Unite hanno in progetto un accordo, a livello mondiale, sullo smaltimento di telefoni cellulari, contenenti metalli e altre sostanze pericolose (platino, oro, rame, alluminio e magnesio, oltre alla plastica). In seguito a questo accordo c'è chi prevede un aumento dei prezzi dei cellulari stessi.

Il progetto vede coinvolti, oltre all'ONU, industrie di smaltimento rifiuti, produttori (come Nokia) e operatori di telefonia mobile (come Vodafone), e si fonda su quanto stabilito nella Convenzione ONU di Basilea sul controllo e lo smaltimento dei rifiuti.

I contenuti del progetto potrebbero essere inclusi in accordi già esistenti, e in corso di attuazione, in Europa, Nordamerica e Giappone, in vista di una conferenza decisiva il prossimo anno in Africa.
Una decisa conferma sull'importanza di un "accordo quadro" internazionale sul trattamento di questa tipologia di rifiuti viene dal Bureau of International Recycling, che ha sede a Bruxelles e che tra i suoi componenti annovera l'australiana Sims Group Limited, leader del mondo nel riciclaggio, e la tedesca Verein Deutscher Metall-Handler EV.

"In pratica speriamo che ogni progetto avviato diventi sostenibile e questo diventi un percorso consolidato per avviare i rifiuti elettronici al riciclaggio e recupero", riferisce il direttore del settore ambiente e tecnica di BIR, Ross Bartley in una dichiarazione rilasciata all'agenzia Reuters.

I costi di questo tipo di operazioni non sono stati ancora stimati dall'Onu o dalle industrie di trattamento di rifiuti: L'UE calcola che ogni anno gli stati membri smaltiscano circa 7,5 milioni di tonnellate di circuiti elettronici.

Cifre importanti, che hanno spinto l'Unione Europea a provvedere, attraverso alcune direttive, a regolamentare un sistema di smaltimento e trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, che prevede la ricaduta dei costi di tale sistema direttamente sui produttori.

Per quanto riguarda l'Italia, queste norme non sono ancora giunte ad un pieno recepimento, nonostante l'annuncio di un'imminente ratifica da parte del Ministero per l'Ambiente.

Dario Bonacina
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