L'Hubble cinese userà tecnologia USA

Gli ingegneri cinesi lanceranno entro il 2008 un telescopio spaziale simile all'Hubble ma infinitamente più potente - grazie ad hardware sviluppato insieme a ricercatori Born In USA. Linux in orbita

Pechino - Gli scienziati dell'Accademia Cinese delle Scienze stanno realizzando un telescopio orbitante che celebrerà i progressi dell'industria aerospaziale made in China: entro il 2008, anno dei giochi olimpici di Pechino, l'anti-Hubble scruterà le profondità dello spazio con incredibile precisione.

Il satellite verrà posizionato ad un'altitudine di 730 chilometri dalla Terra e servirà principalmente per l'osservazione delle macchie solari. Jin Shengzhen, direttore del progetto, dichiara che "le lenti a bordo del nostro telescopio permetteranno risoluzioni ottiche incredibili, dandoci la possibilità di scoprire esattamente cosa accade sulla superficie della nostra stella".

Il costo del sistema d'osservazione per questa prima fase di sviluppo ammonta a circa otto milioni di euro ma le autorità cinesi pensano di aumentare gradualmente gli investimenti fino alla ragguardevole cifra di 100 milioni di euro. Battezzato semplicemente Space Solar Telescope, il gioiello high-tech sarà composto da due lenti ottiche, ciascuna del diametro d'un metro. Un apparato per la rilevazione di raggi X ed onde radio, utilissimo nell'osservazione del Sole, ne completerà l'arsenale. William Livingston, astronomo americano di fama, ha sottolineato l'unicità dello SST in una dichiarazione rilasciata all'agenzia Xinhua.
Ma nonostante i trionfalismi del governo cinese, che inneggia ad una "nuova era per l'esplorazione spaziale" interamente sotto il segno della RPC, l'hardware informatico del potentissimo SST si baserà su tecnologia statunitense.

Infatti il cervello del nuovo telescopio orbitale, un sistemone Linux basato su architettura cluster da 50 CPU, è il frutto di un accordo stipulato nel 2003 tra IBM e Repubblica Popolare. In questa insolita joint venture, i due partner hanno unito le risorse per realizzare supercomputer ad altissime prestazioni e destinati alla ricerca scientifica.

Ormai sono passati quasi tre anni dalla fine deltrattato che vietava l'esportazione verso la Cina di supercalcolatori americani: da quando la RPC ha iniziato a sfornare CPU proprietarie, Washington ha progressivamente aperto il mercato arrendendosi all'aggressiva competitività degli ingegneri cinesi.

Tommaso LOmbardi
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